Niccolò Circignani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dipinto Niccolò Circignani presso la Reale Accademia di Spagna a Roma (1585)

Niccolò Circignani detto il Pomarancio (Pomarance, 1530 circa – 1597) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi lavori di Niccolò Circignani (talvolta riportato anche come Cercignani, cosiddetto dal paese nativo Pomarance, ora in provincia di Pisa) sono documentati intorno al 1562 a Roma, dove dipinse gli affreschi del Belvedere in Vaticano con Santi di Tito.

In seguito lo troviamo attivo ad Orvieto (1570), Umbertide (1572), Città di Castello (1573-1577), Castiglione del Lago (1574) e a Città della Pieve.

Lavorò anche con Hendrick van den Broeck alla cattedrale di Orvieto e nel 1568 dipinse gli affreschi della chiesa del Maestà delle Volte a Perugia, la Resurrezione (1569) a Panicale) e una Annunciazione (1577, ora nella Pinacoteca di Città di Castello).

Dipinse anche gli affreschi su temi mitologici, come il Giudizio di Paride, Storie dell'Eneide e altri, in collaborazione con Giovanni Antonio Pandolfi, nel palazzo della Corgna a Castiglione del Lago. Le pitture raffiguranti le "gesta di Ascanio" gli furono commissionate dal marchese Diomede della Corgna che sottoscrisse il contratto nel 1574.[1] Il pittore toscano realizzò pure parte della decorazione pittorica del palazzo della Corgna a Città della Pieve.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi della Corgna.

Nel 1579 tornò a Roma [2] per lavorare con Mattheus Bril e decorò la Sala della Meridiana nella Torre dei Venti e nelle Logge (1580-1583) in Vaticano.

Tra il 1582 ed il 1583 dipinse gli affreschi della Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio (24 scene che imitano rilievi scultorei, in toni di giallo, raffiguranti la storia di santo Stefano e del suo culto).

Ricevette l'incarico di affrescare il muro che chiudeva l'ambulacro con scene di martirio. Il ciclo inizia con la Crocifissione di Gesù, a cui segue il martirio di santo Stefano, con sullo sfondo le raffigurazioni dei supplizi degli Apostoli.

Nel 1589 l'artista è documentato presso l'Abbazia di Valvisciolo a Sermoneta. Dove ricevette l'incarico di affrescare la cappella Caetani con storie di San Lorenzo, il presbiterio e il coro della chiesa. I cicli di affreschi furono commissionati dal cardinale Enrico Caetani e dal duca Onorato IV. Realizzati in occasione della visita, che si tenne dall'undici al ventuno ottobre 1589, di papa Sisto V nel ducato di Sermoneta. Inoltre numerosi sono i riferimenti visivi al titolo ducale (putti che sorreggono la corona ducale) conferito da Sisto V qualche anno prima, con la bolla "Coelestis Altitudinis", proprio a Onorato IV Caetani. La paternità degli affreschi a Niccolò Circignani è documentata da due iscrizioni ritrovate nel coro, in cui ci sono chiari riferimenti anche ai suoi collaboratori tra cui spicca il nome del figlio Antonio. Il pittore morì, all'età di 67 anni, nel 1597.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Festuccia, p.47
  2. ^ "Pomaràncio, Niccolò Circignani detto il" in Treccani Enciclopedie on line

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristina Degl'Innocenti, Il Pomarancio: Nicolò Circignani, Edizioni dell'Erba, Fucecchio 1997
  • Cristina Galassi, Niccolò Circignani il Pomarancio "prattico" e "spedito pittore", Petruzzi editore 2007
  • R.P. Ciardi, Niccolò Cercignani, Cristoforo Roncalli, pittori di Pomarance, Volterra 1992
  • Luciano Festuccia, Castiglione del Lago, Perugia 1985.
  • Sonia Testa, Abbazia di Valvisciolo "Vallis Lusciniae" Ars et Historia, 2007
  • Sonia Testa, L'eremo di San Francesco Arte e Storia, 2007
  • Sonia Testa, Niccolò Circignani detto il Pomarancio "prattico pittore", "huomo di grand'inventione e prestezza"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]