Good Bye Lenin!

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Good Bye Lenin!
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Titolo originale: Good Bye Lenin!
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Germania
Anno: 2003
Durata: 121'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: commedia
Regia: Wolfgang Becker
Soggetto: Wolfgang Becker, Bernd Lichtenberg
Sceneggiatura: Wolfgang Becker, Bernd Lichtenberg
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Martin Kukula
Montaggio: Peter R. Adam
Effetti speciali: Andreas Schellenberg
Musiche: Yann Tiersen
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Lothar Holler
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film

Good Bye Lenin! è un film del 2003 diretto da Wolfgang Becker.

Indice

[modifica] Trama

Berlino (Germania Est), fine degli anni settanta. Abbandonata dal marito che è riuscito a scappare all'Ovest, Christiane (Katrin Sass), una fervente socialista, si dedica anima e corpo alla politica ed alla causa della Repubblica Democratica Tedesca. Ma il 7 ottobre 1989 (quarantennale della DDR), durante alcuni tumulti, la donna vede il figlio pestato e portato via dalla polizia: colpita da un infarto, cade in coma, e pochissimo dopo il figlio è liberato.

Si risveglia 8 mesi dopo, ma in questo lasso di tempo -relativamente breve-, il mondo attorno a lei è cambiato: il muro di Berlino è caduto, il Paese si avvia alla riunificazione ed il governo socialista non esiste più. E i suoi figli si sono subito adattati alla nuova realtà: Alex (Daniel Brühl), dopo aver sciolto la cooperativa di riparatori tv resta nel settore diventando installatore di parabole satellitari, Ariane (Maria Simon), ragazza-madre, lascia l'università e lavora al Burger King (nel corso del film aspetterà un altro figlio dal nuovo compagno Rainer).

Per evitarle il contraccolpo psicologico, ritenuto fatale dai medici, il figlio, confidando nel fatto che la madre deve restare a riposo per molto tempo ed aiutato dalla sorella e dall'amico aspirante regista Denis (Florian Lukas), "preserva" la normalità della RDT all'interno del proprio appartamento. Recupera cimeli, prodotti e giornali della Germania Est, insieme all'amico videoamatore realizza improbabili ma credibili telegiornali per tenere aggiornata la madre e coinvolge amici e vicini nella lunga pantomima, sperando che la donna non venga mai a sapere la verità. Tutto sembra precipitare quando un giorno Christiane, non controllata dai figli, sia alza dal letto ed esce di casa. Percorrendo pochi metri vede intorno a sè un mondo completamente diverso: arredamenti creativi, automobili di lusso, immagini sante, pubblicità e non ultimo un elicottero che porta via una statua di Lenin. Ancora una volta Alex riesce a cavarsela e con uno strategemma convince la madre che nulla è cambiato. Durante una gita la madre racconta ai due figli la verità riguardo al padre, scappato a ovest con un'altra donna, o almeno così cerca di far credere loro. La verità è che lei stessa progettava insieme al marito la fuga dall'est ma, all'ultimo, non si era sentita di raggiungerlo per le difficoltà burocratiche per l'ottenimento del visto.

Alex va a rintracciare il padre, anche perché la madre ha avuto un secondo infarto e le resta poco da vivere. Il suo ultimo desiderio è di rivedere il marito. Mentre Alex è fuori in cerca del padre, la sua ragazza Lara (Chulpan Khamatova) approfitta per raccontare alla madre la verità, ma lei continua a credere od a fingere di credere al gioco del figlio anche quando poco prima di morire, Alex prepara una decorosa uscita di scena della DDR. Mettendo fine alla sua creatura, Alex ribalta la storia consegnando la vittoria ad un socialismo liberale cui pure le popolazioni dell'occidente ardentemente cercano di approdare; conseguenza di questo fatto è l'abbattimento del muro e la fine della divisione tedesca. La madre di Alex sopravvive così per tre giorni alla sua amata Repubblica Democratica Tedesca spegnendosi serena dopo la riunficazione del proprio Paese.

[modifica] Curiosità

  • La produzione ha dovuto far ricorso alla computer graphic per "ritoccare" molto della Berlino attuale per farla somigliare alla vecchia Berlino Est che faceva parte della Repubblica Democratica Tedesca. Molti manifesti pubblicitari e insegne sono stati cancellati virtualmente e i colori sono stati digitalmente smorzati per ricreare l'atmosfera del tempo.
  • Il film è costato 4 milioni e ottocentomila euro e solo in Germania ne ha incassati più di 37, diventando uno dei maggiori successi del cinema tedesco di sempre.
  • Sono presenti i Mondiali di calcio di Italia '90, vinti dalla Germania riunificata.
  • A giugno 2007, un polacco in coma per 19 anni si è risvegliato non rendendosi conto che in Polonia vi era stata la transizione dal comunismo al capitalismo, una storia che sembra ripercorrere quella del film.
  • Un piccolo errore è presente quando viene mostrato il lavoro di Ariane al Burger King: la grafica è quella "recente" del 1994.
  • L'edizione italiana è della Bibi.it, i dialoghi e la direzione del doppiaggio sono di Gianni Galassi.
  • Recentemente ne è stata girata una spassosa parodia, intitolata "Goodbye Micin": ambientata a Monterusciello, provincia di Napoli, ha come protagonisti dei gatti

[modifica] Bibliografia

  • Geremia Carrara. Immagini di un'immagine. La rappresentazione della Repubblica Democratica tedesca dallo stereotipo all'utopia nel cinema dell'Ostalgie, in Eva Banchelli (a cura di): Taste the East: Linguaggi e forme dell'Ostalgie. Sestante Edizioni, Bergamo 2006, pp. 113-130, ISBN 88-87445-92-3.

[modifica] Voci correlate

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