Giorgio Clelio Stracquadanio
| on. Giorgio Clelio Stracquadanio | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Milano |
| Data nascita | 22 marzo 1959 |
| Titolo di studio | diploma di liceo classico |
| Professione | politico, giornalista |
| Partito | Il Popolo della Libertà |
| Legislatura | XVI |
| Pagina istituzionale | |
| sen. Giorgio Clelio Stracquadanio | |
|---|---|
| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
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| Partito | Democrazia Cristiana per le Autonomie |
| Legislatura | XV |
| Pagina istituzionale | |
Giorgio Clelio Stracquadanio (Milano, 22 marzo 1959) è un politico e giornalista italiano.
Indice |
Attività giornalistica
Stracquadanio è giornalista pubblicista. È stato editorialista del quotidiano Il Tempo e di Libero. Ha redatto e curato numerosi volumi politici di destra, pubblicati da Libero, tra cui Tutte le balle su Berlusconi, I peccati di Prodi, Perché la sinistra non ha vinto, Un bel sì per mandare a casa Prodi, Le mani rosse sull'Italia, I primi cento giorni di Prodi.
Nel 2009 fonda il quotidiano online Il Predellino.
Attività politica
Negli anni ottanta, Stracquadanio era attivista del Partito Radicale di Marco Pannella e portaborse di Tiziana Maiolo, allora assessore comunale antiproibizionista[1]. Nel 1993 è stato candidato come consigliere comunale a Milano per la lista di Tiziana Maiolo; la lista non entrò in Consiglio[2][3].
Nel 1996 Stracquadanio si candida alla Camera dei deputati nel Polo delle Libertà, senza essere eletto. Viene eletto nell'aprile 2006 al Senato nelle liste di Forza Italia. Pur continuando a partecipare ai lavori politici di Forza Italia e restando esponente effettivo del partito, dopo un mese aderisce al gruppo parlamentare Democrazia Cristiana per le Autonomie per garantire il raggiungimento del quorum minimo di costituzione[4]. Ha ricoperto al Senato le cariche di segretario della Commissione Bilancio, membro della Giunta per le Elezioni e del Comitato Parlamentare per i Procedimenti d'Accusa.
Nel 2006 è stato eletto membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale, con la qualifica di "parlamentare supplente", per il quale era già stato attivista negli anni ottanta[1].
Tra le sue azioni politiche la denuncia a carico dei vertici dell'UCOII (Unione Comunità Islamiche Italiane) alla Procura della Repubblica di Roma per aver posto sullo stesso piano le stragi naziste con le azioni militari israeliane in Libano. La denuncia ha portato a indagare gli esponenti dell'associazione da parte della Procura e della Digos per incitazione alla violenza razziale[5].
È fra i deputati contrari alla proposta di dimezzare lo stipendio e le indennità dei parlamentari[6].
Alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, risultato tra i non eletti alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 1 (province di Milano e Monza), è successivamente subentrato all'onorevole Cristiana Muscardini la quale ha rinunciato al seggio alla Camera e optato per un seggio al Parlamento europeo. È consigliere politico del ministro Maria Stella Gelmini.
È stato co-firmatario del disegno di legge per il distacco di sette comuni dell'alta Val Marecchia dalla regione Marche per la loro aggregazione all'Emilia-Romagna.
Controversie
Stracquadanio è anche noto per alcune sue prese di posizione che hanno generato controversie e polemiche; ha avuto scontri verbali, tra gli altri, con il vicedirettore dell'Unità, Gianni Barbacetto, Marco Lillo de Il Fatto Quotidiano, Milena Gabanelli, l'attuale presidente del Cda della Rai, Paolo Garimberti e Luigi Amicone, direttore di Tempi, periodico di Comunione e Liberazione[7], e in seguito anche con Gianluigi Paragone, giornalista Rai di area Lega[8].
Il 20 novembre 2009 ha rilasciato un'intervista a Il Fatto Quotidiano in cui si è dichiarato a favore delle leggi ad personam, contrario alla reintroduzione del voto di preferenza e all'espressione del dissenso all'interno del Popolo delle Libertà. Ha inoltre dichiarato che l'editto bulgaro avrebbe dovuto contenere più nomi, e che Augusto Minzolini avrebbe dovuto rendere esplicita la linea editoriale del TG1 a favore del governo Berlusconi IV.[9]
Nell'estate 2010 ha invocato contro Gianfranco Fini il "trattamento Boffo", ossia l'attacco politico-giornalistico a colpi di dossier, di cui è stato oggetto Dino Boffo nel 2009[10][11]. Ha inoltre dichiarato in Senato che L'Aquila "era una città che stava morendo, indipendentemente dal terremoto e il terremoto ne ha certificato la morte civile"[7]. Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha sporto querela contro di lui; il Terremoto dell'Aquila del 2009 ha provocato un totale di 308 vittime[12]. Ha inoltre negato la presenza di una crisi industriale nel caso della Vynils[7].
A seguito della denuncia di Angela Napoli sulla prostituzione di alcune colleghe politiche in cambio di cariche pubbliche, si è dichiarato a favore dell'uso della prostituzione per fare carriera nella politica italiana[13][14][15].
Stracquadanio ha cercato di introdurre un emendamento al decreto sicurezza che avrebbe reso non rintracciabili le buste paga dei dipendenti delle aziende vincitrici di appalti pubblici, così favorendo il lavoro nero[16].
Il 9 febbraio 2012, durante la trasmissione "Punto e a capo" su ClassTv, ha affermato che "chi guadagna 500 euro al mese è uno sfigato" e che secondo lui "non esistono persone che guadagnano 500 euro al mese in Italia, al massimo si può parlare di poche centinaia di migliaia di persone" perché "altrimenti i marciapiedi italiani sarebbero pieni di morti di fame"[17].
Note
- ^ a b Mauro Suttora: Il maestro Pannella e la scuola radicale: come impossessarsi di una poltrona per sempre!
- ^ Archivio Corriere.it
- ^ Archivio Corriere.it
- ^ Scheda su Senato.it
- ^ Islam, indagati i vertici dell'Ucoii - "Hanno incitato alla violenza razziale", La Repubblica - 7/2/2007
- ^ RaiNews24 - I senatori non si riducono lo stipendio - 8 novembre 2007.
- ^ a b c Stampa, giustizia e cassintegrati, la calda estate di Stracquadanio, La Repubblica, 12 settembre 2010
- ^ Repubblica.it
- ^ Stracquadanio, il fedelissimo del premier che ha lanciato il Sì-B-Day, Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2009
- ^ Avvenire contro Stracquadanio "Fini come Boffo? Si vergogni", La Repubblica, 1º agosto 2010
- ^ Bracconi su Repubblica.it
- ^ Cialente querela il parlamentare PDL Straquadanio, Abruzzo24Ore
- ^ Napoli: "Qualche eletta si è prostituita" Fini: "Si scusi con tutte le deputate". Repubblica.it, 8 settembre 2010
- ^ Stracquadanio: "Legittimo usare corpo se si vuole fare carriera in politica". Repubblica.it, 13-09-2010
- ^ Stracquadanio: «Legittimo usare il proprio corpo per fare carriera». Corsera.it, 13 settembre 2010
- ^ La Repubblica, 30 novembre 2010
- ^ Stracquadragno: "Chi guadagna 500 euro al mese è uno sfigato"
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