Legge ad personam
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Con la locuzione legge ad personam s'intende una legge (o atto avente forza di legge) che si ritiene sia stata realizzata mirando specificamente al raggiungimento di determinati effetti favorevoli (o sfavorevoli) per una singola e individuata persona o ristretto gruppo di soggetti (ad personam), ciò nonostante possa essere apparentemente formulata in modo generale. La locuzione - un'espressione latina mutuata dal gergo giuridico - è entrata nell'uso comune in Italia a seguito del largo uso che politici e giornalisti ne hanno fatto durante la XIV legislatura.
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[modifica] Le leggi ad personam nella politica italiana
Nella storia politica italiana il fenomeno delle leggi ad personam ha spesso infiammato l'opinione pubblica[1].
[modifica] Legislatura XIII
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Il Parlamento aveva varato delle norme per distinguere le funzioni del Giudice dell'udienza preliminari e quello delle indagini preliminari, il cambiamento prevede che il primo debba occuparsi soltanto di stabilire se si devono attuare misure cautelari, il secondo interviene nell'ambito del rinvio a giudizio. Successivamente, durante il Governo D'Alema I, il ministro di Grazia e Giustizia Oliviero Diliberto, il 21 maggio 1997, promosse un decreto legge per rinviare a gennaio 2000 l'entrata in vigore della distinzione. In Commissione Giustizia veniva però approvato un emendamento in senso contrario, che ne comportava l'immediata introduzione.
Questo suscitò allarmi da parte della magistratura, che vedeva a rischio vari procedimenti, in quanto la legge prevedeva che gli atti dell'indagine erano da rimettere al presidente del tribunale per la designazione di un altro giudice, il quale poi avrà la facoltà di confermarli oppure di rinnovarli in parte o in tutto. Secondo quanto riportato dalla stampa in alcuni articoli su La Repubblica[2] e L'Espresso, diversi parlamentari della maggioranza imputavano queste modifiche alle pressioni ricevute dall'opposizione, che sarebbero state dovute a dei compromessi fra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi, il quale avrebbe minacciato il blocco di alcuni lavori parlamentari. Secondo il ministro invece il mancato rinvio sarebbe dovuto per il possibile incorrere d'incostituzionalità.
L'avviamento del processo Imi-Sir, con imputati Silvio Berlusconi e Cesare Previti, in quel periodo veniva considerato particolarmente a rischio a causa di queste modifiche. Il giudice Alessandro Rossato, che aveva chiesto anche l'arresto al Parlamento di Previti, era stato più volte ricusato dai difensori degli imputati, e si temeva che adesso la ricusazione potesse avvenire per legge dello Stato. Rossato tuttavia riuscì a portare a termine il suo rinvio a giudizio, in quanto a seguito delle polemiche suscitate venne applicato un rinvio delle norme di alcuni mesi.
[modifica] Legislatura XIV
Sotto i governi Berlusconi II e III sono state approvate numerose leggi che hanno sollevato aspre critiche in quanto ritenute leggi ad personam[3].
Tali contestazioni hanno affermato che la maggioranza di centrodestra abbia ricorso a tale espediente per alleggerire la posizione processuale di Berlusconi stesso. Tra le tante, è stato rilevato come le seguenti abbiano ridotto le pendenze giudiziarie o abbiano in qualche modo favorito gli interessi del Presidente del Consiglio:
- la depenalizzazione del falso in bilancio[4]
- la legge sulle rogatorie[5]
- l'introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica[6]
- la "legge Cirami" sul legittimo sospetto[7]
- la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi)[8]
- l'estensione del condono edilizio alle zone protette[9] (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
- il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste[10] (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
- la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi[11]
- l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento[12]
- la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni[13]
- la norma transitoria della Legge 90/2004 che consentì a Gabriele Albertini, sindaco di Milano non più rieleggibile, di essere candidato alle elezioni europee senza dover dare le dimissioni da sindaco.
Alcuni esperti di diritto hanno anche definito "legge ad coalitionem"[14] la legge elettorale del 2006[15] che, data la morfologia delle formazioni politiche all'atto delle elezioni governative, si riteneva dovesse permettere ai partiti della coalizione di centrodestra di ottenere un numero di seggi fortemente superiore rispetto a quanto sarebbe avvenuto con la precedente normativa, ma che in realtà non ha avuto altro effetto se non quello di alimentare la disgregazione, effetto tuttavia rovesciato nelle successive elezioni politiche del 2008 a causa di una nuova intervenuta conformazione partitica.
[modifica] Fonti e note
- ^ Repubblica.it - Legge ad personam, di Ezio Mauro
- ^ la Repubblica, 5 giugno 1999
- ^ Repubblica.it - Legge ad personam, di Ezio Mauro
- ^ Legge n. 61/2002
- ^ Legge n. 367/2001
- ^ "Lodo Schifani", 140/2003, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi.
- ^ Legge n. 248/2002
- ^ "Legge ex-Cirielli", 251/2005
- ^ Legge delega 308/2004
- ^ Ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004
- ^ P.A.I. (Piano di Assetto Idreogeologico) del 2001
- ^ DL n. 3600
- ^ Legge 112/2004
- ^ Agenzie stampa 09/2005
- ^ Senato.it - Normativa in materia elettorale

