Gaetano Pecorella

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Gaetano Pecorella
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Luogo nascita Milano, bandiera Italia
Data nascita 9 maggio 1938 (1938-05-09) (71 anni)
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato penalista
Partito Forza Italia
Legislatura XV
Gruppo Forza Italia
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Circoscrizione
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Collegio
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Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale

Gaetano Pecorella (Milano, 9 maggio 1938) è un politico e giurista italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Laureato in giurisprudenza, avvocato penalista, è stato assistente di Procedura penale del professore Gian Domenico Pisapia e, infine, docente universitario ora in pensione.

Inizia la carriera politica come militante di Potere Operaio, collaborando col servizio giuridico di Soccorso Rosso Militante, poi entra nel movimento della sinistra radicale di Democrazia Proletaria. Successivamente entra a far parte del Partito Socialista Italiano, ed, infine, in Forza Italia.

Dal 1994 al 1998, per due mandati, è stato presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane.

Accusato di favoreggiamento per la strage di Piazza della Loggia. Nel 2003 ricopre l'incarico di Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e nello stesso anno difende presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere Nunzio De Falco, boss di camorra del cartello camorristico casalese condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di Don Peppino Diana.

Iscritto al gruppo parlamentare Forza Italia, dal 3 maggio 2006, è deputato. Viene considerato come la mente giuridica di Forza Italia. È anche avvocato difensore di Silvio Berlusconi.

Porta il suo nome una legge, varata nel secondo governo Berlusconi, che prevede l’inappellabilità da parte del pubblico ministero delle sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale ha dichiarato però tale legge incostituzionale. Le parole di risposta di Pecorella furono: «questa sentenza è in grado di riaprire processi che già sono in Cassazione e tornerà ad essere decisivo non il giudizio orale e pubblico di primo grado, ma quello d’appello fatto sulle carte scritte».[1]

In seguito disse: "È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare" [2]

Nel 2008 è stato proposto dal Popolo della Libertà come giudice della Corte costituzionale.[3]

[modifica] Opere

[modifica] Note

  1. ^ Giuseppe Guastella. Berlusconi attacca: sentenza indegna Non è democrazia. Corriere della Sera, 29 gennaio 2007. URL consultato il 16/10/2008.
  2. ^ Da Vaccarella a Pecorella
  3. ^ Corte Costituzionale, dal Pd no a Pecorella. Il governo va avanti: «È lui il candidato». Corriere della Sera, 15 ottobre 2008. URL consultato il 16/10/2008.

[modifica] Collegamenti esterni

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