Gaetano Pecorella
| on. Gaetano Pecorella | |||
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| Luogo nascita | Milano, |
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| Data nascita | 9 maggio 1938 | ||
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza | ||
| Professione | avvocato penalista | ||
| Partito | Forza Italia, Popolo della Libertà | ||
| Legislatura | XIII, XIV, XV, XVI | ||
| Gruppo | Forza Italia,Popolo della Libertà,Gruppo misto | ||
| Circoscrizione | Lombardia 1 | ||
| Incarichi parlamentari | |||
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PRESIDENTE della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITA' ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI dal 1° aprile 2009 |
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| Pagina istituzionale | |||
Gaetano Pecorella (Milano, 9 maggio 1938) è un politico e giurista italiano.
Indice |
Studi e attività professionale[modifica]
Laureato in giurisprudenza, avvocato penalista, è stato assistente di Procedura penale del professore Gian Domenico Pisapia, di Diritto penale del professore Giacomo Delitala e, successivamente, professore associato di Istituzione di diritto e procedura penale presso la Facoltà di Scienze Politiche di Milano (dal 2002 in pensione).
Dal 1994 al 1998, per due mandati consecutivi, è stato presidente dell'Unione delle Camere Penali Italiane.
Attività politica[modifica]
Negli anni '70[modifica]
È stato avvocato in molti processi politici, partecipando negli anni settanta, insieme a Marcello Torre e a Umberto Terracini, alla difesa del salernitano Giovanni Marini, accusato dell'omicidio del militante di destra[1] Carlo Falvella. Entra poi nel movimento della sinistra radicale di Democrazia Proletaria. Prima di allora era già membro di Potere Operaio.
Nel PSI e in Forza Italia[modifica]
Nel 1998 entra in Forza Italia.
Accusato di favoreggiamento per la strage di Piazza della Loggia, il processo è archiviato dieci anni dopo. Nel 2001 ricopre l'incarico di Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati e nello stesso anno, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, difende Nunzio De Falco, boss di camorra del cartello camorristico casalese condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di don Peppino Diana.
Nel 2004 ha ammesso l'uso di leggi ad personam per "consentire a Berlusconi di governare" superando i procedimenti giudiziari a suo carico[2].
Iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia, dal 1998 è deputato. È stato avvocato difensore di Silvio Berlusconi.
Legge Pecorella[modifica]
Porta il suo nome la Legge Pecorella (legge 20 febbraio 2006 n.46), varata dal governo Berlusconi III, che prevede l’inappellabilità da parte del pubblico ministero delle sentenze di proscioglimento.
Rimandata alla camere dall'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che nutriva forti dubbi sulla costituzionalità del disegno di legge[3], una volta approvata è stata modificata svariate volte dalla Corte Costituzionale che ne ha rilevato il carattere incostituzionale in varie parti.
La Legge Pecorella, seppur in minima parte, è tuttora in vigore all'art.428 dato che sono inappellabili le sentenze di non luogo a procedere e all'art. 606 in ordine ai nuovi motivi di ricorso per Cassazione.
XVI Legislatura[modifica]
Nel 2008 è stato proposto dal Popolo della Libertà come giudice della Corte costituzionale[4]. La candidatura è stata infine ritirata su richiesta del Presidente Berlusconi.
In seguito dirà che don Peppino Diana è stato sicuramente ucciso per mano della Camorra, ma non per questo è da elevare a martire in quanto il suo impegno anticamorra è solo uno dei moventi ipotizzati ma non è l'unico emerso dal processo; queste dichiarazioni hanno scatenato una polemica con lo scrittore Roberto Saviano.[5]
È presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
L'uscita dal Pdl[modifica]
Il 22 novembre 2012 annuncia le sue dimissioni dal PdL insieme al vicecapogruppo del PdL alla Camera Isabella Bertolini, al vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera ed ex Sottosegretario all'Ambiente de Governo Berlusconi Roberto Tortoli e all'ex presidente del Comitato per la legislazione della Camera Franco Stradella e al deputato già ex PdL Giorgio Stracquadanio per fondare la componente del Gruppo Misto Italia Libera nuovo soggetto politico che guarda alle formazioni Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo e Andrea Riccardi e al progetto della Lista per l'Italia di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini per continuare l'esperienza politica del Governo Monti. Nel 2012 la componente si federa alla Camera con la componente "Liberali per l'Italia-PLI" composta tutta da deputati ex PdL tra cui Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Luciano Mario Sardelli e Angelo Sartori che avevano lasciato il partito nel 2011 facendo cadere il Governo Berlusconi IV per aprile la strada al Governo Monti dando vita alla componente unitaria Italia Libera-Liberali per l'Italia-Partito Liberale Italiano" di cui Antonione è eletto capogruppo e Vicepresidente del Gruppo Misto.
Nel dicembre 2012 aderisce ufficialmente all'Agenda Monti per l'Italia, il nuovo movimento politico di Mario Monti.
Opere[modifica]
- Una monografia sul reato di furto e 80 articoli in materia penale.
- Di te un incantesimo mi prende (Gaetano Pecorella, 2005, L'Accademia, ISBN 88-89899-00-X).
Note[modifica]
- ^ Tribunale di Salerno, Atti del processo contro Giovanni Marini.
- ^ Da Vaccarella a Pecorella
- ^ Ciampi boccia la legge Pecorella
- ^ Corte Costituzionale, dal Pd no a Pecorella. Il governo va avanti: «È lui il candidato». Corriere della Sera, 15 ottobre 2008. URL consultato in data 16/10/2008.
- ^ Saviano: perché Pecorella infanga don Peppe Diana? Repubblica, 1 agosto 2009
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Gaetano Pecorella
Collegamenti esterni[modifica]
- La scheda dal sito della Camera dei deputati
- Intervista a Gaetano Pecorella - Sette (Pubblicata il 15/04/2004)
- Strage in piazza della Loggia (rassegna.it - 33º anniversario della Strage)
- Modifiche al codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento
- Intervento di Saviano contro Pecorella che diffama Don Diana prete eroe ucciso dalla Mafia
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