Dino Boffo

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Dino Boffo (Asolo, 19 agosto 1952[1]) è un giornalista italiano, direttore del quotidiano Avvenire dal 1994 al 2009, dal 2010 al 2014 direttore di rete di TV2000.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi e la carriera nell'Azione Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Asolo[1], originario di Onè di Fonte,[2] negli anni della scuola media e del liceo classico Boffo fu allievo dell’Istituto Filippin dei Fratelli delle Scuole cristiane. Laureato con lode in Lettere classiche all’Università di Padova (marzo 1982)[3] con una tesi sui primi martiri cristiani[4], nel settembre 1973, ancora giovanissimo, venne chiamato dal professor Vittorio Bachelet in Centro nazionale dell’Azione Cattolica Italiana[5]. Dal 1977 al 1980 è stato segretario generale dell'Azione Cattolica[6], preposto a questa carica, a soli venticinque anni, dallo stesso Mario Agnes[7], all'epoca Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica italiana. Lo stesso Agnes, del resto, era stato chiamato nel 1976 da papa Paolo VI a presiedere la Nuova Editoriale Italiana (NEI)[8], società editrice di quello stesso Avvenire di cui Dino Boffo diventerà poi direttore.

Dopo l'elezione di Giovanni Paolo II aveva progressivamente abbandonato le posizioni del cattolicesimo democratico.[9] Nel 1980 viene eletto con 460 voti, primo tra i responsabili unitari, alla quarta assemblea dell'Azione Cattolica. Già da allora si segnala come vicino a Comunione e Liberazione: il settimanale ciellino, Il Sabato, titola il 4 ottobre 1980 "Eletto Boffo scoppia l'applauso".[10] Tre anni dopo, quando Boffo si presenterà nella lista del Settore adulti riportando solo 88 voti, "Il Sabato" eviterà di dedicargli un titolo. Attorno a Boffo si coagulano Straziota e Mattioli del Settore Giovani e Fabio Porta del Movimento studenti. Antonio Tombolini, dell'ACR, continuerà a propugnare una linea di autonomia rispetto ai due schieramenti contrapposti, Monticone-Bindi, da un lato, Dino Boffo, dall'altro.[10]

Nel 1981 Dino Boffo incontrò per la prima volta Camillo Ruini a Reggio Emilia, un incontro decisivo nella vita del futuro direttore di Avvenire: Ruini non era an­cora vescovo — lo sarebbe diven­tato nel 1983 — e il discorso di Boffo, così distante dalla vulga­ta cattolico democratica in voga al tempo, colpì la sua attenzione[11]. Il 26 agosto 1985 Boffo partecipò, in qualità di oratore e di esponente di Azione Cattolica, al sesto Meeting per l'amicizia fra i popoli di Comunione e Liberazione[12]: alla tavola rotonda "Tempo di rischio e di iniziativa per la società italiana" cui partecipavano gli esponenti delle maggiori associazioni laicali, il suo discorso fu "accolto da segni di insofferenza e da qualche fischio".[13]

In quegli anni si acuisce lo scontro all'interno dell'Azione Cattolica: Boffo è leader della fazione a sostegno dell'intesa e della collaborazione con Comunione e Liberazione, opposta alla fazione di Alberto Monticone, allora Presidente Nazionale dell'Azione Cattolica, che viene accusato di "neo-protestantesimo". L'11 luglio 1987, a Lorenzago di Cadore, Boffo, in qualità di Presidente Diocesano dell'Azione Cattolica di Treviso (incarico che ha ricoperto dal 1986 al 1990) insieme ad altri trecento giovani cattolici, poté incontrare Giovanni Paolo II[14][2].

Direttore di Avvenire[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicista nel 1979, si avviò alla professione attraverso il giornalismo locale, lavorando – dal 1982 al 1992 - nella storica testata della Vita del Popolo di Treviso, di cui è stato vice-direttore ed in seguito direttore, dal 1989 al 1992.[5][15] Nel 1978 è entrato ad Avvenire, dove ha fatto parte per 11 anni del consiglio di amministrazione.[6] Nel 1991 divenne vicedirettore di Avvenire: direttore della testata cattolica era, all'epoca, Lino Rizzi.[16]

Il 1º gennaio 1994 ne è diventato il direttore[6][16], in seguito al gravissimo incidente stradale che lo stesso Lino Rizzi aveva subito sull'Autostrada A1[17]. La nomina fu voluta dal cardinale Camillo Ruini, allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana, come parte della strategia di ingresso della Chiesa cattolica nel dibattito pubblico italiano dopo la fine dell'unità politica dei cattolici.[9][18] Durante la sua direzione, il quotidiano incrementò la propria diffusione (da meno di 80.000 a oltre 100.000 copie) e lanciò numerosi inserti, avviando inoltre una sezione internet (1998) e una profonda riforma grafica e contenutistica (2002).[19]

Nel 2005 impegnò la testata in un'intensa campagna contro il referendum abrogativo della legge 40 sulla procreazione assistita, invitando all'astensione. L'anno successivo, a causa della linea intrapresa dal giornale cattolico, fu indotta a dimettersi la giornalista Gabriella Caramore, colpevole di aver voluto difendere l'ammissibilità dell'eutanasia in casi eccezionali: la sua rubrica "Sul confine" fu "tagliata"[20].

Oltre ad aver diretto Avvenire, Boffo è stato direttore e responsabile dei servizi giornalistici del canale televisivo Sat 2000[21] di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2003[22] è membro (per volontà dell'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi) del comitato permanente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori - Ente fondatore e garante dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha il compito di definire - come si evince dal nome stesso - le linee guida dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.[23]

Le accuse del Giornale e le dimissioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 agosto 2009, Vittorio Feltri, direttore de Il Giornale, ritenendo incoerenti le critiche rivolte da Boffo al Presidente del Consiglio Berlusconi per alcune vicende personali,[24][25][26][27] pubblica un certificato del casellario giudiziale da cui risulta una condanna di Boffo per molestie e un documento (presentato come un'informativa della polizia) che diffonde la voce sulla presunta omosessualità dello stesso Boffo[23]. Questa voce, attribuita dal documento al Tribunale di Terni e come tale riproposta da Feltri, viene però smentita dal gip di Terni[28]. La vicenda riferita da Feltri risale al 2002, quando Boffo venne denunciato da una donna per molestie telefoniche.

Dopo le indagini del caso, il 9 agosto 2004 il Giudice per le indagini preliminari di Terni aveva emesso contro di lui un decreto penale di condanna per il reato di molestia alle persone (art. 660 C.P.), comminando un’ammenda di € 516 mentre la querela per ingiuria veniva ritirata. Boffo pagò l'ammenda. In seguito affermò che lo aveva fatto per chiudere una vicenda fastidiosa da altri causata, senza riconoscere pubblicamente responsabilità proprie, e sostenne che le telefonate erano state fatte a sua insaputa da qualcun altro.[29][30][31][32]

Di fronte alle accuse contenute nella presunta informativa e rilanciate da Feltri, Boffo riceve solidarietà da giornalisti e politici anche del centrodestra.[33] Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI esprime pieno appoggio a Boffo e lo stesso Presidente del Consiglio si dichiara estraneo alle accuse, mentre il Ministro dell'Interno smentisce l'ipotesi di "schedatura" da parte della polizia nei confronti di Boffo.[34][35][36] Il 30 agosto Boffo definisce "patacca" la documentazione pubblicata sul Giornale.[37][38]

Il 1º settembre il gip di Terni nega alla stampa l'accesso agli atti del procedimento, esibendo solo il decreto penale di condanna emesso nei confronti di Boffo. Il 2 settembre Avvenire pubblica un articolo a sostegno di Boffo, mentre[39] Feltri, nella trasmissione Radio anch'io attribuisce la "velina" da lui pubblicata ai servizi segreti vaticani, venendo però smentito dalla Sala stampa della Santa Sede.[40] Il 3 settembre 2009, dopo che Avvenire aveva respinto in dieci punti le accuse del Giornale[41], Boffo si dimette da direttore di Avvenire, Sat2000 e Radio inBlu con una lettera al Card. Angelo Bagnasco[42], il quale esprime "rammarico, profonda gratitudine e stima" nei suoi confronti.[43][44]

La ritrattazione di Vittorio Feltri[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 dicembre 2009 Feltri scrive sul Giornale che «La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali» e che «Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione»[45][46].

Il 2 febbraio 2010 si tiene un incontro chiarificatore tra Boffo e Feltri.[47] Il 26 marzo 2010 il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti di Milano sospende per sei mesi Feltri dall'albo dei giornalisti per le false accuse a Boffo che ne hanno violato la dignità personale e il decoro professionale e per le rivelazioni falsamente attribuite al Tribunale di Terni. L'11 novembre 2010 anche il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti censura l'operato di Feltri pur riducendo a tre mesi la sospensione dall'albo.[48]

La reazione della Santa Sede e della CEI[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 febbraio 2010, un comunicato della Segreteria di Stato smentisce le ipotesi di coinvolgimento della Gendarmeria vaticana e del direttore de L'Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian nella circolazione dei documenti contro Boffo, attribuendo tali ipotesi a una volontà diffamatoria verso la Santa Sede e il Pontefice e auspicando l'affermazione della verità e della giustizia.[49] Lo stesso giorno la Conferenza Episcopale Italiana dirama una nota di adesione al comunicato della Santa Sede.[50]

Il ritorno all'attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 ottobre 2010 Boffo viene nominato direttore di rete dell'emittente televisiva TV2000, organo di proprietà della Conferenza episcopale italiana.[51]

Il 14 febbraio 2014, con la risoluzione del contratto, termina l'incarico e il rapporto con TV2000. Due settimane dopo Boffo presenta ricorso contro il licenziamento, ritenuto "ingiurioso".[52] A fine ottobre dello stesso anno Boffo viene riassunto come dipendente "a casa" fino alla pensione, in applicazione di una clausola di salvaguardia del contratto sino a quel momento ignorata.[53]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1995 ha vinto il premio "De Senectute" alla sua settima edizione insieme ad altri giornalisti quali Enzo Biagi e Federico Rampini.[54]
  • Nel dicembre 2000 riceve il premio internazionale "Myrta Gabardi"[55].
  • Il 6 settembre 2003 riceve il premio giornalistico "Italo De Feo", sezione giornalistica del più generale premio Capri San Michele.[56]
  • Il 7 dicembre 2010 gli viene conferito dal sindaco di Milano il premio "Ambrogino d'oro" che Boffo dedica ai colleghi giornalisti vittime di soprusi.[57]
  • Il 27 aprile 2012 riceve a Sanremo il premio giornalistico "San Francesco di Sales Penna d'oro" conferito dagli aggregati del Monastero della Visitazione di Sanremo in omaggio ai valori di verità, giustizia ed equità promossi da San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.[58]
  • Il 20 giugno 2012 gli viene conferito, insieme al direttore generale della Rai Lorenza Lei il premio televisivo "Santa Chiara"[59]
  • Il 24 ottobre 2012 riceve il premio "Arturo Esposito Penisola Sorrentina"[60]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il presunto certificato del casellario giudiziale di Terni, Corriere della Sera, 31 agosto 2009
  2. ^ a b Fiducia e vicinanza a Dino Boffo, La vita del popolo, 03/09/2009 - Bruno Desidera
  3. ^ ilsussidiario.net, BOFFO: DIRETTORE INNOVATIVO COL GUSTO DELLA POLEMICA, ANSA - 28 agosto 2009
  4. ^ da Il partito di Dio: la nuova galassia dei cattolici italiani di Marco Damilano, p. 120, Einaudi 2006
  5. ^ a b il sussidiario.net
  6. ^ a b c Dino Boffo nuovo direttore, Corriere della Sera, 17 dicembre 1993
  7. ^ Anni di grande crescita con la direzione giusta, Avvenire, 4 settembre 2009.
  8. ^ Chi è, Roma, L'Espresso, vol. I, 1986, p. 9.
  9. ^ a b Aldo Cazzullo, "Ruini: «Non mi pento di averlo scelto come direttore», Corriere della Sera, 30 agosto 2009
  10. ^ a b Adista - 1986 - AI FILO-CIELLINI DELL'AZIONE CATTOLICA ABBANDONANO I LORO INCARICHI, Adista Notizie
  11. ^ Aldo Cazzullo, Ruini: «Non mi pento di averlo scelto come direttore», Corriere della Sera, 30 agosto 2009
  12. ^ WOJTYLA CONTRO SUPERMAN E CHE LA FESTA COMINCI, La Repubblica, 24 agosto 1985, p. 5.
  13. ^ I CIELLINI APPLAUDONO GABER CHE DICE: 'NON SONO COME VOI', La Repubblica, 27 agosto 1985, p. 7.
  14. ^ Per il Papa festa nel castello con 300 giovani cattolici, La Repubblica, 12 luglio 1987, p. 18.
  15. ^ Fiducia e vicinanza a Dino Boffo, La Vita del popolo; Anni di grande crescita con la direzione giusta, Avvenire, 4 settembre 2009
  16. ^ a b Anni di grande crescita con la direzione giusta, Avvenire, 4 settembre 2009
  17. ^ Lutto nel giornalismo. È morto Lino Rizzi. Fu direttore del Giorno e di Avvenire "Corriere della sera", 11 gennaio 2001, p. 22
  18. ^ Aldo Cazzullo, Don Camillo, uomo della riconquista post-dc, Corriere della Sera, 7 marzo 2007
  19. ^ «Il successo di "Avvenire"? Siamo coerenti e puntiamo sui valori», Corriere della sera, 18 gennaio 1998, p. 13
  20. ^ Avvenire taglia la rubrica. «Censura» dal Corriere della sera, 20 luglio 2006, p. 19.
  21. ^ Si rinnova Sat2000 La tv dei vescovi ora punta sui ragazzi Corriere della sera, 8 novembre 2005, p. 53
  22. ^ Il «Toniolo», teatro della sfida interna, Corriere della sera, 5 settembre 2009.
  23. ^ a b Gabriele Villa, Boffo, il supercensore condannato per molestie, Il Giornale, 28 agosto 2009
  24. ^ Politica e discrimine etico, Avvenire, 5 maggio 2009
  25. ^ C’è un “a priori” etico da salvaguardare sempre, Avvenire, 24 luglio 2009
  26. ^ Niente «silenzi di convenienza», parole appropriate, Avvenire, 28 luglio 2009
  27. ^ L'Avvenire contro Berlusconi "Suo stile di vita ci mette a disagio", La Repubblica, 12 agosto 2009; Avvenire attacca, il premier tace Ipotesi di incontro con il Papa a Viterbo, Il Mattino, 13 agosto 2009; «Berlusconi ha creato disagio alla Chiesa», Corriere della sera, 12 agosto 2009
  28. ^ Il gip: nelle carte non c'è nulla sulle inclinazioni sessuali, Corriere della sera, p. 14, 1 settembre 2009
  29. ^ Il «mini dossier» che accusa Boffo spedito ai vescovi, Corriere della sera, 31 agosto 2009.
  30. ^ Arretrati in pdf - ilGiornale
  31. ^ L'officina dei veleni, La Repubblica, 1º settembre 2009
  32. ^ Mogavero: «Boffo potrebbe dimettersi». Feltri: decisione che riguarda la Chiesa, Corriere della Sera, 31 agosto 2009. URL consultato il 28-5-2012.
  33. ^ Feltri attacca Boffo, la Cei lo difende, Berlusconi: «Mi dissocio dal Giornale», Corriere della Sera, 28 agosto 2009
  34. ^ Ancora attacchi contro Avvenire I vescovi: "Campagna disgustosa", La Stampa, 29 agosto 2009
  35. ^ Il Giornale attacca il direttore dell'Avvenire La Cei lo difende e Berlusconi si dissocia, La Repubblica, 29 agosto 2009
  36. ^ Giuseppe D'Avanzo, Su Boffo una velina che non viene dal Tribunale, La Repubblica, 30 agosto 2009
  37. ^ Comunicato di Dino Boffo, direttore di «Avvenire», Avvenire, 28 agosto 2009
  38. ^ Non un’“informativa”, ma un’emerita patacca, Avvenire, 30 agosto 2009
  39. ^ Le carte confermano: caso montato ad arte, Avvenire, 2 settembre 2009
  40. ^ Vaticano: Feltri fomenta il caos, da lui solo false accuse contro di noi, Corriere della sera, 2 settembre 2009
  41. ^ I 10 punti pubblicati da Avvenire, Avvenire, 3 settembre 2009
  42. ^ Avvenire, si è dimesso il direttore Boffo: «Scelta serena e lucida» - Lettera di Boffo al Card.Bagnasco, Avvenire, 2 settembre 2009
  43. ^ Boffo dà le dimissioni, Bagnasco le accetta, La Repubblica, 3 settembre 2009
  44. ^ Dino Boffo si è dimesso La Cei: "Attacco inqualificabile", La Repubblica, 3 settembre 2009
  45. ^ "Boffo: ho avuto modo di vedere", Il Giornale, 4 dicembre 2009
  46. ^ Feltri colpisce ancora. Ieri Boffo, oggi Vian, L'Espresso, 30 gennaio 2010
  47. ^ Feltri-Boffo, pranzo di «chiarimento», Corriere della Sera, 2 febbraio 2010
  48. ^ Ci può essere giustizia. Al cento per cento
  49. ^ Caso Boffo, comunicato della Santa Sede in su L'Osservatore Romano, 10 febbraio 2010.
  50. ^ La Presidenza CEI accoglie il comunicato della Segreteria di Stato
  51. ^ Dino Boffo a TV2000
  52. ^ Dino Boffo fa ricorso contro il licenziamento ingiurioso
  53. ^ Cei riassume Boffo, salvato da clausola.
  54. ^ De Senectute a Biagi Rampini e Boffo Corriere della Sera, 29 giugno 1995
  55. ^ A sei giornalisti ilMyrta Gabardi¯ 'Corriere della Sera', 4 dicembre 2000
  56. ^ A Dino Boffo il premio Capri San Michele, sezione giornalistica Italo De Feo
  57. ^ Ambrogino d'oro a Dino Boffo
  58. ^ Penna d'oro a Dino Boffo
  59. ^ Premio Santa Chiara a Lorenza Lei e Dino Boffo
  60. ^ Premio Arturo Esposito 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore di Avvenire Successore
Lino Rizzi 1º gennaio 1994 - 3 settembre 2009 Marco Tarquinio