Giganotosaurus carolinii

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Giganotosauro
Stato di conservazione: Fossile
Giganotos Db.jpg

Giganotosaurus scale.png

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Tetanurae
Famiglia Carcharodontosauridae
Genere Giganotosaurus
Specie G. carolinii
Nomenclatura binomiale
Giganotosaurus carolinii
Coria & Salgado, 1995

Il giganotosauro (Giganotosaurus carolinii) era un dinosauro carnivoro del tardo Cretaceo, vissuto circa 104 milioni di anni fa in Argentina, nel Sudamerica; è spesso considerato il più grande carnivoro terrestre mai esistito[senza fonte], ma recentemente[quando?] questo "record" è stato smentito[senza fonte] riconsiderando le dimensioni dello Spinosaurus aegyptiacus. È possibile inoltre, che alcuni grandi theropodi potessero raggiungere le stesse dimensioni di Giganotosaurus, come Tyrannosaurus rex e Charcharodontosaurus iguidensis[1]. Dal momento che il giganotosauro sembra così simile ai predatori dell'Africa e dell'India i paleontologi si chiesero, alla luce di questa nuova scoperta, se questi continenti fossero ancora uniti nella prima parte del Cretaceo.

Indice

[modifica] Caratteristiche

ll primo esemplare ritrovato, l'olotipo della specie, aveva una lunghezza stimata compresa tra i 12.2 ed i 13 metri (dei quali 180 cm spettavano forse al solo cranio), poco meno di 4 metri al garrese e un peso di 6.2 tonnellate [1], all'incirca della stessa taglia del Tyrannosaurus rex, di circa 12-13 metri di lunghezza e di 6-7 tonnellate. Successivamente però, è stato rinvenuto un dentale di un esemplare più grande, le stime per l'intero cranio sono di 1,95 metri di lunghezza (contro il cranio di T-rex che misurava 1,55 m). Le dimensioni totali stimate sono di circa 14 metri di lunghezza ed 8 tonnellate di peso[2]. Rispetto al Tyrannosaurus rex, Giganotosaurus carolinii, nonostante le dimensioni superiori del cranio, ha una scatola cranica molto più piccola. Il cervello del Giganotosaurus aveva appena le dimensioni di una banana, una regione olfattiva ben sviluppata indica che potesse avere un buon senso dell'olfatto.

Ricostruzione di un cranio di giganotosauro, sono ben visibili le fenestrature del cranio, che riducendo la massa ossea ne alleggerivano il peso

Nelle vicinanze del sito di ritrovamento originale sono stati scoperti fossili di Argentinosauri, suggerendo l'ipotesi che il carnivoro avesse predato questi giganteschi erbivori, probabilmente gli esemplari più giovani.

Dello scheletro dell'olotipo (MUCPv-Ch1), sono stati recuperati frammenti parziali del cranio, delle ossa del bacino, di quelle femorali, e una parte della colonna vertebrale.

G. carolinii deve il suo nome a Ruben Carolini, un cacciatore di fossili dilettante che ne scoprì le ossa nei depositi della Rio Limay Formation in Patagonia, nel 1993. Il nome del genere "Giganotosaurus" deriva dal greco gigas ("gigante"), notos ("vento del sud") e sauros ("lucertola"). Entrambi i nomi furono pubblicati da Rodolfo Coria e Leonardo Salgado nella rivista Nature nel 1995. I fossili originali si trovano al Carmen Funes Museum di Neuquen, Argentina, benché riproduzioni siano comuni.

[modifica] Disquisizioni su cranio e dimensioni

Contrariamente a quanto si pensa, non esiste alcun cranio completo ed articolato di Giganotosaurus, né di teropodi affini. I crani completi ed articolati che circolano in rete, o sono esposti nei musei, sono ricostruzioni ipotetiche a partire da resti frammentari.[2]

Ad oggi non sappiamo se le stime di Calvo & Coria (2002) siano esatte, ed alcuni paleontologi sostengono che il cranio è stato ricostruito con un’eccessiva inclinazione caudale dell’osso quadrato, ed in tale maniera sia eccessivamente allungato, creando una finestra infratemporale di ampiezza anomala. È sicuro, in base ai resti ritrovati, che il cranio di Giganotosaurus sia superiore al metro, ma non è possibile stabilire al momento una misura certa. Quindi, di conseguenza, le relative dimensioni dell'intero animale non sono basate su riscontri effettivi, bensì su ipotesi derivate dagli scarsi resti rinvenuti. È comunque constatabile che Giganotosaurus fosse un teropode gigante, ma dalle misure effettive del tutto incerte.[senza fonte]

Ricostruzione di giganotosauro

[modifica] Nella cultura popolare

[modifica] Bibliografia

  • Jorge Orlando Calvo, Rodolfo Corria, New specimen of Giganotosaurus carolinii (Corria & Salgado, 1995) support it as the largest theropod ever found, Lisbona, Gaia, n. 15, dicembre 1998, p. 117-122

[modifica] Note

  1. ^ , tuttavia le nuove stime[quando?] per questi ultimi non sono ancora state ufficializzate al momento, data la frammentarietà dei reperti (le nuove stime parlando rispettivamente di 13.8 metri e 7 tonnellate Tyrannosaurus rex e 13-14 metri e 7-8 tonnellate Charcharodontosaurus iguidensis)
  2. ^ a b Calvo e Corria 1998

[modifica] Collegamenti esterni

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