Acrocanthosaurus atokensis

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Acrocanthosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Acrocanthosaurus BW.jpg

Acrocanthosaurus size comparison.svg

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Tetanurae
Famiglia Carcharodontosauridae
Genere Acrocanthosaurus
Specie Acrocanthosaurus atokensis
Nomenclatura binomiale
Acrocanthosaurus atokensis
Stovall & Langston, 1950
Mappa dei ritrovamenti

Texas Acrocanthosaurus tracksites.png

Acrocanthosaurus ("lucertola dall'alta colonna vertebrale") è un genere di dinosauri teropodi diffuso nell'attuale Nordamerica durante i periodi dell'Aptiano e del primo Albiano agli inizi del Cretaceo. Come molti generi di dinosauri, Acrocanthosaurus contiene un'unica specie, A. Atokensis. I suoi resti fossili sono stati ritrovati principalmente negli Stati dell'Oklahoma e del Texas, sebbene le zanne attribuite all'Acrocanthosaurus siano state rinvenute nella parte orientale del Maryland.

Acrocanthosaurus era predatore bipede. Come suggerisce il nome, è soprattutto noto per l'altezza della sua spina dorsale, che molto probabilmente manteneva una sporgenza muscolosa oltre la schiena, il collo ed i fianchi dell'animale. Acrocanthosaurus era uno dei teropodi più grandi, era infatti lungo circa 12 metri e pesava più di 6 tonnellate. Alcune grandi impronte rinvenute in Texas potrebbero essere state lasciate dall'Acrocanthosaurus, nonostante non ci sia una corrispondenza diretta con la forma ossea.

Recenti scoperte hanno portato alla luce più dettagli circa la sua anatomia, permettendo tramite studi specializzati di rilevare la forma del suo cervello e la funzione degli arti. Comunque è ancora aperto un dibattito a proposito dei suoi rapporti evoluzionari, poiché mentre alcuni scienziati lo classificano come allosauro, altri ritengono sia un carcarodontosauride. Acrocanthosaurus, come già detto, era il più imponente teropode del proprio ecosistema e probabilmente un super-predatore, in grado di abbattere e nutrirsi di grossi sauropodi ed di ornitopodi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Teschio di Acrocanthosaurus conservato nel North Carolina Museum of Natural Sciences.

Malgrado fosse leggermente più piccolo di alcuni rettili come il Giganotosaurus, l'Acrocanthosaurus è stato uno dei maggiori teropodi mai esistiti. L'individuo maggiore da noi conosciuto misurava infatti 12 metri di lunghezza dalla testa alla punta della coda e pesava secondo le stime circa 6,2 tonnellate. Il suo cranio era singolarmente lungo 1,3 metri [1]. Esso, come in molti altri allosauridi, era lungo, basso e stretto. La sua finestra antiorbitale (ovvero l'apertura davanti all'orbita dell'occhio) era abbastanza larga, più di un quarto della larghezza del cranio e di due terzi della sua altezza. La superficie esterna della mascella e la superficie superiore dell'osso nasale non erano grandi come quelle del Giganotosaurus o del Carcharodontosaurus. Creste basse sporgevano dalle ossa nasali, ricoprendo ogni lato della mascella fino alla narice posteriore all'occhio, dove continuavano in corrispondenza delle ossa lacrimali.[1]. Questo è un aspetto che accomuna tutti gli allosauridi[2]. Diversamente da Allosaurus, Acrocanthosaurus non aveva una cresta prominanete sull'osso lacrimale davanti all'occhio. Le ossa lacrimali e postorbitali si incontravano invece a formare un ispessimento della fronte oltre l'occhio, come già visto nei carcarotontosauridi ed i non imparentati abelisauri. Diciannove denti curvi e serrati ricoprivano ogni parte della mascella, ma non si hanno dati certi sulla struttura della mandibola. I denti di Acrocanthosaurus erano più grandi di quelli di Carcharodontosauruse non presentavano la struttura rugosa che caratterizzava i carcharodontosauri. La dentatura era saldata al bordo della fronte e come in Gigantosaurus presentava una spessa sporgenza orizzontale sulla superficie esterna dell'osso sovrangolare della mandibola, sotto l'articolazione con il cranio[1].

Rappresentazione artistica di Acrocanthosaurus atokensis.

Il particolare più rilevante di Acrocanthosaurus è la disposizione dei processi ossei, situati sulle vertebre del collo, sulla schiena, i fianchi e la punta della coda, che era alta circa 2,5 volte l'altezza delle vertebre da cui nasceva[3]. Anche altri dinosauri avevano grandi vertebre sulla schiena, a volte molto più larghe di quelle di Acrocanthosaurus. Per esempio Spinosaurus aveva processi ossei alti circa 2 metri, circa dodici volte più alti del corpo delle proprie vertebre[4]. Piuttosto che sostenere una pelle "leggera" come già visto in Spinosaurus, le vertebre inferiori di Acrocanthosaurus possedevano articolazioni per muscoli poderosi come quelli del moderno bisonte, che andavano probabilmente a costituire un'alta, spessa cresta sulla sua schiena[3]. La funzione dei processi spinosi resta sconosciuta, anche se potrebbero essere state utilizzate per la comunicazione dell'animale, come deposito di lipidi o per il controllo della temperatura corporea. Tutte le sue vertebre cervicali e dorsali presentavano prominenti depressioni sui fianchi, mentre le vertebre caudali ne formavano altre più piccole. Queste caratteristiche sono più vicine ai Carcarodontosauridi che ad Allosaurus[5]. A prescindere dalle vertebre, Acrocanthosaurus possedeva un tipico scheletro allosauride. Acrocanthosaurus era bipede, con una lunga e pesante coda che controbilanciava la testa ed il resto del corpo, mantenendo il proprio centro di gravità oltre i fianchi. I suoi arti erano relativamente più corti e robusti di quelli di Allosaurus ma erano comunque simili: ogni zampa possedeva tre artigli. Diversamente da alcuni dinosauri veloci, il suo femore era più lungo della tibia e dei metatarsi,[1][5] il che suggerische che Acrocanthosaurus non fosse un corridore veloce[6]. Come si può immaginare, le ossa posteriori della gamba di Acrocanthosaurus erano proporzionalmente più robuste delle corrispondenti di Allosaurus. I suoi piedi avevano quattro artigli ciascuno e, sebbene questa sia una caratteristica tipica dei teropodi, il primo era più piccolo rispetto ai restanti e non era a contatto con il suolo[1][5].

Classificazione e sistematica[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni di alcuni componenti della superfamiglia Allosauroidea

Acrocanthosaurus è classificato nella superfamiglia Allosauroidea all'interno dell'infraordine Tetanurae. Questa superfamiglia è caratterizzata da creste pari sulle ossa nasali e lacrimali sulla parte superiore della bocca e da grandi processi ossei sulle vertebre cervicali, tra le altre caratteristiche[2]. Acrocanthosaurus fu originariamente piazzato nella famiglia Allosauridae insieme ad Allosaurus,[3] ipotesi supportata da molti studi recenti[1]. Altri scienziati lo classificano come membro della relativa famiglia Carcharodontosauridae[2][5][7].

All'epoca della sua scoperta, Acrocanthosaurus e molti altri grandi teropodi erano classificati in base a pochi ritrovamenti frammentari, fondamentali per la classificazione altamente incerta di questo genere. J. Willis Stovall e Wann Langston, Jr. lo assegnarono per primo alle "Antrodemidae," equivalente di Allosauridae, ma nel 1956 fu trasferito alla sottocategoria dei Megalosauri da Alfred Sherwood Romer[8]. I lunghi prolungamenti delle sue vertebre suggerirono ad altri esperti un legame con Spinosaurus[9][10]. Quest'idea di Acrocanthosaurus come spinosauride rimase invariata negli anni'80,[11] e fu diffusa nei libri semi-professionali sui dinosauri dell'epoca.[12][13]

Quando nel 1988 alcune vertebre molto simili a quelle di Acrocanthosaurus(risalenti all'inizio del Cretaceo) furono rinvenute in Inghilterra,[14] Gregory S. Paul le catalogò come appartenenti ad una seconda specie del genere, A. Altispinax[15]. Quest'ultimo era un teropode altrimenti conosciuto solo per la dentatura, così l'insufficienza di analogie portò diversi tassonomi a considerare Altispinax sinonimo di Acrocanthosaurus[14]. Queste vertebre furono più tardi ricondotte al nuovo genere Becklespinax, distinto sia da Acrocanthosaurus che da Altispinax[16].

Se Acrocanthosaurus fosse stato un allosauride, avrebbe dovuto essere maggiormente connesso a generi del Giurassico come Allosaurus e Saurophaganax[1]. Queste analisi cladistiche che lo collegarono ai Carcarodontosauridi lo classificano di solito in una posizione di base vicina al Carcharodontosaurus africano e al Giganotosaurus del Sud America[2][5]. Neovenator, scoperto in Inghilterra, è considerato un Carcarodontosauride ancora precedente[2][5][6]. Ciò suggerisce che la famiglia sia nata in Europa e si sia dispersa nei continenti meridionali (all'epoca uniti nel supercontinente Gondwana). Se Acrocanthosaurus era un Carcarodontosauride, ciò significa che la famiglia si sia dispersa anche nel Nordamerica[5] È noto che i Carcarodontosauri vissero nella prima parte del medio Cretaceo.[2].

Ricostruzione dello scheletro di Acrocanthosaurus
Ricostruzione della testa

Il seguente grafico mostra il posizionamento di Acrocanthosaurus all'interno di Carcharodontosauridae.



Allosaurus


Carcharodontosauridae

Neovenator



Eocarcharia



Concavenator




Acrocanthosaurus




Shaochilong


Carcharodontosaurinae

Carcharodontosaurus


Giganotosaurini

Tyrannotitan




Mapusaurus



Giganotosaurus










Scoperta e denominazione[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione dello scheletro di Acrocanthosaurus (NCSM 14345) al Museo di Scienze Naturali del North Carolina.

Acrocanthosaurus è così chiamato per l'altezza della sua spina dorsale, dal greco ακρα/akra ('alto'), ακανθα/akantha ('spina' o 'colonna') e σαυρος/sauros ('lucertola').[17] Fino ad ora esiste un'unica specie (A. atokensis), che prende nome dalla Contea di Atoka in Oklahoma, dove furono rinvenuti i reperti originali. Il nome fu coniato nel 1950 dai paleontologi statunitensi J. Willis Stovall e Wann Langston Jr.[3] Langston aveva proposto il nome "Acracanthus atokaensis" per il genere e la specie nella sua tesi di laurea mai pubblicata del 1947,[18][19] ma il nome fu mutato in Acrocanthosaurus atokensis per motivi formali.

L'olotipo ed il paratipo (OMNH 10146 ed OMNH 10147), entrambi descritti nel 1950, consistono in due scheletri parziali ed un frammento di cranio ritrovati nell'Antlers Formation in Oklahoma.[3] Due reperti molto più completi vennero descritti negli anni'90. Il primo (SMU 74646) è uno scheletro parziale, mancante di parte del cranio, recuperato dalla Twin Mountains Formation in Texas ed attualmente custodito nella collezione del Fort Worth Museum of Science and History.[5] Uno scheletro ulteriormente completo (NCSM 14345, soprannominato 'Fran') fu trovato nell'Antlers Formation dell'Oklahoma da collezionsti privati, preparati dal Black Hills Institute in South Dakota, ed è attualmente ospitato nel North Carolina Museum of Natural Sciences a Raleigh. Il reperto è l'integerrimo ed include un cranio completo ed alcuni arti.[1] I frammenti ossei di OMNH 10147 sono all'incirca della stessa taglia di quelli di NCSM 14345, quindi appartenenti ad un animale della stessa taglia, mentre l'olotipo ed SMU 74646 sono molto più piccoli.[1]

Acrocanthosaurus avrebbe potuto essere identificato già sulla base dei reperti parziali rinvenuti in Oklahoma and Texas. Un dente scoperto a sud dell'Arizona è stato riconosciuto come dello stesso genere,[20] e sono state trovate corrispondenze con le impronte dentarie dei sauropodi rinvenuti nella stessa area.[21] Molti denti trovati nella Arundel Formation del Maryland sono stati descritti come quasi identici a quelli di Acrocanthosaurus e potrebbero rappresentare una variante orientale del genere.[22] Anche molti altri denti e teschi da varie formazioni geologiche ad ovest degli Stati Uniti sono stati ricondotti ad Acrocanthosaurus, ma molti di questi sono stati identificati in maniera errata.[23]

Paleobiologia[modifica | modifica sorgente]

Funzione degli arti anteriori[modifica | modifica sorgente]

Come quelli della maggior parte degli altri teropodi non volatili, gli arti anteriori di Acrocanthosaurus non toccavano il suolo e non erano utilizzati per la locomozione; invece svolgevano una funzione predatoria. La scoperta di un arto completo (NCSM 14345) ha permesso le prime analisi riguardo alla funzione e al grado di movimento degli arti di Acrocanthosaurus.[24] Gli studi riguardarono le superfici ossee che avrebbero dovuto essere articolate con altre ossa per determinare quanto lontano si sarebbero potute muovere le giunture senza una dislocazione. Molte articolazioni non combaciavano perfettamente con la forma delle ossa, il che indica la presenza di cartilagine al loro interno, come visto negli archeosauri. Tra gli altri esiti, lo studio suggerì che, in posizione di quiete, gli arti anteriori dovevano essere sostenuti dalle spalle, con l'omero volto leggermente verso l'interno, il gomito piegato, e gli artigli rivolti al centro.[24]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Philip Jr Currie, & Kenneth Carpenter, A new specimen of Acrocanthosaurus atokensis (Theropoda, Dinosauria) from the Lower Cretaceous Antlers Formation (Lower Cretaceous, Aptian) of Oklahoma, USA in Geodiversitas, vol. 22, nº 2, 2000, pp. 207–246.
  2. ^ a b c d e f Thomas R. Holtz, Ralph Molnar; & Phil Currie Jr, Basal Tetanurae in David Weishampel; Peter Dodson; & Osmólska, Halszka (eds.) (a cura di), The Dinosauria, Second, Berkeley, University of California Press, 2004, pp. 71–110, ISBN 0-520-24209-2.
  3. ^ a b c d e J. Willis Stovall, & Wann Langston, Jr., Acrocanthosaurus atokensis, a new genus and species of Lower Cretaceous Theropoda from Oklahoma in American Midland Naturalist, vol. 43, 1950, pp. 696–728, DOI:10.2307/2421859.
  4. ^ Ralph E. Molnar, Kurzanov, Sergei M.; & Dong Zhiming., Carnosauria in David Weishampel; Peter Dodson; & Osmólska, Halszka (eds.) (a cura di), The Dinosauria, First, Berkeley, University of California Press, 1990, pp. 169–209, ISBN 0-520-06727-4.
  5. ^ a b c d e f g h Jerald D. Harris, A reanalysis of Acrocanthosaurus atokensis, its phylogenetic status, and paleobiological implications, based on a new specimen from Texas in New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin, vol. 13, 1998, pp. 1–75.
  6. ^ a b Darren Naish, Hutt, Stephen; & Martill, David M., Saurischian Dinosaurs 2: Theropods in Dinosaurs of the Isle of Wight, London, The Palaeontological Association, 2001, pp. 242–309, ISBN 978-0-901702-72-2.
  7. ^ Paul C. Sereno, Dutheil, Didier B.; Iarochene, M.; Larsson, Hans C.E.; Lyon, Gabrielle H.; Magwene, Paul M.; Sidor, Christian A.; Varricchio, David J.; & Jeffrey A. Wilson, Predatory dinosaurs from the Sahara and Late Cretaceous faunal differentiation in Science, vol. 272, nº 5264, 1996, pp. 986–991, DOI:10.1126/science.272.5264.986, PMID 8662584.
  8. ^ Alfred S. Romer, Osteology of the Reptiles, Chicago, University of Chicago Press, 1956, pp. 772pp, ISBN 0-89464-985-X.
  9. ^ Alick D. Walker, Triassic reptiles from the Elgin area: Ornithosuchus and the origin of carnosaurs in Philosophical Transactions of the Royal Society of London, Series B, Biological Sciences, vol. 248, 1964, pp. 53–134, DOI:10.1098/rstb.1964.0009.
  10. ^ Alfred Sherwood Romer, Vertebrate Paleontology, Third, Chicago, University of Chicago Press, 1966, pp. 468pp, ISBN 0-7167-1822-7.
  11. ^ Robert L. Carroll, Vertebrate Paleontology and Evolution, W.H. Freeman and Company, 1988, ISBN 0-7167-1822-7.
  12. ^ David Lambert, and the Diagram Group, Spinosaurids in A Field Guide to Dinosaurs, New York, Avon Books, 1983, pp. 84–85, ISBN 0-380-83519-3.
  13. ^ David B. Norman, Carnosaurs in The Illustrated Encyclopedia of Dinosaurs: An Original and Compelling Insight into Life in the Dinosaur Kingdom, New York, Crescent Books, 1985, pp. 62–67, ISBN 0-517-46890-5.
  14. ^ a b Donald F. Glut, The New Dinosaur Dictionary, Secaucus, NJ, Citadel Press, 1982, pp. 39, 48, ISBN 0-8065-0782-9.
  15. ^ Gregory S. Paul, Genus Acrocanthosaurus in Predatory Dinosaurs of the World, New York, Simon & Schuster, 1988, pp. 314–315, ISBN 0-671-61946-2.
  16. ^ George Olshevsky, A Revision of the Parainfraclass Archosauria Cope, 1869, Excluding the Advanced Crocodylia, San Diego, Publications Requiring Research, 1991, pp. 196pp.
  17. ^ Henry George Liddell, Robert Scott, Greek–English Lexicon, Abridged Edition, Oxford, Oxford University Press, 1980, ISBN 0-19-910207-4.
  18. ^ Wann R. Langston, A new genus and species of Cretaceous theropod dinosaur from the Trinity of Atoka County, Oklahoma. Unpublished M.S. thesis, University of Oklahoma, 1947.
  19. ^ Nicholas J. Czaplewski, Cifelli, Richard L.; and Langston, Wann R., Jr., Catalog of type and figured fossil vertebrates. Oklahoma Museum of Natural History in Oklahoma Geological Survey Special Publication, vol. 94, nº 1, 1994, pp. 1–35.
  20. ^ Ronald P. Ratkevich, Dinosaur remains of southern Arizona in Wolberg, Donald L.; Stump, Edward; & Rosenberg, Gary (a cura di), Dinofest International: Proceedings of a Symposium Held at Arizona State University, Philadelphia, Academy of Natural Sciences, 1997, ISBN 978-0-935868-94-4.
  21. ^ Ronald P. Ratkevich, New Cretaceous brachiosaurid dinosaur, Sonorasaurus thompsoni gen. et sp. nov., from Arizona in Journal of the Arizona-Nevada Academy of Science, vol. 31, nº 1, 1998, pp. 71–82.
  22. ^ Thomas R. Lipka, The affinities of the enigmatic theropods of the Arundel Clay facies (Aptian), Potomac Formation, Atlantic Coastal Plain of Maryland in Lucas, Spencer G.; James I. Kirkland; & Estep, J.W. (eds.) (a cura di), Lower and Middle Cretaceous Terrestrial Ecosystems, New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin 14, 1998, pp. 229–234.
  23. ^ Jerald D. Harris, Large, Early Cretaceous theropods in North America in Spencer G. Lucas; James I. Kirkland; & Estep, J.W. (eds.) (a cura di), Lower and Middle Cretaceous Terrestrial Ecosystems, New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin 14, 1998, pp. 225–228.
  24. ^ a b Phil Senter, & Robins, James H., Range of motion in the forelimb of the theropod dinosaur Acrocanthosaurus atokensis, and implications for predatory behaviour in Journal of Zoology, vol. 266, nº 3, 2005, pp. 307–318, DOI:10.1017/S0952836905006989.

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