Prologo
Prologo, dal greco πρόλογος: prologos; da pro- (prima) e lógos (discorso) è una scena introduttiva, un monologo che precede un'opera teatrale (o anche l'attore che recita tale monologo), oppure una introduzione a un'opera (o racconto) in genere.
Il prologo aveva una grande importanza nella commedia e nella tragedia greca: a recitarlo era un personaggio della scena, spesso una divinità apparsa ex machina o una personificazione, che si rivolgeva agli ascoltatori in un monologo destinato a svelare l'antefatto, cioè a introdurre l'azione scenica prima del suo vero e proprio inizio.
[modifica] Prologo plautino
Nella Commedia Nuova e in Plauto poteva essere recitato indifferentemente dal capocomico (il dominus gregis della commedia latina), o da un altro soggetto, attore o giovane, insignito del cosiddetto ornatus prologi.
Il prologo, come nel caso dell' Anfitrione di Plauto, poteva contenere un riassunto dello svolgimento dell'intera opera, compreso l'epilogo.
[modifica] Prologo terenziano
Il prologo si differenzia nettamente in Terenzio, con cui perdendo ogni intento informativo o esplicativo e acquisisce una funzione "polemica": recitato esclusivamente dal capocomico, e in prima persona, il prologo terenziano non anticipa nulla della trama ma si incarica della difesa dell'autore e del suo operato nei confronti del pubblico, o di avversari, detrattori e denigratori.