Prologo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Prologo, dal greco πρόλογος: prologos; da pro (prima) e lógos (discorso) è una scena introduttiva, un monologo che precede un'opera teatrale (o anche l'attore che recita tale monologo), oppure una introduzione a un'opera (o racconto) in genere.

Il prologo ha una grande importanza nella commedia e nella tragedia greca: a recitarlo è un personaggio della scena, una divinità apparsa ex machina, una personificazione del prologo stesso oppure di un'allegoria oppure ancora un personaggio che incarna il ruolo dell'autore, che si rivolge agli ascoltatori in un monologo destinato a svelare l'antefatto, cioè a introdurre l'azione scenica prima del suo vero e proprio inizio, a chiarire degli avvenimenti. Inoltre, poteva dare delle informazioni sull'autore, sull'originale greca (nelle commedie Romane) e il suo autore, o poteva avere la funzione di difendere l'autore dalle critiche.

Prologo plautino[modifica | modifica sorgente]

Nella Commedia Nuova e in Plauto poteva essere recitato indifferentemente dal capocomico (il dominus gregis della commedia latina), o da un altro soggetto, attore o giovane, insignito del cosiddetto ornatus prologi.

Il prologo, come nel caso dell' Anfitrione di Plauto, poteva contenere un riassunto dello svolgimento dell'intera opera, compreso l'epilogo.

Prologo terenziano[modifica | modifica sorgente]

Il prologo si differenzia nettamente in Terenzio, con cui perdendo ogni intento informativo o esplicativo e acquisisce una funzione "polemica": recitato esclusivamente dal capocomico, e in prima persona, il prologo terenziano non anticipa nulla della trama ma si incarica della difesa dell'autore e del suo operato nei confronti del pubblico, o di avversari, detrattori e denigratori.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]