Dramma

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Locandina della prima rappresentazione del dramma Manon Lescaut, di Giacomo Puccini
L'attore teatrale Dobrica Milutinović nei panni di re Lear, protagonista dell'omonima tragedia shakespeariana

Un dramma, dal greco "drama"[1] (δρᾶμα, azione, storia; da δρᾶν, fare), è una forma letteraria che include parti scritte per essere interpretate da attori. È sinonimo di testo teatrale, o opera teatrale.

In senso lato è un intreccio narrativo compiuto e destinato alla rappresentazione teatrale. Può essere in forma verbale scritta (ogni opera letteraria che preveda parti recitate o cantate) oppure improvvisata da un attore, o ancora in forma di narrazione non verbale, tramite la gestualità o la danza. Il termine dramma, se inteso in senso restrittivo, si applica esclusivamente alle opere teatrali scritte. Nell'opera lirica, si ricorre in genere al termine libretto.

Un dramma può avere argomento tragico o comico, a seconda delle situazioni descritte. Nella accezione d'uso comune invece, si tende a designare con questo termine vicende dolorose o problemi esistenziali, o altri eventi di portata tragica.

Drammi possono essere rappresentati tramite diversi tipi di media: spettacoli dal vivo, cinema, televisione.

Nel teatro, il dramma ha mantenuto l'accezione in uso nell'Antica Grecia, dove indicava un qualsiasi componimento destinato alla scena, fosse esso una tragedia o una commedia, e arrivando a essere sinonimo stesso di teatro (theatron). In genere le parole derivate hanno mantenuto il senso originario, legato a una scrittura teatrale: drammatizzazione, drammaturgia. Per l'aggettivo drammatico ci sono invece diverse consuetudini d'uso: più legato alle radici teatrali per gli addetti ai lavori di questa disciplina, relativo al concetto di dramma nel suo senso tragico nel senso comune. Per fare un esempio, a teatro si indica come un bravo attore drammatico colui che in generale padroneggia l'arte drammatica, mentre si è soliti definire drammatico un attore di cinema o televisione unicamente in relazione al contenuto tragico o conflittuale della sua recitazione.

Il concetto di dramma e di drammaticità è legato maggiormente a un dialogo che non a un monologo o a una lirica (pur potendo etimologicamente essere riferita a qualunque forma letteraria destinata alla scena). È con la presenza di almeno un altro attore dialogante che si può meglio esprimere la caratteristica principale del dramma: il contrasto tra almeno due differenti elementi. Bernard Shaw, introducendo il suo primo volume di commedie, afferma: «Non c'è opera teatrale senza conflitto». Un contrasto può verificarsi anche in un testo leggero, e costituisce la sua ossatura.

Il binomio dramma-conflitto si esprime spesso anche in campi diversi da quello strettamente teatrale: spesso ci si riferisce a opere letterarie non destinate alla scena, parlando della loro drammaticità, o similmente con opere musicali o di altre arti.

Dramma classico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro greco e teatro latino.

Un dramma classico non ha una connotazione molto precisa. Generalmente suole indicare le drammaturgie di tragici e comici del mondo greco e latino vissuti tra l'Atene del V secolo a.C. fino alla Roma I secolo d.C. In base al periodo storico, il dramma classico si presenta ora come politicamente/religiosamente impegnato e ora come semplice divertimento delle classi agiate. I generi principali - la tragedia e la commedia - erano altresì diversificati per autore e contesto storico, ma mantenevano delle basi comuni: la tragedia rappresentava sempre un argomento mitico (con qualche rara eccezione di argomento storico) e faceva ausilio di uno stile spesso solenne, nonché di molti macchinari scenici, mentre la commedia una vicenda fantastica o presa dalla vita quotidiana. Da non dimenticare i generi minori, quali le farse o i mimi romani.

Le opere drammaturgiche classiche non erano destinate alla pubblicazione, ma alla sola rappresentazione; ne consegue che il principio chiave del teatro classico era la pura rappresentabilità della vicenda. Non abbiamo dei manoscritti realmente originari, dato che il contenuto veniva continuamente variato e rimaneggiato (è il caso degli attori, che eliminavano o cambiavano versi e spesso li sostituivano con i propri). Non vi sono didascalie, se non quelle implicite oppure riprodotte in epoche postume come note marginali: quelle realmente presenti sono le didascalie “sceniche”, evocate dalla parola.

Dramma medievale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro medievale.

Il dramma medievale ha diverse manifestazioni e correnti.

Le correnti erudite e profane cercano di perpetuare il più possibile il culto dell’antica letteratura; tra le sue forme troviamo il “mimo conviviale patrizio” e la “commedia elegiaca”, entrambi scritti in latino e di fattura più letteraria che drammatica (venivano infatti letti in cenacoli ristretti).

Le correnti religiose - per rimediare alla corruzione dei costumi - tentano la conciliazione del nuovo spirito religioso con le vecchie forme pagane. L'esito è la sacra rappresentazione: si fa risalire la sua nascita all’omelia sacra, quando questa diventa dialogica a scopo didattico ed esortativo. Una tesi più fondata fa risalire la sacra rappresentazione allo sviluppo della liturgia romana, che già nella sua pura forma celebrativa è pervasa di elementi drammatici (il sacrificio della Messa come rappresentazione simbolica, in forma dialogica tra celebrante e assistenti). Il dramma liturgico rimane strettamente connesso al rito: viene recitato in latino da sacerdoti che sostengono le parti più diverse e cambiano identità non tanto attraverso costumi o trasformazioni fisiche, quanto tramite una stilizzazione esteriore. Nella figura del sacerdote-attore i credenti contemplano l’agognata anticipazione della venuta di Cristo sulla terra.

Il dramma liturgico, a differenza di quello classico, non adotta il criterio delle tre unità aristoteliche e si esprime più in forma pittorica che rappresentativa. Se il dramma classico metteva in scena un solo fatto in maniera lineare e in un solo luogo, il dramma medievale di contro segue l’eroe in tutte le sue età: non viene rappresentato, ad esempio, il momento in cui Gesù resuscita Lazzaro, ma tutta la vita del protagonista. Necessariamente la scena diventa multipla, creata da diverse scene allineate e divise l'una dall’altra mediante uno scompartimento: sono i cosiddetti “luoghi deputati”.

Infine abbiamo un teatro popolare, caratterizzato sia dall’aspetto buffonesco (tipico dei mimi e delle farse) sia religioso. Tipico fu il “Dramma misto”, che si è distinto dal dramma liturgico per la contaminatio dei generi e l’introduzione delle prime frasi in volgare. Nella produzione di questa corrente troviamo anche delle commedie, di cui è rimasta una famosa pantomima, la Cena Cypriani. Il teatro popolare trova spazio anche nelle cosiddette Libertates Decembris. Sono rappresentazioni di carattere occasionale, costituite da una processione pseudo-ecclesiastica guidata da un giovinetto vestito da vescovo; il corteo parte dalla chiesa fino ad arrivare all'episcopio, in cui il clero e/o il vero vescovo vengono benedetti in forma ridicola e parodica.

Dramma borghese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dramma borghese.

Il dramma borghese è un componimento teatrale che rappresenta personaggi della piccola e media borghesia o dei ceti cittadini agiati ma non appartenenti alla nobiltà e ne descrive la vita quotidiana, le disavventure, le aspirazioni. Si è sviluppato tra il XVIII e il XIX secolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario etimologico

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