Forze armate dell'Impero austro-ungarico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Forze armate dell'Impero austro-ungarico
Österreichisch-Ungarisches Militärwesen
Austria-Hungaria transparency.png
Descrizione generale
Attiva 1867-1918
Nazione Austria-Ungheria Austria-Ungheria
Dimensione 450.000 effettivi
13.402.788 coscrivibili[1]
Motto Viribus Unitis
Reparti dipendenti

Fonti citate nel testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia
I 16 distretti militari dell'Impero austro-ungarico nel 1898
Bandiera dell'Impero austro-ungarico
Armi della dinastia degli Asburgo
Insegna mercantile e navale austriaca: 1786 (1869)-1918

Le Forze armate dell'Impero austro-ungarico,[mancano i nomi in tedesco e ungherese] comprendenti forze armate riunite (il complesso delle forze terrestri e navali dei due regni), stato maggiore e servizi segreti della duplice monarchia, furono attive con questo nome dal 1867 (Ausgleich) sino alla dissoluzione dell'impero. Le forze armate dell'impero austro-ungarico erano tra le più grandi al mondo. Anche se non così efficiente come altri eserciti contemporanei, quello austro-ungarico poteva essere considerato per numero, risorse, organizzazione, tecnologia ed addestramento uno dei principali nelle Grandi potenze tra fine la fine ottocento e la prima guerra mondiale.

Amministrazione ed organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Le forze armate dell'Impero austro-ungarico vennero divise sin dalle loro origini in due branche distinte, entrambe dipendenti dal Ministero della Guerra:

Dal 1912 venne inoltre aggiunta la k.u.k. Luftfahrtruppen.

Il ministro della guerra stesso aveva la direzione amministrativa dell'esercito imperiale e controllava la milizia territoriale.

L'organizzazione era ferrea e gerarchizzata, il che per molto tempo costituì un punto di forza dell'esercito sia per il funzionamento perfetto di tutti i corpi inquadrati nelle forze armate, sia per il mantenimento del sentimento interculturale che un esercito, come quello imperiale austro-ungarico, doveva avere.

Oltre al ministro della guerra, una serie di stati maggiore separati e comandanti in capo si occupavano dell'addestramento, della pianificazione delle operazioni e delle responsabilità delle loro rispettive sezioni. Dal 1914[Nel '14 scoppiò la guerra. La data dev'essere precedente, vedi carta] gran parte dell'esercito venne ripartito su scala nazionale in 16 distretti militari.

La marina austro-ungarica mantenne sempre un certo numero di navi nell'Adriatico il cui porto più importante era Pola dove nel 1914 erano ormeggiate tre moderne corazzate monocalibro, oltre ad un discreto numero di cacciatorpediniere, incrociatori e sottomarini.

Storia ed operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le forze armate austro-ungariche erano le dirette discendenti delle forze armate degli Asburgo nell'ambito del Sacro Romano Impero dal XIII secolo sino al 1804. Per 200 anni, le forze armate austriache avevano formato un bastione difensivo per il continente europeo da eventuali attacchi degli Ottomani i quali solo in due occasioni, nel 1529 e nel 1683 raggiunsero le porte di Vienna per poi essere immediatamente ricacciati entro i propri confini.

Altre operazioni di successo furono quelle condotte dal principe Eugenio di Savoia, in coordinazione col Duca di Marlborough, in alcune campagne contro Luigi XIV di Francia nella Guerra di successione spagnola (1701–14). Le guerre combattute contro la Prussia di Federico il Grande per il controllo della Slesia nel 1740–48 (la Guerra di successione austriaca) e quelle del 1756–63 ebbero meno successo. Il potenziale militare della monarchia asburgica durante il XVIII secolo era limitato dalla dipendenza dell'amministrazione dalla dieta imperiale per la riscossione delle tasse e dal controllo assoluto dell'aristocrazia sui contadini.

L'Austria fu la componente essenziale della coalizione antinapoleonica ma venne sconfitta nel 1800, e nuovamente nel 1805 quando Napoleone occupò Vienna dopo la Battaglia di Austerlitz e infine nella Battaglia di Wagram nel 1809. L'Austria, ad ogni modo, continuò la sua opposizione a Napoleone sino alla sconfitta di quest'ultimo nel 1814.

Le armate mostrarono assoluta fedeltà alla causa imperiale nelle rivolte del 1848 e del 1849, sopprimendo le armate rivoluzionarie e riprendendo il potere a Vienna, Budapest, Milano e Praga. Nel 1859 l'Austria venne provocata nella guerra contro il Piemonte ed il suo alleato Napoleone III di Francia. La Seconda guerra d'indipendenza italiana durò circa tre mesi, ma da entrambi i fronti mobilitò grandi eserciti. Gli austriaci vennero sconfitti dopo alcuni combattimenti famosi come le battaglie di Magenta e Solferino e il giovane imperatore Francesco Giuseppe d'Austria assunse personalmente il comando delle operazioni.

Dopo la Guerra delle sette settimane, la Prussia stabilì il proprio primato sull'Austria nell'amministrazione degli stati tedeschi. La Battaglia di Königgrätz fu lo scontro decisivo che comportò per l'Austria una perdita di 20.000 uomini oltre a 20.000 tra dispersi e prigionieri. Sul fronte italiano le sorti però si invertirono e gli austriaci trionfarono nella Battaglia di Custoza ed in quella navale di Lissa presso le coste della Dalmazia. Dopo questi scontri l'Austria conobbe un periodo di pace lungo 50 anni sino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914.

La causa principale di questi continui fallimenti militari per l'Austria dell'Ottocento era l'inesperienza di alcuni generali unita alla presenza di vari gruppi politici che continuamente bloccavano le adeguate spese da sostenere per il mantenimento dell'esercito. L'utilizzo poi di tecniche antiquate come l'assalto alla baionetta frontale erano ormai sorpassate.

L'esercito stabile era composto di 12 corpi ripartiti per un totale di 240.000 uomini nel 1854 che poteva espandersi in caso di necessità sino a circa 800.000 uomini. Ad ogni modo la velocità sul campo di queste grandi armate non era ottimale rispetto ad altri grandi eserciti europei e scarso era anche l'uso delle ferrovie per spostamenti militari.

1867–1914[modifica | modifica wikitesto]

La creazione dell'Impero austro-ungarico con il compromesso del 1867 divise l'Impero austriaco in due stati tra loro indipendenti, ovvero l'impero d'Austria e il regno Ungheria. Solo l'esercito, gli affari esteri e le finanze dipendevano direttamente dall'Imperatore che riuniva nella sua persona le due sovranità. Fu proprio dopo la costituzione della duplice monarchia che vennero a crearsi nuove leggi sulla coscrizione che corrispondevano meglio ad una situazione statale composta da dieci nazionalità e cinque religioni differenti tra loro, con condizioni politiche ed economiche molto diverse.

Malgrado tutto, l'Austria-Ungheria dava l'impressione di essere una nazione fortemente militarizzata. Secondo lo storico britannico Edward Crankshaw, non solo l'Imperatore ma tutti gli uomini dell'aristocrazia austriaca indossavano comunemente l'uniforme militare, a parte nelle occasioni di caccia. Non mancavano poi le parate militari e le esibizioni di splendore e forza bellica che erano oggetti di pura propaganda.

I reggimenti erano organizzati su linee linguistiche anche se il tedesco era la lingua ufficiale di comando. In totale si trovavano ungheresi, croati, serbi, italiani, cechi, sloveni e rumeni a combattere sotto la stessa bandiera, anche se nell'anno 1900 si registrava una forte presenza di ufficiali di lingua tedesca, segno inequivocabile della volontà dell'Austria di detenere le posizioni di rilievo.

Durante l'ultima parte del XIX secolo e l'inizio del XX secolo sino alla prima guerra mondiale, le forze armate austro-ungariche iniziarono un processo di modernizzazione in tutte le pratiche d'esercito in termini di addestramento, formazione, equipaggiamento e dottrina, anche se molte delle antiche tradizioni rimasero in uso. Il capo di stato maggiore Rudolf Montecuccoli e l'erede al trono arciduca Francesco Ferdinando d'Austria svilupparono fortemente la marina militare. Inoltre vennero fortificate le aree orientali dei confini imperiali e venne promossa la costruzione di grandi pezzi d'artiglieria, grazie anche all'intervento del capo di stato maggiore generale, conte Franz Conrad von Hötzendorf.

Anche se l'impero poi non aveva manifestato aspirazioni coloniali, prese parte all'occupazione della Bosnia ed Erzegovina e poi di Novi Pazar, oltre alla spedizione a Creta ed al coinvolgimento nella Ribellione dei Boxer.

1914–1918[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, l'esercito austro-ungarico venne bipartito, con una più piccola parte tesa ad attaccare la Serbia mentre gran parte si apprestava a fronteggiare la Russia. L'invasione del 1914 della Serbia si rivelò un disastro e con la fine della guerra l'Impero perse 227.000 uomini su una forza di 450.000 senza aver acquisito alcun territorio.

Sul fronte orientale, i fatti d'arme iniziarono egualmente prendendo una brutta piega. Gli austro-ungarici vennero battuti nella Battaglia di Lemberg e si compì l'Assedio di Przemysl.

Nel maggio del 1915, l'Italia aderì alla Triplice intesa, uscendo di fatto dalla triplice alleanza, e scontrandosi dunque contro l'impero austro-ungarico; il fronte italiano rimase quello più sanguinoso per l'Impero negli ultimi tre anni e mezzo di scontri. Nell'estate di quell'anno, le forze austro-ungariche in unione con quelle tedesche parteciparono alla positiva Offensiva di Gorlice–Tarnow. L'impero riuscì a conquistare la Serbia sul finire del 1915 grazie all'intervento della Germania e della Bulgaria.

Nel 1916, i russi focalizzarono i loro attacchi sull'esercito austro-ungarico nell'Offensiva di Brusilov, riconoscendo l'inferiorità numerica dell'esercito imperiale. Le forze dell'impero a causa delle loro ingenti perdite (circa 1 milione di uomini) non si ripresero mai più ed erano ormai nelle mani dei tedeschi in quanto a direzione delle operazioni.

Gli ultimi due successi condotti dalle forze dell'impero furono la conquista della Romania e la Battaglia di Caporetto dove vennero assistiti sempre dai tedeschi.

Col crollo dell'Impero tedesco prima e di quello austriaco successivamente, l'esercito imperiale venne irrimediabilmente compromesso e il rinnovato esercito repubblicano aveva ormai una nuova concezione militare.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Molte delle antiche tradizioni militari austriache vengono ancora oggi mantenute nell'esercito repubblicano austriaco, il Bundesheer. Per esempio ci sono reggimenti che portano ancora nomi storici come il "Kaiserjäger" ed il "Rainer".

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brewer-Ward, Daniel A. The House of Habsburg: A Genealogy of the Descendants of Empress Maria Theresia. Clearfield, 1996.
  • Crankshaw, Edward. The Fall of the House of Habsburg. Sphere Books Limited, London, 1970. (first published by Longmans in 1963)
  • Evans, Robert J. W. The Making of the Habsburg Monarchy, 1550–1700: An Interpretation. Clarendon Press, 1979.
  • McGuigan, Dorothy Gies. The Habsburgs. Doubleday, 1966.
  • Palmer Alan. Napoleón and Marie Louise. Ariel Mexico 2003
  • Wandruszka, Adam. The House of Habsburg: Six Hundred Years of a European Dynasty. Doubleday, 1964 (Greenwood Press, 1975).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Età di abilità alle armi: 15–49 anni; stime 1914

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra