Anplagghed
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| Anplagghed | |
| Paese: | Italia |
| Anno: | 2006 |
| Compagnia: | Aldo, Giovanni & Giacomo |
| Genere: | Cabaret |
Anplagghed è uno spettacolo teatrale del trio di comici Aldo, Giovanni & Giacomo.
Lo spettacolo, il cui titolo è una storpiatura dell'inglese unplugged, ha debuttato il 3 febbraio 2006 a Fabriano, provincia di Ancona.
I tre comici, autori e interpreti dei loro sketch, raccontano una quotidianità surreale in un quartiere di periferia di una grande città. I personaggi sono di volta in volta vecchiette derubate, improbabili spacciatori, teppisti imbranati, vicini di casa litigiosi. Le scenografie sono in parte fisse in parte filmati proiettati, in stile fumettistico, realizzati da Rinaldo Rinaldi. Le musiche originali, composte da Gino Marcelli, spaziano dal rock alla tarantella, dallo ska alla big band hollywoodiana.
Lo spettacolo ha fatto tappa nel 2006 ad Ancona, Torino, Genova, Napoli, Verona, Bologna, Firenze, Milano, Latina e Roma. Arturo Brachetti firma la regia come consueto. Valerio Bariletti, Cesare Alberto Gallarini e la Gialappa's Band hanno contribuito alla stesura dei testi.
Indice |
[modifica] Trama
Lo spettacolo inizia con lo sbarco su un pianeta alieno della navicella spaziale Enterprise, guidata da due ufficiali umani (Aldo e Giovanni) e da un robot secchione (Giacomo), che cercano un pianeta con delle forme vitali. Convinti che su quel pianeta non ci siano forme di vita significative, essi decidono di tornare alla base ma la donna che li accompagnava (Silvana), un essere creato appositamente per "sollazzare i due ufficiali" e che invece solidarizza più con il robottino, è scesa dall'Enterprise dimenticando lì le armi: finché il server del raggio teletrasportatore non verrà riparato, i quattro dovranno restare sul pianeta.
Costretti, volenti o nolenti, a rimanere sul pianeta, i quattro decidono di mostrare da vicino il comportamento degli umani sulla Terra in varie situazioni quotidiane.
[modifica] In banca
La prima situazione da loro mostrata si svolge durante una fila davanti allo sportello bancomat: Aldo sta cercando di prelevare molti soldi ma non riesce a ricordarsi il codice segreto; Silvana, dietro di lui, attende educatamente la fila; Giacomo invece si spazientisce presto e comincia ad urlare come un ossesso.
Poco dopo arriva Giovanni, tatuatore drogato e padrone di tre cani dai nomi assurdi con cui ha anche vinto dei concorsi. Silvana lo ammira stupita, ma nel frattempo Giacomo la sorpassa nella fila: questo gesto inappropriato viene però punito da una gazza ladra, addestrata proprio da Giovanni, che ruba a Giacomo tutto il suo denaro.
[modifica] Al museo
Aldo e Giovanni si recano in un museo d'arte moderna dove li accoglie Giacomo, rispettoso ed isterico critico d'arte che cerca di spiegare loro l'ABC della materia, pur senza successo: Aldo non capisce la differenza tra cubismo e realismo, Giovanni si siede sopra il "concetto" di Fistalloni ed entrambi non colgono l'importanza dei tagli di Lucio Fontana.
Nel bel mezzo di una discussione "artistica", Aldo rimane incastrato in una scultura un po' contorta: si taglia un orecchio e Giacomo prende una siringa per fargli l'antitetanica ma sbaglia boccetta e gli inietta l'antirabbia. Cerca quindi di chiamare il custode, ma proprio in quel momento lo speaker del museo gli annuncia che l'edificio sta per chiudere e che i sistemi d'allarme saranno attivati subito: i due amici si dileguano, mentre Aldo rimane rinchiuso per tutto il week-end.
[modifica] A casa
Aldo e Giacomo programmano una truffa ai danni di Caterina, donna ricchissima ed anziana che vive sola in casa: il secondo si fingerà don Alfredo, neo parroco della città, mentre il primo dirà via telefono di essere don Luigi (nominato in breve tempo prima vescovo e poi cardinale). Il finto don Alfredo entrerà quindi in casa con una scusa per poi sottrarre all'anziana signora tutti i suoi soldi.
Tuttavia i due lestofanti commettono un grave errore: mentre Giacomo dice di voler entrare per le benedizioni natalizie (a Pasqua!) Aldo dichiara alla signora che il demonio si è installato nel suo sifone. A questo punto Caterina capisce l'inganno e prende il fucile con cui inizia a sparare all'impazzata contro il finto curato.
[modifica] Per strada
Aldo tenta di rubare il ciclomotore di Giovanni (una vespa), che subito se ne avvede, comparendo dal balcone di casa. Mentre i due stanno colloquiando, arriva Giacomo in veste di vigile. Giovanni, denunciando il tentativo di furto, insulta Aldo per il suo essere siciliano (è di Gela), ironizzando sulla sua città di origine. Casualmente anche la madre del vigile si scopre essere di Gela. Il responsabile dell'ordine quindi ribalta la situazione: offeso, assolve Aldo e multa Giovanni per parcheggio in sosta vietata.
Giovanni infine compare in scena, su una sedia a rotelle: afferma di avere una temporanea paralisi, dicendo di soffrire di "formicolio estremo" di cui è affetto in determinate ore della giornata. Dopo una iniziale costernazione, Giacomo dopo una serie di gag si spazientisce, emettendo nei confronti di Giovanni una serie di ulteriori multe. Mentre i due stanno litigando, Aldo riesce ad appropriarsi delle chiavi della vespa e scappa, mentre gli altri due tentano di inseguirlo proprio "pilotando" la sedia a rotelle: il furfante, tuttavia, riesce a farla franca.
Da notare, nella scena dell'inseguimento, l'utilizzo della proiezione sullo sfondo di un filmato che ottiene l'effetto della velocità di fuga dei palazzi, l'attraversamento degli incroci stradali e la presenza di altri veicoli. Sulla scena, al momento opportuno, la vespa utilizzata precedentemente durante la scena viene sostituita da un veicolo munito di una base a dondolo, in grado di essere inclinata da un lato e dall'altro per rendere teatralmente la dinamica di guida veloce di un ciclomotore.
[modifica] Sul terrazzo
Aldo e Giovanni decidono di fare Bungee jumping e si posizionano sul terrazzo più alto della loro casa per preparare lo zaino con la corda elastica. All'inizio Giovanni è messo in difficoltà dalle misure anglosassoni conosciute con disinvoltura da Aldo ("fut", pound, yard, libbre, ecc.) ma poi accetta di buttarsi dall'ultimo piano.
Durante i preparativi della corda arriva a raggiungerli il vecchio Peppino (Giacomo), nonno in affido di Giovanni, che dichiara di aver presto parte alle due guerre mondiali, alle guerre puniche ed alle crociate. Giacomo è un po' razzista contro i meridionali e non riesce ad avere un dialogo con Aldo.
Cominciano i salti: Giovanni ne fa due con ottimo successo, Aldo invece sbaglia a legarsi la corda alla caviglia e rischia di spiaccicarsi al suolo. Giovanni è preoccupatissimo, mentre Peppino accoglie la notizia festante urlando: "Uno di meno!". Aldo, salvato dal bucato steso sul balcone sottostante il terrazzo, risale ansimante e, mentre Giovanni è distratto, Peppino si lega la corda alla gamba e salta dal terrazzo al grido di "Viva la Repubblica Cisalpina, forza Inter, ma soprattutto: abbasso juve!".
[modifica] Sul marciapiede 1 e 2
Sul primo marciapiede si incontrano Aldo e Giovanni, membri di una gang malavitosa guidata da un boss specializzato in traffico di sostanze stupefacenti, che discutono sui loro loschi piani. Mentre Aldo è abbastanza imbranato, Giovanni è bravissimo e tenta di insegnargli i trucchi del mestiere ma proprio in quel momento arriva l'agente Giacomo che minaccia di arrestarli.
Sul secondo marciapiede c'è Giovanni con sua moglie Alda e suo suocero Giacomo: la famiglia Storti è miracolosamente scampata ad un pericoloso terremoto. Alda e Giacomo supplicano Giovanni di ritornare in casa a prendere gli oggetti più inutili (una coperta, un mapo, un pianoforte, ecc.) facendogli rischiare ogni volta la vita. Lo sketch si conclude con Alda che si accorge che hanno dimenticato la bambina.
[modifica] Sul palco
È la notte degli Oscar ed Aldo e Giacomo ricevono il premio come migliori attori comici: d'accordo con la presentatrice francese, fanno uno scherzo a Giovanni e fingono di non conoscerlo, ringraziando per il loro successo personaggi sconosciuti.
Giovanni, sentendosi tradito, non ci vede più dalla rabbia: sale sul palco ed inizia ad insultare tutti, in particolare la donna. Alla fine lo scherzo viene smascherato ed anzi i due amici restituiscono a Giovanni il rene che egli, in preda all'altruismo, gli aveva donato: il grande attore sviene dalla gioia mentre i suoi due amici si beccano gli applausi del pubblico.
[modifica] Il gran finale
A questo punto il software dell'Enterprise si ripara ed i quattro possono finalmente tornare a casa. Tuttavia la convenzione interplanetaria di Kyōto li obbliga a lasciare su ogni pianeta in cui vanno un segno tangibile della loro presenza, anche se loro non sanno proprio cosa donare.
Alla fine la brillante idea viene ad Aldo che, in un inglese maccheronico, si mette a cantare "My Way" di Frank Sinatra mischiandosi con il pubblico: è l'apoteosi.
[modifica] Anplagghed al cinema
Lo spettacolo è stato ripreso in maniera cinematografica e trasformato in un film, distribuito come Anplagghed al cinema, la cui uscita nelle sale italiane è avvenuta il 24 novembre 2006.
[modifica] Televisione
Canale 5 e Italia 1 hanno trasmesso nel 2008, la versione teatrale di Anplagghed.
| Aldo, Giovanni & Giacomo |
|---|
| Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti
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