Aeronautica Militare

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Aeronautica Militare
Stemma araldico dell'Aeronautica Militare
Descrizione generale
Attiva 28 marzo 1923 - oggi
Nazione bandiera Italia
Alleanza Natoflag.gif NATO
Servizio aeronautica militare
Dimensione 45.000 effettivi, 665 aeromobili
Stato Maggiore Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare - Roma
Patrono Madonna di Loreto
Motto "virtute siderum tenus" (latino:con valore verso le stelle)
Colori azzurro
Decorazioni vedi
Sito internet http://www.aeronautica.difesa.it/
Comandanti
Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare gen. di s. a. Giuseppe Bernardis[1]
Simboli
Coccarda Roundel of the Italian Air Force.svg
Coccarda a bassa visibilità LV Italian Air Force roundel.svg

[senza fonte]

Voci di forze aeree presenti su Wikipedia

L'Aeronautica Militare è, assieme a Esercito Italiano, Marina Militare ed Arma dei Carabinieri, una delle quattro forze armate italiane ed è, in particolare, quella destinata alle operazioni aeree.

Alla data del 1º gennaio 2009 disponeva di un organico di 42.960 effettivi, di cui ufficiali 6.118, marescialli 24.410, sergenti 3.792, truppa in servizio permanente 4.316, truppa in ferma 2.324[2].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Regia Aeronautica.

Le origini dell'aeronautica italiana possono essere fatte risalire alla campagna d'Africa Orientale del 1887-1888, quando il genio militare utilizzò degli aerostati a scopo di osservazione dall'alto. La sezione aeronautica del genio si espanderà negli anni successivi fino ad assumere la dimensione di una brigata.Ma con l'invenzione della macchina volante ad opera dei fratelli Wright avvenuta a Kitty Hawk, North Carolinae Il 17 dicembre 1903 si inaugurò, l'era dell'aereo, con i primi voli più pesante dell'aria nota come Wright Flyer 1903 che diede un nuovo impulso a tutti gli appassionati dell'antico sogno dell'uomo.

Nel 1909 con l'arrivo a Roma di Wilbur Wright nel 1909 e delle dimostrazioni che diede sulle caratteristiche dell'aeroplano, venne fondata la prima scuola di volo militare Centocelle (Roma) che divenne il primo aeroporto italiano dove nel settembre 1909 venne rilasciato il primo brevetto di pilota al tenente di vascello Mario Calderara. Da quel momento,il progresso dell’aviazione e dell’impiego militare del mezzo aereo è imprescindibilmente collegato al genio e all’inventiva, tra gli altri, degli italiani.

Era il 1º novembre 1911 quando Giulio Gavotti ebbe l'idea di lanciare dall'abitacolo del suo Etrich tre bombe Cipelli su di un accampamento turco ad Ain Zara e 1 sull’oasi di Tripoli nella guerra Italo-Turca campagna di Libia 1911-1912,era difatti,la prima azione di bombardamento con un aereo della storia mondiale.

Valori cavallereschi della caccia aerea trovarono in Italia un’ampia diffusione: durante la Grande Guerra, l’aviazione era già in grado di schierare una compagine di aviatori invidiabile per le generalizzate doti di abilità e ardimento. Non possiamo non ricordare Francesco Baracca, Silvio Scaroni, Pier Ruggero Piccio, Ruffo di Calabria, solo per citare i più famosi, al tempo popolari quanto i divi televisivi di oggi. Sono i nomi che, insieme con altri, costituirono la 91a Squadriglia, chiamata opportunamente “Squadriglia degli Assi”.

E nel II Conflitto Mondiale soltanto l’esito tragico della guerra ha fatto passare in secondo piano molte imprese ugualmente valorose dei nostri piloti, il cui eroismo venne riconosciuto anche dagli avversari, primo fra tutti Winston Churchill. Di pari passo con la capacità di utilizzare bene l’aeroplano, si sviluppava in Italia, durante gli anni Venti, anche il pensiero dottrinario che è alla base dell’impiego del mezzo aereo. Fu proprio un italiano, Giulio Douhet, il più importante teorico del “potere aereo”: le sue dottrine del “dominio dell’aria” sono valide ancora oggi e su di esse sono state modellate le forze aeree di tutto il mondo, non escluse quella statunitense e britannica. Durante l’impegno bellico della Grande Guerra, inoltre, un Paese prettamente agricolo e rurale come il nostro operò uno sforzo poderoso e gettò le basi della sua industria aeronautica.

Tra le due Guerre Mondiali, il progresso aeronautico procedette in modo vorticoso; per l’Aeronautica Italiana fu la stagione dei voli collettivi, le trasvolate di massa del Mediterraneo, dell’Atlantico e dei record. Trionfali furono le imprese che portarono formazioni di velivoli italiani, gli idrovolanti S-55, capitanate da Italo Balbo, ad ammarare nella baia di Rio de Janeiro nel 1931 e di New York nel 1933. Record di velocità, di altezza, di volo senza scalo, di volo rovescio: in una decina d’anni l’Aeronautica italiana conquistò più di cento primati.

Nel 1939, alla vigilia dell’entrata in guerra, l’Italia deteneva 33 degli 84 primati contemplati dalla Federazione Aeronautica Internazionale. Ma questo non era sufficiente per primeggiare, e la guerra mise impietosamente a nudo i limiti di tali risultati: per scelte politiche, che in queste pagine non è né possibile né opportuno illustrare, i nostri record rimasero splendide e geniali realtà confinate in una propria dimensione, ma non seppero tradursi in quell’impulso necessario e possibile allo sviluppo della tecnologia aeronautica applicata ai mezzi di “tutti i giorni”. In ogni caso, in quel periodo avventuroso e controverso sono state gettate le basi di quella tradizione e cultura aeronautica che è diventata patrimonio del Paese e di ogni cittadino. Da ormai quasi novant’anni i velivoli dell’Aeronautica Militare solcano i cieli di tutto il mondo. Aeroplani di ogni Specialità, dalle caratteristiche e soluzioni tecnologiche sempre all’avanguardia, pilotati da uomini che hanno portato il loro contributo a tinte forti, a volte tragiche, nell’appassionante trama della storia e del progresso aeronautico, tessuta giorno dopo giorno con grandi imprese ma anche con azioni della quotidianità, solo apparentemente “trascurabili”. Quello che è da tenere sempre presente è che i compiti, l’organizzazione, il personale e i mezzi dell’Aeronautica Militare di oggi sono il frutto dell’evoluzione di uno strumento di difesa che si è adeguato ai tempi, che ha seguito passo passo l’incedere del nostro Paese che, dal dopoguerra ai nostri giorni, ha conquistato un posto di rilievo nel consesso delle Nazioni più sviluppate e progredite del mondo.

L’Aeronautica Militare è oggi un’organizzazione che esprime, insieme con le altre Forze Armate e le altre Istituzioni dello Stato, il livello di ambizione internazionale dell’Italia, che afferma la volontà di un Paese civile, democratico, pacifico di difendere da ogni possibile violazione i valori di libertà e di progresso civile, di libera circolazione delle idee e degli individui. L’Aeronautica Militare è attualmente un’organizzazione all’avanguardia tecnologica che traina il progresso scientifico e industriale del Paese e che svolge, oggi come e più che in passato, il ruolo che le compete al servizio della difesa e della sicurezza, interna e internazionale.

[modifica] La prima guerra mondiale

Dopo le prime risultanze positive nell'impiego bellico, in Italia si sviluppò l'armata dell'aria, sotto il controllo dell'esercito, però non vi furono destinate abbastanza risorse economiche e allo scoccare della prima guerra mondiale nel 1915 le forze aeree italiane consistevano in solo 86 aerei. Le esigenze belliche e la sempre maggiore importanza delle operazioni dal cielo fecero diventare una priorità la costruzione di nuovi aerei e in pochi anni se ne costruirono circa 12.000, in gran parte dalle officine Caproni. Le forze aeree si specializzarono in bombardamenti e i raid più importanti avvennero sulle coste del mar Adriatico, nel 1917 a Pola (in quel momento facente parte dell'impero Austro-Ungarico) e addirittura sulla capitale dell'Impero, Vienna, dove nel 1918 avvenne un'incursione di 7 aerei guidati da Gabriele d'Annunzio.

Anche la specializzazione aerea dei caccia ebbe una notevole espansione e si cominciarono a conoscere i primi nomi degli assi, come Francesco Baracca.

La Regia Aeronautica nel primo conflitto mondiale dovette pagare un costo notevole in termini di vite umane, infatti durante il conflitto perirono quasi 2000 aviatori.

[modifica] Il primo dopoguerra

L'importanza dell'aeronautica crebbe sempre più anche dopo la fine del conflitto, fino alla decisione di scorporare l'arma dall'esercito, elevandola a forza armata indipendente il 28 marzo 1923. Il suo primo nome fu Arma Azzurra, divenuta poi ufficialmente Regia Aeronautica su decisione del re Vittorio Emanuele III.

Il Fascismo la tenne sempre nella massima importanza e con la nomina di Italo Balbo a ministro dell'Aviazione raggiunse la sua massima espansione, presentata dai gerarchi del tempo come un fiore all'occhiello, grazie ai numerosi record conquistati in fatto di lunghi raid (Italia-Brasile e ritorno, Italia-USA e ritorno, ed altri), di velocità media, di velocità massima e di altitudini raggiunte. Il record mondiale di velocità raggiunta con idrovolante con motore a pistoni risale infatti agli anni trenta ad opera appunto del pilota italiano Francesco Agello. Questi il 23 ottobre 1934, su di un idrocorsa Macchi-Castoldi M.C.72 raggiunse la sensazionale velocità di 709,202 km/h. L'Italia e gli italiani ne andavano e ne vanno fieri, visto che il record è tuttora imbattuto.

[modifica] La seconda guerra mondiale

Al momento dell'entrata in guerra la Regia Aeronautica era inferiore alle forze aeree alleate e nemiche sia qualitativamente che quantitativamente. La guerra civile spagnola, a cui aveva partecipato in forze, aveva illuso i vertici dell'Arma che la maneggevolezza della formula biplana potesse ancora contrastare validamente i moderni monoplani che stavano entrando in servizio nelle altre nazioni. il concorso della seconda metà degli anni trenta per dotare comunque la R.A. di un moderno monoplano vide paradossalmente quale vincitore di fatto il Fiat C.R.42, biplano a carrello fisso con sole due mitragliatrici, che fu comunque prodotto in quantità sino al 1943 quando Germania, Inghilterra e Stati Uniti avevano in fase avanzata di realizzazione i primi aerei a reazione. I primi caccia monoplano italiani, Fiat G.50 e Macchi M.C.200, furono comunque inferiori ai coevi caccia inglesi. Iniziata con aerei inadeguati la partecipazione degli aerei italiani alla Battaglia d'Inghilterra, voluta personalmente da Mussolini, fu interrotta velocemente dopo i primi disastrosi risultati. Aerei nuovi ma già superati, con abitacolo aperto privo di radio e di battellino di salvataggio nel freddo della Manica e del Mare del Nord, con insufficiente armamento e poca velocità, misero i piloti italiani in condizioni di netta inferiorità. Con l'avvio della produzione su licenza dei più potenti motori di progettazione tedesca Daimler-Benz DB 601 e DB 605, si mise finalmente in linea materiale che poteva combattere ad armi pari col nemico, ma l'apparato industriale dell'epoca non riuscì mai a produrne in quantità sufficiente. Pur in condizioni di inferiorità qualitativa e quantitativa di mezzi, l'Arma fu comunque utilizzata in tutto lo scacchiere mediterraneo e sul fronte russo, dove le rigide condizioni operative evidenziarono nuovamente i pesanti limiti del materiale di volo.

La scarsissima coordinazione dovuta all'ottusa rivalità tra Regia Aeronautica e Regia Marina, provocò i grandi insuccessi di cui furono protagonisti avieri e marinai italiani. Il conflitto di potere tra aeronautica e marina, con la prima che aveva il monopolio di tutto ciò che volava grazie alla legge Balbo, portò alla decisione di non costruire portaerei (per mettere un punto definitivo Mussolini affermò che erano inutili perché "l'Italia è tutta una portaerei"). Invece erano sicuramente utili per combattere la Royal Navy, dotata di portaerei e radar, o almeno sarebbero state necessarie squadriglie di aerei basati a terra appositamente addestrate a operazioni navali e sotto il comando funzionale della Marina. Invece l'ammiraglio comandante in mare non poteva chiedere direttamente l'appoggio aereo, ma tramite Supermarina doveva inoltrare la richiesta ai vertici dell'Aeronautica, con i ritardi immaginabili. Il governo fascista, che aveva sempre osteggiato la richiesta della marina di costruire portaerei e di avere aerei propri, solo a conflitto inoltrato e dopo il disastro della battaglia navale di Gaudo e Capo Matapan decise urgentemente di dotare di una portaerei la Regia Marina, trasformando il transatlantico Roma. L'unità avrebbe avuto comunque aerei imbarcati e piloti dell'Aeronautica, ma il sopraggiunto armistizio dell'8 settembre 1943 trovò la nave, battezzata Aquila, completata solo al 90%.

[modifica] Il secondo dopoguerra

Una delle prime modifiche sostanziali dell'arma aeronautica fu il cambio di denominazione, dopo il referendum del 2 giugno 1946 prese il nome, ancora attuale, di Aeronautica Militare.

Una formazione di F-104S dell'Aeronautica militare.

Un motivo di vanto dell'Arma Aeronautica è la sua pattuglia acrobatica, famosa in tutto il mondo, le Frecce Tricolori.

L'Aeronautica Militare si è anche occupata, fino al 1982, del controllo del traffico aereo nello spazio aereo nazionale. Dopo la smilitarizzazione del settore continua a svolgere la funzione di fornitore dei servizi del traffico aereo (Air Navigation Service Provider) sugli aeroporti militari aperti al traffico civile e nelle relative zone di controllo. I controllori del traffico aereo dell'Arma Azzurra sono presenti anche nei centri di controllo d'area di ENAV SpA per la gestione del traffico militare in volo negli spazi aerei civili. Gli Aerosoccorritori, inoltre, continuano a prestare servizio attivo portando in salvo le persone in pericolo.

[modifica] Air policing

Con l'ingresso dell'Albania nella NATO, le forze aeree italiane e greche contribuiscono alla difesa dello spazio aereo albanese con gli Eurofighter Typhoon italiani del 4º Stormo di Grosseto e del 36º Stormo di Gioia del Colle e gli F-16 greci.[3]

[modifica] Simboli

Bandiere di guerra delle forze armate italiane e della Guardia di Finanza in sfilata per la festa della Repubblica. La bandiera di guerra dell'Aeronautica Militare è al centro.

L'Aeronautica Militare è rappresentata da:

  • Una bandiera di guerra
  • Uno stemma araldico
  • Una marcia d'ordinanza
  • Una santa patrona (la Madonna di Loreto)

[modifica] La bandiera di guerra

La bandiera di guerra[4] venne concessa all'allora Regia Aeronautica, con regio decreto n° 1485 del 17 ottobre 1920 e consegnata al Generale Pier Ruggero Piccio, Comandante Generale per la R.A., il 4 novembre 1923 a Centocelle (Roma).[5]

[modifica] Le decorazioni alla bandiera

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Decorazioni alla Bandiera dell'Aeronautica Militare.

A partire dalla prima guerra mondiale, la bandiera ha ricevuto diverse decorazioni. Tra di esse spiccano le 2 medaglie d'oro al valor militare attribuite per la campagna dell'Africa Orientale Italiana e per il contributo dato durante la seconda guerra mondiale e la resistenza. L'elenco delle decorazioni ricevute è:

Cavaliere BAR.svg 1 Croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

Cavaliere BAR.svg 3 Croci di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Valor militare gold medal BAR.svg 2 Medaglie d'oro al valor militare

Valor aeronautico gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro al Valor Aeronautico

Valor militare silver medal BAR.svg 5 Medaglie d'argento al valor militare

Valor civile silver medal BAR.svg 1 Medaglia d'argento al valor civile

Croce di guerra al valor militare BAR.svg 1 Croce di guerra al valor militare

Medaglia d'argento al merito CRI BAR.svg 1 Medaglia d'argento al merito della Croce Rossa Italiana

Benemeriti della salute pubblica gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica

SanitaPubblicaNO.png 1 Medaglia d'oro al Merito della Sanità pubblica

[modifica] Lo stemma araldico

Il diritto a fregiarsi dello Stemma Araldico derivò dalla concessione dell'uso della bandiera nazionale alla Regia Aeronautica (regio decreto del 17 ottobre 1920).

Con l'avvento della Repubblica, l'Aeronautica Militare rimase "orfana" di un distintivo d'arma sino al 1970, anno in cui lo Stato maggiore dell'aeronautica inoltrò richiesta di concessione di uno Stemma per l'Arma Aeronautica. Con il decreto del presidente della Repubblica 25 gennaio 1971, veniva concesso lo stemma oggi in vigore.[6]
Il decreto dice testualmente:

"È concesso all'Aeronautica Militare uno stemma descritto come appresso: inquartato nel primo d'oro un cavallo alato azzurro, inalberato e rivoltato, tenente con le zampe anteriori una fiaccola naturale (27ª Squadriglia aeroplani); nel secondo d'argento un grifo rampante rosso (91ª Squadriglia "Baracca"); nel terzo d'argento un quadrifoglio verde (10ª Squadriglia da bombardamento Caproni); nel quarto di porpora il Leone di S.Marco in maestà con la spada e con il libro degli Evangelisti chiuso (87ª Squadriglia "Serenissima").
Sopra lo scudo un'aquila turrita d'oro e sotto, su lista svolazzante d'azzurro, il motto pure in caratteri d'oro: Virtute Siderum Tenus"
.[7]

Il motto in latino Virtute Siderum Tenus (con valore verso le stelle), è poi stato scelto anche dal pattugliatore di squadra Aviere della classe Soldati, acquistato dalla Marina Militare nel 1992.

Lo Stemma araldico venne ottenuto riunendo gli emblemi di quattro delle squadriglie che avevano dato prova di abilità, coraggio ed eroismo nella prima guerra mondiale. Le squadriglie scelte furono:

[modifica] La marcia di ordinanza

La marcia di ordinanza dell'Aeronautica Militare fu composta nel 1937 dal primo maestro direttore della banda della Regia Aeronautica, Alberto Di Miniello, che ha riarrangiato un motivo di Romualdo Marenco tratto dal balletto "Amor".

[modifica] La santa patrona

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce La Madonna di Loreto.

La patrona dell'Aeronautica Militare è la Madonna di Loreto, nome con il quale viene venerata la statua nel santuario della Santa Casa della città di Loreto in provincia di Ancona. La devozione deriva dal decreto di papa Benedetto XV del 24 marzo 1920, con il quale la Madonna di Loreto venne proclamata "Patrona degli Aeronauti". La solennità è il 10 dicembre.

[modifica] La preghiera dell'aviatore

La preghiera dell'aviatore viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano la Forza armata o i suoi appartenenti. Il testo, la cui versione originale si deve a Vittorio Malpassuti, modificato dopo la proclamazione della Repubblica Italiana, è il seguente:

« Dio di potenza e di gloria, che doni l'arcobaleno ai nostri cieli, noi saliamo nella Tua luce per cantare, con il rombo dei nostri motori, la Tua gloria e la nostra passione. Noi siamo uomini, ma saliamo verso di Te, dimentichi del peso della nostra carne, purificati dei nostri peccati. Tu, Dio, dacci le ali delle aquile, lo sguardo delle aquile, l'artiglio delle aquile, per portare, ovunque Tu doni la luce, l'amore, la bandiera, la gloria d'Italia e di Roma. Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito: fa, nella guerra, della nostra forza la Tua forza, o Signore, perché nessuna ombra sfiori la nostra terra. E sii con noi, come noi siamo con Te, per sempre. »

Il suo testo è scritto su una targa in bronzo presso Palazzo Aeronautica, sede dello Stato Maggiore dell'Aeronautica in Roma.

[modifica] Personale

Spille dei distintivi di grado (nell'ordine aviere capo, aviere scelto e sottotenente)

L'Aeronautica Militare suddivide, per esigenze formative, il proprio personale in categorie (ufficiali, sottufficiali e truppa), intese ad identificare un settore delimitato di attività che presuppone una specifica preparazione di base comune per tutti gli appartenenti alla stessa Categoria.[8]

Oltre a questa tipologia di suddivisione in base alle categorie, il personale dell'Aeronautica Militare viene suddiviso in ruoli, stabiliti per legge.[9][10]

[modifica] Ruoli

Tenuta di volo per Eurofighter Typhoon

Secondo le normative vigenti il personale dell'Aeronautica Militare è suddiviso nei seguenti ruoli:

Categoria degli ufficiali
  • Ruolo naviganti normale dell’Arma Aeronautica (A.A.r.n.n.)
  • Ruolo naviganti speciale dell’Arma Aeronautica (A.A.r.n.s.)
  • Ruolo normale delle armi dell’Arma Aeronautica (A.A.r.a.n.)
  • Ruolo speciale delle armi dell’Arma Aeronautica (A.A.r.a.s.)
  • Ruolo normale del Corpo del Genio Aeronautico (G.A.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo del Genio Aeronautico (G.A.r.s.)
  • Ruolo normale del Corpo di Commissariato Aeronautico (C.C.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo di Commissariato Aeronautico (C.C.r.s.)
  • Ruolo normale del Corpo Sanitario Aeronautico (C.S.A.r.n.)
  • Ruolo speciale del Corpo Sanitario Aeronautico (C.S.A.r.s.)

Per questi ruoli sono previsti inoltre dei ruoli ad esaurimento (R.E.s.p.) e un ruolo unico degli specialisti (A.A.r.u.s.), destinati ad un progressivo esaurimento con il passaggio in quiescenza del personale inquadrato nei predetti ruoli.

Categoria dei sottufficiali
  • Ruolo marescialli
  • Ruolo musicisti
  • Ruolo sergenti

Il ruolo dei musicisti riveste i gradi dei marescialli e il personale è inquadrato in tale ruolo a seguito di arruolamento straordinario e per strumenti musicali.

Categoria della truppa
  • Ruolo truppa in servizio permanente
  • Ruolo truppa in ferma prefissata
  • Ruolo truppa di leva

La leva è stata sospesa con la legge 23 agosto 2004, n.226[11] e con il definitivo passaggio al modello professionale delle Forze Armate.

[modifica] Gradi e qualifiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci gradi e qualifiche dell'Aeronautica Militare e distintivi di grado italiani.

[modifica] Organigramma e struttura

Emblema dello Stato Maggiore Aeronautica
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Organica dell'Aeronautica Militare.

La struttura organizzativa dell'Aeronautica Militare[12] ha subìto, negli ultimi anni, profonde modifiche in chiave riorganizzativa per adattare lo strumento aereo alle nuove esigenze dello scenario internazionale, ed anche per "adattarsi" al "nuovo modello professionale" delle forze armate.

Organizzata in tre livelli organizzativi (Centrale, Intermedio e Periferico), è costituita principalmente di tre Comandi di Vertice (cosiddetti Alti Comandi), ovvero:

Questi Enti sono direttamente dipendenti, insieme dal altri organismi con compiti Territoriali (es.:Regioni Aeree) e di Staff (es.:Stato Maggiore Aeronautica) dal Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica.

[modifica] Aeromobili in uso

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio Note Immagine
General Dynamics F-16 Fighting Falcon bandiera Stati Uniti d'America Aereo da caccia F-16 Block 15 14[13] originariamente 24 forniti in leasing dalla USAF con contratto 2003-2010, esteso fino al giugno 2012 per 14 aeromobili con restituzione completa per tale data[14];
  • 1 caduto nei pressi di Trapani (MM7237) nel 2004 per avaria della APU e conseguente perdita totale degli impianti elettrici e idraulici;
  • 2 precipitati in addestramento in Sardegna nel 2006 (MM7246 e MM7263) dopo una collisione;
  • 1 coinvolto in un impatto con volatili (MM7258) nel 2007 costringendo il pilota ad eiettarsi;
2010-08-01 F-16 Italian Airforce 02.jpg
Eurofighter Typhoon bandiera Italia
bandiera Germania
bandiera Regno Unito
bandiera Spagna
Aereo da caccia Typhoon 75 Consegne in corso con ordine firmato nel 2004 che porterebbe il totale a 75 entro il 2013
Eurofighter Typhoon Aeronautica Militare 2009 04.jpg
Tranche 3A 21[15] consegne previste tra il 2013 e 2017[15]
AMX Ghibli bandiera Italia
bandiera Brasile
Cacciabombardiere AMX Ghibli monoposto 43 originariamente 110; prima tranche ritirata dal servizio per problemi tecnici al tettuccio
Italian Air Force AMX fighter.jpg
AMX-T Ghibli biposto 12 originariamente 26; i 17 velivoli in servizio sono in via di aggiornamento allo standard ACOL - Aggiornamento delle Capacità Operative e Logistiche.[16];
Panavia Tornado bandiera Italia
bandiera Germania
bandiera Regno Unito
Cacciabombardiere Tornado IDS 59 18 macchine con armamento stand off a guida GPS e laser - previsti tre stadi di aggiornamento detti IDS 1° MLU - Middle Life Update, IDS 2° MLU, IDS 3° (o full MLU); il primo è stato completato; il secondo è in corso;
Tornado 6Stormo Afghanistan Dec2008.jpg
Tornado IT-ECR 17 versione specializzata nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile).
Lockheed C-130 Hercules bandiera Stati Uniti d'America Aereo da trasporto C-130J 11 6 di questi possono essere trasformati in altrettanti aerorifornitori KC-130J grazie all'adozione di appositi kit;
Italian air force c-130j fairford2009 arp.jpg
C-130J-30 10
Alenia C-27J Spartan bandiera Italia Aereo da trasporto C-27J 12[17]
Alenia C-27J (Pratica di Mare).jpg
Alenia G.222 bandiera Italia Aereo da trasporto Intelligence elettronica 2[18]
Alenia.g222.fairford.arp.jpg
Airbus A319 bandiera Germania
bandiera Regno Unito
bandiera Francia
bandiera Spagna
Trasporto personalità A319CJ 3 (MM62174, MM62209, MM62243, l'esemplare MM62173, primo consegnato, venne venduto alla Turchia nel 2005[19]);
Aereorepubblicaitaliana.JPG
Boeing KC-767A bandiera Stati Uniti d'America Rifornimento in volo Rifornimento in volo, trasporto truppe e materiali 4 altri 2 entro il 2012
KC-767 Aeronautica Militare tanker refueler 2007.jpg
Dassault Falcon 50 bandiera Francia Trasporto 2 (MM62026, MM62029) usati principalmente per compiti di aeroambulanza
Dassault.falcon.50m.fairford.arp.jpg
Dassault Falcon 900 bandiera Francia Trasporto Falcon 900 EX 3
Gazpromavia Falcon 900 Ilyin.jpg
Falcon 900 Easy 2
Piaggio P180 Avanti bandiera Italia Trasporto 15
Aeronautica Militare Piaggio P-180 Avanti.jpg
Addestramento
34 Aermacchi MB-339A MLU;
15 Aermacchi MB-339PAN Pattuglia Acrobatica Nazionale;
29 Aermacchi MB-339CD;
Altri tipi
Un Predator dell'Aeronautica Militare
Elicotteri
Aerei previsti per il futuro
  • 4+2 Boeing KC-767A (Aerorifornitore); consegne previste per il 2009[23], ma non avvenute a causa della necessità di porre rimedio a problemi di flutter delle ali causato dalle sonde per il rifornimento.[24][25]
  • Lockheed Martin F-35 Lightning II; (Cacciabombardiere - ipotesi di acquisizione di 109 velivoli, suddivisi tra le varianti A (CTOL) e B (STOVL), questi ultimi insieme con la Marina Militare[26])
  • Aermacchi M-346; (Addestratore - ordinati 6 esemplari più eventuali 9)
  • 4+1 Alenia ATR-72MP; (Pattugliatore marittimo - da affiancare agli "Atlantic" in attesa di una loro definitiva sostituzione.)
  • 2 Joint Airborne Multisensor Multimission System
Aeromobili radiati

[modifica] Aeroporti e basi

[modifica] Note

  1. ^ Notizia della nomina su www.aeronautica.difesa.it
  2. ^ "L'Aeronautica Militare ...in cifre" - Stato Maggiore Aeronautica - 3º Reparto, Edizione 2009
  3. ^ L'Aeronautica protegge l'Albania, Rivista Italiana Difesa 09/2009
  4. ^ Aggiornamento realizzato a cura della Segreteria Particolare del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare in data 06 novembre 2009.
  5. ^ La Bandiera Aeronautica in Portale dell'AM. Ministero della Difesa Aeronautica Militare. URL consultato il 21 aprile 2007.
  6. ^ Stato Maggiore Aeronautica - Ufficio Storico "Stemma della Aeronautica Militare", Roma 1973
  7. ^ Stormi d'Italia, Giulio Lazzanti, 1975, Mursia
  8. ^ Stato Maggiore Aeronautica - 1º Reparto Ordinamento e Personale, direttiva OD-15 edizione 2002.
  9. ^ Legge 10 aprile 1954, n. 113 "Stato degli ufficiali dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica", decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490 "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della L. 23 dicembre 1996, n. 662"
  10. ^ Legge 31 luglio 1954, n. 599 "Stato dei sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica", decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196 "Attuazione dell’art. 3 della legge 6.3.1992, n.216 in materia di riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento, stato e avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate"
  11. ^ Legge 23 agosto 2004, n. 226, «Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonché delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore».
  12. ^ L'Ordinamento in A.M. - Strutture organizzative e strumenti ordinativi - Col. A.A.r.a.s. Luigi Fontanelli, Edizione 2007
  13. ^ Italy military aviation OrBat. URL consultato il 4 aprile 2010.
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[modifica] Bibliografia

[modifica] Atti normativi

[modifica] Voci correlate

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