Adam Jerzy Czartoryski

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Adam Jerzy Czartoryski

Il Principe Adam Jerzy Czartoryski (Varsavia, 14 gennaio 1770Montfermeil, 15 luglio 1861) è stato uno statista e scrittore polacco, figlio del Principe Adam Kazimierz Czartoryski e di Izabela Fleming (esistono voci riguardo al fatto che il realtà Adam Jerzy fu il frutto della liaison con l'ambasciatore russo in Polonia Nikolai Repnin)[1]. Fu molto conosciuto in Russia come Ministro Imperiale degli Affari Esteri e si dice che sia stato amante di Luisa Maria di Baden, imperatrice consorte di Alessandro I di Russia.

Viaggi[modifica | modifica sorgente]

Czartoryski nacque a Varsavia, e dopo un'approfondita istruzione in famiglia effettuata da eminenti specialisti, principalmente francesi, si recò all'estero nel 1786. A Gotha, Czartoryski sentì Johann Wolfgang von Goethe e lesse Ifigenia in Tauride; fece inoltre conoscenza con Johann Gottfried Herder e Christoph Martin Wieland.

Nel 1789 Czartoryski visitò la Gran Bretagna con la madre e fu presente al processo di Warren Hastings. Durante una seconda visita nel 1793, strinse molte amicizie con l'artistocrazia britannica e studiò la costituzione della Gran Bretagna.

Nell'intervallo tra questi viaggi, combatté per la sua nazione durante la guerra della seconda spartizione della Polonia, e avrebbe anche servito la nazione sotto Tadeusz Kosciuszko, se non fosse stato arrestato sulla via per Bruxelles dal governo austriaco al servizio di Francesco II d'Asburgo-Lorena. Dopo la terza spartizione della Polonia, le tenute dei Czartoryski furono confiscate, e nel maggio 1795 Adam e il fratello minore Costantino furono portati a San Pietroburgo.

Servizio in Russia[modifica | modifica sorgente]

Più tardi, nel 1795, ai due fratelli fu ordinato di prestare servizio per la Russia: Adam divenne ufficiale a cavallo e Costantino entrò nel corpo delle guardie. Caterina II di Russia fu impressionata così positivamente dai due giovani che restituì loro parte delle loro terre, e all'inizio del 1796 li nominò gentiluomini. Adam aveva già incontrato il Gran Duca Alessandro a un ballo dalla principessa Golicyna, e i giovani si intesero subito con un'"amicizia intellettuale" reciproca. All'ascensione al trono di Paolo I, Czartoryski fu nominato aiutante di Alessandro, ora Zarevič, e gli fu permesso di rivedere le sue tenute polacche per un periodo di tre mesi. In quel periodo, la corte russa era estremamente liberale, dato che gli umanitari entusiasti come Pëtr Michajlovič Volkonskij e Nikolaj Nikolaevič Novosil'cev avevano grande influenza sulla società.

Carriera diplomatica[modifica | modifica sorgente]

Durante il regno di Paolo, Czartoryski godette della fiducia dell'imperatore e ne fu amico intimo; nel 1798 fu nominato dall'imperatore ambasciatore presso la corte di Carlo Emanuele IV di Savoia. Dopo aver raggiunto l'Italia, Czartoryski scoprì che il monarca presso il quale era stato accreditato era in realtà un re senza regno, pertanto la sua prima missione diplomatica fu un piacevole viaggio attraverso l'Italia fino a Napoli, l'acquisizione della lingua italiana e un'attenta esplorazione delle antichità di Roma.

Nella primavera del 1801, il nuovo imperatore Alessandro I fece accompagnare il suo amico a San Pietroburgo. Czartoryski trovò l'imperatore che ancora soffriva per il rimorso dell'assassinio del padre, e incapace di fare qualsiasi cosa tranne parlare di religione e politica in un piccolo circoli di amici privati. A tutte le rimostranze, l'imperatore rispondeva: "Ci sarà tempo". Il Senato condusse gran parte della politica; Pëtr Vasil'evič Zavadovskij, allievo dei Gesuiti, fu Ministro dell'Istruzione.

Ministro degli Esteri de facto[modifica | modifica sorgente]

Alessandro nominò Czartoryski curatore dell'Accademia di Vilna (3 aprile 1803), che avrebbe potuto plasmare per implementare le sue idee avanzate. Egli fu incapace, tuttavia, di dare più attenzione all'istruzione, perché dall'inizio del 1804, in aggiunta agli affari esteri, ebbe il controllo pratico della diplomazia russa. Il suo primo atto fu di protestare energicamente contro l'assassinio di Luigi-Antonio Enrico di Borbone-Condé (20 marzo 1804), e di insistere sull'immediata rottura con il governo della rivoluzione francese, all'epoca sotto il Primo console Napoleone Bonaparte.

Il 7 giugno il ministro francese, Gabriel Marie Joseph, comte d'Hédouville, lasciò San Pietroburgo, e l'11 agosto fu inviata al ministro russo a Londra una nota dettata da Czartoryski ad Alessandro, premendo per la formazione di una coalizione anti-francese. Fu Czartoryski che creò la Convenzione del 6 novembre 1804, in cui la Russia acconsentì a porre in campo 115.000 uomini contro Napoleone, seguita dall'Austria con 235.000 soldati.

Infine, nell'aprile 1805, firmò un'alleanza offensivo-difensiva con il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda di Giorgio III. Ma il suo principale atto ministeriale fu un memoriale scritto nel 1805, che mirava alla trasformazione dell'intera mappa dell'Europa. In breve, i suoi scopi erano che l'Austria e la Prussia dovevano spartirsi la Germania; la Russia doveva acquisire il controllo dei Dardanelli, del Mar di Marmara, del Bosforo con Costantinopoli e Corfù. L'Austria doveva avere la Bosnia, la Valacchia e Ragusa. Il Montenegro, unito a Mostar e alle Isole Ionie doveva divenire uno stato indipendente; il Regno Unito e la Russia dovevano mantenere unitamente l'equilibrio del mondo. In cambio dell'acquisizione della Germania, Prussia e Russia dovevano acconsentire all'erezione di uno stato polacco autonomo, che si sarebbe dovuto estendere da Danzica fino alle sorgenti della Vistola, sotto la protezione della Russia. Il progetto fu realizzato in parte in tempi recenti, e presentò la migliore garanzia per l'esistenza indipendente della Polonia. Nel frattempo, però, l'Austria giunse a un accordo con l'Inghilterra, e la guerra era già iniziata.

Ministro capo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1805 Czartoryski accompagnò Alessandro sia a Berlino che a Olmütz come Ministro capo. Considerava la visita a Berlino un errore, a causa del suo profondo disprezzo per la Prussia; Alessandro ignorò tuttavia le sue rimostranze, e nel febbraio 1807 Czartoryski perse la fiducia dell'imperatore e fu sostituito da Andrej Jakovlevič Budberg.

Anche se non era più ministro, Czartoryski continuò a godere della confidenza di Alessandro e nel 1810 l'imperatore ammise candidamente che la sua politica del 1805 era stata erronea e che non aveva fatto buon uso delle sue opportunità.

Nello stesso anno Czartoryski lasciò San Pietroburgo per sempre, ma le relazioni personali tra lui e Alessandro non furono mai migliori di questo periodo. I due amici si rincontrarono a Kalisch poco prima della firma dell'alleanza russo-prussiana del 20 febbraio 1813, e Czartoryski visitò la suite imperiale a Parigi nel 1814, rendendo al suo sovrano i suoi servizi materiali al Congresso di Vienna.

La fine della carriera[modifica | modifica sorgente]

Tutti credevano che Czartoryski, che più di ogni altro uomo aveva spianato la strada al Regno del Congresso e aveva disegnato la Costituzione del Regno di Polonia, sarebbe stato il suo primo namestnik, ma egli fu soddisfatto del titolo di senatore-palatino e della gestione dell'amministrazione.

Nel 1817 il principe sposò Anna Zofia Sapieha, e il matrimonio portò a un duello con il rivale Ludwik Pac[2]. Alla morte del padre nel 1823, si ritirò al castello degli antenati presso Puławy; la rivolta del 1830 lo riportò tuttavia alla vita pubblica. Come presidente del governo provvisorio convocò il 18 dicembre 1830 la Dieta del 1831 e dopo il termine della dittatura di Józef Chłopicki fu eletto capo del Consiglio Supremo (Governo Nazionale Polacco) con 121 su 138 voti (30 gennaio 1831).

Il 6 settembre 1831 la sua disapprovazione degli eccessi popolari a Varsavia gli fece lasciare il governo, dopo aver sacrificato metà della sua fortuna personale per la causa nazionale. Il 23 agosto Czartoryski si unì all'esercito di Gerolamo Ramorino come volontario, e in seguito formò una confederazione delle tre distretti meridionali di Kalisz, Sandomierz e Cracovia. Alla fine della guerra, quando la rivolta fu sedata dai russi, fu condannato alla pena di morte[3][4][5] (anche se poi la condanna fu subito mutata nell'esilio[6]).

Emigrò in Francia, dove risiedette all'Hôtel Lambert di Parigi e fu una figura politica importante nell'emigrazione polacca in Francia (una fazione politica chiamata Hotel Lambert).

Morì nella sua residenza di campagna a Montfermeil, presso Meaux, il 15 luglio 1861. Lasciò due figli, Witold (1824-'65) e Władysław Czartoryski (1828-'94), e una figlia, Izabela, che nel 1857 sposò Jan Działyński.

Adam Jerzy Czartoryski con i figli

La proposta di federazione[modifica | modifica sorgente]

Tra le Rivolte di novembre e Gennaio, nel 18311861, il Principe Czartoryski sostenne l'idea della resurrezione della Confederazione Polacco-Lituana, con princìpi di federazione.[2]

Lo statista visionario[3] ed ex amico, confidente e de facto ministro degli esteri dello zar di Russia Alessandro I, agì come "re non coronato e ministro degli esteri non riconosciuto" di una Polonia non esistente.[4]

Era stato deluso nelle speranze che al Congresso di Vienna aveva riposto in Alessandro, e aveva pertanto raccolto i suoi studi e il suo pensiero in un libro, completato nel 1827 ma pubblicato solo nel 1830, Essai sur la diplomatie (Saggio sulla Diplomazia). Questo libro è, secondo lo storico Marian Kamil Dziewanowski, indispensabile per comprendere le molte attività del Principe condotte nella capitale francese seguendo il fato della Rivolta di Novembre polacca. Czartoryski voleva fermamente trovare un posto per la Polonia nell'Europa dell'epoca; cercò di interessare gli europei occidentali alle avventure di una nazione senza stato che era parte indispensabile della struttura europea.[5]

Seguendo il motto polacco Per la vostra e la nostra libertà, Czartoryski collegò gli sforzi per l'indipendenza della Polonia con movimenti similari di altre nazioni soggiogate dell'Europa e nell'est, come nel Caucaso. Grazie alla sua iniziativa privata e alla sua generosità, gli emigrati di una nazione soggiogata condussero una politica estera spesso su scala più ampia di quella della vecchia Confederazione Polacco-Lituana indipendente.[6]

Di particolare interesse sono le osservazioni di Czartoryski in Saggio sulla Diplomazia, che riguardano il ruolo della Russia nel mondo. Egli scrisse che, "Avendo esteso il suo dominio a sud ed est, ed essendo per natura irraggiungibile da est e nord, la Russia diventa una sorgente di costante terrore per l'Europa". Sostenne che sarebbe stato nell'interesse della Russia, invece, essersi circondata da "amici", piuttosto che da schiavi. Czartoryski identificò anche un possibile pericolo proveniente dalla Prussia e premette per l'incorporazione della Prussia Orientale nella Polonia rinata.[7]

Soprattutto, comunque, egli aspirò a ricostituire — con il sostegno francese, britannico e turco — una Confederazione Polacco-Lituana federata con i cechi, gli slovacchia, gli ungheresi, i rumeni e tutti gli slavi meridionali della futura Jugoslavia. La Polonia, nelle sue idee, avrebbe potuto mediare i conflitti tra Ungheria e slavi, e tra Ungheria e Romania.[7]

Il piano di Czartoryski sembrò realizzabile[8] durante il periodo delle rivoluzioni del 1848, ma si fermò per la mancanza del sostegno occidentale, per l'intransigenza ungherese verso cechi, slovacchi e rumeni, e per la nascita del nazionalismo tedesco. "Ciononostante," conclude Dziewanowski, "lo sforzo del Principe costituisce un collegamento vitale tra il prototipo federativo jagellonico del XVI secolo e il programma federativo prometeista di Józef Piłsudski, che seguì la prima guerra mondiale."[7]

Stemma degli Czartoryski

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Le opere principali di Czartoryski, come citato nell'Encyclopædia Britannica del 1911, sono Essai sur la diplomatie (Marsiglia, 1830); Life of J. U. Niemcewicz (Parigi, 1860); Alexander I. et Czartoryski: correspondence ... et conversations (1801-1823) (Parigi, 1865); Memoires et correspondence avec Alex. I., con introduzione di C. de Mazade, 2 vol. (Parigi, 1887); una traduzione inglese, Memoirs of Czartoryski, &c., edito da A. Gielguch, con documenti relativi ai negoziati con Pitt, e conversazioni con Palmerston nel 1832 (2 vol, Londra, 1888).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedere John P. Ledonne. The Grand Strategy of the Russian Empire, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-516100-9, p. 210. (Anche se esistono altre teorie secondo le quali era il realtà il figlio dell'ambasciatore russo Nikolai Repnin[1])
  2. ^ Marian Kamil Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy" ("Il pioniere polacco di un'Europa unita"), Gwiazda Polarna (Pole Star), 17 settembre 2005, p. 10-11.
  3. ^ "Il Principe [Czartoryski] si mostra pertanto come visionario, il principale statista polacco del periodo tra la Rivolta di Novembre e quella di gennaio." M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," p. 11.
  4. ^ M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," p. 10.
  5. ^ M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," p. 10
  6. ^ M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," pp. 10-11.
  7. ^ a b c M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," p. 11.
  8. ^ "Il grande piano di Adam Czartoryski, che era sembrato vicino alla realizzazione, fallì nel 1848-1849 durante la Primavera delle Nazioni..." M.K. Dziewanowski, "Polski pionier zjednoczonej Europy," p. 11.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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