Izabela Fleming

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Izabela Czartoryska

Izabela Fleming Czartoryska (Varsavia, 3 marzo 1746Wysock, 15 luglio 1835) è stata una principessa e scrittrice polacca, nonché collezionista d'arte e fondatrice del primo museo polacco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era la figlia del Conte Jerzy Detloff Fleming e della Principessa Antonina Czartoryska. Sposò il Principe Adam Kazimierz Czartoryski il 18 novembre 1761 a Wołczyn. Esistono teorie riguardo a una sua relazione amorosa con l'ambasciatore russo in Polonia Nikolai Vasilyevich Repnin[1], che sarebbe, secondo le voci, padre di Adam Jerzy Czartoryski.

Izabela incontrò nel 1772 a Parigi Benjamin Franklin, uno dei capi della Rivoluzione americana, e i filosofi francesi Jean-Jacques Rousseau e Voltaire, che stavano portando alla luce nuove idee sul vecchio ordine. Nel 1775 trasformò completamente (insieme al marito) il Palazzo Czartoryski a Puławy in un luogo di incontro per intellettuali e politici.

Izabela scoprì il talento del giovane pittore Aleksander Orlowski e lo finanziò. Nel 1784 si unì al Partito Patriottico. Dopo la Rivolta di Kościuszko, due dei suoi figli furono presi come ostaggi politici da Caterina II di Russia. Nel 1796 ordinò la ricostruzione del Palazzo di Puławy, che era in rovina, e iniziò a costruire un museo. Tra i primi oggetti vi furono i trofei turchi dell'assedio di Vienna. Furono inclusi anche oggetti storici, delle famiglie polacche e dei tesori reali.

Nel 1801 aprì il primo museo della Polonia, chiamato "Il Tempio della Memoria". Conteneva oggetti di significato sentimentale che si riferivano alle glorie e alle miserie della vita umana. Durante la Rivolta di Novembre del 1830, il museo fu chiuso e tutti gli oggetti furono evacuati. Il nipote Władysław Czartoryski riaprì il museo nel 1878 a Cracovia.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Adam nacquero sei figli:

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Myśli różne o sposobie zakładania ogrodów (1805)
  • Pielgrzym w Dobromilu, czyli nauki wiejskie (abt. 1818)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]

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