Hippolyte Delaroche

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Ritratto di Enrichetta Walpurgis

Hippolyte Delaroche, noto anche come Paul (Parigi, 17 luglio 1797Parigi, 4 novembre 1856), è stato un pittore francese.

Indice

[modifica] Biografia e appunti critici

Proveniente da una famiglia benestante e figlio di un esperto d'arte che fece fortuna con la compravendita di quadri, Paul Delaroche (nato Hippolyte De La Roche) venne indirizzato alla pittura non appena si manifestarono i primi segni del suo talento, e venne mandato a studiare presso Louis Étienne Watelet, per poi divenire allievo di Antoine-Jean Gros. Sposò una delle figlie di Horace Vernet, la quale, morendo prematuramente, colmò di tristezza gli anni della sua maturità.
La prima opera di Delaroche fu esposta al Salon nel 1822 e porta il titolo di "Josabeth salva Joas". Il quadro mostra evidenti influenze di Théodore Géricault e Eugène Delacroix.
Cominciò ad essere notato, però, solo due anni dopo, quando espose "San Vincenzo de' Paoli prega per i trovatelli" e "Giovanna d'Arco in prigione". Acquisì fama, dunque, per essere l'iniziatore di un genere che illustrava fatti storici marginali, o "aneddoti storici", a fianco dei grandi avvenimenti. Tale genere aveva anche una finalità documentaria ed esprimeva, comunque, una particolare sensibilità per la visione drammatica di ogni episodio. Ebbe pertanto un notevole successo e, se Delaroche fu uno degli artisti più celebri del suo tempo, ciò fu dovuto in gran parte al fatto che questo genere in cui egli si specializzò, aderiva perfettamente all'ideale del "giusto punto di mezzo" che ispirò la Monarchia di Luglio.

Dopo il 1822 Paul visitò l'Italia per due volte (nel 1838 e nel 1843), in visita al suocero Horace Vernet, allora direttore dell'Accademia di Francia a Roma, e stabilì poi il proprio studio a Parigi in rue Mazarine. Tra i suoi soggetti preferiti, la storia (ancora nazionalista ma di taglio già palesemente romantico).

Delaroche fu ammesso all'Istituto di Belle arti nel 1832 e poco dopo fu nominato professore presso la Scuola di Belle arti di Parigi. Insegnò sino al 1843, anno in cui un tragico episodio di "nonnismo", che causò la morte di un suo allievo, lo rattristò al punto da fargli chiudere lo studio.
Ma già nel 1837 aveva smesso di esporre, pur continuando a lavorare senza pause. Impiegò infatti 4 anni a completare la decorazione dell'Emiciclo della Scuola: una vasta pittura panoramica che comprende 75 ritratti dei più grandi artisti di tutte le epoche.

Delaroche fu dunque essenzialmente un pittore storico e un eccellente ritrattista, che, dalla concezione classica, aprì la via a forme e ad atmosfere romantiche. Il suo stile, improntato all'esattezza dei dettagli, com'era di moda a quei tempi, richiama i contemporanei Horace Vernet, Ary Scheffer, Louis Léopold Robert e, nei ritratti, Jean-Auguste-Dominique Ingres.
La Scuola di Monaco di Baviera si ispirò molto ai suoi soggetti.


[modifica] Opere

[modifica] Soggetti storici

[modifica] Soggetti religiosi

  • "Mosé abbandonato sul Nilo"
  • "Cristo nel Getzemani"
  • "Cristo sulla Croce"
  • "Il Cristo degli afflitti"
  • "La sepoltura di Cristo"
  • "La Vergine ai piedi della Croce"
  • "La Vergine e le pie donne"
  • "La Vergine in contemplazione dinanzi alla corona di spine"
  • "Una giovane martire"

[modifica] Ritratti principali

  • "François Guizot"
  • "Charles de Rémusat"
  • "Henriette Gertrude Valpurgis"
  • "Adolphe Tiers"
  • "Pietro il Grande"


[modifica] Allievi di Delaroche


[modifica] Curiosità

  • Dopo aver visto per la prima volta un dagherrotipo, si dice che Delaroche esclamasse: A partire da oggi la pittura è morta. (Questa "profezia" è però attribuita anche ad altri pittori dell'800).


[modifica] Collegamenti esterni


[modifica] Fonte parziale

Marie-Nicolas Bouillet e Alexis Chassang, "Paul Delaroche", in: Dictionnaire universel d'histoire et de géographie. 1878 (Wikisource)


[modifica] Galleria



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