Acquisto dell'Alaska

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Assegno utilizzato dal governo americano per l'acquisto dell'Alaska

L'acquisto dell'Alaska (Alaska Purchase in inglese, Продажа Аляски Prodazha Alyaski in russo che significa Vendita dell'Alaska) fu un accordo stipulato tra gli Stati Uniti d'America e l'Impero Russo nel 1867 per iniziativa del Segretario di Stato William H. Seward, tramite il quale gli Stati Uniti acquisirono il territorio dell'odierno stato federale dell'Alaska. Complessivamente il territorio acquistato aveva un'estensione di circa 1.600.000 km².

Situazione prima dell'acquisto[modifica | modifica wikitesto]

Immagine satellitare dell'Alaska

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi America russa.

Si stima che, nel 1867, l'Alaska ospitasse circa 2.500 russi o meticci, e circa 8.000 aborigeni, per un totale di poco più di 10.000 abitanti, tutti sotto l'autorità diretta della Compagnia russa d'America, principalmente dedita al commercio di pellicce. Ad essi si aggiungevano forse 80.000 eschimesi, non raggiunti dall'amministrazione coloniale. I russi erano insediati in 23 villaggi, sparsi per le isole o sulle coste meridionali. Le piccole stazioni ospitavano, di solito, 4 o 5 russi incaricati della raccolta delle pelli, lì recate dagli indiani, e del relativo immagazzinamento, in attesa delle navi mercantili che facevano servizio di raccolta. I due maggiori centri erano:

  • Nuova Arcangel, oggi chiamata Sitka, fondata nel 1804 per il commercio delle, assai pregiate, pelli di callorino dell'Alaska. Non si trattava, comunque, che di un villaggio, con circa 116 case o baracche, che ospitavano circa 968 abitanti.
  • San Paolo, sull'isola Kodiak, con circa 100 case o baracche, e 283 abitanti. Era il centro dello sfruttamento delle pelli di foca.

Quadro internazionale[modifica | modifica wikitesto]

A fronte di tale rada e militarmente indifendibile colonizzazione, l'Impero russo temeva di essere, prima o poi, costretto a cedere l'ampio e spopolato territorio senza compensi, all'ingombrante vicino britannico, padrone del Canada. A tale considerazione strategica si aggiunse l'opportunità finanziaria legata alle presenti difficoltà della corte russa.

Accadde così che lo zar Alessandro II decise di cederlo agli Stati Uniti, una potenza all'epoca decisamente meno ingombrante dell'Impero Britannico.[1] Dell'affare venne allora incaricato l'ambasciatore a Washington, il barone Eduard de Stoeckl, che, all'inizio del marzo 1867, aprì delle negoziazioni con il Segretario di Stato William H. Seward, con il quale aveva buone relazioni.

Le trattative si conclusero dopo un'ultima riunione, protrattasi un'intera notte, ed il trattato venne firmato alle 4 del mattino del 30 marzo 1867.[2] Il prezzo d'acquisto venne fissato in 7.200.000 dollari americani (equivalenti a circa 119 milioni di dollari del 2014).

L'opinione pubblica americana accolse piuttosto sfavorevolmente l'affare: era un mondo selvaggio e gelato dichiarò, ad esempio, la New York Tribune.[3] E l'Alaska venne variamente definita la follia di Seward, la ghiacciaia di Seward o Lo zoo degli orsi polari di Andrew Johnson (il presidente in carica).[4]

Punto di vista del governo americano[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato venne sostenuto, anzitutto, dal Segretario di Stato William Seward, sostenitore dell'espansione territoriale degli Stati Uniti e poi dal presidente del comitato affari esteri del Senato Charles Sumner. Il loro argomento strategico aveva parecchio a che fare con la recentemente conclusa guerra di secessione: l'Impero Russo si era allora dimostrato un utile alleato, specie se paragonata alla Gran Bretagna, che, al contrario, si era quasi apertamente schierata con i Confederati. Pareva dunque saggio aiutare San Pietroburgo in una faccenda tutto sommato marginale, evitando al contempo un rafforzamento della colonia britannica del Canada: l'influente New York Tribune scrisse che in una parola, è una manovra al fianco sul Canada.

Considerazione ancora più importante, l'acquisto consentiva assai bene di ribadire la dedizione statunitense alla Dottrina Monroe: esso, scrisse un editorialista del New York Herald, era una maniera per lo Zar Alessandro II, di segnalare a Londra e Parigi che San Pietroburgo non intendeva intraprendere attività su questo continente americano. Non bisogna infatti dimenticare che la Francia di Napoleone III era appena stata sconfitta nel tentativo di approfittare della guerra di secessione per mettere sotto controllo il Messico, ponendo sul trono lo sfortunato Massimiliano d'Asburgo, fucilato dagli insorti messicani (ma con il compiaciuto consenso del presidente americano Johnson), di lì a poche settimane, il 19 giugno 1867.

Ratifica dell'accordo[modifica | modifica wikitesto]

L'acquisto venne ratificato dal Senato degli Stati Uniti il 9 aprile 1867, con 37 voti a favore e 2 contrari. Il pagamento, tuttavia, venne sbloccato solo un anno più tardi, a causa dell'opposizione della Camera dei rappresentanti: essa cedette solo nel luglio 1868, con 113 voti a favore e 48 contrari.[5]

La cerimonia di passaggio dei poteri avvenne a Nuova Archangel il 18 ottobre 1867[6]. Una piccola truppa russa ed americana fece una piccola parata di fronte alla residenza del governatore. La bandiera russa venne ammainata e la bandiera statunitense issata, salutata da qualche salva d'artiglieria. Le nuove truppe si installarono nelle caserme ed il generale Jefferson C. Davis stabilì la propria residenza nella casa del governatore.

La maggior parte dei russi rimpatriarono, con l'eccezione di qualche commerciante di pellicce e di qualche uomo di Chiesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Purchase of Alaska, 1867. (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2008).
  2. ^ Frederick W. Seward, Seward at Washington as Senator and Secretary of State. Volume: 3, 1891, p. 348
  3. ^ Ellis Paxson Oberholtzer, A History of the United States since the Civil War. Volume: 1, 1917, p. 123
  4. ^ Have you been to the "polar bear garden"? The loc.gov Wise Guide
  5. ^ Treaty with Russia for the Purchase of Alaska: Primary Documents of American History (Virtual Programs & Services, Library of Congress), Loc.gov. URL consultato il 15 settembre 2008.
  6. ^ La data del 18 ottobre 1867 è quella del calendario gregoriano. Come al solito, occupandosi di Russia, occorre ricordare anche la data del calendario giuliano: per San Pietroburgo il trasferimento avvenne il 7 ottobre.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald J Jensen. The Alaska Purchase and Russian-American Relations (1975)
  • Ellis Paxson Oberholtzer; A History of the United States since the Civil War. Volume: 1. 1917.
  • Alaska. Speech of William H. Seward at Sitka, August 12, 1869 (1869; Digitized page images & text), primary source
  • Marie de Testa & Antoine Gautier, Le diplomate russe Edouard de Stoeckl (ca 1805-1892) et la cession de l'Alaska aux États-Unis, in Drogmans et diplomates européens auprès de la Porte ottomane, éditions ISIS, Istanbul, 2003, pp. 463–469.
  • Antoine Gautier et Louis du Chalard, Le diplomate russe Edouard de Stoeckl (1804-1892) et la cession de l'Alaska aux Etats-Unis, cinquième ambassadeur russe à Washington dans la revue Orients, Bulletin de l'association des anciens élèves et amis des langues orientales : octobre 2013, p.81-91; février 2014, p.65-75 et juin 2014, p. 131-141.

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