Perossido di idrogeno
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| Perossido di idrogeno | |
| Nomi alternativi | |
| acqua ossigenata | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | H2O2 |
| Massa molecolare (u) | 34,0 |
| Aspetto | liquido incolore |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,48 |
| Temperatura di fusione (K) | 272,6 K (-0,4 °C) |
| Temperatura di ebollizione (K) | 423 K (150 °C) |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol-1) | -187,8 |
| ΔfG0 (kJ·mol-1) | -120,4 |
| S0m(J·K-1mol-1) | 109,6 |
| C0p,m(J·K-1mol-1) | 89,1 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico
|
|
|---|---|
Il perossido di idrogeno, noto anche come acqua ossigenata, è il più semplice dei perossidi. La sua formula chimica è H2O2. La sua molecola non è planare: i due legami O-H formano tra loro un angolo diedro di 111°.
A temperatura ambiente è un liquido incolore, viscoso e poco stabile, che può esplodere spontaneamente. Per questo non viene mai utilizzato puro, ma in soluzione acquosa in percentuali mai superiori al 60%.
Il pericolo di esplosione è dovuto alla facilità con cui si decompone convertendosi in acqua e ossigeno gassoso con reazione esotermica:
2 H2O2 → 2 H2O + O2↑ + energia
l'aumento della temperatura provocato dall'emissione di energia rende il sistema ancora meno stabile, provocando una reazione di dissociazione a catena. La decomposizione è inoltre catalizzata dalla presenza di ioni metallici, specialmente del ferro.
Dal punto di vista chimico, è un energico reagente ossidante.
Indice |
[modifica] Produzione
Industrialmente, viene prodotto con svariati processi. Uno dei più diffusi è quello che utilizza l'elettrolisi dell'acido solforico o del bisolfato di ammonio (NH4HSO4), seguito dall'idrolisi dello ione perossidisolfato ((SO4)2-) che si viene a formare. Un altro processo passa invece per l'auto-ossidazione dell'idrochinone (p-C6H4(OH)2) o uno dei suoi derivati.
[modifica] Applicazioni
In soluzione acquosa fino al 5% viene usato come sbiancante o per schiarire i capelli, in soluzione ancora più diluita (3%) è usato come disinfettante per escoriazioni e ferite.
Trova impiego anche come propellente per razzi, sia singolarmente che come comburente; in quest'ultimo utilizzo rappresenta un'alternativa più sicura da maneggiare all'idrazina. Viene a tale scopo pompato in una camera di reazione rivestita internamente di argento; l'argento ne catalizza la decomposizione e la miscela di ossigeno e vapore acqueo che si ottiene viene usata come tale per dare spinta al razzo, oppure viene impiegata come comburente per bruciare un opportuno combustibile.
[modifica] Impiego come disinfettante
Viene utilizzato come disinfettante per ferite e ulcere, nell'utilizzo bisogna evitare che venga a contatto con la pelle sana e con gli occhi. Da evitare preparati che contengano potassio permanganato o ioduro per incompatibilità. Si utilizza in misura che varia dal 3% al 6% (20 volumi) mentre dosi maggiori vengono diluite.[1]
Le bollicine che si formano al momento del contatto nascono per via dell'enzima catalasi che scinde la composizione del preparato liberando l'ossigeno, ciò comporta che la parte del tessuto necrotizzato si distacca. Può portare ad irritazione e dolore[2].
L'azione disinfettante è dovuta a un duplice meccanismo: da una parte l'acqua ossigenata agisce come ossidante, denaturando le proteine; dall'altra la formazione di ossigeno (bollicine) pulisce meccanicamente la ferita, eliminando eventuali batteri che si fossero annidati al suo interno.
[modifica] Concentrazioni
I "volumi" sono i litri di ossigeno gassoso a condizioni normali che si sviluppano da un litro della soluzione.
L'utilizzo dell'indicazione dei "volumi" di una certa diluizione di perossido di idrogeno, differisce dall'indicazione delle concentrazioni in percentuale e l'utilizzo di questi due metodi di misurazione è talvolta causa di errore. Per ovviare a questo, esistono formule di conversione che permettono di passare da concentrazione percentuale a volumi e viceversa.
In genere i fornitori per laboratori di analisi chimiche indicano la concentrazione percentuale dell'acqua ossigenata, mentre i produttori di articoli destinati all'uso domestico indicano i "volumi". Qui di seguito viene riportata una tabella con le due misure di concentrazione a confronto.
- Perossido di idrogeno 3% corrisponde a volumi 10
- Perossido di idrogeno 3,6% corrisponde a volumi 12
- Perossido di idrogeno 10% corrisponde a volumi 34
- Perossido di idrogeno 30% corrisponde a volumi 111
- Perossido di idrogeno 40% corrisponde a volumi 154
Concentrazioni elevate sono molto tossiche, anche letali, soprattutto se il prodotto viene ingerito.[3]
[modifica] Note
- ^ British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione p.553, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.
- ^ L'ulcera cutanea: approccio multidisciplinare alla diagnosi ed al trattamento. p. 405. M Monti. Springer, 2000.ISBN 978-88-470-0072-8
- ^ Si ricorda in tal senso la morte di un bambino di 3 anni per aver ingerito del perossido di idrogeno al 40%. Vedi: Intossicazioni Acute: Veleni, Farmaci e Droghe p 94. Di Kent R. Olson. Springer, 1999. ISBN 978-88-470-0030-8

