Philadelphia Union

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Philadelphia Union
Calcio Football pictogram.svg
Philadelphia Union logo.png
Zolos[1][2]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px HEX-1F4169 HEX-D4AF37.svg Blu marino, oro
Simboli Serpente a sonagli
Dati societari
Città Filadelfia
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Confederazione CONCACAF
Federazione Flag of the United States.svg USSF
Campionato Major League Soccer
Fondazione 2008
Proprietario Stati Uniti Keystone Sports & Entertainment
Presidente Stati Uniti Jay Sugarman
Allenatore Stati Uniti Jim Curtin
Stadio Subaru Park
(18 500 posti)
Sito web www.philadelphiaunion.com
Palmarès
Trofei nazionali 1 Supporters' Shield
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Philadelphia Union è un club calcistico statunitense con sede nella città di Filadelfia (Pennsylvania),[3] dalla stagione 2010 militante nella Major League Soccer (MLS), il vertice della piramide calcistica statunitense.

Fondato nel 2008, ha come colori sociali il blu marino e l'oro, tonalità cromatiche riprese dalle uniformi che l'esercito continentale indossò durante la guerra d'indipendenza americana.[4] A quest'ultimo fatto storico è inoltre legato il simbolo della squadra, il serpente a sonagli della vignetta Join, or Die di Benjamin Franklin. Includendo la stagione 2021, ha partecipato a dodici campionati nazionali della MLS.[5] Nel 2020 ha conquistato il primo titolo sportivo.[6] In ambito internazionale il miglior risultato ottenuto è stata la semifinale raggiunta in CONCACAF Champions League 2021.[7] Dal 2010 disputa le proprie partite casalinghe nel Subaru Park, uno stadio da 18 500 posti.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita degli Union[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 venne fondata la massima serie statunitense e furono assegnate le franchigie ad alcune città degli Stati Uniti: Filadelfia, sebbene fosse una delle dieci aree metropolitane più grandi nel paese, non rientrò tra le selezionate.[9][10] Un primo tentativo concreto per la Delaware Valley venne portato avanti da un gruppo di investitori, il cui obiettivo fu assicurare una franchigia MLS nella zona di Trenton.[11] Il piano di investimenti di circa 31 milioni di dollari prevedeva la costruzione di uno stadio sportivo nella zona commerciale della CURE Insurance Arena, in cui era presente il collegamento tranviario con la Tranvia River. Il nome iniziale del club era inizialmente Union FC e la nuova società avrebbe dovuto sorgere sui terreni di Trenton ma il progetto si arenò a causa della regola secondo cui ad ogni franchigia spettava un'area di 75 miglia in cui non si potevano stabilire nuove società sportive di calcio appartenenti alla Major League Soccer, per cui troppo vicina al N.Y./N.J. MetroStars.[11][12]

Nel 2001 ci fu un secondo tentativo, questa volta con l'intento di costruire uno stadio nei pressi della Rowan University, di cui gli usufruttuari sarebbero stati la franchigia MLS e la compagine universitaria; anche questo piano fallì a causa dell'elevato finanziamento pubblico necessario.[13] Con il passare degli anni non svanì la volontà di avere un proprio club a Filadelfia e a testimonianza di ciò venne fondato il primo gruppo di tifoseria organizzata, i Sons of Ben, i quali cominciarono ad esercitare una forte pressione sulla lega affinché si potesse destinare uno slot alla città.[14][15] E così il 28 febbraio 2008 la MLS annunciò che la città sarebbe stata la sedicesima franchigia con decorrenza a partire dal 2010.[16] L'11 maggio dell'anno successivo il club svelò il nome, lo stemma ed i colori sociali all'interno del municipio cittadino.[3][17]

Walter Bahr con l'allora Vice Presidente Joe Biden prima di una partita del Philadelphia Union

L'approdo in MLS[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio agonistico del club avvenne il 25 marzo 2010 contro il Seattle Sounders al Lumen Field, match perso per 2-0.[18] Il 10 aprile arrivò la prima vittoria del club contro il D.C. United in un Lincoln Financial Field, impianto utilizzato temporaneamente, completamente esaurito;[19] Sébastien Le Toux segnò la prima rete in assoluto per gli Union e la partita terminò con il punteggio di 3-2. Il Philadelphia Union si presentò per la prima volta nello stadio casalingo, il PPL Park, dopo due mesi dall'inizio della stagione a causa di ritardi nei lavori di costruzione. Fu così che la partita inaugurale si giocò il 27 giugno e nuovamente contro Seattle; anche in questa occasione Le Toux realizzò la prima rete in assoluto nell'impianto di casa.[20] La stagione terminò con un quattordicesimo posto in campionato, conseguito dopo otto vittorie, sette pareggi e quindici sconfitte.

La seguente vide diversi innesti importanti all'interno della rosa, vennero acquistati due calciatori colombiani, il portiere Faryd Mondragón e il difensore Carlos Valdés.[21] Durante la stagione la squadra collezionò più pareggi (15) che vittorie (12) e tali risultati portarono la società a piazzarsi all'ottavo posto nella classifica generale riuscendo a centrare, per la prima volta, la qualificazione ai play-off. L'avventura nella fase finale terminò preventivamente al primo turno a causa della duplice sconfitta maturata contro lo Houston Dynamo.[22]

Nelle successive due stagioni, gli Union si attestarono nella parte bassa della classifica (quindicesimi nel 2012 e quattordicesimi nel 2013) mancando l'accesso alla fase finale; nella stagione 2012 però ci fu un percorso positivo in U.S. Open Cup in cui riuscirono a superare i primi tre turni arrivando fino alla semifinale. Il penultimo atto del torneo si giocò l'11 luglio e vide la sconfitta degli uomini di John Hackworth per 2-0 contro lo Sporting K.C.[23] Se in campionato la situazione non cambiò neanche negli anni a seguire, attestandosi in posizioni di media bassa classifica, in coppa la squadra fece registrare un rendimento più costante e convincente: nel 2014 essa arrivò fino all'ultimo atto del torneo, prima finale raggiunta nella storia del club, disputatosi proprio al Subaru Park. Il match fu inizialmente a favore degli Zolos grazie alla rete nel primo tempo di Maurice Edu, poi seguì il pareggio di Seattle nella seconda frazione di gioco ed infine il sorpasso nei tempi supplementari.[24] Anche nel 2015 la squadra si confermò sui livelli dell'anno precedente in coppa; sfidò e sconfisse in ordine Rochester Rhinos, D.C. United, N.Y. Red Bulls e il Chicago Fire in semifinale. Nella sua seconda finale in due anni, incontrò lo Sporting K.C. ed anche in questo caso gli Union passarono per primi in vantaggio grazie a Le Toux nel primo tempo. Subita la rete del pareggio nel secondo tempo, la partita rimase bloccata e si arrivò ai tiri di rigore dove furono decisivi gli errori di Edu e Wenger, perdendo così la seconda finale consecutiva.[25] Nel 2016 tornò a qualificarsi per i playoff ottenendo l'ultimo posto disponibile in classifica; venne subito eliminata da Toronto FC.[26]

Nel 2018, dopo che la stagione precedente terminò nell'anonimato, la squadra riuscì a piazzarsi in sesta posizione nella Eastern Conference, qualificandosi per la terza volta in assoluto alla fase finale del campionato. In coppa nazionale tornò ad avere un ruolo da protagonista conquistando la terza finale da cui uscì sconfitta nell'ultimo atto contro lo Houston Dynamo.[27] La stagione successiva fu molto positiva; in campionato la squadra arrivò terza nella propria conference, quinta in assoluto, mentre in coppa perse al quarto turno contro il DC United. Il 20 ottobre 2019 vinse per la prima volta una partita della fase play-off, battendo ai tempi supplementari i NY Red Bulls e perdendo al turno successivo contro l'Atlanta United.[28][29]

La stagione 2020, segnata da una lunga interruzione dovuta alla pandemia di COVID-19, terminò con il primo posto in classifica generale e con la vittoria del primo titolo nella storia del club.[30] Nei play-off i giocatori vennero eliminati agli ottavi di finale dal New England Revolution.[31] Grazie al primo posto conquistato l'anno precedente, il club si qualificò per la prima volta in CONCACAF Champions League; il 7 aprile 2021 giocò a San José la partita inaugurale contro il Saprissa e l'incontro coincise con la prima vittoria, in un torneo continentale, grazie ad una rete di Kacper Przybyłko (0-1).[32] Il cammino si interruppe in semifinale, eliminata dall'América vincitore nel doppio confronto sia all'andata che al ritorno.[33]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronistoria del Philadelphia Union.[34]

Cronistoria del Philadelphia Union
  • 28 febbraio 2008 - Fondazione del Philadelphia Union.
  • 2010 - 7º in Eastern conference della MLS e 14º complessivo.
Primo turno di qualificazione alla U.S. Open Cup.
  • 2011- 3º in Eastern conference della MLS e 8º complessivo. Quarti di finale dei play-off.
Primo turno di qualificazione alla U.S. Open Cup.
  • 2012 - 8º in Eastern conference della MLS e 15º complessivo.
Semifinali della U.S. Open Cup.
  • 2013 - 7º in Eastern conference della MLS e 14º complessivo.
Ottavi di finale della U.S. Open Cup.
  • 2014 - 6º in Eastern conference della MLS e 12º complessivo.
Finale della U.S. Open Cup.
  • 2015 - 9º in Eastern conference della MLS e 18º complessivo.
Finale della U.S. Open Cup.
  • 2016 - 6º in Eastern conference della MLS e 13º complessivo. Primo turno dei play-off.
Quarti di finale della U.S. Open Cup.
  • 2017 - 8º in Eastern conference della MLS e 16º complessivo.
Ottavi di finale della U.S. Open Cup.
  • 2018 - 6º in Eastern conference della MLS e 11º complessivo. Primo turno dei play-off.
Finale della U.S. Open Cup.
  • 2019 - 3º in Eastern conference della MLS e 5º complessivo. Quarti di finale dei play-off.
Quarto turno della U.S. Open Cup.
Semifinale in CONCACAF Champions League.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori sociali del Philadelphia Union sono il blu marino e l'oro, rappresentanti le uniformi dell'esercito continentale durante la Guerra d'indipendenza americana.[35] L'azzurro al centro dello stemma deriva dalla bandiera civica di Filadelfia ed è un omaggio al primo storico gruppo di tifosi del club, i "Sons of Ben".[35] La classica divisa primaria degli Union è costituita da maglia blu con una banda dorata al centro e delle strisce d'oro sulle spalle, pantaloncini blu con strisce d'oro ai lati e calzettoni blu bordati d'oro.[36]

Nel corso della storia la divisa del club subì varie modifiche: la prima maglia si presentava completamente blu con una classica fascia dorata (dal 2010 al 2017); a partire dal 2018, quest'ultima sparì completamente, rimanendo il semplice blu navy e le strisce dorate lungo le spalle.[36] La seconda maglia attraversò diverse fasi cromatiche; nel 2010 e nel 2011 la maglia era completamente dorata con una fascia blu e delle strisce blu sulle spalle; successivamente le tonalità cambiarono radicalmente con la parte centrale totalmente bianca e le zone laterali e le maniche celesti con inserti d'oro e fasce bianche (dal 2012 al 2014); dal 2015 la maglia divenne totalmente bianca e nel corso degli anni alternò inserti e strisce sulle spalle con tonalità dorate oppure blu.[37]

Un'immagine d'epoca del Bethlehem Steel nel 1915

Il primo utilizzo della terza divisa da parte del Philadelphia si ebbe nel 2011: questa comprendeva una maglia completamente bianca come i calzoncini e i calzettoni con degli inserti blu sulle spalle e lungo i fianchi.[38] Nel 2013 il club svelò una terza divisa per commemorare l'antenata società della Pennsylvania, il Bethlehem Steel Football Club. La divisa era completamente nera ed aveva una lettera "B" ricamata nell'angolo in basso a sinistra della maglia mentre sul retro era presente il logo del Bethlehem Steel e gli anni di attività (1911-1930).[39]

Di seguito l'evoluzione della prima divisa del Philadelphia Union.

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2015
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2016
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2019
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2021

Di seguito l'evoluzione della seconda divisa del Philadelphia Union.

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2015
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2018
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2019
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2021

Di seguito l'evoluzione della terza divisa del Philadelphia Union.

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2011
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2013

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Logo usato dagli Union dal 2010 al 2019

Lo stemma del club è un cerchio blu dal bordo dorato: al suo interno, precisamente al centro, campeggia un serpente a sonagli, ispirato ad una caricatura politica che Benjamin Franklin creò per il numero del Pennsylvania Gazette pubblicato il 9 maggio 1754.[40]Essa rappresentava il pericolo della disunione se il Paese si fosse diviso e l'importanza di rimanere uniti. Insieme al serpente era presente il motto "JUNGITE aut PERITE", una frase latina che significa "UNITÀ o MORTE". Il serpente a sonagli divenne un simbolo nazionale durante la Rivoluzione americana, ed era presente anche sulla Bandiera di Gadsden.[41]

Join, or Die, la caricatura politica di Benjamin Franklin, raffigurante un serpente a sonagli suddiviso in otto parti

Lo stemma utilizzato dal Philadelphia Union dal 2010 al 2019 era pressoché identico sia nella forma sia nella identità visiva al suo interno; gli unici cambiamenti furono apportati attraverso una tonalità di oro più luminosa rispetto al primo logo e un design più semplice con delle strisce dietro lo scudo.[41]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale è Ball+Win, realizzato nel 2018 dalla rapper Bri Steves, nata e cresciuta a Filadelfia, in collaborazione con i produttori OddKidOut e BlumBros.[42][43]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte ufficiale della società è Phang, un pupazzo con le sembianze di un serpente.[44][45] Phang, nato in un argine del Delaware, ha il desiderio di giocare a calcio ma è impossibilitato a causa della sua fisionomia. Un giorno trova una bandiera dell'Unione, ispirata al Join, or Die; i suoi genitori gli raccontano quindi che il suo «bis, bis , bis , bis, bisnonno aveva posato per Benjamin Franklin, che aveva disegnato la caricatura originale». Phang è così estasiato da questa rivelazione che decide di fare il possibile per coronare il suo sogno: in un giorno di pioggia prende un pallone da calcio e una tacchetta di metallo e si reca al Subaru Park, lasciandosi colpire da un fulmine. Esso lo rinchiude in un uovo metallico, che viene prima preso da una volpe e poi da un corriere della Acme, che lo trova in uno scatolone dove l'animale lo aveva buttato. Dopo essere stato inviato ad uno zoo della città per delle analisi, esso si schiude ed esce Phang, con gambe e piedi.[46]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Subaru Park.
Lo Stadio Subaru Park nel 2019

Il Philadelphia Union disputa le partite casalinghe al Subaru Park, precedentemente conosciuto come PPL Park e poi Talen Energy Stadium.[47] Situato accanto al Commodore Barry Bridge, si affaccia lungo il fiume Delaware. La sua capienza può raggiungere fino a 26 000 spettatori per eventi non sportivi, altrimenti 18 500.[8] A causa dei ritardi nella sua costruzione, le prime partite casalinghe degli Union vennero giocate al Lincoln Financial Field.[48] Terminati gli ultimi lavori, il 27 giugno 2010 si giocò al PPL Park la partita inaugurale contro il Seattle Sounders.[49][50]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Philadelphia Union si allena subito fuori le mura dello stadio, infatti il centro di allenamento dista pochi metri dall'impianto sportivo ed è dotato di due campi in erba realizzati nel 2014. Prima che venissero costruiti, la squadra si allenava al parco municipale di Chester.[51]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'organigramma del Philadelphia Union aggiornato al 12 aprile 2021.[52]

Staff dell'area amministrativa
  • Stati Uniti Jay Sugarman - Proprietario
  • Stati Uniti Tim McDermott - Presidente
  • Stati Uniti Dave Debusschere - Vicepresidente esecutivo
  • Stati Uniti Doug Vosik - Responsabile area marketing
  • Stati Uniti Charlie Slonaker - Amministratore delegato

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia degli sponsor tecnici del Philadelphia Union.[53]

Cronologia degli sponsor tecnici

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un'organizzazione sociale, la "Philadelphia Union foundation", legata al club statunitense, avente come scopo il promuovere l'attività sportiva dilettantistica, le attività motorie all'interno degli istituti scolastici e il creare nuovi campi da calcio e zone ricreative.[54] Attraverso il programma "Chester Soccer" il club si prodigò nel riportare nella Chester High School il calcio come disciplina sportiva, con la costruzione di nuovi campi e la creazione di corsi appositi.[55]

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Philadelphia Union II.

Nel 2012 il Philadelphia Union fondò la propria Academy, ovvero il corrispettivo di un settore giovanile, al cui interno vi sono varie squadre in base alle fasce d'età. Tutte le giovanili si allenano all'Union Youth Development’s Home Complex.[56] L'esigenza di far giocare con regolarità i giovani calciatori, in modo da garantire loro un processo di crescita, aveva già portato la dirigenza a costituire un'affiliazione con una squadra satellite. Infatti negli anni che vanno dal 2010 al 2015 la società stipulò un accordo di affiliazione con l'Harrisburg City I., squadra militante nella USL.[57] Sciolta la collaborazione, il 19 agosto 2015 il club annunciò la creazione di una propria squadra riserve con sede a Bethlehem.[58] Il 27 ottobre venne presentato il Bethlehem Steel, il cui nome fu voluto per rendere omaggio all'antico Bethlehem Steel Football Club, dei primi anni del Novecento.[59] A fine 2019, venne annunciato un cambio di nome e identità visiva: la denominazione venne modificata in Philadelphia Union II e venne presentato un nuovo logo.[60]

Diffusione nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 Jeffrey C. Bell realizzò il documentario Sons of Ben: The Movie, in cui viene esplicitato come l'obiettivo dei tifosi fosse quello di portare il calcio professionistico in città, per risollevare un territorio considerato abbandonato dalle istituzioni.[61]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia dei presidenti del Philadelphia Union.[62][63][64]

Presidenti
  • 2010-2015 Stati Uniti Nick Sakiewicz
  • 2015-2016 Stati Uniti Dave Rowan
  • 2016- Stati Uniti Tim McDermott

Di seguito l'elenco cronologico degli allenatori del Philadelphia Union.[65][66][67]

Allenatori

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Ring of Honor[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 il club istituì "The Ring of Honor" ufficiale della società con lo scopo di premiare chiunque si sia distinto all'interno del club.[68] Gli atleti, in particolare, sono selezionati secondo il criterio per cui ogni atleta deve essersi distinto durante il periodo di appartenenza al club. A partire dalla sua fondazione è stato inserito soltanto un calciatore.[69][70]

Atleti[modifica | modifica wikitesto]

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Alejandro Bedoya

In totale sono stati cinque i capitani del Philadelphia Union. Alejandro Bedoya guidò la squadra per più stagioni (cinque tra il 2017 ed il 2021), diventando anche il primo capitano vincente nella storia del club grazie alla conquista del Supporters' Shield.[71][72]

Contributo alle Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Data la giovane età del club, non molti calciatori hanno vestito la maglia degli Stati Uniti. Tra questi sono degni di menzione: Maurice Edu e C. J. Sapong, i quali collezionarono diverse presenze in nazionale durante la loro appartenenza al club;[73][74] Nell'edizione 2013 della Gold Cup, Jack McInerney, allora il più giovane convocato per quella spedizione, conquistò il titolo di campione seppur senza giocare un singolo minuto durante tutta la manifestazione.[75] Alejandro Bedoya prese parte alla vittoriosa spedizione continentale nel 2017 insieme a Chris Pontius.[76][77] A livello giovanile, Auston Trusty vinse il campionato nordamericano Under-20 nel 2017 e successivamente fu impegnato nella rassegna mondiale di categoria insieme ad un altro prodotto dell'accademia Union, Derrick Jones.[78]

Altre nazionali[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni dieci, diversi calciatori vestirono la maglia della propria nazionale durante il periodo in cui militarono negli Union, tra i più rappresentativi: Alejandro Moreno con il Venezuela,[79] Faryd Mondragón e Carlos Valdés con la Colombia,[80][81] Haris Medunjanin con la Bosnia ed Erzegovina[82] e Keon Daniel con il Trinidad e Tobago.[83] Alcuni raggiunsero importanti traguardi con la propria selezione; tra questi figurano Andre Blake, arrivato due volte in finale con la Giamaica nella Gold Cup 2015 e nella Gold Cup 2017, e Cory Burke, anche egli partecipe alla spedizione del 2017.[84][85] Nei primi anni venti diversi giocatori presero parte a più rassegne continentali; Dániel Gazdag fu convocato per la spedizione europea con l'Ungheria non venendo però mai schierato in campo,[86] José Martínez partecipò alla Copa América con il Venezuela giocando quattro partite della fase a gironi, partendo titolare in tre occasioni.[87] I già citati Blake e Burke, insieme con Alvas Powell, furono convocati per la Gold Cup.[88] Michael Lahoud fu il primo calciatore africano ad essere stato convocato e schierato in campo dalla propria nazionale durante la militanza negli Union;[89] gli altri calciatori africani ad aver giocato con la propria nazionale furono Raïs M'Bolhi con l'Algeria,[90]Olivier Mbaizo con il Camerun[91] e Jamiro Monteiro con il Capo Verde.[92]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Philadelphia Union: 2020

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Finalista: 2014, 2015, 2018
Semifinalista: 2012
Semifinalista: 2020
  • CONCACAF Champions League
Semifinalista: 2021

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la partecipazione del Philadelphia Union ai campionati.[93]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
MLS 12 2010 2021 12

Partecipazione alle coppe[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la partecipazione del Philadelphia Union alle coppe.[93]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Lamar Hunt U.S. Open Cup 11 2010 2019 10
CONCACAF Champions League 1 2021 2021 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Sébastien Le Toux
Ray Gaddis

Includendo la stagione 2021, il club ha partecipato a 12 campionati nazionali, giocati tutti in MLS, e alla US Open Cup a partire dall'edizione 2010.[93] Per quanto riguarda le competizioni continentali, disputò in una sola occasione la CONCACAF Champions League arrivando fino in semifinale. A partire dalla fondazione della lega, raggiunse per cinque volte i play-off, non andando mai oltre i quarti di finale.[94]

La vittorie casalinghe con il maggior numero di reti di scarto avvennero nel 2017 (Philadelphia Union-Orlando City 6-1), nel 2019 (Philadelphia Union-N.E. Revolution 6-1) e nel 2020 (Philadelphia Union-Toronto FC 5-0);[95][96][97] mentre quella in trasferta nel 2011, (Toronto-Philadelphia Union 2-6);[98] la peggiore sconfitta interna arrivò nel 2018 (Philadelphia Union-Montréal Impact 1-4), quella in trasferta per tre volte tra il 2013 e il 2016 con il punteggio di 5-1 contro i New England Revolution, il LA Galaxy e il Montreal Impact.[99][100]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore che detiene il maggior numero di presenze con la maglia degli Union è Ray Gaddis, con 248.[101] Sébastien Le Toux è il miglior marcatore della storia della franchigia (56 reti).[102]

Di seguito i record di presenze e reti dei calciatori.[103]

Record di presenze
Record di reti

Capocannonieri per singola stagione[modifica | modifica wikitesto]

In competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i capocannonieri in competizioni internazionali dei calciatori del Philadelphia Union.[104]

Champions League

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo gruppo di tifoseria organizzata fu i "Sons of Ben": la data di fondazione, il 17 gennaio 2007, coincide con il 301º anniversario dalla nascita di Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti e personaggio iconico di Philadelphia. I membri salirono agli onori della cronaca per le forti pressioni che fecero sulla Major League Soccer affinché la lega assegnasse una franchigia anche alla loro città.[105] Quest'azione ebbe una risposta positiva e nel 2008 una delegazione della tifoseria venne invitata alla cerimonia di presentazione della nuova franchigia, in cui cantò uno dei cori con i quali avrebbe supportato la propria squadra durante le partite casalinghe.[106] Il gruppo ultras è solito posizionarsi nel settore River End dello stadio, dietro una delle due porte, appena sopra l'ingresso che permette alla squadra l'accesso del campo dagli spogliatoi.[107] Esistono anche altri gruppi di tifoseria organizzata, più piccoli: esempi sono i Tammany Saints, i Corner Creeps, i The Bridge Crew, e i La Union Latina.[108][109]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Gli Union rientrano tra i club interessati dalle I-95 soccer rivalries, ovvero le rivalità calcistiche riguardanti le città attraversate dalla Interstate 95. La principale inimicizia riguarda la Colonial Cup, ovvero la sfida al D.C. United, come conseguenza della loro vicinanza geografica e della contrapposizione sportiva delle aree metropolitane di Filadelfia e Washington nelle altre leghe sportive professionistiche.[110][111] Sempre all'interno dell'I-95, un'altra sfida di rilievo riguarda quella con il N.Y. Red Bulls: sin dai primi anni di attività degli Union ci sono stati diversi scontri incandescenti tra le due squadre. In particolare, gli Union hanno battuto tre volte su quattro i Bulls in coppa nazionale portandosi dietro anche strascichi polemici, in un match del 2016, a causa di alcune scelte arbitrali aspramente criticate dall'allora allenatore dei Bulls, Jesse Marsch.[112]

Gli Union hanno un'altra rivalità sportiva con il Seattle Sounders; ciò è dovuto al fatto che tra i due club ci fu la partita d'esordio dei primi nel 2010 ed anche la prima partita giocata al Subaru Park si giocò sempre contro i Sounders. Questo animoso antagonismo venne confermato dalle parole del difensore Danny Califf, il quale affermò:[113][114]

(EN)

«Last year there was all this measuring of us against Seattle in their inaugural year, so maybe it created a bit more of a rivalry. They’re a good team coming in here.»

(IT)

«L'anno scorso, al loro primo anno in MLS, li abbiamo sfidati diverse volte, di conseguenza è nata un po' più di rivalità. Sono una buona squadra ogni volta che li affrontiamo.»

(Danny Califf)

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Philadelphia Union 2022.

Rosa 2022[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Stati Uniti P Matt Freese
3 Inghilterra D Jack Elliott
4 Scozia D Stuart Findlay
5 Norvegia D Jakob Glesnes
6 Ungheria C Dániel Gazdag
8 Venezuela C José Martínez
9 Argentina A Julián Carranza
10 Capo Verde C Jamiro Monteiro
11 Stati Uniti C Alejandro Bedoya Captain sports.svg
12 Stati Uniti P Joe Bendik
13 Stati Uniti C Cole Turner
15 Camerun D Olivier Mbaizo
N. Ruolo Giocatore
16 Stati Uniti C Jack McGlynn
17 Brasile A Sergio Santos
18 Giamaica P Andre Blake
19 Giamaica A Cory Burke
20 Venezuela C Jesús Bueno
26 Stati Uniti D Nathan Harriel
27 Germania D Kai Wagner
30 Stati Uniti C Paxten Aaronson
31 Stati Uniti C Leon Flach
33 Stati Uniti C Quinn Sullivan

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito lo staff tecnico del Philadelphia Union aggiornato al 18 gennaio 2022.[115]

Staff dell'area tecnica
  • Germania Ernst Tanner - Direttore sportivo
  • Stati Uniti Jim Curtin - Allenatore
  • Stati Uniti Ryan Richter - Allenatore in seconda
  • Stati Uniti Frank Leicht - Allenatore in seconda
  • Stati Uniti Phil Wheddon - Allenatore dei portieri

Note[modifica | modifica wikitesto]

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