OM Autocarretta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
OM Autocarretta
OM 36 Mt.JPG
Una OM Autocarretta 36 DM Mt
Descrizione
TipoAutocarretta militare
Equipaggioda 1 a 11
ProgettistaGiulio Cesare Cappa
CostruttoreOM
Data impostazioneinizi anni '30
Data entrata in servizio1932
Utilizzatore principaleRegio esercito
Altre variantiMod. 32
Mod. 35
Mod. 36 DM
Mod. 37
Dimensioni e peso
Lunghezza3,8 m
Larghezzada 1 a 1,3 m
Altezza2,15 m
Peso1615 kg
Capacità combustibile39-41 l
Propulsione e tecnica
Motorebenzina 4 cilindri da 1616 cm³
Potenzada 20 a 23 CV
Rapporto peso/potenzada 12,38 a 14,24 hp/t
Trazione4 ruote motrici e sterzanti
Sospensionidoppia balestra trasversale
Prestazioni
Velocità maxda 20 a 40 km/h
Autonomia160 km
Armamento e corazzatura
Carico utile800-900 kg
Noteriduttore sempre inserito
E. Castellano, Distruggete lo Chaberton, 1984, pag. 133
voci di veicoli militari da trasporto presenti su Wikipedia

Per velocizzare e migliorare i collegamenti tra le truppe in alta montagna e le caserme poste in fondo valle, agli inizi degli anni '30 si progettarono e si misero in opera alcuni mezzi leggeri, quali il Lancia 3Ro 4x2 da 6,5 tonnellate, usato anche come cannone contraerei semovente, il Fiat-SPA 38R 4x2 e il Fiat Dovunque 33; il mezzo più versatile ed utilizzato fu la OM Autocarretta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il mezzo venne progettato dall'ing. Giulio Cesare Cappa nelle officine Ansaldo di Torino (da qui il nome comune di Autocarretta Ansaldo), venne realizzata nelle officine OM di Brescia a partire dal 1932 in seguito al brillante superamento delle prove ministeriali per individuare un mezzo militare con possibilità di inerpicarsi sulle mulattiere e carrarecce militari in montagna.

Il primo modello prodotto fu il 32, a cui seguirono il 35, il 36 DM (Divisione Motorizzata) ed il 37, con alcune evoluzioni sia per quanto riguarda la carrozzeria che la motorizzazione. I modelli 36 DM e 37 vennero realizzati in doppia versione, ossia trasporto materiali o trasporto personale (in quest'ultima versione il mezzo poteva portare 10 uomini senza affardellamento più l'autista).

Le 32 e le 35 furono ampiamente impiegate durante la Guerra d'Etiopia in quasi 1600 esemplari, assegnati a quattro Autogruppi. Durante la Guerra civile spagnola, il Corpo Truppe Volontarie impiegò 328 mezzi distribuiti ad Autosezioni da 24 mezzi ciascuna. In questo conflitto vennero utilizzate anche per il traino dei cannoni 65/17 Mod. 1908/1913.

L'esercito entrò nella seconda guerra mondiale con 2751 autocarrette (senza contare quelle in Africa Orientale Italiana) ed altri commissionati. Malgrado le difficoltà riscontrate con le autocarrette modello 36 DM e P, queste furono utilizzate ampiamente durante tutto il conflitto, specialmente sul fronte russo e nei Balcani. La produzione fu interrotta a favore dei più moderni autocarri leggeri SPA CL39 e Fiat-SPA 38R.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la parte meccanica, si va dai 20 CV del mod. 32 ai 23 CV dei modelli successivi, ed una velocità massima di 20 km/h per il primo modello e di 40 km/h nei successivi. L'autocarretta OM era dotata di sospensioni a doppia balestra trasversale e 4 ruote motrici sterzanti con semipneumatici (con eventuali cingoli) nei primi modelli o pneumatici nelle ultime versioni. Questo mezzo, assai versatile e con buone doti meccaniche, permetteva di superare i tratti più erti delle strade militari d'alta montagna (ne è un valido esempio la strada militare di Val Morino, che da Fenils conduce alla Batteria dello Chaberton in un tragitto di circa 14 km e 72 tornanti), anche se la scarsa stabilità ne rese difficoltoso l'utilizzo nei percorsi trasversali.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

OM 32[modifica | modifica wikitesto]

Una OM 32 guada un torrente etiope spinta dagli Ascari.

È stata la prima versione del mezzo. I primi due lotti furono lungamente testati dal Regio Esercito e suggerirono quindi le modifiche che porteranno al modello successivo.

OM 35[modifica | modifica wikitesto]

Una OM 35 in servizio coloniale.

Presentata a Milano nel 1935, aveva la carreggiata allargata di 100 mm per aumentare la stabilità trasversale non esaltante del primo modello; inoltre risulta migliorata la tenuta di strada e il sistema di illuminazione. Alla prova dei fatti, il mezzo si dimostrò eccellente per manovrabilità, mobilità sui terreni difficili e facilità di gestione, mentre una pecca era rappresentata dalla bassa velocità.

OM 36 DM[modifica | modifica wikitesto]

L'Autocarretta 36 DM (Divisione Motorizzata) è un adattamento della 35 alle esigenze delle Grandi Unità motorizzate, cui era stata decisa l'assegnazione di 2000 esemplari. Le modifiche consistevano nell'aumento degli uomini trasportabili, la sostituzione delle gomme piene con gli pneumatici "Artiglio", una maggiore velocità massima e la predisposizione per l'installazione dei due Breda Mod. 30 da 6,5 mm. Dopo sperimentazione da parte delle truppe in patria ed in Libia, fu criticato per la cattiva manovrabilità, la fragilità del parabrezza e soprattutto l'eccessiva altezza che ne facilitava l'individuazione. Fu prodotta in due versioni:

  • OM 36 Mt (Materiali) era la versione per trasporto materiali con cassone in legno da 800 kg di portata.
  • OM 36 P (Personale): è la versione per trasporto personale. La capacità era aumentata dai 6 posti della OM 35 ai 10 più conduttore di questo modello. Conduttore e capomezzo erano disposti sui due sedili anteriori; i restanti 9 uomini erano disposti su tre file da 3 sedili, installate o tutte in direzione della marcia o con la seconda fila girata contromarcia.
Una OM 36 DM P per trasporto personale con una fila di sedili contromarcia.

OM 37[modifica | modifica wikitesto]

Il modello definitivo fu presentato nel 1938; era ottimizzato per il trasporto materiali in ambiente europeo (e non coloniale); le differenze rispetto al modello precedente riguardano il ritorno allo pneumatico pieno, l'assenza del parabrezza anteriore, una maggiore capacità del serbatoio carburante da 39 a 41 litri ed un aumento del carico utile a 900 kg. Alcuni esemplari equipaggiarono anche i Vigili del fuoco.

Autocarretta ferroviaria blindata Mod. 42[modifica | modifica wikitesto]

Sopra: Autocarretta ferroviaria blindata Mod. 42 sollevata sul martinetto per l'inversione di marcia. Sotto: all'interno, sulla sinistra la postazione del mitragliere con la rastrelliera per 20 caricatori della Breda Mod. 38; sulla destra i serbatoi dell'olio e del carburante dietro al posto del conduttore.

Nel 1942 venne realizzato il prototipo di Autocarretta ferroviaria blindata su richiesta del Comando Superiore FF.AA. di Slovenia e Dalmazia, che aveva la necessità di sostituire le autoblindo AB40 sulle linee ferroviarie a scartamento ridotto dell'Erzegovina. Testata in Val Gardena dal Genio ferrovieri, il mezzo venne adottato il 18 dicembre 1942 come Autocarretta ferroviaria blindata Mod. 42. Essa derivava dall'autotelaio della OM 36, dotato di una casamatta blindata con mitragliatrice Breda Mod. 38 su supporto sferico. L'equipaggio era di due persone, conduttore e mitragliere, con la possibilità di trasportare altri uomini o materiali nel vano di trasporto munito di feritoie di tiro. Raggiungeva la velocità di 15 km/h e, non essendo dotata di doppia guida, per invertire la marcia l'autocarretta veniva sollevata dal binario con un martinetto idraulico e girata manualmente. Prodotta in 20 esemplari riuniti in un Reparto autonomo su due plotoni, alcuni esemplari furono impiegati, dopo l'Armistizio di Cassibile, dalla Wehrmacht.

Modello Lunghezza Passo Larghezza Carreggiata Altezza Altezza da terra Peso a vuoto Carico utile Potenza Velocità massima
OM 32 3770 mm 2000 mm 1300 mm 1000 mm 2200 mm 450 mm 1580 kg 800 kg 20 hp 25 km/h
OM 35 3770 mm 2000 mm 1300 mm 1100 mm 2200 mm 450 mm 1580 kg 800 kg 23 hp 22,7 km/h
OM 36 Mt 3910 mm 2000 mm 1420 mm 1070 mm 2100 mm 450 mm 1660 kg 800 kg 23 hp 34 km/h
OM 36 P 4170 mm 2000 mm 1420 mm 1070 mm 2100 mm 450 mm 1650 kg 23 hp 34 km/h
OM 37 3780 mm 2000 mm 1400 mm 1070 mm 2200 mm 450 mm 1600 kg 900 kg 23 hp 36 km/h

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Oliviero, OM Autocarretta, Ruoteclassiche, fascicolo n. 31, agosto 1991.
  • Edoardo Castellano, Distruggete lo Chaberton!, Edizioni il Capitello, Torino, 1984, ISBN 88-426-0002-4.
  • Nicola Pignato, Le Autocarrette del Regio Esercito, GMT, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]