90/53 su Lancia 3Ro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
90/53 Mod. 39
90 3RO posteriore.jpg
TipoCannone contraerei
Impiego
UtilizzatoriItalia Italia
Italia Italia
Produzione
CostruttoreAnsaldo
Entrata in servizio1939
Ritiro dal servizio1970
Costo unitario513400 Lire (1939)
Descrizione
Pesoin ordine di marcia 8.950 kg
in batteria 6.240 kg
Lunghezza canna5,039 m
Calibro90 mm
Tipo munizioniGranata esplosiva
Peso proiettile10,1 kg (granata contraerei)
Velocità alla volata850 m/s
Gittata massima17.400 m
quota massima utile nel tiro controaerei= 11.300 m[1]
Elevazione-2°/85°
Angolo di tiro360°
voci di armi d'artiglieria presenti su Wikipedia

Il 90/53 su Lancia 3Ro era un autocannone utilizzato dal Regio Esercito nella seconda guerra mondiale e dall'Esercito Italiano nel dopoguerra.

Sviluppo ed impiego[modifica | modifica wikitesto]

Il mezzo nasce nel 1941 dall'esigenza del Regio Esercito di fornire protezione anticarro alle colonne motorizzate con una piattaforma mobile per il cannone 90/53 Mod. 1939, nato come arma contraerei pesante e rivelatasi ottima per la lotta controcarri (similmente agli 88 tedeschi). Nonostante l'Ansaldo avesse proposto l'installazione su un telaio Alfa Romeo, i militari preferirono il robusto autocarro pesante Lancia 3Ro. Il prototipo venne presentato il 6 febbraio 1941 ed il 10 marzo successivo l'esercito ordina i primi 30 esemplari. Vengono poi ridotti a 10 in vista dell'entrata in servizio dell'autocannone 90/53 su Breda 52. Alla fine furono confermati e consegnati entro il '41 tutti i 30 esemplari iniziali.

In totale furono costruiti circa 120 autocannoni da 90 mm su scafo Breda 52 e Lancia 3Ro, per armare, secondo le intenzioni dello Stato Maggiore, 12 Gruppi, ognuno su due batterie. La dotazione era stabilita in[2]:

  • Gruppo: 1 Lancia 3Ro Ufficio Mobile come posto comando.
  • Batteria:
    • 4 autocannoni su Lancia 3Ro o Breda 52,
    • 4 Lancia 3Ro Portamunizioni, ognuno con 210 colpi a bordo,
    • 1 Lancia 3Ro Officina mobile.

L'autocannone Lancia venne utilizzato in Libia e Tunisia. Armò le due batterie del IV Gruppo Autocannoni che, dopo essere stato assegnato al 133º Reggimento Artiglieria della 133ª Divisione corazzata "Littorio" il 25 ottobre 1941, assorbirà due batterie di Breda 20/65 Mod. 1935 per formare il IV Gruppo Misto. Altri due Gruppi Misti così composti ed armati furono assegnati alla 131ª Divisione corazzata "Centauro" ed alla 132ª Divisione corazzata "Ariete". Nel 1942 i tre detti Gruppi Misti furono rinumerati rispettivamente DIII, DII e DI Gruppo, per un totale nel teatro nord-africano di 24 autocannoni più le riserve.

Lancia 3Ro
Lancia 3 ro 05.JPG
Lancia 3Ro per usi militari
Descrizione
Tipotrasporto
CostruttoreLancia
Data impostazionemetà anni '30
Data entrata in servizio1938[3]
Utilizzatore principaleItaliaRegio esercito
Dimensioni e peso
Lunghezza7,25m
Larghezza2,35m
Altezza3m
Peso5.610 kg
Propulsione e tecnica
Motorediesel 5 cilindri in linea, cilindrata 6875 cm3[4]
Potenza96 CV a 1860 g/min[3]
Trazione4×2
Prestazioni
Velocità max45 km/h
Autonomia450 km - serbatoio 135 lt
Pendenza max26%
Armamento e corazzatura
Capacità8.000 kg
Marce4 + retromarcia con riduttore[4]
Autocarro Pesante Unificato Lancia 3 RO (Mod. 564)
voci di veicoli militari da trasporto presenti su Wikipedia

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La bocca da fuoco[modifica | modifica wikitesto]

Era costituita dal cannone controcarro/contraerei Ansaldo 90/53 Mod 39. La canna in acciaio speciale (Ni-Cr-Mo) era a pareti semplici, con rigatura elicoidale destrorsa a 28 righe. La culatta era avvitata a freddo e poteva essere separata per sostituire l'anima usurata, il blocco di culatta portava superiormente una staffa per il collegamento alle aste dei recuperatori ed inferiormente un'appendice per l'unione al cilindro del freno di rinculo. L'otturatore a cuneo era scorrimento orizzontale, con apertura e chiusura a mano. In modo di funzionamento automatico l'otturatore era trattenuto in posizione di apertura dopo l'estrazione del bossolo.

L'affusto a forcella era scudato (12 mm di spessore) per proteggere i serventi ed era sostenuto da un sottoaffusto a piedistallo, di forma troncoconica, poggiante sul pianale dell'autocarro. Era brandeggiabile a 360° con alzo da 0° a 80°. La culla era a manicotto ed entro la culla scorrevano la massa oscillante ed i congegni di punteria.

Il complesso era fornito di freno idraulico, ad asta e controasta, posizionato inferiormente alla canna, a rinculo variabile a seconda dell'inclinazione della bocca. Oltre al freno idraulico il pezzo aveva due recuperatori idropneumatici, applicati esternamente alla culla e sistemati superiormente alla canna. Era previsto anche un equilibratore, agente sulla culatta, dato che gli orecchioni arretrati provocavano un forte preponderante di volata.

Il congegno di direzione (su 360º) era a corona dentata, mentre i congegni di elevazione erano a settori dentati elicoidali e vite senza fine. Il puntamento avveniva con congegni a linea di mira ed alzo indipendenti, comunque il puntamento del pezzo era previsto tramite centrale di tiro. Era inoltre previsto un graduatore di spoletta di costruzione Borletti.

Il tiro contraerei era diretto dalla centrale di tiro Mod. Borletti-Galileo-San Giorgio, indicata anche come BGS, di produzione nazionale. La centrale BGS utilizzava come sistema di puntamento un telemetro stereoscopico con base di 4 m, ed utilizzava un equipaggio di soli 6 uomini, che operavano direttamente sul pianale del rimorchio autotrainabile su cui era fissata la centrale. I dati (distanza, direzione e sito), misurati attraverso il telemetro, erano inseriti manualmente nel calcolatore elettromeccanico, che poteva essere gestito (estrapolazione lineare o meno del punto futuro) dal personale addetto (2 specializzati). I dati si alzo, brandeggio e graduazione della spoletta erano trasmessi elettricamente al pezzo. I pezzi potevano essere totalmente asserviti alla centrale o potevano essere utilizzati manualmente tramite indici di coincidenza che comparivano sui congegni di mira. Nel 1942 le centrali BGS furono asservite al radiorilevatore (radar) Wūrzburg D (tedesco), indicato nel Regio Esercito come RDT Volpe, con questo metodo la centrale poteva gestire il tiro di una batteria su bersagli ad una distanza non superiore a 12 km ed una velocità non superiore a 720 km/h.

L'autocarro[modifica | modifica wikitesto]

Il pezzo era montato sul Lancia 3Ro, un autocarro pesante usato dal Regio Esercito in numerose versioni, quali officina-mobile, autocisterna, veicolo portacarri e come trattore d'artiglieria, anche per il 90/53 Mod 39 stesso in versione trainata. La messa in batteria richiedeva il sollevamento del telaio su 6 martinetti. Poi venivano aperte le sponde del pianale che formavano così la piattaforma per i serventi. (Rapporto peso potenza = 11,15 hp/t)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un "Pezzo da 90" di M. Pignato su Storia Militare N° 201, giugno 2010, pag. 11
  2. ^ Italian truck-mounted artillery in action, Ralph Riccio e Nicola Pignato, 2010, pag. 15.
  3. ^ a b http://www.centoventesimo.com/mezzi/camion/Lancia_3_Ro/lancia_3_ro.htm Archiviato il 15 febbraio 2015 in Internet Archive. Autocarro Pesante Unificato Lancia 3 RO (Mod. 564)
  4. ^ a b Esercito Italiano- Lancia 3RO Archiviato l'11 giugno 2013 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le artiglierie del Regio Esercito nella Seconda Guerra Mondiale di Filippo Cappellano, Albertelli Edizioni Speciali, Parma 1998, ISBN 88-87372-03-9
  • Autocannoni su Lancia 3Ro di Filippo Cappellano e Claudio Pergher, Notiziario Modellistico GMT 1/98
  • Italian Truck-Mounted Artillery in Action di Ralph Riccio e Nicola Pignato, 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra