OM 665 "Superba"

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665 "Superba"
OM Superba 665 1929 orange vr TCE.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Officine Meccaniche
Tipo principale Spyder
Altre versioni Berlina, Torpedo, Weymann, Cabriolet
Produzione dal 1923 al 1932
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Passo 2800, 3100 mm
Massa 1600 kg

La OM 665 "Superba" è una autovettura sportiva prodotta dalle Officine Meccaniche nel periodo compreso tra il 1923 e il 1934.

L'auto[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1923 dalla matita dell'ingegnere austriaco Lucien Barratouche e carrozzata dalla Carrozzeria Sport di Milano, deriva il suo nome dal numero di cilindri e dall'alesaggio di 65mm della precedente 465. Il motore infatti venne ricavato aggiungendo due cilindri al 1.5 litri di cui era dotata la 469, portando la cilindrata a 1991 cm³. Si trattava sempre di un motore con valvole laterali, meno performante rispetto alla concorrenza che utilizzava già motori con le valvole in testa, ma grazie all'eccezionale leggerezza (pesava 1600 kg) e agilità dello sterzo le consentiva di avere prestazioni paragonabili. Il regime massimo era di 4500 giri/min, con il picco della potenza a 4200, un valore notevole per un motore a valvole laterali. La versione a singolo carburatore sviluppava 40cv, mentre successivamente ne venne aggiunto un secondo che consentì un incremento della potenza del 50%, che le consentiva di raggiungere, nelle versioni carrozzate più sportive, i 120 km/h. L'auto era famosa per la sua affidabilità, per la sua agilità e per l'accelerazione vivace dovuta alla leggerezza.[1]

Una 665 Superba del 1929

Vennero sviluppati due telai distinti: la versione S, con passo di 2800mm, più sportiva e pensata per le competizioni, e la versione N con passo di 3100mm, per essere utilizzata in berline più grandi e torpedo, fino alla versione con carrozzeria Weymann a 6 posti. Per gareggiare alla seconda Mille Miglia (1928) venne creata la SMM, più potente e con un passo leggermente accorciato, di 2790 mm.[2]

Nel 1930 la cilindrata salì a 2221 cm³ e la potenza a 55 cv (65 nella versione per le competizioni). Entrambe le versioni, la N (ora chiamata N5) e la SMM ora utilizzavano il passo da 2790 mm e il motore da 2.2 l. L'aggiunta di un compressore Roots al nuovo motore diede vita alla SSMM, con 80 cv e in grado di toccare i 150 km/h. Venne utilizzata nelle Mille Miglia a partire dal 1930; per il Gran Premio d'Irlanda e il Tourist Trophy la OM aumentò ancora la cilindrata a 2.35 litri, ma un impianto frenante inadeguato ne vanificò il potenziale.[1]

La produzione cessò nel 1934 per l'assorbimento della OM da parte della Fiat.

Rawlence[modifica | modifica wikitesto]

Mentre le OM godevano di successi sia nelle vendite che nelle competizioni in Italia, nel 1926 il concessionario OM inglese L. C. Rawlence & Company affidò al pilota e ingegnere Richard E. Oats il compito di potenziare le Superba per consentirgli di gareggiare sui circuiti inglesi, specialmente a Brooklands. La Rawlence così sviluppò una serie di accessori e modifiche prestazionali che resero la 665 radicalmente diversa da come usciva dalla fabbrica a Brescia, soprattutto con l'aggiunta di un compressore Roots. Solo nel 1929 la casa madre applicò le modifiche inglesi alle nuove vetture, e a sua volta la Rawlence aggiornò il proprio catalogo con potenziamenti ancora maggiori, raggiungendo i 95 cv. I successi in pista in Inghilterra però non arrivarono, con Oats relegato nelle parti basse delle classifiche.[1]

Le corse[modifica | modifica wikitesto]

La versione S fu pensata espressamente per le competizioni, visti i buoni risultati ottenuti dalla 469. Tra il 1924 e il 1927 la 665 S guidata da Renato Balestrero ottenne diversi piazzamenti a podio nei Gran Premi italiani, tra cui la vittoria alla Coppa Montenero e al Gran Premio di Tripoli[3]; ottenne una vittoria di classe alla 12 ore di San Sebastian e un quinto posto assoluto alla Targa Florio 1925, dietro a quattro Bugatti.[1]

L'evento principale del 1925, la 24 ore di Le Mans, vide tre OM schierate al via della classe sotto i 2 litri, pur avendo una cilindrata di 2005 cm³, anomalia mai spiegata ufficialmente, che si concluse con il quarto posto assoluto di Tino e Mario Danieli, seguiti dall'altra Superba di Giulio Foresti e Aimé Vassiaux. La terza vettura, guidata da Ferdinando Minoia e Vincenzo Coffani, si fermò per un problema all'81 giro, terminando in 25esima posizione.[4]

Nel 1926 la squadra ci riprovò alla 24 ore di Le Mans, ottenendo la vittoria di classe nei 2 litri con Minoia e Foresti, quinti assoluti, seguiti dai fratelli Danieli. Ventunesimo il team di Balestrero e Frédéric Thelluson, che non completarono la gara per squalifica. In questa occasione venne consegnato alla scuderia il trofeo Rudge-Whitworth, premio biennale per il "Index of Performance".[5]

L'anno d'oro della 665 S Superba è il 1927, in cui l'intero podio della prima edizione della Mille Miglia venne conquistato dalla squadra di casa, con l'equipaggio formato da Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi, seguiti da Tino Danieli e Renato Balestrero, e infine Mario Danieli e Archimede Rosa, confermando la validità del progetto e l'estrema affidabilità. La gara fu completata in 21h04'48"1/5 alla velocità media di 77,238 km/h.[6] Nello stesso anno Archimede Rosa e Guido d'Ippolito firmano una doppietta alla Coppa della Sila.

L'anno successivo la vittoria sfuggì all'equipaggio bresciano di Archimede Rosa e Franco Mazzotti di 8 minuti in favore dell'Alfa Romeo 6C di Campari, piazzando però ben 8 vetture (alcune nel frattempo evolute nella versione 665 SMM) nei primi 8 piazzamenti della classe 2 litri.[7]

Nel 1929 Morandi e Rosa confermarono il secondo posto assoluto alla Mille Miglia, ma ormai lo strapotere dell'Alfa Romeo della Scuderia Ferrari non consentiva a una piccola casa come la OM di competere ad armi pari, per giunta con un modello con parecchi anni sulle spalle e un motore ormai inadeguato. L'ultima apparizione a podio nella corsa più bella del mondo della Superba è nel 1931, nella versione SSMM guidata sempre da Morandi e Rosa, piazzatisi terzi.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

  • 17 agosto 1924: Coppa Montenero; Renato Balestrero
  • 31 agosto 1924: Circuito del Mugello; Giuseppe Morandi
  • 18 aprile 1925: Gran Premio di Tripoli; Renato Balestrero
  • 5 luglio 1925: Coppa Vinci; Renato Balestrero
  • 19 settembre 1925: 12 ore di San Sebastian; classe 2 litri; Renato Balestrero
  • 22 novembre 1925: Circuito Apuano; Renato Balestrero
  • 2 maggio 1926: Coppa Vinci; Renato Balestrero
  • 21 giugno 1926: 24 ore di Le Mans; classe 2 litri; Ferdinando Minoia-Giulio Foresti
  • 13 giugno 1927: Mille Miglia; Ferdinando Minoia-Giuseppe Morandi
  • 19 giugno 1927: Coppa della Sila: Archimede Rosa
  • 1º aprile 1928: Mille Miglia; classe 2 litri; Archimede Rosa-Mario Danieli
  • 7 aprile 1929: Circuito di Avellino; Giuseppe Morandi
  • 28 aprile 1929: Giro di Sicilia; Archimede Rosa-Trombetta
  • 12 maggio 1929: Coppa Messina; Giuseppe Morandi
  • 11 agosto 1929: Circuito Tre Province; Giuseppe Morandi
  • 3 novembre 1929: Coppa di Crollalanza; Archimede Rosa
  • 27 aprile 1930: Giro di Sicilia; Archimede Rosa-Giuseppe Morandi
  • 3 maggio 1931: Giro di Sicilia; Archimede Rosa-Giuseppe Morandi
  • 31 maggio 1932: Giro del Sorrento; Vincenzo Azzone

Note[modifica | modifica wikitesto]

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