Jane Birkin

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Jane Birkin
Jane Birkin Cannes 2016.jpg
Jane Birkin al Festival di Cannes 2016
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
Francia Francia
GenerePop
Periodo di attività musicale1963 – in attività
Sito ufficiale

Jane Mallory Birkin (Londra, 14 dicembre 1946) è un'attrice, cantante e regista britannica naturalizzata francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua famiglia di origine ha fatto fortuna con l'industria del merletto nel Nottinghamshire. Una prozia, Winifred May Birkin, poi sposata con William Dudley Ward, fu amante del Principe di Galles (che divenne poi Edoardo VIII del Regno Unito). Per parentela diretta o acquisita è collegata alle attrici Penelope Dudley-Ward e Rachel Ward. È la seconda figlia del maggiore David Birkin (comandante della Royal Navy) e dell'attrice e cantante Judy Campbell, famosa per le sue interpretazioni nei musical di Noël Coward. Suo fratello Andrew è un regista e autore.

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Ha cominciato la carriera di attrice teatrale, seguendo le orme della madre, a 17 anni a Londra, negli anni della swinging London[1]. Ha in seguito esordito come cantante in un musical, esortata dal compositore inglese John Barry (l'autore delle musiche dei film di James Bond), che poi ha sposato all'età di 19 anni[2]. Da questo matrimonio ha avuto la sua prima figlia, Kate Barry, nata nel 1967 e deceduta nel 2013.[3][4].

Il suo esordio cinematografico è stato nel 1965 con Non tutti ce l'hanno di Richard Lester, ma è con il film seguente, Blow-Up di Michelangelo Antonioni (1966), e con la scena in cui compare in topless, che la Birkin ha raggiunto la celebrità[2], diventando un'icona della swinging London[5] grazie al suo corpo androgino e alla sua femminilità sensuale[6].

Nel 1968 sul set del film francese Slogan ha conosciuto il cantante e musicista Serge Gainsbourg, con cui ha intrapreso una lunga relazione che li ha resi una delle coppie più celebri e trasgressive del jet set dell'epoca[1][2][7].

Jane Birkin nel 1970

Alla fine del 1968 i due hanno inciso a Londra il primo album frutto della loro collaborazione, intitolato Jane Birkin - Serge Gainsbourg. Le canzoni contenute erano reinterpretazioni di precedenti composizioni di Gainsbourg (come ad esempio Les sucettes) o canzoni che egli stesso aveva composto sul traghetto che portava lui e la compagna in Inghilterra poco prima della registrazione dell'album[8]. La pubblicazione del disco venne anticipata dal celebre singolo Je t'aime... moi non plus l'anno successivo, suscitando scandalo[2] per i gemiti della Birkin e per il testo esplicito che alterna parole d'amore e descrizione di un rapporto sessuale. Nonostante le polemiche e i divieti, il brano diventò un successo in molti paesi, vendendo più di cinque milioni di copie e regalando notorietà alla coppia.[9]

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 i due hanno avuto una figlia, l'attrice Charlotte Gainsbourg.

Dopo aver partecipato all'incisione dell'album di Gainsbourg Histoire de Melody Nelson (1971), durante gli anni settanta Birkin ha continuato l'attività di cantante incidendo alcuni album scritti prevalentemente dal marito[2], che la hanno fatta diventare una delle più apprezzate interpreti d'oltralpe. Parallelamente ha proseguito la sua carriera di attrice, alternando produzioni francesi (La piscina, Il romanzo di un ladro di cavalli, Una donna come me) ed internazionali (Assassinio sul Nilo). È stata diretta dal marito nel controverso Je t'aime moi non plus (1976), in cui ha recitato nuda per buona parte del film.

Nel corso degli anni l'alcolismo e le sregolatezze di Gainsbourg sono diventate sempre più difficili da sostenere per la compagna, che, ormai trentenne, ha iniziato a desiderare uno stile di vita più tranquillo e lontano dagli eccessi[6][10]; alla fine del decennio la coppia è entrata in crisi.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la loro separazione nel 1980, pur continuando la collaborazione con Gainsbourg in ambito musicale[2], Birkin si è legata al regista francese Jacques Doillon, con cui ha iniziato una nuova fase della sua carriera, abbandonando l'immagine sexy e trasgressiva che l'aveva caratterizzata negli anni precedenti per fare emergere una personalità più matura, versatile e complessa[10]. Dalla loro relazione è nata nel 1982 una terza figlia, Lou Doillon, diventata poi una modella, cantante e attrice.

Nel corso degli anni ottanta, oltre che nei film diretti da Doillon, ha recitato fra gli altri anche per Jean-Luc Godard, Patrice Leconte, Paul Morrissey e Agnès Varda, con cui ha stabilito un importante sodalizio professionale e che nel 1988 le ha dedicato il film Jane B. par Agnès V..

È stata candidata due volte ai premi César, il principale riconoscimento cinematografico francese, nel 1984 per La Pirate di Jacques Doillon e nel 1986 per La donna della mia vita di Régis Wargnier[11]. Alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985 la giuria ha riconosciuto la sua interpretazione in Polvere di Marion Hänsel come la migliore del festival (ex aequo con quella di Sandrine Bonnaire), ma decise che per quell'anno il premio per la migliore interpretazione femminile non sarebbe stato assegnato[12][13].

Parallelamente ha proseguito la sua carriera musicale, pubblicando gli album Baby Alone in Babylone (1983, Disco d'oro in Francia) e Lost Song (1987), sempre scritti da Gainsbourg[14]). All'età di quarant'anni Birkin ha anche esordito dal vivo, debuttando nel febbraio 1987 al teatro Bataclan di Parigi[15], iniziando un'attività di recital a cui si dedicherà regolarmente negli anni successivi.

Nel 1984 la casa francese Hermès ha creato per l'attrice una borsa, la Birkin Bag, che negli anni è diventata una delle cosiddette It Bags, le borse più iconiche del mondo.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la separazione da Doillon, Birkin ha iniziato a diradare l'attività cinematografica, privilegiando quella musicale e teatrale. Nel 1990 è uscito Amour des feintes, l'ultimo album scritto per lei da Gainsbourg. Dopo la morte, per arresto cardiaco, di Serge Gainsbourg nel 1991, l'ex compagna gli ha reso omaggio con Versions Jane (1996), una raccolta di canzoni di Gainsbourg riarrangiate con vari musicisti ospiti, tra i quali Goran Bregović e Les Négresses Vertes[16], continuando successivamente ad onorare la memoria del suo pigmalione in eventi e recital teatrali. Nel 1998 À la légère è stato il primo album di Jane Birkin a non contenere alcun brano di Gainsbourg; al disco hanno partecipato artisti come Françoise Hardy, Étienne Daho e Alain Souchon.

Ha comunque continuato a recitare in film come Daddy Nostalgie (1990) di Bertrand Tavernier[17], accanto a Dirk Bogarde, La bella scontrosa di Jacques Rivette (1991)[18], che le valse una candidatura come miglior attrice non protagonista ai premi Cèsar del 1992[19], Cento e una notte di Agnès Varda (1995), Parole, parole, parole... di Alain Resnais (1997)[20], La figlia di un soldato non piange mai di James Ivory (1998)[21].

Dagli anni duemila in poi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi Jane Birkin ha continuato a incidere diversi album di successo in Francia, collaborando anche con altri artisti come Paolo Conte, Manu Chao, Beth Gibbons, Bryan Ferry, Hector Zazou[22], Caetano Veloso, Brian Molko[2][23], Yann Tiersen[24], ed esibendosi dal vivo in concerti e spettacoli teatrali.

Nello stesso periodo ha proseguito la sua attività di attrice nel cinema e in televisione e si è dedicata anche lei stessa alla regia, dirigendo nel 2007 il film autobiografico Boxes. In seguito a una malattia cronica, Birkin si è ritirata dalle scene[10], chiudendo con Quay d'Orsay di Bertrand Tavernier (2013) la sua carriera di attrice cinematografica.

Dagli anni duemila in poi è stata attiva anche in ambito sociale e umanitario, in particolare per chiedere la liberazione della leader birmana Aung San Suu Kyi nel 2008; inoltre, come ambasciatrice di Amnesty International, è stata in Bosnia e in Cecenia, ha cantato in Cisgiordania e a Ramallah e si è impegnata a favore delle vittime del conflitto in Ruanda[25]. Durante una missione umanitaria nella ex Jugoslavia ha incontrato lo scrittore Olivier Rolin, che è divenuto il suo ultimo compagno[26]. È stata fra i duecento firmatari dell'appello contro il riscaldamento globale pubblicato nel 2018 in prima pagina dal quotidiano Le Monde[27].

Nel 2013 sua figlia Kate Berry si è suicidata a Parigi in seguito a un periodo di depressione[4][3], lasciando la Birkin devastata[28]al punto da interrompere la sua carriera per un lungo periodo. Nel 2020, dopo qualche anno di inattività, è uscito Oh! Pardon tu dormais..., una raccolta di brani tratti da un suo spettacolo teatrale, realizzata in collaborazione con Étienne Daho[6].

Nel 2021 ha avuto un leggero ictus da cui si è ripresa rapidamente[29]; nello stesso anno la figlia Charlotte le ha dedicato il documentario Jane by Charlotte[30].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Jane Birkin nel film La morte negli occhi del gatto di Antonio Margheriti (1973)

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrice[modifica | modifica wikitesto]

  • Between the Devil and the Deep Blue Sea, regia di Marion Hänsel (1995)

Regista[modifica | modifica wikitesto]

  • Contre l'oubli, frammento:Pour Maria Nonna Santa Clara, Philippine (1991)
  • Oh! Pardon tu dormais... (1992)
  • 3000 scénarios contre un virus - Serie TV, Ep: Je t'aime moi non plus (1994)
  • Boxes - Les boîtes (2007)

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

  • 1969 - Jane Birkin - Serge Gainsbourg
  • 1969 - La Chanson du Slogan
  • 1971 - Histoire de Melody Nelson
  • 1973 - Di Doo Dah
  • 1975 - Lolita Go Home
  • 1978 - Ex-Fan des Sixties
  • 1983 - Baby Alone in Babylone
  • 1987 - Lost Song
  • 1987 - Jane Birkin au Bataclan
  • 1990 - Amours des feintes
  • 1992 - Jane B.
  • 1992 - Intégral au Casino de Paris
  • 1996 - Versions Jane
  • 1996 - Intégral a l'Olympia
  • 1998 - The Best Of
  • 1999 - À la légère
  • 2002 - Arabesque
  • 2004 - Rendez-vous
  • 2006 - Fiction
  • 2008 - Enfants d'Hiver
  • 2020 - Oh ! Pardon tu dormais...

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2001

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine nazionale al merito (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine nazionale al merito (Francia)
— 2004
Cavaliere dell'Ordre des arts et des lettres (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordre des arts et des lettres (Francia)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Jane Birkin, su Ecodelcinema, 1º agosto 2013. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  2. ^ a b c d e f g Rockol com s.r.l, √ Biografia di Jane Birkin | Le ultime news, concerti e testi, su Rockol. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  3. ^ a b Peter Allen, France's culture minister pays tribute to British photographer Kate Barry, su standard.co.uk, 12 dicembre 2013. URL consultato il 1º maggio 2014.
  4. ^ a b Peter Allen, Kate Barry, photographer daughter of Jane Birkin and Bond film composer John Barry, dies in fall from Paris apartment, su standard.co.uk, London Evening Standard, 12 dicembre 2013. URL consultato il 1º maggio 2014.
  5. ^ alicecarminati, Jane Birkin, un'icona inconfondibile, su Lo Sbuffo, 24 luglio 2021. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  6. ^ a b c Jane Birkin compie 74 anni e pubblica un nuovo disco a 14 anni di distanza dall'ultimo album, su la Repubblica, 14 dicembre 2020. URL consultato il 6 marzo 2022.
  7. ^ Gainsbourg e Birkin, la coppia più scandalosa degli anni 70, su XL Repubblica.it. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  8. ^ Sylvie Simmons, Serge Gainsbourg : per un pugno di gitanes : requiem per un twisteur, Arcana, 2004, ISBN 88-7966-361-5, OCLC 799617363. URL consultato il 16 marzo 2022.
  9. ^ Sylvie Simmons, Serge Gainsbourg : per un pugno di gitanes : requiem per un twisteur, Arcana, 2004, ISBN 88-7966-361-5, OCLC 799617363. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  10. ^ a b c Maria Laura Giovagnini, Jane Birkin: «Icona io? Preferisco madre», su iO Donna, 12 gennaio 2021. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  11. ^ (FR) AlloCine, Prix et nominations de Jane Birkin, su AlloCiné. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  12. ^ (EN) E. J. Dionne Jr e Special To the New York Times, VENICE FESTIVAL AWARDS TOP PRIZE TO VARDA FILM, in The New York Times, 7 settembre 1985. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  13. ^ Venice Film Festival (1985), su IMDb. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  14. ^ Encyclopédisque - Disque : Baby alone in Babylone, su encyclopedisque.fr. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  15. ^ (FR) Paris Match, Attentats de Paris - Jane Birkin évoque sa première scène au Bataclan, su parismatch.com. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  16. ^ (EN) Versions Jane - Jane Birkin | Songs, Reviews, Credits | AllMusic. URL consultato il 23 aprile 2022.
  17. ^ Daddy Nostalgie - IMDb. URL consultato il 23 aprile 2022.
  18. ^ Awards 1991 : All Awards - Festival de Cannes 2014 (International Film Festival), su web.archive.org, 26 agosto 2014. URL consultato il 23 aprile 2022 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).
  19. ^ (FR) Cérémonie des César 1992, su Académie des César. URL consultato il 23 aprile 2022.
  20. ^ On connaît la chanson - IMDb. URL consultato il 23 aprile 2022.
  21. ^ A Soldier's Daughter Never Cries - IMDb. URL consultato il 23 aprile 2022.
  22. ^ Enrico Barbieri, Sensualità tutta femminile nelle canzoni di Zazou, su Vita, 12 aprile 2004. URL consultato il 17 febbraio 2022.
  23. ^ Rockol com s.r.l, √ Jane Birkin - RENDEZ-VOUS - la recensione di Rockol, su Rockol. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  24. ^ Yann Tiersen, su Ponderosa. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  25. ^ Le tante vite di Jane B., su la Repubblica, 29 novembre 2013. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  26. ^ La seconda vita di Jane Birkin. Un post scriptum (senza filtro) sull'amore e altri imprevisti, su Bookciakmagazine, 17 aprile 2021. URL consultato il 6 marzo 2022.
  27. ^ (FR) « Le plus grand défi de l’histoire de l’humanité » : l’appel de 200 personnalités pour sauver la planète, in Le Monde.fr, 3 settembre 2018. URL consultato il 23 aprile 2022.
  28. ^ I funerali di Kate Barry: la disperazione di mamma Jane Birkin e di Ca..., su Oggi - People. URL consultato il 6 marzo 2022.
  29. ^ (FR) Jane Birkin victime d'un AVC : la chanteuse ne remontera pas sur scène avant 2022, su CNEWS. URL consultato il 5 febbraio 2022.
  30. ^ Charlotte Gainsbourg, un film su mamma Birkin? Una scusa per riavvicinarmi a lei - Lifestyle, su ANSA.it, 4 dicembre 2021. URL consultato il 5 febbraio 2022.

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