James Ivory

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James Ivory alla Mostra del cinema di Venezia del 1991

James Francis Ivory (Berkeley, 7 giugno 1928) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studia all'Università dell'Oregon, dove si specializza in architettura e storia dell'arte. Poi frequenta la University of Southern California dove studia cinema e televisione e nel 1957 presenta come tesi un documentario intitolato Venice: Themes and Variations. Ha un grande interesse per la cultura indiana che si manifesta nel suo secondo film The Sword of the Flute. Il successo dell'opera gli fa conquistare una borsa di studio della Asia Society of New York con il quale realizza The Delhi Way.

Nel 1961 con Ismail Merchant fonda la Merchant Ivory Productions, con il progetto di realizzare in India film in lingua inglese da distribuire sul mercato internazionale. Il primo lavoro che nasce da questo progetto è Il capofamiglia, del 1963, tratto da una sceneggiatura di Ruth Prawer Jhabvala, che inizia da questo momento con la Merchant-Ivory una collaborazione di oltre trenta anni.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La carriera di Ivory è stata costellata da molti successi di critica e pubblico. Molti sono i riconoscimenti che ha ricevuto per le sue pellicole:

  • Nel 1995 il Directors Guild of America ha assegnato a James Ivory il prestigioso Premio alla Carriera D.W. Griffith.
  • Nel 2001 James Ivory, Ismail Merchant, e Ruth Prawer Jhabvala sono stati insigniti della Fellowship of the British Academy of Film and Television, un'importantissima onorificenza cinematografica.
  • Nel 2010 al Torino Gay & Lesbian Film Festival ha vinto il Dorian Gray, premio che celebra i conseguimenti di una carriera nel mondo della cinematografia a tematica LGBT.[1]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carla Caroli, Le confessioni torinesi di Ivory: finalmente un premio. Ho fatto tanto per i gay, in La Repubblica, 18 aprile 2010, p. 25. URL consultato il 25 dicembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) James Ivory, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata

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