Je t'aime... moi non plus

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Je t'aime... moi non plus
Artista Serge Gainsbourg, Jane Birkin
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1969
Album di provenienza Jane Birkin - Serge Gainsbourg
Dischi 1
Tracce 2
Genere Pop
Easy listening
Chanson
Etichetta Fontana
Produttore Jack Baverstock
Arrangiamenti Arthur Greenslade
Registrazione dicembre 1968
Formati 7"
Je t'aime moi non plus
Artista Serge Gainsbourg, Brigitte Bardot
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1986
Dischi 1
Tracce 2
Genere Pop
Easy listening
Chanson
Etichetta Philips
Produttore Claude Dejacques
Arrangiamenti Michel Colombier
Registrazione 10 dicembre 1967
Formati 7", 12"

Je t'aime... moi non plus è un singolo di Serge Gainsbourg e Jane Birkin pubblicato nel 1969 dalla Fontana in 7".

Il titolo[modifica | modifica wikitesto]

La traduzione esatta del titolo è Io ti amo... (voce femminile) - io nemmeno (voce maschile) e crea un complesso gioco di parole: la seconda frase presuppone infatti la falsità della prima, dato che l'uomo mostra di credere all'esatto contrario di ciò che sente dire.

Si tratta di un gioco contraddittorio che Gainsbourg stesso avrebbe voluto quale omaggio a una celebre frase di Salvador Dalí in cui affermava: “Picasso est espagnol, moi aussi. Picasso est un génie, moi aussi. Picasso est communiste, moi non plus.” (“Picasso è spagnolo, anch'io. Picasso è un genio, anch'io. Picasso è comunista, nemmeno io.”).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Je t'aime... moi non plus' venne inizialmente scritta da Serge Gainsbourg per Brigitte Bardot nell'autunno del 1967, durante la loro relazione durata per un periodo di tre mesi e mezzo. Brigitte Bardot chiese espressamente a Serge Gainsbourg di scrivere "la più bella canzone d'amore". Tuttavia Gainsbourg in quell'occasione non compose un nuovo brano musicale, ma si limitò a riarrangiare una precedente composizione ideata per la colonna sonora del film Les coueurs verts, originalmente intitolata Scene de bal 1, scrivendone un testo apposito.[1][2]

La Bardot, però, chiese a Gainsbourg di non pubblicare la canzone perché in quel periodo era sposata con l'uomo d'affari tedesco Gunter Sachs, e temeva lo scandalo che ne sarebbe conseguito. Il brano venne infatti pubblicato solamente nel 1986 come "7" dall'etichetta Philips.[1][2][3]

Durante tutto il 1968 Serge Gainsbourg ricerca disperatamente una partner con cui registrare la canzone, arrivando a proporla a varie cantanti, tra cui Marianne Faithfull, Valérie Lagrange e Mireille Darc.[3] Nell'autunno dello stesso anno prende parte al film Slogan, diretto da Pierre Grimblat, in cui doveva inizialmente lavorare anche Marisa Berenson, allora celebre top model. La produzione preferì però sostituirla con Jane Birkin, reduce dal successo di Blow-Up di Michelangelo Antonioni, anche grazie alla scena in cui appare a seno nudo.[3]

Serge Gainsbourg non gradì la sostituzione e cominciò a maltrattare la giovane attrice britannica che a sua volta aveva appena troncato il matrimonio con il compositore John Barry da cui aveva avuto la figlia Kate[3] Per appianare le divergenze, la Birkin chiede al registra Grimblat di organizzare un'uscita a tre. Durante la serata, con una scusa, Grimblat si allontana lasciando Gainsbourg e la Birkin da soli. Nel breve spazio della serata l'ostilità tra i due si trasforma in attrazione e di lì a poco Gainsbourg e la Birkin intraprenderanno una relazione che li porterà ad andare a vivere da soli all'Hotel di rue des Beaux Arts, dove il 30 novembre 1900 era deceduto Oscar Wilde.[3]

Su consiglio di Mirelle Darc, Serge propone a Jane Birkin di registrare una nuova versione di Je t'aime... moi non plus, cosa che avviene nel dicembre dello stesso anno.[3] La canzone, pubblicata l'anno successivo, provocherà un enorme scandalo facendo di conseguenza vendere al disco più di cinque milioni di copie e rendendo la coppia assai celebre.[3]

La canzone è infatti una delle prime a trattare il tema dell'erotismo in modo così esplicito, con i suoi sospiri e le sue parole, che descrivono l'atto sessuale tra un uomo e una donna, e, con passaggi come «vado e vengo tra le tue reni» («Je vais et je viens entre tes reins» in francese), lascia poco all'immaginazione. Ma accanto allo scandalo, il singolo sucitò altrettanto successo in Europa. Nonostante l'erotismo esplicito il brano non può essere considerato pornografico: il carattere del brano è infatti malinconico e romantico, tipico esempio culturale della rivoluzione sessuale.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata in Italia su 45 giri nel luglio del 1969, la canzone divenne ben presto oggetto di scandalo. Censurata dalla Rai (che il 15 agosto arriva perfino a vietare a Lelio Luttazzi, conduttore della trasmissione radiofonica Hit Parade, di nominare il titolo e la posizione nella classifica delle vendite), viene comunque trasmessa da Radio Monte Carlo e da Radio Capodistria, entrambe emittenti ricevibili in Italia.[1] La canzone venne anche "gettonata" molto spesso nei juke-box sparsi nelle località di villeggiatura.[senza fonte]

Il 22 agosto, in solidarietà alla censura radiotelevisiva, l'organo della Santa Sede, L'Osservatore Romano, pubblica una sgangherata traduzione che ne accentua l'oscenità e il distributore del disco viene scomunicato.[1] Il 28 agosto La Procura della Repubblica di Milano ordinò il sequestro e la distruzione del disco su tutto il territorio nazionale per "oscenità".[1] In base al provvedimento, attuato sul codice 528 del Codice Penale sulle pubblicazioni e gli spettacoli osceni, vengono sequestrate tutte le copie presenti sul territorio nazionale.[4] Nel magazzino del distributore nazionale, la Phonogram di Milano, vengono trovate e sequestrate 569 copie.[4] Il disco tuttavia continua a essere importato e venduto clandestinamente, facendo lievitare il prezzo da L. 750 a L. 3000, e continua nonostante ciò a scalare le classifiche.[1][5]

Il disco subisce una sorte simile anche nel Regno Unito, dove viene censurato dalla BBC e ne viene vietata categoricamente la vendita. Per aggirare l'ostacolo censorio il grouppo dei Sounds Nice ne pubblicano una versione strumentale intitolata Love At First Sight.[1]

Registrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Prima versione[modifica | modifica wikitesto]

Seconda versione[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Esistono numerose versioni del singolo, con differenti B-side, pubblicate dalle etichette discografiche più disparate. La prima edizione cantata da Jane Birkin e Serge Gainsbourg venne stampata dalla Fontana nei primi mesi del 1969. La prima versione cantata da Gainsbourg assieme a Brigitte Bardot venne data alle stampe solamente nel 1986 dalla Philips.

Versione di Serge Gainsbourg e Jane Birkin[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione del disco esce a nome Jane Birkin avec Serge Gainsbourg e si intitola Je t'aime... moi non plus. Viene pubblicata dalla Fontana con numero di catalogo 260 196 MF in formato 7".

Testi e musiche di Serge Gainsbourg.

  1. Serge Gainsbourg e Jane BirkinJe t'aime... moi non plus – 4:25
  2. Jane BirkinJane B. – 3:05

Durata totale: 7:30

Versione di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot[modifica | modifica wikitesto]

La registrazione originale della canzone, effettuata nell'autunno del 1967 da Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot, esce nel 1986 con il titolo di Je t'aime moi non plus, pubblicata dalla Philips con numero di catalogo 884 840-7 in 7" e con numero di catalogo 884 840.1 in 12". Come retro del singolo viene utilizzato il brano Bonnie and Clyde già pubblicato come lato A del singolo omonimo nel 1968.

Testi e musiche di Serge Gainsbourg.

  1. Serge Gainsbourg e Brigitte BardotJe t'aime moi non plus – 4:32
  2. Serge Gainsbourg e Brigitte BardotBonnie and Clyde – 4:12

Durata totale: 8:44

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia #2, settembre 1969.[6]

Reinterpretazioni, parodie e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

In seguito allo scandalo e all'enorme successo ottenuto - che ha portato a vendere in tutto il mondo più di 5 milioni di copie del disco - Je t'aime... moi non plus ha dato vita a un ampio fenomeno di reinterpretazione e di emulazione durante il decennio successivo, in particolare in Italia, generando quel filone che i giornali dell'epoca definirono con i termini più disparati, ma soprattutto come "pornodischi"[7], e che negli anni ha portato a produrre non meno di 200 cover internazionali della canzone.[1]

Un fenomeno similare ha preso vita in Giappone dove, durante tutto il decennio degli anni settanta, si diffonde il filone musicale denominato Yoru no driver. Si tratta di una serie di dischi, pubblicati per la stragrande maggioranza dalla RCA Victor, che miscelano i gemiti e i sospiri sullo stile tipico di Je t'aime... moi non plus con la musica exotica di stampo nordamericano o con la musica tradizionale giapponese.[1]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Tra le cover in francese e in inglese più celebri vi figurano quelle di Donna Summer (con il titolo Je t'aime), nel 1978, degli Einstürzende Neubauten (Jet'm), nel 1981 e di Nick Cave e Anita Lane (I Love You... Nor Do I), nel 1995.[8]

Tra le cover italiane più celebri vi figura quella di Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer del 1968 intitolata Ti amo... ed io di più, con testo in italiano tradotto da Daiano che ne rese molto meno esplicito il contenuto (ad esempio un passaggio come «Je vais et je viens entre tes reins» viene tradotto con «vado e vengo dentro gli occhi tuoi»). Il brano venne poi ripreso da Ombretta Colli, in un singolo con testo ulteriormente modificato, rispetto alla versione di Daiano, da Gian Piero Simontacchi, e la parte maschile ridotta a poche battute. Questa versione è incisa su dischi Rare, con numero di catalogo RAR NP 77527.[9][1]

Cover in francese[modifica | modifica wikitesto]

Cover in inglese[modifica | modifica wikitesto]

Cover in italiano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ti amo... ed io di più.

Cover in spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Cover in tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Cover in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Cover strumentali[modifica | modifica wikitesto]

  • Sounds Nice Love At First Sight (1969)
  • The Communicatives Je t'aime... moi non plus (1969), versione strumentale italiana.

Campionamenti e remixaggi[modifica | modifica wikitesto]

Riff del brano di Serge Gainbourg sono stati utilizzati all'interno di altre canzoni.[1]

Emulazioni[modifica | modifica wikitesto]

La canzone produce anche un vasto fenomeno di emulazioni in due fasi, la prima, immediatamente dopo l'uscita del brano, tra il 1968 e il 1970, e la seconda durante la seconda metà degli anni settanta, conseguentemente alla ristampa del singolo nel 1975 e all'uscita del film omonimo. Si tratta di brani che ripetono la struttura del brano e un dialogo sussurrato tra due (in alcuni casi tre o più) partner, durante un atto sessuale.[1][8]

Una canzone simile, che tuttavia non presenta alcun dialogo ma solamente una serie di "sospiri", è Erotica dei Man, gruppo musicale gallese di genere psichedelico-prog, singolo che esce contemporaneamente a Je t'aime... moi non plus.[1]

La prima emulazione italiana si intitola L'estasi e viene composta da Elvio Monti su parole di Armando Stula e cantata da Andrea Giordana e Marisa Solinas.[1] Il disco, la cui melodia è un'evidente imitazione dell'originale di Serge Gainsbourg, viene pubblicato nel luglio del 1969, a ridosso dell'arrivo in Italia di Je t'aime... moi non plus.[1] Altra celebre emulazione italiana è La prima volta di Andrea e Nicole, progetto di cui è artefice Giancarlo Giomarelli con i suoi I Beati Paoli, uscita in 7" su etichetta Odeon, una sussidiaria della EMI, nel 1976.[1] In seguito ne venne inciso un intero concept album, intitolato Storia della prima volta, che narrava l'intera storia della coppia, dal primo incontro allo scioglimento.[1][8]

Parodie[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'uscita della canzone, verranno prodotte anche diverse parodie. Tra le prime e più celebri vanno annoverate quelle degli attori André Bourvil e Jacqueline Maillan, intitolata Ça (Je t'aime moi non plus) e stampata in Francia nel 1970. Lo stesso anno ne realizzano una parodia in tedesco Wolfgang Gruner ed Edeltraut Elsner, Die 10 001. Nacht (Je t'aime… moi non plus). Nel 1971 è la volta di Frankie Howerd e June Whitfield, che ne cantano una caricatura in inglese intotalata Up Je t'aime. Altra parodia inglese viene nel 1975 dal cantante reggae Judge Dread.[1]

Parodie italiane vengono invece realizzate soprattutto a partire dalla metà degli anni settanta ad opera di Benito Urgu (Sexy Fonni, Mon cheri Fonni e Filodiffusione), Gino Bramieri (Motel), Toni Santagata (Ufo Sexo) e degli gli Squallor (Aia, Gentleman, La guerra del vino, Torre Annunziata, nonché l'esplicita parodia di Je t'aime... moi non plus, contenuta nell'album Uccelli d'Italia e intitolata Ne me tirez plus, la cui base musicale è una versione strumentale del brano L'estasi, cantato nel 1968 da Andrea Giordana e Marisa Solinas).[8][1]

Il film[modifica | modifica wikitesto]

I titoli di testa del film
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Je t'aime moi non plus.

Nel 1976 Serge Gainsbourg dirige il film Je t'aime moi non plus, ispirato alla canzone omonima da lui composta. Interpretato da Jane Birkin e Joe Dallesandro, il film racconta della relazione tra il camionista gay Krassky e la ragazza Johnny, chiamata così a causa del suo aspetto androgino.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Serge Gainsbourg & Jane Birkin Je t'aime... moi non plus/Jane B. (Fontana, 1969, 7”)
  • Serge Gainsbourg & Jane Birkin Je t'aime... moi non plus/Joe Banjo (Philips, 1975, 7”)
  • Serge Gainsbourg & Brigitte Bardot Je t'aime, moi non plus/Bonny & Clyde (Philips, 1986, 7”)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Fabio Casagrande Napolin, 2016
  2. ^ a b Brigitte Bardot, 1997
  3. ^ a b c d e f g Sylvie Simmons, 2004
  4. ^ a b Sequestrati tutti i dischi della canzone "Je t'aime", in La Stampa, Anno 103, Numero 201, venerdì 29 agosto 1969.
  5. ^ Il disco della Birkin venduto alla borsa nera, in Stampa Sera, Anno 101, Numero 200, sabato 30-domenica 31 agosto 1969.
  6. ^ Je t'aime moi non plus, su Hit Parade Italia.
  7. ^ Antonio Lubrano, Pornografia in musica, in Radiocorriere TV, nº 36, settembre 1969.
  8. ^ a b c d Orgasmo Song su Hit Parade Italia
  9. ^ Archivio Opere Musicali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]