Marisa Solinas

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Marisa Solinas
Marisa Solinas.jpg
Marisa Solinas negli anni sessanta
NazionalitàItalia Italia
GenereBeat
Pop
Periodo di attività musicale1964 – 2019
EtichettaLa voce del padrone, CDB, Mau Man, Beat Records Company, Blitz
Album pubblicati2
Studio2

Marisa Anna Solinas (Genova, 30 maggio 1941[1] [2]Roma, 13 febbraio 2019) è stata un'attrice e cantante italiana. Fu una delle starlette che apparvero sulla prima copertina di copertina di Playmen, nel 1968. Era sorella dell'attrice e cantante Vittoria Solinas, meglio nota come Maria Sole.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio di Marisa Solinas con Italo Panone, 25 settembre 1964

La famiglia (di origini sarde il padre, madre toscana della Garfagnana), gestiva un bar a Genova; Marisa durante l'adolescenza sognava l'attività di cantante lirica, frequentando una scuola di canto presso il Teatro Carlo Felice di Genova, ma decise di dedicarsi alla musica leggera e nel 1960 si trasferì a Milano accompagnata dalla madre.

Fu però notata da Mario Monicelli, che la fece debuttare come protagonista nell'episodio Renzo e Luciana, nel film Boccaccio '70, la tormentata storia d'amore di due giovani impiegati di una grande azienda, contrastati nel loro amore dalle convenzioni sociali dell'era del "boom economico".

In seguito alla morte di Luigi Tenco, la Solinas dichiarò che il suicidio del cantautore era stato causato anche da alcuni debiti contratti per pagare una tangente di sei milioni agli organizzatori del Festival di Sanremo: la Solinas fu denunciata nella primavera del 1967 dalla società organizzatrice, e sostenne anche di aver ricevuto minacce verso il figlio David[3] se non avesse rettificato le dichiarazioni[4].

Interpreta musicarelli come Riderà (Cuore matto) e B-movie, ma anche pellicole di qualità nell'ambito della commedia all'italiana, come Viaggio di nozze all'italiana (1966), L'arbitro (1974), Tutti dentro e I due carabinieri (1984).

Solo nel 1964 debuttò come cantante con Devi imparare, canzone di cui viene anche realizzato un filmato diffuso nel circuito dei cinebox, ma non ebbe fortuna. Ha inciso per La voce del padrone, la CDB e altre etichette minori canzoni come solista o accanto ad altri cantanti e attori, tipo Andrea Giordana.

Marisa Solinas con il figlio David nel 1967

Particolare scalpore fece la sua interpretazione di due canzoni erotiche: L'estasi, cantata assieme ad Andrea Giordana, una scopiazzata di Je t'aime... moi non plus, di cui riecheggia anche la melodia, composta da Elvio Monti su testo del futuro marito della Vittoria, Armando Stula. Il secondo è Amo sentirvi, inciso insieme alla sorella e a Stula, sulla cui copertina i tre appaiono nudi a mezzo busto.

Negli anni settanta un'altra sua canzone trasgressiva fu Vai suora vai, il cui testo racconta di una suora in preda a fantasie erotiche e sulla cui copertina del 45 giri la Solinas si fa ritrarre vestita da monaca ma in posa sexy. Nel 1973 posa nuda per Gina Lollobrigida, che la sceglie come modella per il suo libro di fotografie Italia mia. Nel 1981 si cimenta anche nel teatro, interpretando la parte della sordida madre ne Il Pellicano di August Strindberg, diretto da Lorenzo Cicero. Lo spettacolo fu realizzato in collaborazione con l'Ambasciata di Svezia a Roma. La figlia era una certa Liliana Eritrei.

Negli anni novanta ha ricoperto cariche di rilievo all'interno dell'IMAIE, che tutela gli artisti dello spettacolo. Nel 2009 ha pubblicato una raccolta intitolata Venerefenice - Retrospettiva, in cui sono racchiuse alcune sue incisioni e qualche inedito, tra cui un medley di varie canzoni (Smile di Charlie Chaplin, Cabaret, Amado mio e altre) eseguite con l'accompagnamento al pianoforte del maestro Elvio Monti.

Dal 2000 ha partecipato a numerose trasmissioni e omaggi alla carriera, insieme al figlio David Panone e all'autore del libro a lei dedicato, Claudio Manari, Marisa Solinas, la Venere del cinema italiano, pubblicato nel 2016 EUS Edizioni, con le prefazioni degli attori ed amici Giancarlo Giannini, Enzo Decaro e del maestro Ciro Cellurale, autore della copertina del libro. Nel 2017 è stata protagonista di una retrospettiva presso la Sala Trevi del Centro Sperimentale di Cinematografia durante la quale sono stati proiettati i suoi film e brani di sue canzoni.

Morì a Roma il 13 febbraio 2019 a 77 anni.[5]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatrografia[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990, l'anno di nascita della Solinas è indicato come 1939; in tutte le altre fonti, però, è indicato il 1941.
  2. ^ Nel Filmlexicon degli autori e delle opere , edizioni Bianco e Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma alla voce Marisa Solinas viene riportata come di nascita della stessa il 30 maggio 1941.
  3. ^ David Panone, noto fotografo, nato dal suo matrimonio del 1964 con il regista Italo Panone
  4. ^ Il grido disperato di una mamma: Marisa Solinas....non toccate mio figlio!, in Stop, 19 giugno 1967.
  5. ^ Addio a Marisa Anna Solinas, attrice e cantante di origini sarde, in L'Unione sarda, 14 febbraio 2019. URL consultato il 14 febbraio 2019.

Nell'intervista rilasciata a "L'informatore moderno" e pubblicata in un articolo sullo stesso giornale il 31 marzo 1963, Marisa Solinas dichiara di essere nata il 30 maggio 1941.

Su Filmlexicon degli autori e delle opere- edizioni Bianco e Nero del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma la data di nascita di Marisa Solinas risulta essere il 30 maggio 1941.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Osvaldo Pagani, Il più giovane dei cantautori, Luigi Tenco, e l'attrice debuttante Marisa Solinas, si amavano fin da ragazzi, ma se lo sono detto solo pochi giorni fa, in Settimana Incom, 44 Anno XIV, 5 novembre 1961.
  • Epoca, n. 568, 1961.
  • Marisa insegue la grande rivincita, in Oggi, n. 32, 9 agosto 1962.
  • Tempo, n. 22, 1º giugno 1963.
  • L'Automobile, n. 15, 1966.
  • La Domenica del Corriere, n. 10, 10 marzo 1970.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Manari , Marisa Solinas , la Venere del cinema Italiano , EUS Edizioni , 2016
  • Enzo Giannelli, Solinas, Marisa, in Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, Curcio, 1990, p. 1600.
  • Enrico Lancia e Roberto Poppi, Solinas Marisa, in Dizionario del cinema italiano. Le attrici dal 1930 ai giorni nostri, Gremese editore, 2006, p. 343.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN9621830 · ISNI (EN0000 0001 1932 189X · SBN IT\ICCU\RAVV\089676 · LCCN (ENno2007051018 · GND (DE1062197658 · BNE (ESXX1534943 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2007051018