Esoterismo occidentale

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L'albero della vita come è rappresentato nella Cabala ebraica, contenente le Sephirot.

Esoterismo occidentale è un'espressione specifica del termine generico di esoterismo (in greco antico: ἐσώτερος, esòteros, "interno") usato per indicare una dottrina o un insieme di dottrine caratterizzate dalla segretezza[1] e il cui insegnamento era riservato a pochi a differenza di quello "essoterico" (in greco antico: ἐξωτερος, exoteròs) a cui tutti potevano accedere.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che il termine "esoterismo" risalga all'abitudine di Aristotele di distinguere le lezioni della mattinata riservate all'insegnamento esoterico limitato ai discepoli da quelle del pomeriggio dedicate all'insegnamento essoterico.

« ...le opere [aristoteliche] accessibili alla lettura, raccolte da Andronico di Rodi verso il 40 a.C. menzionavano numerosi soggetti caratteristi dell'esoterismo. Le glosse latine di Cicerone e Aulo Gellio, nel I e II sec. d.C., riprendono l'aggettivo greco senza tradurlo. Bisogna attendere Luciano di Samosata che, intorno al 166 d.C., crea il termine esoterikos; per lo meno troviamo questo aggettivo per la prima volta nei suoi scritti, anche se avrebbe potuto prenderlo in prestito da dossografi anteriori come il peripatetico Dicearco (IV sec. a.C.) o Adrasto (I sec. a.C.)[2] »

Alla fine sarà Clemente d'Alessandria negli Stromata a separare il termine esoterico (che ora si sostituisce ad acromatico) da essoterico[3]

Il sostantivo "esoterismo", nella sua forma francese ésotérisme, è stato usato la prima volta nel 1828, da Jacques Matter[4] che riprende la critica illuministica della religione istituzionalizzata, quando gruppi religiosi alternativi cominciarono a dissociarsi dal cristianesimo dominante in Europa occidentale.

Il termine è stato poi reso popolare dall'occultista francese, e mago cerimoniale, Eliphas Lévi (1810–1875) che nel 1850 ha anche introdotto il termine occultismo[5], che è stato spesso usato come sinonimo di esoterismo.

La segretezza[modifica | modifica wikitesto]

La segretezza può essere assunta come elemento fondamentale delle dottrine esoteriche specificando che essa può essere intesa o come l'esistenza di un segreto nei meccanismi dell'universo che resta impenetrabile agli stessi iniziati che venerano il segreto e non tentano di chiarirlo o come un segreto costituente lo stesso patto che lega gli iniziati a non diffonderlo ai profani. Nel primo caso l'esoterismo si configura come una setta mistica o come una forma di magia dove gli iniziati conoscono e sfruttano il segreto che non va rivelato. In questo senso si differenzia dall'esoterismo l'occultismo dove con particolare tecniche si può accedere al segreto al quale gli occultisti spesso non sono tenuti.[6]

Il problema delle definizioni di esoterismo occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di esoterismo occidentale è una moderna categoria di pensiero accademica piuttosto che una tradizione di pensiero antica. Gli studiosi hanno iniziato a considerare questa categoria nel tardo XVIII secolo, identificando le "somiglianze strutturali" tra "le idee e le visioni del mondo di una grande varietà di pensatori e movimenti", che prima di allora non erano stati collocati nello stesso raggruppamento. Secondo lo studioso di esoterismo Wouter J. Hanegraaff, il termine ha fornito una "etichetta generica utile" per "un grande e diversificato gruppo di fenomeni che erano stati a lungo percepiti meramente come possessori di una certa aria di famiglia".[7]

Nel 1992 Antoine Faivre, titolare della cattedra di Storia delle correnti esoteriche nell'Europa moderna e contemporanea all'École pratique des hautes études di Parigi, propose la prima definizione storico-religiosa della nozione di esoterismo[8] Secondo Faivre, il quale metodologicamente circoscrive la sua analisi all'ambito delle correnti moderne e contemporanee dell'Occidente, è esoterica ogni dottrina o forma di pensiero che si basi sui quattro principi seguenti:

  1. l'esistenza di una corrispondenza analogica tra macrocosmo e microcosmo (l'universo e l'essere umano sono l'uno il riflesso dell'altro);
  2. l'idea di una natura viva, animata;
  3. la nozione di esseri angelici (o comunque spirituali), di mediatori tra l'uomo e Dio, ovvero di una serie di livelli cosmici intermedi tra la materia e lo spirito puro;
  4. il principio della trasmutazione interiore.

A questi quattro principi fondamentali vanno aggiunti i due seguenti, considerati complementari:

5. la pratica della confluenza delle fonti dottrinali;
6. il principio della trasmissione iniziatica.

È evidente che a tali criteri corrispondono le maggiori espressioni di quello che comunemente viene chiamato "esoterismo occidentale", quali l'alchimia, la cabala, l'ermetismo, la teosofia.

Antoine Faivre ha inoltre osservato che mai è accaduto che un termine preciso come esoterismo ha iniziato a straripare da tutti i lati, così che con un giudizio condiviso da Karen-Claire Voss[9], si può affermare che l'esoterismo occidentale è costituito da "un vasto spettro di autori, tendenze, opere di filosofia, religione, arte, letteratura e musica ".[10]

Vari studiosi hanno sottolineato l'idea che l'esoterismo è un fenomeno relativo al solo mondo occidentale; come Faivre ha dichiarato, una "prospettiva empirica" porterebbe a sostenere che "l'esoterismo è un concetto occidentale". Studiosi come Faivre e Hanegraaff hanno sottolineato che non esiste una categoria, paragonabile, di "esoterismo orientale". Hanegraaff ha caratterizzato questi approcci come "visioni del mondo ed approcci alla conoscenza riconoscibili, per i loro tratti comuni, che hanno svolto un ruolo importante, anche se controverso, nella storia della cultura occidentale."

Lo storico delle religioni Henrik Bogdan ha affermato che l'esoterismo occidentale costituisce "un terzo pilastro della cultura occidentale" a fianco de "la fede dottrinale e razionale", considerata eretica dalla prima e irrazionale da parte della seconda. D'altra parte gli studiosi riconoscono che le varie tradizioni non occidentali hanno esercitato "una profonda influenza" sull'esoterismo occidentale, citando l'esempio di spicco della costituzione della Società Teosofica attraverso l'inclusione di concetti indù e buddisti nelle sue dottrine. Alla luce di queste influenze e data l'imprecisione del termine "occidentale", lo studioso di esoterismo Kennet Granholm ha sostenuto che gli accademici dovrebbero smettere di riferirsi all'"esoterismo occidentale" e dovrebbero usare il termine "esoterismo", come descrittore di questo fenomeno.

Vi è un ampio consenso tra gli studiosi su quali correnti di pensiero possono essere inserite all'interno della categoria dell'"esoterismo", che vanno dall'antico gnosticismo e ermetismo, attraverso i Rosacroce e la Kabbalah, e al fenomeno più recente del movimento New Age. Tuttavia "esoterismo" rimane un termine controverso, con studiosi in disaccordo su come dovrebbe essere definito.

La dimensione spirituale universale dell'esoterismo occidentale[modifica | modifica wikitesto]

L'esoterismo sviluppatosi all'interno della società occidentale ha pervaso varie forme della filosofia, la religione, la scienza, la pseudoscienza, l'arte, la letteratura e la musica, talora influenzando le idee e la cultura di massa.

La definizione di "esoterismo occidentale" è stata discussa da vari studiosi che hanno avanzato diverse proposte tra le quali si è affermata quella che identifica nell'esoterismo un complesso di dottrine segrete caratterizzate da quella che è stata definita come una "filosofia perenne"[11]

Una seconda prospettiva sostiene che si tratti di una visione "incantata" del mondo a fronte del crescente disincanto materialista, legato anche alla fede scientista.

Un terzo punto di vista, sostenuto da Wouter Hanegraaff, vede nell'"esoterismo occidentale" una categoria che comprende tutta la conoscenza nascosta e rifiutata dalla comunità scientifica e dall'ortodossia religiosa.

Le prime tradizioni classificabili come forme di esoterismo occidentale sono emerse nel Mediterraneo orientale durante la tarda antichità. Lì ermetismo, gnosticismo e neoplatonismo, si svilupparono come scuole di pensiero distinte, dalle correnti principali del cristianesimo.

Prima edizione del Corpus Hermeticum tradotta e pubblicata da Marsilio Ficino nel 1471

Nel Rinascimento, l'interesse verso molte di queste idee del periodo classico aumentò, diversi intellettuali cercarono di coniugare le filosofie "pagane" con la Cabala e filosofia cristiana, con la conseguenza di fare emergere movimenti esoterici come la teosofia cristiana.

Il XVII secolo ha visto lo sviluppo delle società iniziatiche le quali professavano la conoscenza esoterica come il Rosacrocianesimo e la Massoneria, mentre il secolo dei lumi del XVIII secolo ha portato allo sviluppo di nuove forme di pensiero esoterico. Il XIX secolo ha visto l'emergere di nuove tendenze di pensiero esoterico conosciute come occultismo. Gruppi di primo piano in questo secolo sono stati la Società Teosofica e la Golden Dawn, che hanno influenzato lo sviluppo di Thelema. Altri sviluppi all'interno di occultismo sono stati il neopaganesimo, che comprende movimenti religiosi come la Wicca. Le idee esoteriche hanno permeato la controcultura degli anni '60 e tendenze culturali più tarde dalle quali è emerso il movimento New Age negli anni '70.[12]

L'idea che questi movimenti potessero essere classificati insieme sotto il nome di "esoterismo occidentale" è stata ampiamente ignorata come soggetto di ricerca accademica che è stata sentita come esigenza solo negli ultimi anni del XX secolo ed è stata introdotta da studiosi come Frances Yates e Antoine Faivre.

Di conseguenza, questo uso del termine vede l'"esoterismo occidentale", solo come una variante di un "esoterismo" diffuso in tutto il mondo, che si trova al centro di tutte le religioni e culture del mondo, che rispecchia una realtà esoterica nascosta. Nel campo accademico degli studi religiosi coloro che studiano diverse religioni alla ricerca di una dimensione universale, interiore a tutte, appartengono ad una categoria particolare chiamata "religionists", questo nei paesi anglofoni.

Questa definizione accademica di esoterismo è stata fortemente influenzata dalle idee di diversi movimenti esoterici stessi, in particolare dalla Massoneria Martinista e Tradizionalista (Martinismo). È stato un termine in voga tra gli accademici francesi nel corso degli anni 80 del ventesimo secolo, che ha esercitato una forte influenza su accademici come Mircea Eliade, Henry Corbin, e sui primi lavori di Faivre. Tali idee "religionist" hanno anche esercitato un'influenza su studiosi più recenti come Nicholas Goodrick-Clarke e Arthur Versluis. Versluis per esempio ha definito l'"esoterismo occidentale" come "conoscenza spirituale interna e nascosta trasmessa attraverso correnti storiche dell'Europa occidentale, che a loro volta hanno fertilizzato il Nord America e altri contesti non-europei". Ha aggiunto che tutte queste correnti esoteriche occidentali condividono una caratteristica di base", una pretesa di gnosi, o di intuizione spirituale diretta nella cosmologia o nell'"insight" spirituale, e di conseguenza ha suggerito che queste correnti potrebbero essere indicate come "gnosticismo occidentale" così come "esoterismo occidentale". Ci sono vari problemi con questo approccio per la comprensione dell'esoterismo occidentale. Il più significativo è che esso assume il paradigma che esista davvero un "dimensione esoterica nascosta ed universale della realtà", che essa esista oggettivamente. L'esistenza di questa tradizione interiore universale non è stata scoperta attraverso l'indagine scientifica o accademica; questo aveva portato alcuni a sostenere che non esista, anche se Hanegraaff ha pensato meglio di adottare una visione basata su un'idea di "agnosticismo metodologico" dichiarando che "noi semplicemente non sappiamo - e non possiamo sapere" se esista veramente o no. Egli ha osservato che, anche se tale livello di realtà esistesse, esso sarebbe accessibile solo attraverso pratiche spirituali "esoteriche", e quindi non potrebbe essere scoperto o misurato con gli strumenti di ricerca "esoterici", accademici, della scienza.

Esoterismo come visione incantata del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Per alcuni l'esoterismo rappresenta un ritorno indietro a visioni del mondo "incantate", pre-cartesiane e precedenti al positivismo scientifico. Tuttavia proprio la crisi del positivismo scientifico, nei primi decenni del XX secolo, evidenzia come esistano ampi settori della realtà apparente che sfuggono all'indagine scientifica e strumentale. Tutti i campi nei quali si è voluto applicare un rigido approccio scientifico ed empirico, dalla psicanalisi freudiana fino alla fisica, dimostrano come sempre sia valido il detto socratico "io so di non sapere".

  1. "Corrispondenze": Questa è l'idea che ci sono sia corrispondenze reali e simbolici che esistono tra tutte le cose nell'universo. Macrocosmo e microcosmo, spesso presentato come il detto di "come sopra, così sotto", così come l'idea astrologico che le azioni dei pianeti hanno un'influenza relativa diretta sulla comportamento degli esseri umani
  2. "Natura Vivente": Il cosmo visto come organismo "vivente" esso stesso, complesso, plurale, gerarchico.
  3. "Immaginazione e Mediazione": Grande enfasi sull'immaginazione e la meditazione – rituali, immagini simboliche, mandala, entità spirituali – come strumenti per accedere a mondi e livelli di realtà realmente esistenti ed intermedi tra il mondo materiale e quello divino
  4. "Trasmutazione": Trasmutazione di se stessi per mezzo di opportune pratiche e rituali al fine di raggiungere la gnosi.
  5. "Concordia":Le concordanze del mondo visibile sono la prova di un principio unificatore che pervade tutte le religioni ed i credi.
  6. "Trasmissione": Trasmissibilità attraverso un processo di iniziazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Turchi, Enciclopedia italiana Treccani (1932) alla voce "esoterismo"
  2. ^ Jean-Paul Corsetti, Storia dell'esoterismo e delle scienze occulte, Gremese editore, 2003, pp.7-8
  3. ^ Jean-Paul Corsetti, op.cit. ibidem
  4. ^ J.Matter, Histoire critique du Gnosticisme et de son influence sur les sectes religieuses et philosophiques des six premiers siècles de l'Ère Chrétienne, ed. F.G. Levrault, 1828 p.175 e sgg.
  5. ^ Nell'opera Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56), dedicata all'analisi delle più diverse branche dell'esoterismo antico e moderno, che egli definì "Occultismo"
  6. ^ Enciclopedia Garzanti di Filosofia (1973) alla voce "Esoterismo"
  7. ^ Wouter J. Hanegraaff, Forme e correnti dell'esoterismo occidentale, Milano, Medusa 2008 pp. 125-144
  8. ^ Nella quinta edizione aggiornata (2012) del suo libro L’ésoterisme, (prima edizione 1992) Antoine Faivre scrive:

    « La première occurrence, jusqu’ici repérée, du substantif "ésotérisme", est en allemand (Esoterik) et date de 1792 (Cf. l’article de l’historienne Monika Neugebauer-Wölk, « Der Esoteriker und die Esoterik [...] », p. 217-231 in Aries. Journal for the Study of Western Esotericism, 10 : 1, 2010. Ainsi qu’elle l’explique, ce terme apparaît sous la plume de Johann Philipp Gabler, qui l’emploie dans son édition (1792) de la Urgeschichte de Johann Gottfried Eichhorn [NdR: J.G-Eichorn, Urgeschichte, edita con introduzione e note di Johann Philipp Gabler, 1791-1793 (tre volumi); il termine Esoterik si trova nel secondo tomo, prima parte, (Altdorf/Nürnberg: Monath und Kußler 1792), p. 327. Maggiori informazioni su questo autore in: Giuseppe D’Alessandro, L'Illuminismo dimenticato: Johann Gottfried Eichhorn (1752-1827) e il suo tempo, Napoli, Liguori, 2000.]) dans le contexte de débats portant sur les enseignements secrets des pythagoriciens, et sur la Franc-Maçonnerie. Puis on le trouve en français, peut-être pour la première fois, en 1828, sous la plume de Jacques Matter, dans son Histoire critique du gnosticisme et de son influence (comme l’a signalé l’historien Jean-Pierre Laurant en 1992. [NdR: J.P. Laurant, L’Ésotérisme chrétien en France au XIXe siècle, Lausanne, L’Âge d’Homme, 1992.]) »

  9. ^ R. van den Broek, Wouter J. Hanegraaff (eds.), Gnosis and Hermeticism from Antiquity to Modern Times, SUNY Press, 1998 p.147
  10. ^ Antoine Faivre, L'esoterismo occidentale. Metodi, temi, immagini, Morcelliana, 2012 passim
  11. ^ Il termine fu reso popolare da Aldous Huxley nel saggio La filosofia perenne. La tesi principale dell'opera è che, in ogni forma più o meno sviluppata di religione, si trovano correnti di pensiero puramente mistiche, che riconoscono una "Realtà divina consustanziale al mondo delle cose, delle vite e delle menti".
  12. ^ Giuseppe Gangi, Nozioni di esoterismo occidentale. Dall'antichità fino ai giorni nostri, Edizioni Clandestine, 2017 passim

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]