Massimo Scaligero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Massimo Scaligero

Massimo Scaligero, Nom de plume di Antonio Massimo Scabelloni (Veroli, 17 settembre 1906Roma, 26 gennaio 1980), è stato un esoterista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi agli studi umanistici, li integrò con una conoscenza logico-matematica e filosofica, e con una pratica empirica della fisica. Attraverso studi ed esperienze personali. immaginò di aver individuato le linee direttive di una realtà originaria del pensiero per dimostrare l'inanità discorsiva della dialettica.

Studioso di Rudolf Steiner, influenzato anche dalle idee di Julius Evola e del suo "idealismo magico"[1] e di Giovanni Gentile (in particolare da quest'ultimo per la distinzione fra "pensiero pensante" e "pensiero pensato" e per l'"idealismo attuale" gentiliano come "atto puro del pensiero che pensa"[2]), approdò attraverso lo Yoga e lo studio delle Dottrine Orientali ad una sintesi personale nella quale il pensare , l'"atto del pensare" e l'"Io" vengono posti come basi di una gnoseologia a carattere spiritualistico ed esoterico: attraverso tecniche interiori, l'esperienza del "pensiero vivente" diviene la base della percezione spirituale. L'"Io" dell'uomo, assunto come postulato metafisico, diviene l'asse dell'intuizione e della realizzazione spirituale stessa.

Il maestro di Scaligero era Julius Evola (1898-1974), una figura preminente del moderno esoterismo italiano. Lo incontrò per la prima volta nel 1930. Le analisi iniziali di Evola sull’insegnamento di Steiner sono state fortemente critiche, malgrado il mantenimento di buoni rapporti con alcuni antroposofi italiani. Fu Evola ad introdurre Scaligero a Colazza e all’antroposofia. Divenuto discepolo diretto di Giovanni Colazza, Scaligero fu fra i maggiori prosecutori delle idee di Rudolf Steiner in Italia e contribuì a far conoscere e diffondere l'Antroposofia.

Negli ultimi venti anni della sua vita teneva regolarmente riunioni presso una casa romana. I resoconti di questi incontri, che si sviluppavano su temi posti dalle domande dei presenti, sono pubblicati sulla rivista Graal (ed. Tilopa). Fra i suoi discepoli ed ammiratori vi furono anche PIno Rauti, Enzo Erra e Pio Filippani Ronconi.

Fu direttore della rivista di studi orientali East and West, organo dell'ISMEO (Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente), trimestrale in lingua inglese fondato da Giuseppe Tucci.

La sorella di Scaligero, Adelina, detta Luciana (1904-2000) sposo' Paolo M. Virio (pseudonimo di Paolo Marchetti, 1910-1969), dirigente di un "Ordine Essenico Occidentale" comprendente anche pratiche di magia sessuale[3][4], di cui aveva ricevuto la trasmissione dal conte Umberto Amedeo Alberti di Catenaia (“Erim”, 1879-1938).

Scaligero e il fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Scaligero iniziò a scrivere per la stampa fascista fin da giovane età. Molti dei suoi primi saggi apparvero nel 1931, salutando il fascismo come il portatore 'di quella spiritualità luminosa che é la principale caratteristica delle civiltà superiori'. Pubblicò in organi di stampa fascisti nel 1932 e 1933. I suoi primi articoli impiegano una terminologia esoterica, e l’argomento spirituale fu un elemento consistente in tutta la sua opera. Scaligero preconizzava una 'spiritualità fascista' in un articolo di prima pagina nel Regime Fascista nell’agosto 1938. Argomenti razziali appaiono nei suoi scritti fin dal 1935". "Scaligero enunciò la sua prospettiva esoterica in una prima opera magna, un libro del 1939 intitolato “La Razza di Roma”. La sua proposizione d’apertura si riferiva alla “nostra posizione razzista” come ad una specifica forma del razzismo italiano. Denunciando “il materialismo delle società democratiche”, Scaligero caratterizzava l’italiana come 'una razza destinata alla vittoria', con il regime fascista consolidante 'il razzismo in un senso vero e superiore'. Preoccupato di dimostrare le radici ariane della razza italiana, presentò un elaborato modello narrativo della teoria teosofica delle razze-radice, comprese le origini razziali iperboree, lo sviluppo e la caduta di Atlantide, ed un vasto panorama evolutivo in cui 'la razza ariana bianca' fondò la civilizzazione occidentale in tempi preistorici. I gruppi razziali nordici e mediterranei si fusero insieme nella razza di Roma migliaia di anni prima, sintetizzando i migliori tratti di quei gruppi. Gli antichi Romani rappresentavano l’armonizzazione delle due eredità razziali unite in un nobile impero. I popoli europei avevano riscoperto la loro primordiale unità ariana sotto la guida della Roma imperiale." Peter Staudenmaier, universitario che ha dedicato un importante studio ai rapporti fra nazismo, fascismo ed esoterismo, ha definito Massimo Scaligero una "figura ignominiosa" per la sua intensa attività di propaganda razzista ed antisemita al servizio del regime.[5] Collaborò con articoli alla rivista di regime La difesa della razza. Nella comunità ebraica di Roma, viene ricordato, insieme a Julius Evola, Giovanni Preziosi, Piero Pellicano, Alberto Luchini, fra gli intellettuali più attivi nella propaganda antisemita che porto' alla promulgazione delle leggi razziali nel 1938[6]

Scaligero, a proposito della sua partecipazione al fenomeno italiano del fascismo, scrisse nel suo libro autobiografico Dallo Yoga alla Rosacroce:

« Non politico, anzi apolitico per temperamento, tuttavia, giovanissimo, nel periodo fascista credetti poter immettere nella forma politica la mia visione del mondo: questo spiega la categoria in cui qualcuno ancora oggi tenta recludermi: categoria che io non rinnego per debito di lealtà e di verità, ma che non mi ha mai contenuto, né mi ha mai impedito di essere quello che realmente volevo. Tanto è vero che sono stato sempre un isolato, ospitato dalla stampa del tempo solo grazie alla validità etica degli argomenti che proponevo. Quello che ho scritto in quel periodo lo potrei ripubblicare oggi su qualsiasi giornale, di sinistra, di destra, o di centro, solo sostituendo alla parola «fascismo», per esempio, l'espressione «visione sociale», o «istanza morale». Se invece che in regime fascista mi fossi trovato in regime sovietico, il contenuto delle mie idee sarebbe stato identico: avrei soltanto dovuto trovargli un'altra forma. I miei scritti del tempo stanno lì a testimoniare che io volevo allora quello che voglio tuttora: sottolineare, come senso ultimo dei problemi, l'esigenza della reintegrazione dell'uomo. Soltanto una via morale può garantire una via sociale: solo l'individuo libero che rechi in sé la moralità come forza, o come una seconda natura, è garanzia della giusta gestione di un organismo sociale e del suo stato di diritto: questo è stato sempre il senso dell'aspetto « politico » dei miei scritti: un pensiero d'una semplicità da parere ingenuo, e tuttavia concreta chiave del problema.[7] »

Elementi del pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Elemento essenziale del contributo di Scaligero all'antroposofia è l'indicazione costante della "Via del pensiero" come attitudine teorica e pratica dello sviluppo della personalità che egli, nell'opera "Tecniche della concentrazione interiore" descrive così:

« L'uomo conosce e in qualche modo domina il mondo, mediante il pensiero. La contraddizione è che egli non conosce né domina il pensiero. Il pensiero permane un mistero a se stesso. La filosofia, la psicologia, traggono alimento da esso, ma, da quando esistono, non mostrano di aver afferrato il senso del suo movimento, il contenuto ultimo del processo logico, del quale si giovano per le loro strutture dialettiche. Ritengono che il pensiero sia la dialettica, coincida con la dialettica: nasca e finisca come dialettica. Ai fini del Sapere, l'oggettività esteriore sorge come sistema di valori nella coscienza umana, ma questa ignora di istituire il fondamento di quella e di determinare l'oggettività come concetto, prima della consapevolezza dialettica del concetto medesimo. Logicamente, l'uomo sa che cosa è un concetto, ma ignora che cosa esso sia come forza e come nasca e quale il suo potere di compimento nel reale: che è più che il suo apparire dialettico e logico: il potere medesimo della vita".[8] »

Scrisse decine di libri, nei quali la tematica del « pensare » e del pensiero vivente » occupano una parte preponderante. Il pensiero veicolato dall’organo cerebrale nello stato di coscienza ordinaria, viene chiamato “pensiero riflesso”, o “lunare”: questo è la sede ed il veicolo della dialettica, di quell’attività raziocinante che allontanerebbe l’uomo dallo Spirito, rendendolo schiavo dei due dèmoni Arimane e Lucifero, le due potenze infere che si ritrovano nelle teorie esoteriche di Steiner. Ma alla base ed al di là di quest’attività raziocinante vi sarebbe il “pensiero vivente”, una dimensione solare in cui l’Essere si manifesta in Idee viventi, veicolo dello Spirituale, in una trama “eterica” che sta alla base di quella “fisica”. Per alcuni particolari aspetti, la visione di Scaligero si apparenta alle teorie dello Yoga e del Vedanta. Ramana Maharshi, che il nostro ammirava, parla di un “mentale puro” (shuddha manas) come luce pura nel cervello; quando questo é contaminato da dei pensieri, esso si trasforma in mentale ordinario, impuro (malina manas). Anche la concezione della Luna come reggitrice dell'attività cerebrale, o “pensiero riflesso”, è in parte assimilabile a quella dello yoga: “Il mentale è comparabile alla Luna ed il Sé al Sole. Il mentale è utile in relazione alla luce che vi si riflette, cosa che permette di vedere gli oggetti. Quando il Sole si alza (la realizzazione del Sé) la Luna (il mentale) impallidisce e non serve più a nulla in pieno giorno” (Ramana Maharshi).

Il “Sé” trascendente degli orientali (Atman) è identificato da Massimo Scaligero con l'"Io", per via di un'esperienza ascetica condivisa con Rudolf Steiner sulla base della prassi indicata dal maestro austriaco : "Io" quale principio autocosciente, incarnato ma sovrasensibile, capace – se esperito – di far oltrepassare all’uomo i limiti della terrestrità e della natura (prakriti), rendendolo un “Iniziato” solare. Insieme all’idea dell’”Io” viene postulata la differenza fra Uomo orientale ed occidentale. Mentre nell’orientale l’esperienza dello spirito sarebbe più immediata e svincolata dal pensiero, nell’uomo occidentale la funzione dell’organo cerebrale e del “pensiero riflesso” sarebbero il punto di partenza di una rinnovata esperienza sovrasensibile. Come in Rudolf Steiner, riconoscimento della realtà di reincarnazione e karma (cfr. in particolare Reincarnazione e Karma e Lotta di Classe e Karma), dell'arcangelo Michele come principe del pensiero e del Cristo come salvatore, si realizzano, nell'opera di Scaligero, per via di una sintesi esoterica nient'affatto sincretistica ma originale, lontana dalle vie dell'esoterismo tradizionale. Proprio l’aver abbracciato le idee di Rudolf Steiner e dell’antroposofia fu il motivo dell’incomprensione e del progressivo distacco da Julius Evola. Quest’ultimo, infatti, così come René Guénon[9], considerava l’antroposofia come una dottrina spuria[10], sprovvista della necessaria regolarità tradizionale e per questo inefficace dal punto di vista dell’operatività iniziatica.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La Razza di Roma, (Mantero, Tivoli, 1939)
  • Niccoloso da Recco, navigatore atlantico (Milano, Editore Zucchi)
  • Iniziazione e Tradizione (Roma, Tilopa, 1956)
  • Avvento dell'uomo interiore. Lineamenti di una tecnica dell'esperienza sovrasensibile (Firenze, Sansoni, 1959)
  • Trattato del pensiero vivente. Una Via oltre le filosofie occidentali, oltre lo Yoga, oltre lo Zen (Milano, Feriani, 1961)
  • La Via della volontà solare. Fenomenologia dell'Uomo Interiore (Roma, Tilopa, 1962)
  • Dell'amore immortale (Roma, Tilopa, 1963)
  • Segreti dello spazio e del tempo (Roma, Tilopa, 1963)
  • La Luce. Introduzione all'Immaginazione Creatrice (Roma, Tilopa, 1964)
  • Il marxismo accusa il mondo (Roma, Tilopa, 1964)
  • Magia sacra. Una via per la reintegrazione dell'Uomo (Roma, Tilopa, 1966)
  • La logica contro l'uomo. Il mito della scienza e la Via del Pensiero (Roma, Tilopa, 1967)
  • Hegel, Marcuse, Mao. Marxismo o Rivoluzione? (Roma, Volpe, 1968)
  • Graal. Saggio sul Mistero del Sacro Amore (Roma, Perseo, 1969)
  • Rivoluzione. Discorso ai giovani (Roma, Perseo, 1969)
  • Lotta di classe e karma (Roma, Perseo, 1970)
  • Yoga, meditazione, magia (Roma, Teseo, 1971)
  • La tradizione solare (Roma, Teseo, 1971)
  • Dallo Yoga alla Rosacroce (Roma, Perseo, 1972)
  • Manuale pratico della meditazione (Roma, Teseo, 1973)
  • Il Logos e i nuovi misteri (Roma, Teseo, 1973)
  • Psicoterapia. Fondamenti Esoterici (Roma, Perseo, 1974)
  • Tecniche della concentrazione interiore (Roma, Edizioni Mediterranee, 1975)
  • Guarire con il pensiero (Roma, Edizioni Mediterranee, 1975)
  • Reincarnazione e karma (Roma, Edizioni Mediterranee, 1976)
  • L'uomo interiore. Lineamenti dell'Esperienza Sovrasensibile (Roma, Edizioni Mediterranee, 1976)
  • Meditazione e miracolo (Roma, Edizioni Mediterranee, 1977)
  • Il pensiero come antimateria (Roma, Perseo, 1978)
  • Kundalini d'occidente. Il centro umano della potenza (Roma, Edizioni Mediterranee, 1980)
  • Iside Sophia. La Dea ignota (Roma, Edizioni Mediterranee, 1980)
  • Zen e Logos (Roma, Tilopa, 1980)
  • Il sorriso degli Dei (Roma, Tilopa, 1986)
  • La pietra e la folgore (Roma, Tilopa, 1988)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Julius Evola, Teoria dell'Individuo assoluto, 1927
  2. ^ Giovanni Gentile, L'atto del pensare come atto puro (1912)
  3. ^ Ezio Albrile, ERMETICA ITALICA (PDF), in ARCHÆVS, XIV, Torino, 2010, pp. 1-20.
  4. ^ Umberto Alberti Di Catenaia, DE ARTE MAGNA SEXUALI.
  5. ^ Peter Staudenmaier, Between Occultism and Nazism: Anthroposophy and the Politics of Race in the Fascist Era", Aries Book, Brill, 2014
  6. ^ "La propaganda antisemita nel fascismo". Prospettive di ricerca di Manola Ida Venzo, cfr pag. 104 [1]
  7. ^ Massimo Scaligero: Dallo Yoga alla Rosacroce
  8. ^ Massimo Scaligero, Tecniche della concentrazione interiore (Roma, Edizioni Mediterranee, 1975)
  9. ^ René Guénon, Il Teosofismo, storia di una pseudoreligione, 1921
  10. ^ Julius Evola, Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo, 1932

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN79469678 · ISNI (EN0000 0000 5588 2152 · SBN IT\ICCU\CFIV\003390 · GND (DE122704304