Gnosticismo moderno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Lo gnosticismo moderno comprende una serie di autori e organizzazioni che a partire dal XIX secolo hanno ripreso alcune tematiche dello gnosticismo e gnosticismo cristiano antichi, specialmente dopo la seconda guerra mondiale.

Gnosticismo antico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gnosticismo, Gnosticismo cristiano e Dottrina gnostica.

Nello gnosticismo originale, dottrina eretica per quasi tutti i cristiani moderni da quando la Chiesa cattolica emise la scomunica al concilio di Nicea, il mondo è considerato corrotto o creato malvagio da un dio inferiore e imperfetto della materia, il Demiurgo, Primo Arconte o mezzo creatore, detto anche Yaldabaoth, Rex Mundi, Yahweh, da cui accuse di forte antigiudaismo, Hysteraa, ecc.[1]; il mondo spirituale e l'universo sono creati da un Dio superiore, l'Uno, che costituisce la persona del Padre del cristianesimo. Da esso procedono gli eoni, tra cui Cristo (il Figlio) e la sua sposa mistica (sizigia) Sophia (lo Spirito Santo), completando la Trinità cristiana di Dio; Sophia, secondo l'Apocrifo di Giovanni, avrebbe generato il Demiurgo da sola per errore ma avrebbe rimediato in parte, mandando il Serpente (o forse tramutandosi lei stessa come nella dottrina degli Ofiti) a liberare Adamo ed Eva dal Demiurgo che li teneva prigionieri nell'Eden, e in seguito soffrendo da sola e con Cristo (Gesù), ad esempio incarnandosi nella discepola Maria Maddalena.

Dopo la crocifissione e la risurrezione di Gesù (non intesa come espiazione come nella teologia di san Paolo rifiutata da molti gnostici, ma come un attacco del Demiurgo all'eone Cristo incarnato, reso vano e anzi propizio a liberare lo spirito dal corpo corruttibile; per molti altri Giuda Iscariota fu invece amico di Gesù nel dare la redenzione, dato che il demiurgo voleva impedire la Passione ma non ci riuscì grazie all'Iscariota, che venne così maledetto dal dio minore) e i suoi insegnamenti pubblici ed esoterici, gli uomini possono liberarsi dalla prigione terrena, e alla fine dei tempi Sophia distruggerà il Demiurgo per sempre, e il mondo sarà purificato, come narrato nel Sull'origine del mondo e accennato nella Prima e nella Seconda apocalisse di Giacomo. I vangeli gnostici (vangeli apocrifi), tra cui il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Tommaso, il Pistis Sophia, il Dialogo del Salvatore, e forse il Vangelo di Giuda (dove i discepoli pregano il demiurgo, a parte Giuda, e Gesù ride di loro), come altri codici di Nag Hammadi, supportano tali tesi. L'etica gnostica era molto diversificata secondo le scuole, dal libertinismo (Carpocrate), al ripudio del Decalogo (cainiti, al moderatismo (valentiniani), all'ascetismo (catari medievali e altri).[2] Echi gnostici si troverebbero nel canonico Vangelo di Giovanni, ad esempio nel richiamo al Logos e nell'immagine "principe di questo mondo".[3][4]

La rinascita gnostica nel pensiero e nella religione[modifica | modifica wikitesto]

Diversi pensatori del XIX secolo, come William Blake, Arthur Schopenhauer[5] (la cui opera è una sintesi di platonismo, kantismo, gnosticismo, buddhismo e induismo), Albert Pike e Madame Blavatsky, studiarono il pensiero gnostico e ne furono influenzati, apprezzandone come risolveva il problema del male senza venire meno al teismo, e moderatamente lo furono anche personaggi come Herman Melville, ma anche Charles Baudelaire, Barbey d'Aurevilly e Joris-Karl Huysmans in alcuni momenti, e W. B. Yeats[6]. Alcuni (es. Iwan Bloch) considerano il primo gnostico moderno, nonché misoteista il libertino ateo marchese de Sade[7], secondo Karl Vossler seguìto da autori romantici come Percy Shelley, Goethe, George Byron e Giacomo Leopardi (Demiurgo identificato con la Natura matrigna o il dio del male mazdeo Arimane).[8]

Jules Doinel "ripristinò" una Chiesa Gnostica in Francia nel 1890 e il 12 settembre 1893 durante un sinodo fu eletto Patriarca col nome di Valentino II, in omaggio a Valentino. Questa chiesa modificò la propria forma e il proprio nome sotto i vari successori, i più rilevanti dei quali furono Léonce Fabre des Essarts (Tau Synésius), Joanny Bricaud (Tau Jean II), e Déodat Roché (Tau Theodotos) e, sebbene piccola, è attiva ancora oggi.

Pensatori dei primi anni del XX secolo che studiarono approfonditamente lo gnosticismo e ne furono influenzati includono Carl Gustav Jung (estimatore dello gnosticismo), Eric Voegelin (oppositore), Rudolf Steiner e l'occultista Aleister Crowley, mentre anche scrittori e filosofi come Hermann Hesse, Gabriele D'Annunzio e Giovanni Pascoli (agnostici misticheggianti), oltre a Simone Weil[9] ne furono moderatamente influenzati. L'esoterista René Guénon (consacrato vescovo gnostico di Alessandria col nome di Tau Palingenius) fondò la rivista gnostica La Gnose nel 1909 (prima di attestarsi su posizioni più propriamente "perennialiste" e convertirsi all'Islam). Diverse organizzazioni thelemite si rifanno al pensiero di Crowley e si definiscono organizzazioni gnostiche, come la Ecclesia Gnostica Catholica e l'Ordo Templi Orientis.

La scoperta e la traduzione dei Codici di Nag Hammadi dopo il 1945 ebbe un notevole impatto sullo gnosticismo del secondo dopoguerra. Pensatori pesantemente influenzati dallo Gnosticismo in questo periodo includono Hans Jonas, Philip K. Dick e Harold Bloom, con Albert Camus e Allen Ginsberg che ne furono moderatamente influenzati[6]. Altri pensatori e scrittori influenzati dallo gnosticismo furono Emil Cioran, Guido Ceronetti[10] e secondo alcuni, anche lo scrittore cattolico, autore de Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien (nel Silmarillion e nei racconti postumi, con Eru Iluvatar come Uno e Melkor come parziale Demiurgo).[11]

Anche dopo la seconda guerra mondiale nacquero o furono rivitalizzate una serie di organizzazioni e chiese che si ritenevano e si ritengono tutt'oggi gnostiche, incluse la Society of Novus Spiritus, l'Ecclesia Gnostica, la Thomasine Church, la Apostolic Johannite Church, la Alexandrian Gnostic Church, il North American College of Gnostic Bishops e il World Gnostic Movement di Samael Aun Weor. Celia Green ha scritto sul cristianesimo gnostico in relazione alla propria filosofia[12].

Ci sono anche delle Chiese e Organizzazioni Gnostiche nel Regno Unito dovute alla popolarità delle Scritture Gnostiche in seguito al successo del Codice Da Vinci di Dan Brown[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Equivalente alle caratteristiche di Satana/Lucifero della tradizione cristiana, presente nel Nuovo Testamento, non contando le apparizioni nel Vecchio, dove l'appellativo è visto come quello di un demonio servitore del Dio ebraico-Demiurgo, come nel Libro di Giobbe
  2. ^ Karen L. King, What is Gnosticism?, Belknap Press, 2003, ISBN 978-0-674-01762-7.
  3. ^ Si veda l'apprezzamento di Eracleone, riportato in Origene, Commento al Vangelo di Giovanni o Ireneo, Contro le eresie, traduzione italiana, Milano, Bompiani, 2012; su Origene cfr. anche: Origenismo e Apocatastasi.
  4. ^ René Guenon (Tau Palingenesis), IL DEMIURGO – DALL'UNITÀ ALLA DUALITÀ, riportato su RigenerAzione Evola
  5. ^ Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Vol. II, Ch. XLVIII
  6. ^ a b Smith, Richard. "The Modern Relevance of Gnosticism" in The Nag Hammadi Library, 1990 ISBN 0-06-066935-7
  7. ^ Iwan Bloch, Marquis De Sade: His Life and Works (ediz. usata 2002), p. 216.
  8. ^ K. Vossler - R. Bacchelli, Nel centenario di G. Leopardi, Cedam, Padova, 1937, pp. 8 e sgg.
  9. ^ Augusto Del Noce, introduzione a S. Weil, L'amore di Dio, p. 14.
  10. ^ Guido Ceronetti, l’ultimo bardo gnostico che cantava il dolore per la bellezza perduta
  11. ^ Ambra Guerrucci, Federico Bellini, Il fuoco segreto di Gandalf. Lo gnosticismo di J. R. R. Tolkien, Risveglio Edizioni, 2015
  12. ^ Green, Celia (1981, 2006). Advice to Clever Children. Oxford: Oxford Forum. Ch.s XXXV-XXXVII
  13. ^ Cf. Gnostic Christian Society of Shakerley

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Wouter J. Hanegraaff, Dictionary of Gnosis and Western Esotericism, Brill, 2006.
  • Giacomo Maria Arrigo, "Politiche rivoluzionarie e gnosticismo: uno sguardo filosofico-politico”, in Trópos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica, n. 2 (2018). ISSN 2036-542X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cristianesimo Portale Cristianesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cristianesimo