Corpus hermeticum

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Corpus Hermeticum
Corpus Hermeticum 1643.gif
Frontespizio di un'edizione del 1643
Autore AAVV
1ª ed. originale 1050 circa
Genere saggio
Sottogenere esoterico
Lingua originale latino
Rappresentazione di Ermete Trismegisto, pavimento cattedrale di Siena (sec. XV).

Il Corpus hermeticum è una collezione di scritti dell'antichità che rappresentò la fonte di ispirazione del pensiero ermetico e neoplatonico rinascimentale.

All'epoca il Corpus era attribuito all'antichità egizia ed era ritenuto addirittura precedente a Mosè, come opera di Ermete Trismegisto ("tre volte grandissimo Ermes"), la cui rivelazione religiosa si riteneva vi fosse in qualche modo contenuta. Marsilio Ficino indicava Orfeo, Pitagora e Platone come i più tardi rappresentanti della sapienza antica contenuta nel Corpus.

Il testo come lo conosciamo oggi, si pensa che risalga al 1050 circa, periodo in cui fu raccolto e collazionato da Michele Psello, eminente studioso bizantino, insegnante di filosofia, storico, teologo e funzionario statale. Psello rimosse probabilmente elementi strettamente magici e alchemici, rendendo il Corpus più accettabile per la Chiesa ortodossa.

L'esistenza del testo venne probabilmente resa nota in occidente, insieme a quella di altri testi antichi ancora sconosciuti o andati perduti come il Timeo di Platone, in occasione del concilio che avrebbe dovuto sanare lo scisma d'Oriente, tenutosi nella Firenze di Cosimo de' Medici nel 1438. L'imperatore Giovanni VIII Paleologo e il patriarca di Costantinopoli Gennadio II arrivarono infatti in Italia con un seguito di 650 fra studiosi, eruditi ed ecclesiastici.

Nel 1460, Cosimo riuscì ad avere la copia originale appartenuta a Michele Psello, risalente all'XI secolo, attraverso il monaco italiano Leonardo da Pistoia che l'aveva scoperta poco tempo prima in Macedonia. Cosimo ordinò a Marsilio Ficino di interrompere subito la traduzione di un libro di Platone per concentrarsi sul Corpus. Ficino completò il suo lavoro nell'aprile del 1463 e ebbe come compenso una villa a Careggi.

Il corpus è diviso in due parti:

  • "Pimander" - tradotto solo nel 1463 da Marsilio Ficino consta di quattordici libri e tratta della creazione.
  • "Asclepius" - già circolante in epoca medievale nella versione attribuita a Apuleio di Madaura, è un trattato di magia talismanica nel quale si espongono le pratiche dei sacerdoti egizi volte all'animazione di statue, tramite l'interazione con forze sovrannaturali.

Successivamente Isaac Casaubon (1559-1614), nel "De rebus sacris et ecclesiasticis" (1614) argomentò la posteriorità della redazione rispetto a quanto allora ritenuto, datandola in epoca tardo ellenistica e mettendo in dubbio la reale esistenza storica del suo autore. La datazione di Casaubon è stata generalmente accettata nei secoli successivi.

Rimane tuttavia discusso il problema se i contenuti del Corpus hermeticum siano coevi alla sua redazione, o risalgano a tempi anteriori e di quanto, nel quadro del dibattito sull'importanza dell'influsso egiziano sulla Grecia: Martin Bernal, nel suo libro Atena nera, ha contestato i risultati di Casaubon, riaffermando l'origine egiziana del: Corpus hermeticum.

"Questo [Hermes] superava in acume ed erudizione tutti i filosofi che lo avevano preceduto. Come sacerdote ha anche posto le basi per una vita santa, superando nel culto del divino tutti gli altri sacerdoti. Infine, ha assunto la regalità e oscurato, con la sua legislazione, le azioni e la gloria dei più grandi re. Pertanto, è stato giustamente chiamato il tre volte grande. Come il primo dei filosofi rivolse le scienze naturali e la matematica verso la conoscenza del divino. Fu il primo a discutere saggiamente in merito alla gloria di Dio, l'ordine dei demoni e le trasformazioni dell'anima. Per questo è chiamato il primo teologo. Gli successe Orfeo, che occupa il secondo posto nella teologia originale. Nei misteri di Orfeo fu poi iniziato Aglaofemo a cui segui Pitagora, quindi a seguire ancora Filolao, il maestro del nostro divino Platone. Pertanto, vi è una dottrina unitaria della teologia originale, che è cresciuta in modo mirabile grazie all’opera questi sei teologi, a partire da Mercurio e ultimata dal divino Platone ".

– Ficino 1493,

Struttura dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Il Corpus Hermeticum contiene trattati in forma di lettera, dialogo e in di forma di sermone. Essi includono le influenze di misteri egizi e orfici, le idee neoplatoniche della reincarnazione, l'estasi, la pulizia, l'unione sacrificale e mistica con Dio. È diviso tradizionalmente in 18 trattati come segue:

Nr. Titolo (italiano) Titolo (latino)
I. Pimandro Pimander
II. Sermone universale di Ermete ad Asclepio Mercurii ad Aesculapium sermo universalis
III. Discorso sacro di Ermete Mercurii sermo sacer
IV. Discorso di Ermete a Tat il cratere o la monade Mercurii ad Tatium crater sive monas
V. Discorso di Ermete al figlio Tat. Dio è invisibile e perfettamente visibile al tempo stesso Mercurii Ad tatium Filium suum. Quod deus Latens simul ac patens est.
VI. Il bene esiste solo in Dio e in nessun altro luogo Quod in solo deo bonum est alibi vero nequaquam
VII. Il male più grande fra gli uomini è l'ignoranza su Dio Quod summum malum hominibus ignorare deum
VIII. Nessuno degli esseri perisce, ma sbaglia chi definisce i mutamenti come distruzione e morte Nihil eorum Quae sunt interitus sed mutationes: Decepti Homines interitum nominant
IX. Intorno alla conoscenza intellettiva e alla sensazione
X. Discorso di Ermete Trismegisto: la chiave Mercurii Trismegisti clavis ad Tatium
XI. L'intelletto a Ermete Mens ad mercurium
XII. Discorso di Ermete Trismegisto a Tat sull'intelletto comune Mercurii ad Tatium de communi
XIII. Discorso segreto di Ermete Trismegisto al figlio Tat, sulla rigenerazione e sulla regola del silenzio Mercurii ad tatium Filium suum de generatione & impositione silentii
XIV. Lettera di Ermete ad Asclepio con l'augurio di essere saggio Mercurii ad Aesculapium
XV. Lettera di Ermete ad Asclepio
XVI. Definizioni di Asclepio sul re Ammone
XVII. Frammento di un discorso di Asclepio al re
XVIII. Encomio dei re

La colonna di destra contiene i titoli utilizzati da Ficino nella sua traduzione latina per i singoli trattiati. Il titolo latino per i trattati dal XV al XVIII risulta mancante perché nelle attuali opere di Ficino sono contenuti solo quelli dal I al XIV.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ermete Trismegisto Corpo ermetico e Asclepio' SE edizioni, Milano, 2006
  • Baigent, Michael e Leigh, Richard L'elisir e la pietra, Milano, 1998
  • Caterina Marrone, I geroglifici fantastici di Athanasius Kircher, Viterbo: Stampa Alternativa & Graffiti, 2002, p. 160 ISBN 88-7226-653-X
  • André-Jean Festugière, La Révélation d’Hermès Trismégiste, Paris, Les Belles Lettres, 1944-1954 (4 volumes) ; réimpr. en 1 vol., Paris, Les Belles Lettres, 2006, 1700 p.

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