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Alambicco

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Illustrazione di alambicchi pubblicata nel numero del 1740 de gli Acta Eruditorum relativa ad una parte dell'articolo Commentarii Academiae scientiarum imperialis Petropolitanae
Distillation by Alembic.PNG

L'alambicco è un apparecchio di distillazione consistente in una caldaia collegata, mediante un tubo, ad una serpentina di raffreddamento, al fondo del quale si raccoglie il distillato.[1]

I siciliani lo perfezionarono e tra il 1500 ed il 1600 alchimisti e monaci si dedicarono alla produzione più disparata di unguenti, oli essenziali ed infine liquidi alcolici. È stato usato per produrre profumi, medicine, acqua da iniezione per uso farmaceutico, in generale per separare e purificare diversi prodotti chimici e per la produzione di bevande alcoliche distillate.

Alambicco in rame

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'arabo أنْبِيق (al-’ambiq, distillare), e dal greco αμβιξ (ambix, tazza), attraverso il latino medievale alembicus ed il francese antico alambic.

Tipi di alambicco[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due tipi di alambicchi: quelli a ciclo continuo e quelli a ciclo frazionato. Come è comprensibile dal nome hanno come caratteristica principale la continuità o la discontinuità del processo di distillazione. A loro volta gli alambicchi a ciclo frazionato vengono classificati anche per come la massa da distillare sta a contatto con la fonte di calore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rolla, p. 288-289

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Rolla, Chimica e mineralogia. Per le Scuole superiori, 29ª ed., Dante Alighieri, 1987.
  • Ester Piedipalumbo, Uno strano alambicco, 9ª ed., PDP, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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