The Fletcher Memorial Home
| The Fletcher Memorial Home | ||
|---|---|---|
| Artista | Pink Floyd | |
| Autore/i | Waters | |
| Genere | Rock progressivo Rock psichedelico |
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| Pubblicazione | ||
| Incisione | The Final Cut | |
| Data | 1983 | |
| Etichetta | Harvest Record (Regno Unito) | |
| Durata | 4:12 | |
| The Final Cut – tracce | ||
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| Get You Filthy Hands Off My Desert | Southampton Dock | |
The Fletcher Memorial Home è una canzone dei Pink Floyd, composta da Roger Waters per l'album The Final Cut pubblicato nel 1983. È stata eseguita live per la prima volta dal solo Waters nel 2006.
La canzone, così come altre nell'album a cui appartiene, è stata registrata in olofonia[1]; compare, inoltre, nel greatest hits: Echoes: The Best of Pink Floyd uscito nel 2001.[2][3]
Il pezzo ricalca, sotto molti aspetti (sia nel testo che nell'arrangiamento), lo stile del precedente The Wall[4]. Degno di nota è l'assolo di chitarra di David Gilmour.[5]
Testo e significato [modifica]
Come tutto l'album a cui questa traccia appartiene, il brano tratta il tema dell'incapacità dei potenti della Terra, incapaci di prendere decisioni valide per il bene dell'umanità.[6]
Il testo[7] cita per nome molti personaggi politici (in ordine cronologico: Ronald Reagan, Alexander Haig, Menachem Begin, Margaret Thatcher, Ian Paisley, Leonid Brezhnev, Joseph McCarthy, Richard Nixon) che svolsero la loro attività nel periodo della guerra fredda (1945-1990), definendoli "coloniali dissipatori di vita" (colonial wasters of life) ed etichettandoli come "bambini troppo cresciuti" (overgrown infants) e "tiranni incurabili" (incurable tyrants), ritenendoli incapaci di comprendere qualsiasi cosa al di fuori della violenza o del loro volto in bella vista su un televisore. Waters, provocatoriamente afferma che tali personaggi prendono la guerra come un gioco: And amuse themselves playing games for a while / Boom boom, bang bang lie down you're dead (E per un po' si divertiranno a giocare: Bum, bum, bang, bang, cadi sei morto).
Dopo la strofa Mr. Brezhnev and party si sente in sottofondo una voce narrante recitare in italiano la frase «Scusi, dov'è il bar?»[7]. La stessa frase viene urlata da Waters in un altro brano del disco, Not Now John[8] seguita da «Se para collo pou eine toe bar» e «S'il vous plait ou est le bar?» rispettivamente in greco moderno[9][10] e francese (tutte le frasi vengono pronunciate con un forte accento britannico). Nel primo caso forse un riferimento alla località di Anzio, dove morì in guerra il padre di Roger Waters.[11]
La casa viene intitolata da Waters al nome di suo padre, Eric Fletcher Waters, deceduto ad Anzio nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale.[8]
Formazione[8] [modifica]
- Roger Waters: voce, basso
- David Gilmour: chitarra solista
- Nick Mason: batteria
con in aggiunta:
Note [modifica]
- ^ Discografia & Recensione
- ^ Pink Floyd on Line
- ^ Pink Floyd Sound
- ^ Recensione di The Final Cut
- ^ L'assolo è considerato da Mark Blake, critico musicale, alla pari di quelli presenti nel precedente The Wall. Cfr. Mark Blake, Comfortably Numb — The Inside Story of Pink Floyd, Da Capo Press, 2008
- ^ Songfacts
- ^ a b Pink Floyd Lyrics
- ^ a b c Booklet dell'album
- ^ La dicitura corretta sarebbe "Se parakalo, pou einai to bar?" (σε παρακαλο, πού είναι το μπαρ?, pronunciato Se parakalò pù ìne to bar?) che significa appunto "Per favore, dov'è il bar?"
- ^ Google Translate
- ^ Notizie su Eric Fletcher Waters
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