S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa
S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa è un film commedia del 1994, diretto dal regista Carlo Vanzina.
La sceneggiatura è basata sulla trasposizione delle vicende di mani pulite nell'età della Roma antica, nel tentativo semiserio di dimostrare che l'allegra gestione della cosa pubblica ha subito ben poche mutazioni negli ultimi due millenni.
La critica è stata decisamente positiva nei confronti del film, ma generalmente rimproverando al regista l'impiego di Leslie Nielsen, poco convincente nei panni dell'antico romano, e la mediocre riuscita della satira politica e di costume, rispetto al potenziale che il soggetto offriva.[1][2]
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Introduzione
71 a.C.: il corrotto senatore Cesare Atticus (Christian De Sica), in vacanza al mare con l'amante Ottavia (Gabriella Labate), che mantiene dopo essere a sua volta mantenuto dalla moglie Cornelia (Nadia Rinaldi), richiamato a Roma dal capo del suo partito, il senatore Lucio Cinico (Leslie Nielsen), si scontra con la sua biga sulla via Appia col carro del magistrato Antonio Servilio (Massimo Boldi) che si stava trasferendo a Roma da Mediolanum, causando una lite tra i due. Come se non bastasse, poco dopo Servilio scopre che l'appartamento che deve prendere in affitto, per giunta in nero, è di proprietà dello stesso Atticus. I due si scontrano nuovamente qualche giorno dopo sugli spalti del Colosseo nel corso della partita di Coppa dell'Impero tra Roma e Mediolanum, circostanza che fa aumentare l'odio tra i due.
[modifica] La confessione di Ottavia
Intanto Atticus, stanco delle pretese di Ottavia, liquida l'amante sostituendola con la modella egiziana Iside a cui darà pure la casa occupata dall'ex amante, che per vendicarsi spiffererà a Servilio alcuni segreti di Atticus che potrebbero farlo finire nei guai. Grazie alle informazioni ricevute Servilio si presenta con un mandato di comparizione a casa di Atticus. Quest'ultimo, messo con le spalle al muro, cerca in ogni modo, ma senza successo, di corrompere l'irreprensibile giudice, arrivando pure ad usare il fatto che tra sua figlio Alessio e Claudia, la figlia di Servilio, sta nascendo qualcosa, senza però smuovere Servilio che inoltre vieta alla figlia di frequentare Alessio.
[modifica] Poppea
Per evitare la galera, Atticus si rivolge a Cinico, che gli consiglia di screditare Servilio. Così, dopo essersi accordato con un gestore di un bordello, assolda la prostituta Poppea (Anna Falchi), per adescare Servilio: il piano riesce e Servilio finisce per accettare l'invito a cena a casa di Poppea, che crede una nobile vedova, non sapendo di finire in un bordello dove verrà colto in flagrante da Atticus e dal procuratore capo, che dopo essersi scusato con Atticus sbatterà il povero Servilio in Sicilia.
[modifica] Il ritorno a Roma
Confinato in Sicilia, per Antonio ogni ambizione sembra perduta, finché un giorno assiste inaspettatamente ad una lite tra un contadino e i picciotti di Don Varrone (Luigi Maria Burruano), governatore dell'isola, per la riscossione di alcuni tributi; insospettito Servilio chiede spiegazioni, ricevendo un omertoso silenzio come riposta, ma Leoluca, il figlio del contadino, stanco dei soprusi decide di parlare: la sua denuncia permette ad Antonio di ottenere la confessione di Varrone, che indicherà Atticus come responsabile di tutto e permetterà a Servilio di tornare a Roma con nuove e più solide accuse verso il suo nemico.
[modifica] L'alleanza tra Servilio e Atticus
Con il "problema" Servilio da risolvere nuovamente, stavolta Atticus viene consigliato da Cinico ad una risoluzione definitiva: uccidere o far uccidere il suo accusatore. Atticus, seppur restio, decide di seguire pure quest'ultimo consiglio, ma dopo aver gettato dei serpenti, che gli aveva dato Iside, nell'ufficio di Antonio, lo salverà da essi, anche perché scoprirà che nell'ufficio con il giudice c'è il figlio Alessio venuto a chiedere ad Antonio di poter frequentare Claudia. Pentitosi delle sue malefatte, Cesare accetta di allearsi con Antonio per incastrare il vero responsabile di tutto, cioè Cinico. Dopo aver messo fuori causa le due fidate cuoche di Cinico, Antonio e Cesare si fanno assumere come cuoche, sotto il falso nome di Lella e Nella, ed entrate così a casa di Cinico. Riusciranno ad impossessarsi del libro su cui il senatore tiene la contabilità in nero e a portarlo, dopo un inseguimento con Cinico, al procuratore capo.
[modifica] Epilogo
Al processo, durante il quale Cesare confessa tutto, Antonio chiede per Atticus l'assoluzione a patto di restituire quanto sottratto allo stato, e la condanna per Cinico; ma il senatore, grazie ad un'arringa assai persuasiva, convince i giurati che il tutto è servito per il bene di Roma, facendo condannare sia Cesare che Antonio ai lavori forzati. Come se non bastasse i due finiscono per prendere parte alla rivolta di Spartaco venendo crocifissi sulla via Appia dove si erano scontrati la prima volta. Sulla croce, Antonio spera che ci possa essere in futuro un mondo migliore senza corruzione; la scena però si sposta 2000 anni dopo dove puntualmente si ripete lo scontro tra i loro eredi.
[modifica] Riferimenti all'attualità
I numerosi riferimenti all'attualità contenuti nel film conferiscono a S.P.Q.R. 2000 e ½ anni fa un improbabile elemento comico. I riferimenti "contemporanei" nella pellicola sono tantissimi:
- Il direttore dell'agenzia immobiliare di Roma, che tira un "bidone" al giudice Servilio, si chiama Lucio Sola (la sòla, nel dialetto romanesco, indica la fregatura)
- Lo stilista più alla moda si chiama Versacius (parodia di Gianni Versace)
- Il ristorante dove il senatore Atticus e la moglie vanno volentieri a cena si chiama Matricianus
- La moglie tradita di Atticus si chiama Cornelia (chiaro riferimento alle corna)
- La squadra di calcio di Mediolanum ha come colori sociali il rosso e il nero, esattamente come il Milan
- L'arbitro della partita Roma-Mediolanum ricorda molto Pierluigi Collina
- Il capo-ultras del Mediolanum si chiama Silvio, così come Berlusconi
- Il comportamento del governatore siciliano Varrone e dei suoi sgherri è in perfetto stile mafioso; il ragazzo che si ribella a loro si chiama Leoluca così come Leoluca Orlando
- La figura del giudice Antonio Servilio, giudice incorruttibile invero un po' imbranato venuto dal Nord per far pulizia a Roma, ricorda molto quella di Antonio Di Pietro (non a caso i due hanno lo stesso nome)
- Quando si pente, il senatore Atticus riprende il comportamento di Mario Chiesa mentre i discorsi che Cinicus pronuncia in sua difesa hanno più di una convergenza con quelli di Craxi
- Quando Antonio si ritrova nella gabbia della tigre si domanda se non sia su Scherzi a parte. Il riferimento probabilmente è allo scherzo realmente fatto l'anno prima a Leo Gullotta, quando l'attore fu messo faccia a faccia con una tigre fuori dalla porta del suo garage.
- La ribellione di Spartaco contro "Roma ladrona" assume i connotati delle proteste anti-sistema della Lega Nord degli inizi.
[modifica] Dopo il successo
In seguito al grande successo ottenuto dal film del 1994 venne realizzata nel 1998 la serie televisiva S.P.Q.R., anch'essa molto ben accolta dal pubblico, con Antonello Fassari e Nino Frassica.
[modifica] Note
- ^ Roberto Chiti, Roberto Poppi, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano,Guaraldi, Rimini, 2009 Vol.6º, pag.223
- ^ Il Davinotti
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa dell'Internet Movie Database
- Scheda su S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa della Rivista del Cinematografo
- Scheda su S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa di MYmovies
- Trailer del film su YouTube
|
|