Tennistavolo

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Tennistavolo: racchetta e pallina.

Il tennistavolo[1][2][3][4] (o tennis tavolo[4], o tennis da tavolo), noto soprattutto col nome popolare di ping-pong, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed una specialità olimpica.

Può essere svolto a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all'aperto.

Per la pratica agonistica sono necessari luoghi attrezzati e spaziosi al chiuso. Richiede, inoltre, un'opportuna preparazione psico-fisica a causa delle sollecitazioni, sia fisiche che di concentrazione mentale, espresse nei brevi tempi di ogni scambio.

Per questo l'atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi oltre ad una certa sensibilità nel tocco.

Dagli appassionati viene spesso detto che "il tennis tavolo è giocare a scacchi correndo i cento metri". Questa affermazione testimonia che l'elevata dose di concentrazione richiesta dal gioco va abbinata ad una fulminea velocità di movimento.

Indice

Storia [modifica]

Gioco del Ping-pong commercializzato dai Fratelli Parker

Il tennis da tavolo trae origine, come il tennis (dal francese "tenez"), dall'antico gioco conosciuto come Jeu de Paume o pallacorda, divenuto poi popolarissimo dal 1880 in Francia, Inghilterra e Stati Uniti come Lawn Tennis (tennis da prato). Come molti altri sport, il tennis tavolo è nato prima come gioco di svago. Con l'impossibilità di giocare il tennis all'aperto nei periodi invernali per la mancanza di strutture al coperto, in Inghilterra durante gli ultimi 20 anni del diciannovesimo secolo si sviluppò la moda di un tennis "casalingo" che veniva giocato dopo cena all'interno dei famosi circoli dell'alta società con materiali ed attrezzature improvvisate.

I fabbricanti di giochi dell'epoca capirono l'importanza commerciale che si stava sviluppando e formularono svariate e fantasiose idee per riprodurre al meglio il gioco del tennis da praticare al coperto, molti furono gli esperimenti per produrre dei kit "casalinghi" poi finalmente ultimati.

Nel 1884 si incontra per la prima volta il termine "tennis tavolo" in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres.

Il primo set da tennis indoor somigliante al tennis tavolo moderno venne costruito da un certo David Foster, brevettato in Inghilterra nel 1890 e conteneva: un grande panno verde da stendere su un tavolo con disegnate le righe di un campo da tennis, due mini racchette con accordatura, una pallina di gomma di 30 mm ricoperta da stoffa, un recinto di legno da adagiare sul tavolo per delimitare l'area di gioco, una retina in mezzo al tavolo alta solo circa 10 cm con ai lati due grandi reti laterali onde evitare che la pallina uscisse dall'area durante il gioco.

Un anno dopo nel 1891 una famosa azienda produttrice di giochi Jaques of London di John Jaques ha lanciato sul mercato il suo GOSSIMA game. John Jaques ideò due nuove racchette somiglianti a dei tamburelli, la pallina era in sughero ricoperta di stoffa ed aveva una circonferenza di 50 mm, la rete era alta ben 30 cm.

Purtroppo nessuno dei giochi costruiti fino a quel momento risultava valido e facilmente giocabile, la causa principale erano le palline, quella di gomma aveva un rimbalzo imprevedibile ed incontrollabile mentre quella in sughero non rimbalzava sufficientemente, cosicché il progetto fu momentaneamente accantonato fino al 1900. In quell'anno con l'avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, lo stesso John Jaques rinnovò il suo vecchio gioco Gossima-Game cambiandole nome in PING PONG termine onomatopeico derivato dal suono emesso dal rimbalzo delle palline in celluloide.

Il nuovo gioco così concepito ebbe uno straordinario successo diventando in breve tempo popolarissimo in tutto il mondo con nomi diversi ed originali, nei primi del novecento potevate giocare a: Ping Pong o Gossima, Table Tennis, Whiff Waff, Parlour Tennis, Indoor Tennis, Pom-Pom, Pim-Pam, Netto, Royal Game, Tennis de Salon e molti altri.

Tra tutti questi giochi prevalsero il PING PONG e il TABLE TENNIS non senza problemi però, in quanto furono formate due singole associazioni che avevano instaurato delle regole di gioco differenti.

Il PING PONG nel 1900 era divenuto un marchio registrato dai fratelli Hamley insieme a John Jaques, gli stessi quindi s'imposero facendo rispettate tutte le regole ed attrezzature fondamentali del loro gioco anche dai fratelli Parker negli Stati Uniti i quali acquistarono i diritti del marchio per la commercializzazione oltre oceano.

I due termini convivono ancora oggi ed infatti, anche se il termine corretto è tennistavolista, spesso il giocatore è chiamato pongista.

Alla conclusione dell'Ottocento cambia radicalmente anche l'attrezzo usato per colpire la pallina, che assomigliava più ad un tamburello, con la nascita delle moderna racchetta in legno. Successivamente ancora apparvero i primi rivestimenti alle superfici, in legno con sughero o tela gommata[5].

Nel 1951 si ebbe una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l'introduzione delle coperture cosiddette "sandwich" che, migliorando le prerogative dinamiche del gioco, ampliarono moltissimo la sua popolarità e il numero di praticanti a tutti i livelli.

In Asia il tennis tavolo[6] sembra si sia diffuso alla fine del XIX secolo, prima in Cina e successivamente in Giappone e in Corea. Nacque in Asia una grande scuola, con uno stile di impugnare la racchetta detto "a penna" perché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura. Lo stile di gioco che ne consegue è la principale diversità tra le scuole d'Occidente e d'Oriente. Tranne rare eccezioni, i Campionati Mondiali di tennis tavolo sono sempre stati vinti da atleti asiatici.

In Europa, nel 1926 nacque la prima federazione internazionale di Tennis tavolo, la I.T.T.F., grazie alle doti organizzative del tedesco George Lehmann. Nello stesso anno a Londra fu disputato il primo Campionato Mondiale cui parteciparono gli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; grazie alla presenza di atleti asiatici, l'incontro si poté definire "mondiale". Le più importanti scuole europee sono ora in Germania, Svezia e Francia, seguite dalle nazioni dell'est quali Russia, Ungheria e Romania.

In Italia il Tennis tavolo si costituì come disciplina sportiva e apparato organizzativo, nel 1960 quando si svolse la prima Assemblea Generale. In seguito, nel 1979, il CONI riconobbe formalmente la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) al pari di federazioni sportive più popolari.

Oggi il Tennis tavolo è uno degli sport più popolari al mondo, ogni anno più di dieci milioni di giocatori partecipano a tornei. Il numero dei giocatori iscritti a federazioni nazionali è stimato in venticinque milioni in tutto il mondo, consacrandolo come il 6° sport di rango mondiale.

Le nazioni al mondo con il maggior numero di iscritti alle proprie Federazioni, oggi sono: Cina 10.000.000 (1° sport nazionale), Ex-URSS 3.000.000, Germania 670.000, Indonesia 385.000, Giappone 300.000, Gran Bretagna 220.000, Francia 190.000, Ex-Cecoslovacchia 110.000.

Paradossalmente il tennis tavolo in Italia pur essendo conosciutissimo si trova agli ultimi posti nella parziale classifica mondiale appena citata, ci sono solo circa 15.000 iscritti alla Federazione di cui solo 7.000 (ottimisticamente parlando), che lo praticano quasi regolarmente; le ragioni della mancanza di popolarità nel nostro paese è da ricercarsi a motivi culturali ormai radicati; infatti la maggior parte degli italiani considera erroneamente il tennis tavolo come un gioco o passatempo da circolo e non come uno sport vero e proprio.

Materiale [modifica]

Tavolo da gioco
Racchetta da ping pong con gomma da incollare
Puntinatura di una gomma

Il tennis tavolo si può giocare in due giocatori che gareggiano tra loro (singolo), oppure in due squadre di due giocatori ciascuna (doppio). Per giocare è necessaria una racchetta per ogni giocatore, una pallina e un tavolo idoneo, nonché una zona di gioco adeguatamente larga (per un incontro regolamentare si deve disporre di un'area di gioco di 12 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 4 metri di altezza, nel caso si tratti di competizioni internazionali, mentre occorrono metri 10 x 5 x 4 nelle gare nazionali, interregionali e regionali. Sono tollerati m 8,5 x 4,25 in gare regionali).

Al centro dell'area di gioco è posto il tavolo in legno le cui dimensioni sono: lunghezza 274 cm, larghezza 152,5 cm e altezza 76 cm. Il piano del tavolo deve avere uno spessore compreso tra 16 e 24 mm e permettere un rimbalzo standard della pallina di circa 23 cm quando lasciata cadere da un'altezza di 30 cm. Il tavolo è suddiviso in due metà (dette campo) da una rete in nylon alta 15,25 cm e lunga 184 cm, la rete e i supporti sporgono su due lati lunghi per 15 cm ognuno.

La pallina da tennis tavolo è vuota e sferica ed è fatta generalmente di celluloide, ma si può giocare con palline di materiali plastici diversi, purché pesino precisamente 2,7 grammi e abbiano un diametro di 40 mm. La pallina può essere indifferentemente bianca o arancione.

Appunto perché la pallina è molto leggera non è possibile giocare a tennis tavolo in luoghi aperti, inoltre la zona di gioco deve essere transennata da pannelli lungo l'intero perimetro e l'altezza del soffitto non può essere inferiore ai 5 metri. L'illuminazione dell'area deve essere uniforme in tutta l'area di gioco e non può risultare inferiore ai 400 lux. L'intera area di gioco deve essere schermata da fonti di luce esterne.

I giocatori possono utilizzare racchette di qualsiasi dimensione, forma e peso, ma il telaio — o legno — fatta eccezione dell'impugnatura, deve essere piatto e rigido. Lo stesso deve essere composto almeno all'85% di legno ma può avere dei rinforzi interni in materiale fibroso come carbonio o fibra di vetro. Le facce della racchetta usate per colpire la pallina devono essere ricoperte. La copertura del telaio può essere costituita da un foglio di gomma uniformemente coperta al suo esterno da puntini sporgenti ("gomma puntinata semplice" oppure "gomma puntinata a legno"), oppure da uno strato di gommapiuma su cui è posto il foglio di gomma che può stavolta avere la puntinatura esterna, oppure rivolta verso la gommapiuma (questa gomma è definita "sandwich").

Le due gomme — o coperture — della racchetta devono essere una rossa ed una nera e devono possedere il marchio I.T.T.F (International Table Tennis Federation), il che significa che si tratta di gomme approvate dalla federazione medesima. Fino a una ventina di anni fa, si potevano usare gomme di qualsiasi colore e anche di colore uguale. Non di rado, infatti, si vedevano gomme verdi, blu, arancione; i difensori con una gomma puntinata e una liscia, usavano spesso due gomme nere, in modo da ingannare l'avversario senza che questi potesse intuire con quale rivestimento veniva effettuato il colpo.

I telai possono essere usati di qualunque forma e senza marchi, purché rispettino le caratteristiche richieste dal regolamento, cioè potrebbero essere anche fatti "in casa" e alcuni artigiani si mettono a disposizione dei pongisti per la realizzazione di racchette personalizzate.

Divieti [modifica]

Nel corso degli ultimi decenni, sono stati inventati diversi metodi per aumentare chimicamente la qualità e l'efficacia durante il gioco delle gomme da ping pong. La ITTF ha deciso di vietare espressamente gran parte di questi metodi, in quanto permettevano ai giocatori di modificare e rendere imprevedibile la risposta della pallina sulla gomma.

  • Le gomme puntinate, che in origine hanno seppur poco "grip", cioè una certa aderenza, non possono essere trattate per renderle "scivolose", altrimenti si consentirebbe alla gomma di imprimere un effetto alla pallina decisamente imprevedibile. Le gomme così trattate non sono regolamentari e perciò vietate durante una gara. L'industria del settore proprio per soddisfare tutte le esigenze è però riuscita a produrre questi effetti in modo originale, producendo le gomme puntinate lunghe lisce, denominate "vetrificate" perché richiamano la insensibilità del vetro agli effetti e rotazioni impresse alla pallina. Le gomme vetrificate sono state regolari in quanto approvate dalla ITTF fino al 2008, anno in cui la stessa ha stabilito un coefficiente minimo di presa sulla pallina affinché una gomma possa essere considerata regolare[7].
  • Esistevano al contrario degli spray pensati per rendere più appiccicosa la superficie delle gomme lisce, da applicare prima o durante ogni incontro. Pure questo trattamento è stato considerato illegale, dal momento che l'avversario non avrebbe potuto prevedere l'effetto che la gomma sarebbe andata ad imprimere sulla pallina.
  • La colla fresca era un tipo di collante pensato e utilizzato per essere usato per attaccare la gomma al telaio prima di ogni incontro, o anche prima di ogni seduta di allenamento, al termine del quale la gomma sarebbe stata staccata, per essere re-incollata all'occasione seguente. La particolarità della colla fresca era che, grazie ai suoi solventi, su tutti il tricloruro di etilene[8] e altri composti organici volatili (VOC), penetrava nella gommapiuma e la faceva dilatare, rendendola più morbida. I vantaggi per il giocatore erano un aumento della velocità e del giro impressi dalla gomma, e anche un maggior controllo[8]. La colla fresca è stata proibita anche e soprattutto perché i solventi della stessa erano volatili e cancerogeni. I produttori vendono adesso coperture con il cosiddetto "effetto colla fresca incorporato", che a loro dire darebbe alle gomme proprietà durature uguali a quelle di una gomma incollata a fresco.

La gara [modifica]

Canonicamente un incontro si disputa in 5 partite e vince chi si aggiudica per primo tre partite, nei tornei internazionali, campionati del mondo, olimpiadi ed in altre competizioni gli incontri si disputano in 7 partite e vince chi se ne aggiudica 4. Molto più comunemente si usa (anche se è un errore) disputare le partite a 21 punti per la vittoria, quelle persone che ritengono il tennistavolo un hobby, commettono quest'errore.

Un giocatore vince un set quando raggiunge 11 punti mentre l'avversario ne ha realizzati meno di 10. Se nella partita i giocatori raggiungono entrambi 10 punti vince chi riesce per primo a conquistare 2 punti sull'avversario.

All'inizio di un incontro si sorteggia chi batterà il primo servizio. Tra gli amatori è comune che si faccia uno scambio per la palla, chi vince lo scambio ottiene il servizio. Chi inizia a battere effettua 2 servizi consecutivi, poi toccherà all'avversario, la sequenza di due battute si alterna sino alla fine della partita. In caso di parità sul punteggio di 10 punti la sequenza delle battute è limitata ad un solo servizio a testa.

Il gioco ha inizio quando la pallina lascia la mano del giocatore che effettua il servizio, quindi se il battitore non colpisce la pallina dopo averla lanciata è punto dell'avversario.

Wang Hao alza la pallina prima del servizio.

Il servizio deve rispettare alcune fondamentali regole: all'inizio del servizio, la pallina dev'essere liberamente posta sul palmo aperto della mano libera ed immobile in modo da essere visibile dall'avversario. Il battitore deve quindi lanciare la pallina solo verso l'alto (verticalmente con un angolo massimo di 30 gradi) e senza imprimere effetto così che si sollevi dal palmo della mano libera di un minimo di 16,5 cm. e ricadere senza che abbia toccato nulla prima di essere colpita in fase discendente dal battitore; la pallina deve essere colpita oltre e al di sopra della linea di fondo del tavolo.

Se solo una delle regole del servizio esposte non viene rispettata, l'arbitro dopo un primo ammonimento, ad ogni successivo errore chiamerà il fallo al battitore e conseguente punto per l'avversario.

In caso di disabilità fisica l'arbitro può permettere al battitore di servire senza rispettare pienamente questo punto del regolamento sul servizio. Questo è valido solo per i giocatori che hanno perso l'uso di un braccio o di una mano.

Il servizio consiste nel colpire la pallina con la racchetta per farla rimbalzare una volta nel proprio campo e, superando la rete, farla ricadere nel campo avversario. Se durante il servizio la palla tocca la rete (supporti compresi) prima che tocchi il campo avversario si commette un fallo, senza penalità, e il servizio deve essere ripetuto.

Una volta che la palla è stata servita, l'altro giocatore deve effettuare un "rinvio" (o "risposta"). Per compiere un rinvio il giocatore deve colpire, con la racchetta o con la mano (fino al polso) che tiene la racchetta, la pallina dopo che essa ha colpito una volta il proprio campo e prima che colpisca il tavolo una seconda volta. Dopo che il giocatore ha colpito la pallina, questa deve arrivare a colpire il campo avversario senza prima toccare altro se non la rete. I giocatori devono effettuare una risposta a testa finché uno dei giocatori non manca una risposta o non commette fallo.

N.B. Se prima del servizio del battitore l'avversario alza la mano per cause di forza maggiore e non tocca la pallina facendola cadere sul pavimento, il battitore dovrà effettuare un nuovo servizio senza sanzioni per l'avversario.

La pallina è considerata "in gioco" quando lascia la mano del giocatore che effettua il servizio. Si ottiene un punto nei seguenti casi:

  • l'avversario effettua un servizio sbagliato o manca di effettuarlo dopo che ha messo in gioco la palina.
  • l'avversario manca o sbaglia un rinvio
  • l'avversario commette un fallo per cui non è prevista la ripetizione dello scambio.

Un fallo è commesso nei seguenti casi:

  • la pallina rimbalza due o più volte nel proprio campo
  • la pallina è colpita senza che essa abbia rimbalzato una volta nel proprio campo (colpo al volo)
  • la pallina viene colpita o toccata con qualcosa di diverso della racchetta di gioco o dalla mano che la tiene
  • la pallina è colpita due volte consecutivamente (doppio tocco, racchetta-racchetta, mano-racchetta)

Inoltre un fallo è commesso nei seguenti casi:

  • il giocatore (racchetta compresa) tocca la rete
  • il giocatore tocca il tavolo con la mano libera
  • il giocatore sposta il tavolo di gioco.
  • il giocatore parla durante lo scambio

Il "Let".... [modifica]

Errore molto comune tra i non giocatori è quello di confondere i termini "Let" e "Net".

Chi inizia il gioco e serve deve infatti far rimbalzare la palla nel proprio campo da gioco e poi in quello avversario e ha una sola possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Se la pallina tocca il nastro bianco che delimita la superficie della rete e cade nel campo avversario, il servizio deve essere ripetuto, mentre se cade fuori il punto va all'avversario.

In molti lo definiscono erroneamente "Net", dall'inglese rete, anche se in realtà la palla tocca il nastro e non la rete stessa. Il termine corretto è invece "Let", che deriva dalla frase Inglese "Let's play again" cioè "rigiochiamo".

Il doppio [modifica]

schema dei margini imposti alla battuta per le partite di doppio

Nel Tennis tavolo si disputano anche incontri di doppio. Le regole sono le stesse previste per il singolare, tranne:

  • Il campo è diviso in due parti da una linea lungo il lato lungo del tavolo. La suddivisione è utile solo in occasione del servizio di battuta.
  • È obbligatorio battere il servizio dalla parte destra del proprio campo inviando la pallina nella parte destra del campo avversario.
  • I giocatori di una coppia devono alternarsi in uno scambio ribattendo la pallina una volta per uno.
  • Nel caso le coppie raggiungano entrambe i 10 punti il servizio è ridotto ad un servizio solo. Vince la coppia che raggiunge per prima un vantaggio di due punti sull'avversaria.

In un incontro di doppio assumono un diverso rilievo alcune considerazioni generali sulla forza dei singoli giocatori. Infatti non sempre due giocatori con miglior classifica individuale vincono contro una coppia che, sulla carta, è considerata complessivamente più debole. È infatti importante in questa specialità che i due della coppia si integrino vicendevolmente, che i due siano allenati e affiatati. Nel doppio risulta essenziale il movimento sincronizzato dei giocatori ed essere sempre nella posizione migliore per colpire senza ostacolarsi a vicenda.

La composizione ideale del doppio è considerata quella formata da un giocatore mancino e da un destro, in quanto in questo modo è necessario un minor movimento per raggiungere la posizione ideale per colpire la pallina.

Note [modifica]

Fino al 2001 il set di singolo o doppio veniva disputato sulla lunghezza di 21 punti, con 5 servizi consecutivi per ogni giocatore; in caso di raggiunta parità a 20 punti si effettuava un servizio solo (alternato) sino a quando si ottenevano due punti sull'avversario. Nel gioco amatoriale spesso i vecchi punteggi sono ancora quelli più utilizzati.

Era anche permesso nascondere il servizio con il braccio libero, ma ciò fu giudicato disonesto ed ingannevole nei confronti dell'avversario e quindi proibito.

Un'altra regola è il vincolo nel vestiario, infatti non si possono usare magliette dello stesso colore della pallina (bianca o arancione).

Differenze con il tennis [modifica]

  • Nel tennis alla battuta si tira la palla direttamente nel campo avversario, nel tennistavolo prima si fa rimbalzare nel proprio campo.
  • Nel tennis si può colpire la palla al volo, nel tennistavolo no.
  • Nel tennis il punteggio ha una sequenza di numeri ben differente da quella del tennistavolo:

tennis: 15 - 30 - 40 - game, fino a che si vincono 6 game per vincere un set

tennistavolo: 1 - 2 - 3 - 4..... 11 per vincere un set

  • A tennis si vincono 2 set (3 set in competizioni più importanti), a tennistavolo si vincono 3 set (4 nelle competizioni importanti come le olimpiadi)

Tecniche di gioco [modifica]

Giro [modifica]

Effetti del giro inferiore mostrati in quattro fasi
Effetti del giro superiore mostrati in quattro fasi

Nel gioco del tennistavolo è di fondamentale importanza saper imprimere giro alla pallina, e saper rispondere ottimamente a una palla girata. Questo perché, sebbene le racchette possano essere molto diverse tra loro, sono tutte molto sensibili al giro della pallina, che può arrivare ad avere rotazioni considerevolissime durante uno scambio. Esistono diversi tipi di giro (o di effetto o ancora di spin) che vengono distinti in base alla sua direzione rispetto all'asse del tavolo. I suoi effetti sono diversi e possono essere notati debolmente quando la pallina è in aria, meglio quando essa tocca il tavolo, quindi in misura varia quando tocca la racchetta di un giocatore — in base al tipo di gomma che questi utilizza.

I tipi di giro "semplici" usati nel tennistavolo sono i seguenti:

  • Inferiore, o taglio o backspin: si ottiene colpendo la pallina strusciandola dal basso, in modo da darle una rotazione contraria al moto, cioè antioraria per chi vedesse il colpo dalla destra. La pallina con giro inferiore tende ad abbassarsi lentamente mentre è in aria, e a lievitare leggermente. Quando la pallina tocca il tavolo rallenta bruscamente e rimbalza verso l'alto. Quando poi tocca la racchetta del giocatore ricevente si muove verso il basso, quindi andrà sulla rete se il giocatore non ha opportunamente aperto la racchetta, ovvero inclinato verso l'alto.
Il backspin è preferito dai giocatori "di difesa", ma il palleggio, ovvero il colpo tagliato sul tavolo, è una delle basi della pratica del tennistavolo e deve essere padroneggiato da tutti i tipi di giocatori.
  • Superiore, o topspin: è il giro inverso all'inferiore, quindi si ottiene colpendo la pallina dall'alto, così che ottenga una rotazione oraria se vista dalla destra rispetto alla direzione del movimento. La pallina "toppata" si abbassa velocemente, quindi accelera al contatto con il tavolo, con un rimbalzo schiacciato. Quando tocca la racchetta del ricevente tende a rimbalzare verso l'alto. Il colpo di risposta al topspin è il blocco, che si effettua chiudendo la racchetta, inclinandola, cioè, verso il tavolo.
Il topspin — abbreviato top — è il colpo che imprime alla pallina il giro omonimo. È un colpo di attacco, in quanto accelera lo scambio ed è difficile da ricevere. Il blocco, infatti, è un colpo passivo, che permette all'avversario di piazzare colpi sempre migliori; d'altronde non c'è un altro modo facile per rispondere a un topspin.
  • Laterale, o sidespin: è un giro utilizzato soprattutto in battuta. La pallina ha una rotazione sullo stesso piano del tavolo, che cioè è perfettamente visibile guardandola dall'alto. Viene chiamato giro laterale destro se così visto è antiorario, o giro laterale sinistro se guardato dall'alto è orario. Quando è stato impresso alla pallina questa tende a cambiare il proprio moto verso destra o verso sinistra, rispettivamente nel caso che la pallina sia stata strusciata da sinistra o da destra. A meno che una pallina "laterale" non abbia anche un altro tipo di spin — ad esempio superiore o inferiore, com'è nella maggioranza dei casi — toccando il tavolo avrà un rimbalzo normale, ma sulla racchetta del giocatore ricevente scarterà brucamente verso destra o sinistra a seconda della rotazione.
  • Corkspin, o cavatappi o giro a vite: è il tipo di spin in assoluto meno utilizzato, solo in alcune battute. La pallina assume una rotazione intorno all'asse del moto, ovvero che è perfettamente visibile osservata dal punto in cui la pallina è colpita. La pallina con giro a vite non ha evidenti variazioni di movimento mentre è in aria, invece si sposta velocemente verso sinistra o verso destra — a seconda di come era stato dato il giro — nel momento in cui tocca il tavolo. Considerando che la direzione del moto della pallina battuta con corkspin cambia notevolmente dopo che ha toccato il tavolo due volte, arriva al giocatore ricevente con giro di fatto superiore.

In sintesi il giro può essere impresso alla pallina su tre assi, e in due sensi per ogni asse. Durante uno scambio la pallina ha sempre o quasi una rotazione che è composizione di uno o più dei tipi di giro qui elencati. Ad ogni modo, eccezion fatta per la battuta, raramente in una partita di tennis tavolo si ricorre al giro laterale e men che meno al corkspin.

Un giocatore può anche, con l'intenzione di far sbagliare la risposta all'avversario, variare in intensità lo stesso spin, fingendo invece che sia sempre uguale. Nel tennistavolo, dove l'effetto che ciascun colpo trasmette alla pallina è di primaria importanza, anche una "palla liscia" cioè senza giro, deve essere servita con la stessa coscienza che porta a servire una pallina con questo o quell'effetto. Addirittura c'è chi sostiene che il "no-spin" sia un giro alla stregua di tutti gli altri[9].

Impugnatura [modifica]

Impugnatura di gioco "all'occidentale"
Impugnatura a penna "cinese"

Esistono due differenti modi di impugnare la racchetta e quindi due diversi stili.

Lo "stile occidentale" consiste nel tenere il manico della racchetta con 3 dita, l'indice sulla gomma di un lato della racchetta, il pollice sulla gomma dell'altro lato della racchetta. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.

Lo "stile cinesino", o "a penna" consiste invece nel tenere il manico della racchetta nell'incavo della mano tra pollice e indice. In questo caso vi sono due varianti che appartengono a due diverse scuole.

  • L' "impugnatura cinese" costringe ad un maggior movimento per colpire sempre col dritto, ma consente più forza nel colpo e servizi più efficaci, grazie alla maggior mobilità del polso.
  • L' "impugnatura giapponese" somiglia a quella cinese, ma le dita dietro alla racchetta non sono contratte, bensì distese e questo limita il movimento del polso. Inoltre le racchette giapponesi sono tradizionalmente più grandi, di forma quadrata e col manico più lungo di quelle cinesi.

Stili di gioco [modifica]

Si praticano diverse tattiche di gioco, determinate da altrettanti tipi di materiali:

  • Attacco
  • AllRound (completo)
  • Difesa

Ogni giocatore, a seconda del proprio stile di gioco, utilizza la racchetta e due gomme che ritiene migliori. Le gomme, inoltre, si consumano, perdendo aderenza, e devono essere cambiate periodicamente affinché abbiano sempre un'efficienza massima, o perlomeno buona. Un giocatore di massimo livello applica nuove gomme alla propria racchetta prima di ogni incontro, e ogni settimana di allenamento, un giocatore non professionista usa le stesse gomme per mesi[10]. Dopo 40 ore di gioco, la gomma ha comunque perso una certa parte del suo potenziale, anche se si può ancora usare.

I giocatori di "attacco" usano perlopiù racchette rigide con telai rinforzati con fibra di carbonio, kevlar, titanio, oppure fibra di vetro. Preferiscono in genere legni leggeri e più piccoli di quelli scelti dai giocatori di difesa. La rigidità della racchetta aumenta il centro palla, la zona della racchetta, cioè, nella quale la pallina rimbalza con la massima regolarità, il peso e le dimensioni ridotte ne aumentano la maneggevolezza.

Le gomme che usano sono lisce sia per il dritto che per il rovescio. Lo spessore della gomma può variare da 1,5 a 2,1 mm circa; più la gommapiuma è spessa più la gomma liscia è adatta al gioco d'attacco. Queste gomme hanno la proprietà di imprimere forti rotazioni alla pallina. La puntinatura interna è molto fitta, in modo che la pallina rimbalzi sulla racchetta senza perdere velocità.

Molto popolari tra i giocatori di attacco cinesi sono gomme dalla superficie appiccicosa che permette loro di imprimere spin elevatissimi anche grazie a movimenti della racchetta molto ampi, favoriti dall'impugnatura a penna. Gli attaccanti europei prediligono le gomme morbide a quelle dure e appiccicose perlopiù usate dai cinesi, questo fondamentalmente per tre motivi:

  1. le gomme appiccicose risentono maggiormente degli effetti impressi alla pallina dagli avversari;
  2. le gomme appiccicose solitamente sono più dure e pesanti di quelle morbide e quindi meno maneggevoli;
  3. le gomme morbide permettono alla pallina di "affondare" nella gomma adducendo un sensibile incremento dello spin e dell'effetto catapulta, aumentano velocità della pallina e del "feeling".

Esiste una variante del gioco di attacco che prevede l'utilizzo di racchette rigide e gomme puntinate corte da scambio con gommapiuma. È uno stile che punta a sulla velocità per segnare il punto e fa solo leggero uso del giro. le gomme puntinate permettono attacchi rapidi, violenti e blocchi insidiosi del topspin avversario.

Gli "allround" sono giocatori che alternano difesa e blocco al tavolo con attacchi improvvisi. Usano telai medio–rigidi e gomme lisce abbastanza lente, che garantiscono un buon controllo e anche un'efficace trasmissione del giro, altrimenti preferiscono avere una gomma sandwich puntinata sul rovescio. Questo tipo di racchetta si adatta al meglio a un gioco molto vario e permette una buona dose di aggressività senza rinunciare al controllo.

Nel gioco di difesa si individuano diversi stili:

I "bloccatori al tavolo" bloccano passivamente o attivamente il topspin avversario rimanendo vicini al tavolo di gioco, aspettando il momento favorevole per un attacco, spesso con puntinata (corta, mediolunga o lunga con gommapiuma sul rovescio); appartengono questi ad una categoria di giocatori noti negli anni ottanta[11] ora sempre meno numerosi a causa della violenza dei colpi impressi da racchette con incollatura a colla fresca, che rende estremamente difficile il blocco del topspin al tavolo. L'ultimo importante giocatore di questo tipo è stato l'inglese Carl Prean.

I "giocatori con l'antispin" prediligono una gomma che annulla l'effetto impresso alla pallina dall'avversario. Anche questo genere di giocatori è praticamente scomparso a causa degli evidenti limiti di un gioco troppo passivo e l'uso di gomme che non consentono variazioni d'effetto, né attacchi veloci ed efficaci.

La gomma puntinata, in particolare quella con la superficie vetrificata, consente l'effetto "a specchio". Il nome deriva dal fatto che consente di ritornare indietro all'avversario lo stesso da egli impresso alla pallina, spesso addirittura aumentato. Inoltre, tale gomma, quando usata con sollecitudine imprime una traiettoria a zigzag che porta l'avversario all'insicurezza nella posizione migliore per colpire la pallina in arrivo.

Fondamento di tale modo di giocare è portare un violento attacco col diritto e, invertendo la superficie della racchetta, ricorrere al topspin di rovescio. Infatti un gioco puramente passivo, sia lontano che vicino al tavolo, sarebbe attualmente, secondo alcuni teorici, improponibile. L'incremento nella velocità di gioco verificatosi negli ultimi anni ha infatti impedito a molti difensori di continuare a giocare semplicemente rimettendo la palla in campo; sono così oggi praticamente spariti giocatori cosiddetti "difensore classico", evoluti al modello "difensore moderno". Essi rimettono in gioco la pallina, imprimendo o togliendo effetto, rimanendo posizionati lontano dal tavolo, e facendo loro stessi e sempre più spesso ricorso ad azioni di attacco. Un esempio di difensore classico è il giapponese Matsushita, mentre difensore moderno è il coreano ed ex vicecampione del mondo Joo Se-Hyuk.

Il tennis tavolo in Italia [modifica]

Origini [modifica]

Nel 1960 si svolse la prima Assemblea Generale nazionale e fu eletto come presidente della nascente Federazione Italiana Filippo Dragotto. Quattro anni dopo fu la volta di Guglielmo Sineri, confermato sino al 1976. Dal 22 febbraio 1979 la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) inizia ad appartenere a tutti gli effetti alle federazioni sportive riconosciute dal CONI.

Lo sviluppo del Tennis tavolo Italiano si ebbe per lo più negli ultimi 40 anni. Infatti se nel 1970 i Campionati Italiani si disputarono al Teatro delle Terme Anticolane di Fiuggi[12], nel prosieguo degli anni si è arrivati alla realizzazione di un centro specializzato, sempre a Fiuggi, dedicato alla preparazione tecnico-atletica degli atleti di interesse nazionale. Fu sostituito in seguito dal centro Aldo De Santis di Terni e, negli ultimi anni, si è cercato di fare dei Campionati Italiani una manifestazione itinerante, si è giocato per due anni a Jesolo (2005 e 2006), a Terni (2007), a Termeno (2008), a Conversano (2009),a Ponte di Legno (2010) e a Rimini (2011). Notevole traguardo è l'arruolamento di 3 nazionali pongisti nell'Aeronautica Militare.

Selezioni nazionali italiane [modifica]

A livello maschile il divario rispetto ad altre compagini resta notevole. I risultati più apprezzabili della nazionale Italiana maschile sono stati sinora ottenuti grazie all'inserimento di un atleta cinese con cittadinanza italiana (Yang Min) e dall'azzurro Massimiliano Mondello, pluricampione italiano. Il risultato più prestigioso è stato raggiunto a Kuala Lampur nei Campionati del Mondo del 2000, quando la squadra allenata dal coach Patrizio Deniso conquistò uno storico bronzo. La rosa italiana era composta da Yang Min, Massimiliano Mondello, Valentino Piacentini e Umberto Giardina. La nazionale italiana è attualmente composta da Mihai Bobocica attuale campione italiano, che dopo l'esperienza passata in Bundesliga e dopo i Giochi Olimpici a Pechino è tornato a giocare in Italia prima per la squadra mantovana dello Sterilgarda T.T. Castelgoffredo ed attualmente in forza al "Città di Siracusa"; oltre a lui la rosa della nazionale è composta da Niagol Stoyanov (CUS Torino) e Stefano Tomasi (Marcozzi Cagliari). Promesse per il futuro della nazionale italiana sono i giovani giocatori Leonardo Mutti e Marco Rech Dal Dosso, che hanno ottenuto buoni piazzamenti nei tornei giovanili a livello mondiale.

L'Italia è un paese di "immigrazione" per giocatori stranieri con discreta classifica europea, che oltre a incrementare lo spettacolo nei tornei, affiancano i compagni come allenatori. Se da un lato l'Italia è un paese di approdo per atleti stranieri è invece raro che atleti italiani giochino all'estero, (ad esempio in Francia, Germania o Svezia), questo proprio a causa della maggior caratura degli atleti di altri campionati. Rari giocatori hanno avuto occasione di fare esperienza nei campionati stranieri, Alessia Arisi (Steinhagen), Piacentini (Plüderhausen) ed Erich Schuster triestino, che ha lavorato diversi anni a Karlsruhe, Augsburg, Passau, Monaco di Baviera come giocatore e si è formato come allenatore alla migliore scuola di Germania a (Karlsruhe) dal grande allenatore Lehmann, coach di Rosskopf e Fetzner,2 anni con Liang Geliang (7 volte campione del mondo) e 3 anni alla scuola svedese dell'allenatore di Waldner e Appelgren.

Il livello medio dei giocatori italiani è comunque costantemente in aumento. Ad oggi l'Italia però si trova ancora in posizione di rincalzo nei confronti di altre nazioni europee e soprattutto di quelle non europee.

A livello femminile recentemente vi sono state soddisfazioni per i colori azzurri: titolo europeo nel 2003 e numerosi piazzamenti nei tornei internazionali. Da segnalare come giocatrici Nikoleta Stefanova (in forza alla Tennistavolo San Donatese), Wenling Tan-Monfardini, Wang Yu, Tian Jing e Laura Negrisoli (attuale campionessa italiana). Quest'ultima è l'unica italiana nata in Italia.

Tornei e classifiche [modifica]

In Italia si disputano campionati a squadre e campionati individuali di categoria;

I tornei maschili a squadre si dividono in serie: "A1", "A2", "B1", "B2", "C1", "C2", "D1", "D2" e in alcune regioni "D3".
Ogni squadra è composta da tre giocatori più le eventuali riserve.
Si disputano incontri al meglio delle nove partite (formula Swaytling), vince quindi chi arriva prima a cinque vittorie, questo avviene generalmente dalla "D3" fino alla serie B1.
Nelle categorie A1 e "A2" sia maschile che femminile la formula cambia: gli incontri sono 6, 3 contro 3 e i possibili risultati sono vittoria, sconfitta ma anche pareggio (mini Swaytling).
Nel reparto femminile, limitatamente alle serie "B", "C" e "D1" si usa la formula di gioco "courbillon" che prevede due singoli, un doppio e altri due singolari.
La prima categoria è riservata ai migliori 12 atleti uomo della classifica nazionale, per le donne le prime 8;
La seconda categoria è composta da un numero variabile di giocatori sino ad una massimo di 120.
La terza categoria è composta da 320 giocatori più i giocatori segnalati dai vari comitati regionali.
La quarta categoria è composta dai giocatori fino al numero 2000.
Tutti gli altri sono quinta categoria
A livello nazionale e regionale si disputano quindi tornei di prima, seconda, terza e quarta categoria e tornei giovanili con incontri sia di singolo che doppio e doppio misto.
Vi sono infine gare riservate ai veterani, oltre i 40 anni (categorie 40-50, 50-60 e una categoria diversa ogni cinque anni di età) e, naturalmente, gare per dilettanti. In ogni gara è possibile guadagnare dei punti classifica battendo i giocatori con classifica maggiore.

In Europa ogni anno si disputano la "Champions League", la "coppa ETTU" e la "Intercup".

Nel 2006 e nel 2007 una formazione italiana, lo "Sterilgarda Tennistavolo Castel Goffredo" di Mantova, ha conquistato il trofeo con la propria squadra femminile. Tra di esse la giocatrice di origine bulgara ma cresciuta in Italia Nikoleta Stefanova.

Statistiche (a tutto il 2010)

Il pongista italiano più titolato in assoluto rimane Massimo Costantini con 24 titoli nazionali,(singolare, doppio maschile,doppio misto e campionato a squadre) e con 452 presenze in azzurro (a cui vanno aggiunte 40 presenze in nazionale giovanile), mentre il maggiore numero di titoli individuali li detiene Massimiliano Mondello con 10 (oltre a 8 nel doppio misto e 4 nel doppio maschile). Segue Stefano Bosi, l'attuale presidente della Federazione Europea e, dal 1990 al 2004 di quella italiana, che si è aggiudicato 7 titoli individuali, 4 nel doppio e 3 nel doppio misto. Infine come nota di rilievo complessivo Giovanni Bisi: 2 singolari, 3 nel doppio e 9 nel misto.
In ambito femminile è Isabella Colombo con 27 titoli complessivi la detentrice dell'attuale record, di cui 7 nel singolo, 6 nel doppio misto e ben 14 nel doppio femminile, vinti tra il 1953 e il 1969. Seguono Stefanova (8 titoli individuali) e Arisi (7 titoli individuali).

Scuole e Maestri in Italia [modifica]

In Italia oggi come ieri, sono veramente pochi i "Maestri" di questa disciplina e altrettanto pochi sono i centri di formazione ove i soggetti in possesso di doti psico-fisiche indispensabili per allinearsi ai migliori valori tecnici nazionali, possano acquisire appieno "la mera" tecnica di gioco (tra i più famosi il Centro Olimpico Tennistavolo di Senigallia guidato da Enzo Pettinelli). A Trieste Erich Schuster Maestro Federale con esperienza decennale ai massimi livelli in tutta Europa offre dei corsi nelle vicina Slovenija, sia a livello di lezioni private che di Stages veri e propri, organizzati di solito nel periodo estivo vista il vantaggio di poterli fare in una località turistica sul mare. Nella provincia di Alessandria troviamo Silvio Pero, pluridecorato giocatore che da 2 anni dirige il CAATT (Centro Alessandrino Addestramento Tennis Tavolo) presso il centro sportivo di San Salvatore Monferrato.A Cagliari spicca il Palatennistavolo di via Crespellani, ora affidato alla guida tecnica di Massimiliano Mondello. L'insegnamento dovrebbe iniziare sin da piccoli (circa 7-8 anni). Trattandosi di uno sport unilaterale, cioè che impegna maggiormente la parte dove si impugna la racchetta da gioco, per evitare squilibrio nella crescita del bambino, occorre che gli istruttori integrino la preparazione fisica degli allievi con esercizi di ginnastica a corpo libero e curino l'aspetto aerobico (resistenza e potenziamento della struttura cardiovascolare).

L'insegnamento specifico inizia con:

  • l'impugnatura occidentale della racchetta (anche detta ortodossa o shakehand)
  • la posizione al tavolo
  • il movimento delle gambe
  • I colpi di base:
    • palleggio di diritto e di rovescio
    • scambio (o schiacciata) di diritto e di rovescio
    • servizio semplice

Proseguendo con l'allenamento specifico e colpi avanzati per attacco e difesa:

  • il back spin di diritto
  • il back spin di rovescio
  • il drop (palla corta)
  • lo smash (schiacciata)
  • il top spin di diritto
  • il top spin di rovescio
  • il controtopspin
  • il sidespin
  • il flip
  • il blocco al tavolo del topspin
  • la difesa di taglio (chop)
  • la difesa a pallonetto (lob)
  • il servizio

Uno sport praticabile a qualsiasi età [modifica]

La differenza fra la pratica amatoriale e quella agonistica è notevole, ma nella medicina sportiva il Tennis tavolo è considerato uno sport praticabile a qualsiasi età.

Grazie ad una attività aerobica, priva di stress da contatto (al contrario di altri sport come ad esempio il calcio) e senza gravare eccessivamente sulle articolazioni e la colonna vertebrale (come ad esempio nell'atletica), mantiene fluido il movimento del tronco e degli arti. Aiuta la circolazione (sforzo aerobico del cuore) e permette di mantenere riflessi veloci e buona coordinazione di movimento. [senza fonte]

Nel 2006 all'AWD Dom di Brema, in Germania, si è disputato il campionato del mondo di tennis tavolo per veterani e tra i molti incontri i cultori di questo sport hanno potuto apprezzare due veterani e anziani giocatori: il giapponese Yukie Uchida, di anni 94, e l'australiana Dorothy De Low, che di anni ne aveva 95.

Alternative di gioco [modifica]

Oltre al gioco singolo e al doppio esiste una variante quella a giro, che pur non essendo disciplina olimpica, riscuote un discreto successo poiché può essere giocata da 3 o più giocatori. Le regole del gioco sono simili a gioco classico, ma i giocatori devono girare attorno al tavolo e colpire la palla a turno.

Note [modifica]

  1. ^ Cfr. lo Statuto federale 2012 sul sito della F.I.TE.T.
  2. ^ Cfr. il lemma tennistavolo sul dizionario Garzanti.
  3. ^ Cfr. il lemma tennistavolo sul dizionario Hoepli.
  4. ^ a b AA.VV. Tennistavolo in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011
  5. ^ L'idea della tela gommata fu di E.C. Good
  6. ^ Abbreviato con la sigla TT
  7. ^ La lista delle gomme omologate dell'ITTF è presente sul suo sito e aggiornata periodicamente e la si può consultare liberamente: ITTF. Racket Coverings. URL consultato in data 4 febbraio 2013.
  8. ^ a b tennis tavolo. URL consultato in data 1 novembre 2012.
  9. ^ tutto quello che avreste voluto sapere sullo spin ma non avete mai osato chiedere. URL consultato in data 31 ottobre 2012.
  10. ^ Tanti giocatori usano gomme logore per l'allenamento e tengono le più nuove per la gara. È necessario comunque fare attenzione che non ci sia troppa differenza tra le due gomme, questo perché significherebbe allenare un gesto tecnico quasi "a vuoto", che non verrebbe poi usato in gara. La nuova gomma richiede infatti un movimento diverso, spesso minore, la differenza tra gesto abitudinario e gesto utilile può essere decisiva in partita. Questo anche unito alla differenza di "feeling" dato dal contatto con una gomma "usurata" e da quello con una gomma nuova.
  11. ^ Per es. il tedesco Lieck, l'inglese Douglas, il ceco Orlowski
  12. ^ Una struttura non particolarmente attrezzata per questo sport

Bibliografia [modifica]

  • tennis tavolo - Il manuale tecnico del Ping Pong (Aldo Izzo) Ed. mediterranee - Roma
  • I libri di Enzo Pettinelli (http://www.ping-pong.org/libro_tennis_tavolo.html)
  • Tennistavolo-Fondamenti tecnici" (di Umberto Billi)Scuola dello Sport CONI 1984
  • La tecnica del tennistavolo" (di Roberto Migliarini) Centro Studi e documentaz. FiTet 1992

Voci correlate [modifica]

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