Men in Black (ufologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Caricatura di un "Man in Black".

La locuzione uomini in nero (in lingua inglese Men in Black, in acronimo MIB così definiti perché vestiti interamente di nero) nell'ambito della teoria del complotto UFO identificherebbe supposti agenti del governo degli Stati Uniti d'America incaricati di intimidire o ridurre al silenzio i testimoni di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Alcuni ufologi, secondo i quali si tratterebbe invece di alieni, li chiamano anche oscuri.

Sebbene alcuni ricercatori, quali ad esempio John Keel ed altri, abbiano rinvenuto alcune somiglianze tra alcuni di questi racconti e quelli a sfondo demoniaco, il fenomeno risale agli anni cinquanta e sessanta ed è contemporaneo a molte altre teorie del complotto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente il primo breve resoconto sui MIB risale al 21 giugno 1947 in occasione del cosiddetto incidente di Maury Island. Quel giorno, il pescatore Harold Dahl disse di aver avvistato sei dischi volanti nei pressi di Maury Island (si tratta di una penisola di Vashon Island, in Puget Sound, vicino Tacoma, Washington). Sull’imbarcazione c’erano Dahl, suo figlio, altri due uomini, ed un cane. Dahl scattò qualche fotografia di tali oggetti, aggiungendo che da uno di essi erano cadute delle scorie sulla sua imbarcazione, che avevano ucciso il suo cane e ferito suo figlio.

Dahl ha poi raccontato che il giorno seguente un uomo si presentò a casa sua, invitandolo a fare colazione insieme nelle vicinanze. Dahl accettò l’invito. Egli descrisse l’uomo come imponente: alto e muscoloso, con indosso un completo nero. L’uomo guidava una Buick del 1947, e Dahl immaginò che si trattasse di un agente del governo o dell’esercito.

Dopo la colazione, l’uomo gli raccontò tutti i dettagli dell’avvistamento, nonostante Dahl non ne avesse fatto alcuna pubblicità. Inoltre, l’uomo diede a Dahl un avvertimento generico, che Dahl interpretò come minaccia, circa il fatto che la sua famiglia sarebbe stata messa in pericolo se Dahl avesse rivelato a qualcuno quanto aveva visto.

Le affermazioni di Dahl sono state messe in discussione: egli stesso dichiarò in seguito che si era trattato di uno scherzo, ma nei sostenitori delle teorie del complotto permane il dubbio che l’abbia fatto per evitare ritorsioni nei confronti dei suoi familiari.

Alfred K. Bender ha indagato nella sua rubrica sulla storia di Dahl. Nel 1953, Bender dichiarò di essere stato visitato da tre Men in Black e messo in guardia dal continuare le sue ricerche sugli UFO. Il racconto di Bender è stato poi reso celebre dal libro di Gray Barker del 1956, They Knew Too Much About Flying Saucers ("sapevano troppo sui dischi volanti").

Il ruolo e la funzione[modifica | modifica wikitesto]

Esistono alcune varianti, ma generalmente in questi racconti accadeva, in seguito a presunti avvistamenti di UFO che non fossero palesemente inconsistenti, che al testimone venissero a far visita uno o più uomini, spesso in completo nero. Gli uomini lasciavano trasparire - ovvero era il testimone ad intenderlo - di essere agenti del governo, spesso esibendo tessere identificative e chiedendo al testimone di raccontare la sua storia, o di mostrare le prove fotografiche o di fatto dell’evento segnalato. In caso di rifiuto da parte del testimone di riportare il racconto o di prestar fede alle loro credenziali, gli agenti in maniera più o meno sottile arrivavano a minacciare l’incolumità fisica del testimone o della sua famiglia.

Nonostante non sia stato mai accertato se queste minacce siano poi state condotte ad effetto, i testimoni resistenti hanno in seguito raccontato di aver comunque subito dei maltrattamenti da parte degli "agenti". Alcune abitazioni sono state saccheggiate e ad altre è stato dato fuoco, presumibilmente nel tentativo di distruggere prove o di ridurre al silenzio il testimone.

In questi racconti gli agenti guidavano spesso ampie automobili dell'ultimo modello, generalmente delle Cadillac; raramente sono stati visti spostarsi in elicotteri neri.

Il dibattito ufologico[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'ufologia il fenomeno è attualmente al centro di ampie discussioni. Lo zoccolo duro dei sostenitori della teoria del complotto degli UFO crede che il loro modo di fare ed il loro abbigliamento inusuali sia attribuibile al fatto che si tratti di alieni, il cui lavoro consiste nell’eliminare ogni prova della presenza aliena sulla Terra. Tali individui avrebbero occhi a mandorla e colorito olivastro. Secondo la classificazione dell'ufologo Brad Steiger, tale razza aliena appartiene al tipo Beta 2 e sarebbe avversaria dei cosiddetti alieni nordici[1].

Altri ancora[Chi?][senza fonte] ipotizzano invece che si tratti di agenti governativi le cui stranezze sarebbero intenzionalmente ostentate, nel tentativo di aggiungere ulteriori stranezze ai già strani racconti sugli UFO, gettando così discredito sulle testimonianze e sui testimoni.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Gli uomini in nero erano personaggi presenti nello sceneggiato italiano Extra diretto da Daniele D'Anza e con Vittorio Mezzogiorno, trasmesso da Rai Uno nel 1976.
  • Gli Uomini in Nero sono tra i principali avversari di Martin Mystère, il detective dell'impossibile, serie a fumetti italiana di Alfredo Castelli, fin dal primo episodio (1982), che è a loro intitolato.
  • La popolarità della teoria dei Men in Black negli anni novanta ha ispirato una serie a fumetti, The Men in Black, scritta da Lowell Cunningham. Questi personaggi sono stati portati poi sul grande schermo dal film di successo del 1997 Men in Black, con Will Smith e Tommy Lee Jones, e dai sequel Men in Black II e Men in Black III nonché, in televisione, da un cartone animato per bambini. In questo racconto i Men In Black non costringono i testimoni di avvistamenti UFO a tacere minacciandoli, ma sono degli agenti segreti che controllano l'attività aliena sulla Terra, ed eventualmente proteggono il pianeta dall'attacco di extraterrestri pronti a invaderlo. Inoltre usano un congegno chiamato neuralizzatore, che serve a cancellare dalla mente dei testimoni oculari, il ricordo di essere stati spettatori di una situazione con protagonisti degli alieni.
  • Men and Women In Black sono anche personaggi del gioco per computer Deus Ex.
  • Nella trilogia di Matrix gli Agenti della matrice sono vestiti ed agiscono come uomini in nero.
  • Il racconto Angel Down, Sussex di Kim Newman racconta di un tipico sequestro alieno avvenuto nell'Inghilterra di Edoardo, nella cui ambientazione giocano un ruolo di spicco i "becchini con gli occhiali scuri".
  • Due Men in Black (interpretati da Jesse Ventura e Alex Trebek) sono presenti nella terza stagione della serie televisiva X-Files (il titolo dell'episodio è Jose Chung's "From Outer Space").
  • Gli spazzini del Centro nel telefilm Jarod il camaleonte hanno molte caratteristiche in comune con gli uomini in nero.
  • Per ammissione dello stesso Dan Aykroyd, il look dei Blues Brothers oltre a quello dei primi bluesmen si rifà ai Men In Black.
  • In Lilo & Stitch Cobra Bubbles si rifà, confermando poi di conoscere gli alieni, alla figura dei Men in Black.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Malini-Campaniolo, Ufo. Il dizionario enciclopedico, Giunti, Firenze, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gray Barker, They Knew Too Much About Flying Saucers, New York: University Books, 1956 and Georgia: IllumiNet Press, 1997. ISBN 1881532100
  • John Keel, The Mothman Prophecies, New York: Saturday Review Press, 1975 and Georgia: IllumiNet Press, 1991. ISBN 0765341972

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]