Giovanni di Salisbury

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni di Salisbury
vescovo della Chiesa cattolica
BishopCoA PioM.svg
Nato 1120, Salisbury
Consacrato vescovo 8 agosto 1176
Deceduto 25 ottobre 1180, Chartres

Giovanni di Salisbury (pron. /ˈsɔːlzbɹi/), in latino Iohannes Saresberiensis, (Salisbury, 1120Chartres, 25 ottobre 1180) è stato un filosofo, scrittore e vescovo inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine sassone andò in Francia nel 1136 dove studiò a Parigi come allievo di Abelardo e Guglielmo di Conches e strinse amicizia con Pietro di Celle (1115 ca.-1183).[1] Giovanni dopo aver partecipato al Concilio di Reims, tornò in Inghilterra nel 1150 dove divenne segretario di Theobaldo di Bec a Canterbury e fu da questo spesso inviato in missione presso la Santa Sede.

Dopo la morte di Theobaldo di Bec nel 1161 divenne segretario di Thomas Becket, di cui scrisse una biografia, ricoprendo una parte importante nella lunga disputa tra il primate e il sovrano Enrico II d'Inghilterra.

Nel 1176 venne nominato vescovo di Chartres.

Morì a Chartres il 25 ottobre 1180.[2]

Pensiero ed opere[modifica | modifica wikitesto]

Il suo pensiero si rifà al probabilismo accademico nella convinzione che poche sono le affermazioni dimostrate razionalmente mentre la maggior parte delle nostre conoscenze sono semplicemente probabili. Vi sono comunque conoscenze certe basate sui sensi, sulla ragione e sulla fede.

Nella sua opera più importante, il Metalogicon (In difesa della logica), che rivela una approfondita conoscenza della logica aristotelica, egli difende la validità dei costrutti logici contro coloro che li mettono in discussione. In particolare nel primo libro dell'opera polemizza contro i cornificiani detrattori delle arti del trivio (retorica, grammatica e dialettica) il cui insegnamento è da loro ritenuto passatista e tradizionalista: essi invece sostengono il valido uso del linguaggio comune e il rifarsi all'esperienza fondata sui sensi come unica fonte di vera conoscenza. I seguaci di Cornificio, contro Giovanni di Salisbury, amante degli autori classici e di Cicerone, affermano inoltre che lo studio dei classici va rigettato e che bisogna mettere da parte le regole dell'eloquenza se si vuole raggiungere il sapere autentico.

Nei confronti della disputa sugli universali Giovanni segue la concezione aristotelica: gli universali sono realmente esistenti nella nostra mente che li ha elaborati con il procedimento dell'astrazione prendendo cioè gli aspetti necessari per la configurazione del concetto ed escludendo quelli ininfluenti.

Nel Polycraticus sive de nugis curialium et vestigiis philosophorum , Giovanni afferma la derivazione del potere temporale da quello papale e che la legge dello stato fonda la sua validità morale sull'equità: se il principe non rispetta il principio etico dell'equità i sudditi sono in diritto di ribellarsi e di liberarsi del tiranno anche con la sua uccisione.[3]

Scritta in versi è l'opera Entheticus seu de dogmate philosophorum dove ripropone le sue concezioni filosofiche ampliando le tesi contenute nel Metalogicon

Il suo Epistolario è ritenuto fondamentale dagli studiosi per la conoscenza del periodo storico in cui Giovanni visse.

La sua Historia pontificalis (1148-52), sul pontificato di Eugenio III ci è giunta incompleta.[4]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pietro di Celle fu abate di Moûtier-la-Celle (1145 circa), quindi di Saint-Rémy a Reims, infine vescovo di Chartres, succedendo allo stesso Giovanni di Salisbury. (in Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente)
  2. ^ Maurizio Pancaldi, Mario Trombino, Maurizio Villani, Atlante della filosofia: gli autori e le scuole, le parole, le opere, Hoepli editore, 2006, pag.223
  3. ^ Enciclopedia Garzanti della filosofia alla voce corrispondente.
  4. ^ Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Chartres Successore Bishopcoa.png
Guglielmo dalle Bianche Mani
11651176
1176 - 1180 Pietro di Celle, O.S.B.
11801183

Controllo di autorità VIAF: 71362351 LCCN: n80086522