Arcidiocesi di Breslavia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arcidiocesi di Breslavia
Archidioecesis Vratislaviensis
Chiesa latina
Wroclaw-Archicathedral-116.JPG
EBBreslauCOA.jpg Archidiecezja Wrocławska-mapka.jpg
Diocesi suffraganee
Legnica, Świdnica
Arcivescovo metropolita Józef Piotr Kupny
Ausiliari Andrzej Siemieniewski
Arcivescovi emeriti cardinale Henryk Roman Gulbinowicz,
Marian Gołębiewski
Sacerdoti 950 di cui 602 secolari e 348 regolari
1.213 battezzati per sacerdote
Religiosi 462 uomini, 832 donne
Abitanti 1.199.332
Battezzati 1.152.710 (96,1% del totale)
Superficie 8.850 km² in Polonia
Parrocchie 300
Erezione X secolo
Rito romano
Indirizzo ul. Katedralna 13, 50-328 Wrocław, Polska
Sito web www.archidiecezja.wroc.pl
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Polonia
Sepolcro di Wacław z Legnicy, vescovo dal 1382 al 1417
Ritratto di Andreas von Jerin, vescovo dal 1585 al 1596

L'arcidiocesi di Breslavia (in latino: Archidioecesis Vratislaviensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2010 contava 1.152.710 battezzati su 1.199.332 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Józef Piotr Kupny.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende la parte orientale del voivodato della Bassa Slesia e i distretti di Brzeg e di Namysłów nel voivodato di Opole.

Sede arcivescovile è la città di Breslavia, dove si trova la cattedrale di San Giovanni Battista.

Il territorio è suddiviso in 33 decanati e in 300 parrocchie.

Posseggono case in diocesi numerosi istituti religiosi maschili (la Compagnia di Gesù, la Congregazione dei Sacri Cuori, la Congregazione del Santissimo Redentore, la Congregazione della Missione, i Fratelli Consolatori del Getsemani, i Fratelli del Sacro Cuore di Gesù, i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, i Missionari Oblati di Maria Immacolata, l'Ordine Cisterciense, l'Ordine dei Carmelitani Scalzi, l'Ordine dei Frati Minori, l'Ordine dei Frati Minori Conventuali, l'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, l'Ordine dei Frati Predicatori, l'Ordine di San Paolo Primo Eremita, l'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, la Società del Divin Salvatore, la Società di Cristo per gli Emigrati della Polonia, la Società Salesiana di San Giovanni Bosco[1]) e femminili (le Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, le Figlie di Maria Ausiliatrice, le Orsoline dell'Unione Romana, le Piccole Ancelle dell'Immacolata Concezione, le Sorelle Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia, le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, le Suore Albertine Serve dei Poveri, le Suore Ancelle dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, le Suore Carmelitane del Bambino Gesù, le Suore degli Infermi di San Francesco, le Suore del Divin Cuore di Gesù, le Suore del Divin Salvatore, le Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, le Suore della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, le Suore della Sacra Famiglia di Nazareth, le Suore di Carità di San Carlo Borromeo di Trzebnica, le Suore di Maria Immacolata, Suore di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, le Suore di San Felice da Cantalice, le Suore di San Giuseppe di Cracovia, le Suore di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria, le Suore di Santa Edvige, le Suore di Santa Elisabetta, le Suore di Santa Maria Maddalena della Penitenza, le Suore Francescane della Famiglia di Maria, le Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, le Suore Scolastiche di Nostra Signora[2]).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Breslavia fu eretta nel X secolo, ricavandone il territorio dalla diocesi di Meissen. Era originariamente suffraganea dell'arcidiocesi di Gniezno.

Nel XIV secolo Carlo IV tentò ripetutamente di rendere Breslavia suffraganea di Praga, ma il piano fallì per l'opposizione degli arcivescovi di Gniezno.

Nel XV secolo il vescovo Konrad z Oleśnicy mise in atto una politica volta ad escludere dai benefici ecclesiastici i polacchi e a difendersi dalle incursioni ussite. Nel prosieguo dello stesso secolo e in tutto il successivo la diocesi fu travagliata per la diffusione del protestantesimo, che non tutti i vescovi riuscirono efficacemente a contrastare, anche per la disattenzione degli imperatori, più preoccupati della minaccia turca a meridione. In questo periodo il capitolo della cattedrale e più tardi la Compagnia di Gesù furono i capisaldi del cattolicesimo della Slesia.

Una controversia con l'imperatore sorse nel 1596, quando si rifiutò di riconoscere il vescovo Bonaventura Hahn, che sarà costretto alle dimissioni.

Al vescovo Federico d'Assia-Darmstadt, un protestante tedesco che si era convertito a Roma, si deve il singolare privilegio per i canonici di indossare la mozzetta rossa.

Alla fine del XVII secolo l'imperatore oppose un nuovo rifiuto al vescovo eletto dal capitolo ed impose un suo candidato, che nel frattempo morì. Ne fu fatto vescovo il fratello Franz Ludwig di Palatinato-Neuburg.

All'inizio del XVIII secolo i vescovi ottennero la restituzione di numerose chiese che erano state secolarizzate un secolo prima e gli imperatori si incaricarono di restaurarle e adattarle nuovamente al culto cattolico.

Il 16 luglio 1821 per effetto della bolla De salute animarum di papa Pio VII divenne diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede e si ampliò includendo territori del vicariato apostolico delle Missioni del Nord.

Nel 1840 il vescovo Leopold Sedlnitzky, incapace di prendere una posizione rispetto ai matrimoni misti, una questione che aveva assunto grande importanza, si dimise su richiesta di papa Gregorio XVI. Si trasferì a Berlino e in seguito abbandonò il cattolicesimo per abbracciare il protestantesimo. A partire da Robert Herzog, la Santa Sede eserciterà regolarmente il diritto di elezione dei vescovi.

Il 28 ottobre 1925 ha ceduto una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Częstochowa (oggi arcidiocesi).

Il 13 agosto 1930 in forza della bolla Pastoralis officii nostri di papa Pio XI ha ceduto un'altra porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Berlino (oggi arcidiocesi) e contestualmente è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana.

Il 28 giugno 1972 ha ceduto ancora una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della prefettura apostolica di Görlitz (oggi diocesi) e della diocesi di Opole, il cui territorio dal 1922 era stato eretto in amministrazione apostolica.

Nel 1978 la diocesi cedette l'ultimo territorio oltre confine, in Moravia, all'arcidiocesi di Olomouc.

Il 25 marzo 1992, nell'ambito della riorganizzazione delle diocesi polacche voluta da papa Giovanni Paolo II con la bolla Totus tuus Poloniae populus, ha ceduto ulteriori porzioni di territorio a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Kalisz e di Legnica.

Il 24 febbraio 2004 ha ceduto ancora una parte del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Świdnica.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 1.199.332 persone contava 1.152.710 battezzati, corrispondenti al 96,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1958 4.000.000 5.300.000 75,5 2.110 1.500 610 1.895 610 350 1.220
1980 2.654.000 2.953.000 89,9 1.340 904 436 1.980 480 2.452 592
1990 3.025.900 3.117.470 97,1 1.545 1.141 404 1.958 669 1.878 653
1999 1.470.100 1.580.039 93,0 1.105 780 325 1.330 548 1.341 403
2000 1.470.100 1.580.039 93,0 1.099 777 322 1.337 521 1.315 404
2001 1.470.100 1.580.039 93,0 1.094 771 323 1.343 516 1.309 407
2002 1.470.100 1.580.000 93,0 1.121 787 334 1.311 506 1.308 410
2003 1.470.100 1.580.000 93,0 1.134 799 335 1.296 523 1.321 410
2004 1.470.100 1.580.000 93,0 1.163 814 349 1.264 520 1.261 413
2010 1.152.710 1.199.332 96,1 950 602 348 1.213 462 832 300

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Zgromadzenia męskie. URL consultato il 25/11/2012.
  2. ^ Zgromadzenia żeńskie. URL consultato il 25/11/2012.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

diocesi Portale Diocesi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diocesi