Teatro Garibaldi (Palermo)

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Teatro Garibaldi
Teatro garibaldi palermo.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPalermo
IndirizzoVia Castrofilippo, 30
Dati tecnici
TipoA ferro di cavallo
FossaPresente
Capienza150 posti
Realizzazione
Costruzione1861
ArchitettoPietro Cutrera
Ingresso del teatro

Il Teatro Garibaldi di Palermo si trova nel quartiere La Kalsa, a pochi passi dalla Basilica La Magione.

Il teatro venne inaugurato nel 1861 da Garibaldi, che vi fece un discorso alla folla. Dall'inaugurazione ha subito negli anni varie trasformazioni. Rimase a lungo chiuso e riaprì solo nel 1906. Dalla metà degli anni cinquanta ai primissimi anni sessanta venne utilizzato anche come cinematografo col nome "Araldo" e successivamente venne abbandonato per essere riaperto soltanto negli anni novanta. Attualmente, dopo un lungo periodo di degrado, sono cominciati lavori di riqualificazione che hanno suscitato numerose polemiche tra la popolazione ed il mondo dell'arte perché stanno snaturando questo rudere di teatro all'italiana privandolo di quel fascino che ha attirato numerosi artisti negli ultimi vent'anni:[1] da Wim Wenders a Carlo Cecchi (che ne fu il direttore artistico per una decina d'anni).

Diretto da Matteo Bavera, il teatro Garibaldi è stato impegnato negli ultimi anni in produzioni e co-produzioni con nomi di grande rilevanza europea, quali Carlo Cecchi, Emma Dante, Peter Brook, Antonio Latella, Davide Enia e Wim Wenders (il quale ha girato una scena del suo film Palermo Shooting all'interno).

Il teatro ha subito degli interventi che ne hanno cambiato gli interni; i lavori si sono conclusi nel maggio del 2010.[2] Il 13 aprile 2012 il Teatro è stato occupato da una sessantina di artisti, lavoratori e lavoratrici dello spettacolo[3]. Tra il 2017 e il 2018, in concomitanza con la designazione a capitale italiana della cultura del capoluogo siciliano, il Teatro Garibaldi è stato quartier generale della dodicesima edizione di Manifesta, biennale itinerante d'arte contemporanea, nonché parte stessa della manifestazione, ospitando, tra l'altro, opere di Giorgio Vasta e Wu Ming[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]