Wu Ming

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"Ritratto" successivo all'uscita dal gruppo di Luca Di Meo (Wu Ming 3) nel 2008

Wu Ming (per esteso: Wu Ming Foundation) è un collettivo di scrittori provenienti dalla sezione bolognese[1] del Luther Blissett Project (1994-1999), divenuto celebre con il romanzo Q.

A differenza dello pseudonimo aperto "Luther Blissett", "Wu Ming" indica un preciso nucleo di persone, attivo e presente sulle scene culturali dal gennaio del 2000. Il gruppo è autore di numerosi romanzi, tradotti e pubblicati in molti paesi, e nel 2008 descrisse parte della propria produzione come appartenente a un corpus di opere che propose di chiamare, provvisoriamente, New Italian Epic.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Logo di Wu Ming dal 2001 alla primavera del 2008, quando dal quintetto è uscito Luca Di Meo (Wu Ming 3). L'immagine è stata rimossa dal sito del collettivo nel 2008

Il fatto che il gruppo si chiami "Senza nome" ha spesso generato equivoci sul presunto anonimato dei suoi membri, i cui nomi anagrafici sono invece noti e riportati anche sul sito ufficiale[2].

Dal 2000 alla primavera del 2008, la formazione ha compreso:

Il 16 settembre 2008 il gruppo ha annunciato l'uscita di Luca di Meo dal collettivo, avvenuta nella primavera precedente[3].

Ciascuno dei quattro membri ha un nome d'arte individuale, una produzione "solista" e una "voce" autoriale autonoma, riconoscibile dai lettori.

Significato del nome e posizione sul copyright[modifica | modifica sorgente]

In cinese mandarino "wu ming" significa "senza nome" (caratteri tradizionali: 無名; caratteri semplificati: 无名; pinyin: wú míng) oppure "cinque nomi" (cinese: 五名; pinyin: wǔ míng), a seconda di come viene pronunciata la prima sillaba. Il nome d'arte è inteso tanto come tributo alla dissidenza ("Wu Ming" è un modo di firmarsi frequente presso i cittadini cinesi che chiedono democrazia e libertà di parola) quanto come rifiuto dei meccanismi che trasformano lo scrittore in divo[4][5][6].

A questa scelta si lega anche la particolare posizione degli autori in ordine al diritto d'autore: tutte le opere di Wu Ming sono infatti pubblicate sotto licenza Creative Commons e dal sito ufficiale del gruppo è possibile scaricare i testi integrali, per i quali è consentita una riproduzione (totale o parziale) in qualunque formato, tranne che per scopi commerciali.

Giap[modifica | modifica sorgente]

Di notevole importanza nella produzione del collettivo è il loro blog Giap.

Apparizioni e immagine pubblica[modifica | modifica sorgente]

Il collettivo Wu Ming si impegna in estesi tour di presentazioni e incontri con i lettori (oltre seicento iniziative nel periodo 2000-2010) e i suoi membri appaiono spesso in pubblico.

I Wu Ming rifiutano di mettersi in posa per servizi fotografici e hanno come politica di non apparire mai in video. Non hanno mai accettato inviti a trasmissioni televisive. Nemmeno sul loro sito ufficiale sono disponibili immagini dei loro volti. La loro politica è quella di apparire soltanto di persona, in carne e ossa.

Il gruppo ha riassunto questa impostazione in un motto: "Trasparenti verso i lettori, opachi verso i media". Ecco come Wu Ming 1 ha spiegato la posizione del gruppo in un'intervista del 2007:

« "Una volta che lo scrittore diventa un volto separato e alienato (nel senso letterale), comincia una ridda cannibalica, quel volto appare ovunque, quasi sempre a sproposito. La foto testimonia la mia assenza, è un vessillo di distanza e solitudine. La foto mi blocca, congela la mia vita in un istante, nega il mio trasformarmi in qualcos'altro, il mio divenire. Divento un 'personaggio', un tappabuchi per impaginazioni frettolose, uno strumento che amplifica la banalità. Al contrario la mia voce, con la sua grana, con i suoi accenti, con la sua dizione imprecisa, le sue tonalità, ritmo e pausa, tentennamenti, è la testimonianza di una presenza anche quando non ci sono, mi porta vicino alle persone, e non nega il mio divenire perché è una presenza dinamica, mossa, tremolante anche quando sembra ferma."[7] »

Una trattazione più approfondita di questa posizione si trova in "La carne, le ossa, i volti di Wu Ming", primo paragrafo del testo di Wu Ming 1 Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off (marzo 2009) [8].

Nell'ottobre 2009, in un intervento alla giornata seminariale "Scrittori all'Arsenale" (Venezia), Wu Ming 1 ha spiegato:

« "Se potete evitare di fotografarci è meglio, [non fotografarci] è al vostro buon cuore, noi chiaramente non possiamo impedirvi di farlo. Esistono foto nostre, [scattate] durante presentazioni, [...] mentre lavoriamo. La vera discriminante, il vero distinguo è che noi non ci mettiamo in posa per servizi fotografici, le nostre interviste non sono mai corredate da nostre foto."[9] »

L'insistenza dei Wu Ming sulla voce contrapposta all'immagine si concretizza in una sezione del loro sito, l'Audioteca ("a cui teniamo quasi come alle pupille dei nostri occhi"[10]), che raccoglie files in formato mp3 con loro interventi pubblici, conferenze, letture, collaborazioni con musicisti etc.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi collettivi[modifica | modifica sorgente]

Raccolte di racconti[modifica | modifica sorgente]

Romanzi solisti[modifica | modifica sorgente]

Romanzi brevi[modifica | modifica sorgente]

Romanzi “totali”[modifica | modifica sorgente]

Saggi e scritti vari[modifica | modifica sorgente]

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Audiolibri[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiature[modifica | modifica sorgente]

Introduzioni, prefazioni, postfazioni[modifica | modifica sorgente]

Traduzioni di Wu Ming 1[modifica | modifica sorgente]

Wu Ming 1 ha anche scritto un breve saggio su come rendere in italiano la prosa di Elmore Leonard, pubblicato nel catalogo del Courmayeur Noir in Festival 2006, durante il quale Leonard ha ricevuto il Raymond Chandler Award[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nonostante i media spesso li definiscano "autori bolognesi", in realtà soltanto un membro del collettivo, Wu Ming 2, è nato a Bologna (Intervista a Wu Ming 2 sul settimanale bolognese "La Stefani"
  2. ^ «Il fatto che i Police avessero quel nome non significa che Sting, Andy Summers e Stewart Copeland fossero poliziotti, giusto?» (Intervista alla rivista inglese 3AM Magazine del 19 agosto 2003.
  3. ^ "Un dispaccio col cuore in mano e l'anima oltre le fiamme", da Giap n. 1, nona serie, settembre 2008.
  4. ^ "Raccontare storie è un lavoro peculiare, che può comportare vantaggi a chi lo svolge, ma è pur sempre un lavoro, tanto integrato nella vita della comunità quanto lo spegnere incendi, arare i campi, assistere i disabili etc. [...] Il narratore ha il dovere di non credersi superiore ai suoi simili. È illegittima qualsiasi concessione all'immagine idealistica e romantica del narratore come creatura presuntamente più 'sensibile', in contatto con dimensioni dell'essere più elevate, anche quando scrive di assolute banalità quotidiane. "Wu Ming" è anche un riferimento al terzo verso del Dàodéjīng (Tao Te Ching): "Wu ming tian di zhi shi"(無名天地之始), "Senza nome è l'origine del cielo e della terra". In fondo anche gli aspetti più ridicoli e da baraccone del mestiere di scrivere si basano su una versione degradata del mito dell'artista, che diventa "divo" proprio perché lo si crede in qualche modo superiore ai 'comuni mortali', meno meschino, più interessante e sincero, in un certo senso eroico poiché sopporta i 'tormenti' della creazione. Il fatto che lo stereotipo dell'artista 'macerato' e 'tormentato' susciti più sensazionalismo e abbia più peso della fatica di chi ripulisce fosse biologiche, fa comprendere quanto distorta sia l'attuale scala di valori." Da una dichiarazione di Wu Ming di settembre 2000.
  5. ^ In occasione dell'uscita del primo romanzo, Q, quando non erano ancora conosciuti i nomi dei veri autori, diverse ipotesi furono avanzate negli ambienti letterari, tra le quali quella di una produzione firmata Umberto Eco, ipotesi che fu, peraltro, prontamente smentita. Forse per via di questo precedente, nel 1997 un pamphlet anonimo intitolato "Il nome multiplo di Umberto Eco", da più parti ritenuto una pubblicazione di estrema destra, accusò Eco di essere la mente dietro il progetto Luther Blissett, asserzione ridicolizzata tanto dall'interessato quanto dagli aderenti al progetto.
  6. ^ Nella pagina biografica sul sito ufficiale di Wu Ming è presente una sezione intitolata "Elenco incompleto di leggende urbane e dicerie sul nostro conto".
  7. ^ The Perfect Storm, ovvero: l'intervista-monstre, da Giap n.10, ottava serie, 18 aprile 2007. Collage di botta-e-risposta da: Pulp n.66 (marzo 2007), Il Mucchio n. 633 (aprile 2007), Tribe n.101 (aprile 2007), Carta n.12 (anno V, 31/03/2007), Off (23/03/2007) e ilveronese.it. Sul sito del collettivo, in corrispondenza delle parole "la mia voce" c'è un collegamento a un file mp3. Si tratta della voce di P. T. Barnum incisa nel 1890 su un fonografo di Edison.
  8. ^ Wu Ming 1, Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off. Due modi di gettare il proprio corpo nella lotta (pdf). Si tratta di un confronto tra le diverse poetiche di Wu Ming e del romanziere Tiziano Scarpa, a partire da uno scritto di quest'ultimo molto critico nei confronti dei Wu Ming e del loro libro New Italian Epic.
  9. ^ Wu Ming 1, "Dal filosofo mascherato allo scrittore-guerriglia", intervento all'incontro "Scrittori all'Arsenale / Sottrazioni d'autore", organizzato dal laboratorio Ibridamenti e svoltosi alla Sala delle Galeazze dell'Arsenale di Venezia il 23 ottobre 2009. Mp3 nell'audioteca di wumingfoundation.com.
  10. ^ Ibidem
  11. ^ Elmore to be presented Raymond Chandler Award, elmoreleonard.com, July 29, 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Muchetti, Storytelling. L'informazione secondo Luther Blissett, Arcipelago Edizioni, 2008
  • Gaia De Pascale, Wu Ming. Non soltanto una band di scrittori, Il Nuovo Melangolo, 2009


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]