Ro.Go.Pa.G.

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Ro.Go.Pa.G.
La ricotta Pasolini.JPG
Un momento dell'episodio La ricotta: il set della Passione (al centro Orson Welles)
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1963
Durata 110 min
Dati tecnici B/N e a colori
Genere commedia, drammatico
Regia Roberto Rossellini (Illibatezza)
Jean-Luc Godard (Il nuovo mondo)
Pier Paolo Pasolini (La ricotta)
Ugo Gregoretti (Il pollo ruspante)
Sceneggiatura Jean-Luc Godard, Pier Paolo Pasolini, Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti
Produttore Angelo Rizzoli, Alfredo Bini, Alberto Barsanti
Casa di produzione Arco Film, Cineriz, Lyre Film
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Jean Rabier (Il nuovo mondo), Tonino Delli Colli (La ricotta)
Montaggio Nino Baragli
Musiche Carlo Rustichelli
Interpreti e personaggi
Illibatezza
Il nuovo mondo
La ricotta
Il pollo ruspante
Doppiatori originali
Episodi
Premi

Ro.Go.Pa.G. è un film del 1963 diviso in quattro episodi, il cui titolo è una sigla che identifica i registi dei quattro segmenti: Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Illibatezza[modifica | modifica wikitesto]

Anna Maria è un'assistente di volo sugli aerei Alitalia ed è spesso lontana dall'Italia e dal suo fidanzato, perciò i due si scambiano filmini in Super 8. A Bangkok, la protagonista riceve le attenzioni di un passeggero statunitense di mezza età molto ossessivo; perciò il fidanzato di Anna Maria interpella uno psichiatra che consiglia alla protagonista di cambiare completamente il proprio look diventando provocante e aggressiva. L'americano, che vedeva in Anna Maria il suo ideale di donna angelica e materna, perde così ogni interesse per lei.

Il nuovo mondo[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo dei quartetti per archi di Ludwig van Beethoven (n. 7, 9, 10, 14 e 15), una voce fuori campo racconta la vicenda con un linguaggio da romanzo classico, con qualche battuta di dialogo dei protagonisti nella seconda metà della pellicola. Il narratore è un abitante di Parigi ai giorni nostri, che dopo avere raccontato brevemente il modo in cui ha conosciuto la sua fidanzata Alexandra, legge su un giornale di una forte esplosione atomica 120.000 metri sopra Parigi.

Alexandra Stewart in una scena dell'episodio Il nuovo mondo

La vita tuttavia prosegue come ogni giorno, anche se l'uomo rileva delle stranezze nel comportamento della fidanzata. Dopo avergli dato appuntamento, Alexandra non si presenta; lui la sorprende in piscina, nell'atto di baciare sulla bocca uno sconosciuto.

Alla richiesta di una spiegazione, non sa fornirla; inoltre confonde una parola per un'altra, "assolutamente” invece di "evidentemente”, e porta infilato nella biancheria intima un pericoloso coltello. Il protagonista si rende conto che la gente intorno a lui si comporta in maniera inspiegabile, per esempio tutti sembrano assumere a ogni momento pasticche di origine ignota.

Il linguaggio sembra subire sottili modifiche: Alexandra gli dice "io ti ex-amo”. Il protagonista si rende conto che l'esplosione atomica non ha distrutto la vita biologica, ma il senso comune, e scrive un "diario dell'ultimo appartenente al regno della libertà” prima di precipitare in un mondo surreale e illogico.

La ricotta[modifica | modifica wikitesto]

Nella campagna romana, una troupe è impegnata nelle riprese di una passione di Cristo. Stracci, la comparsa che interpreta il ladrone buono, regala ai propri familiari il cestino del pranzo appena ricevuto dalla produzione. Essendo affamato, si traveste da donna per rimediare un secondo cestino, che viene mangiato dal cagnolino della prima attrice del cast. Sul set giunge intanto un giornalista che intervista il regista; terminata l'intervista, il giornalista trova Stracci che accarezza il cane e glielo compra per mille lire. Con i soldi, Stracci corre a comprarsi una ricotta per sfamarsi, ma viene chiamato sul set e legato alla croce per la ripresa dei lavori; alla successiva interruzione, corre a mangiare la ricotta e, sorpreso dagli altri attori, viene invitato ad abbuffarsi con i resti del banchetto preparato per l'ultima cena. Al momento di girare la scena della crocifissione, muore di indigestione sulla croce. Il regista, senza ombra di commozione, commenta: "Povero Stracci. Crepare... non aveva altro modo di ricordarci che anche lui era vivo...".

Il pollo ruspante[modifica | modifica wikitesto]

Si alternano due scene: la prima tratta di una riunione in cui si vede un signore - che parla grazie ad un laringofono - che legge il suo discorso - battuto da una occhialuta donna su una macchina stenografica - sul nuovo modo di vivere e di attrarre i compratori verso un prodotto; nella seconda scena c'è una famiglia di 4 persone che segue sempre più la moda, lasciandosi condizionare dalle pubblicità e dalle tendenze dei loro piccoli figli. Una domenica, il capo famiglia, cioè il signor Togni, va in gita con la moglie e i figli, sulla sua Fiat 600. Durante il viaggio viene indispettito dai sorpassi delle altre automobili. Fermatosi ad un Autogrill per la colazione, compra ai figli ninnoli e dolciumi; la famiglia visita poi un lotto di terreno da acquistare per costruirci la propria villetta a schiera, ma il prezzo richiesto è troppo alto. I coniugi allora litigano insoddisfatti; nel ritorno a casa Togni, umiliato e frustrato dai continui sorpassi delle altre vetture, compie una manovra imprudente provocando un frontale.

Censura[modifica | modifica wikitesto]

Pier Paolo Pasolini per l'episodio La ricotta venne condannato per vilipendio della religione; la decisione fu mitigata da un'amnistia; la pellicola tornò sugli schermi con modifiche del sonoro e alcuni tagli. Oltre alla modifica della didascalia iniziale e della considerazione finale di Orson Welles, che in origine suonava «crepare è stato il suo solo modo di fare la rivoluzione». Furono inoltre sostituite frasi come «via i crocifissi!», che viene urlata in sequenza da personaggi del set e della strada e financo da un cane; piccoli tagli determinarono anche l'accorciamento di alcune sequenze ritenute imbarazzanti, come quella dell'orgasmo di Stracci legato alla croce e quella del momento di goliardica ilarità che interrompe la costruzione della deposizione.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Moravia ne L'Espresso, del 3 marzo 1963 scrisse riguardo alla pellicola:[1]

« Dobbiamo premettere che un solo giudizio si attagli a quest'episodio: geniale!. Non vogliamo dire con questo che sia perfetto o che sia bellissimo; ma vi si riscontrano i caratteri della genialità, ossia una certa qualità di vitalità al tempo stesso sorprendente e profonda. L'episodio di Pasolini ha la complessità, nervosità, ricchezza di toni e varietà di livelli delle sue poesie; si potrebbe anzi definire un piccolo poema di immagini cinematografiche. Da notarsi l'uso nuovo ed attraente del colore e del bianco nero. Orson Welles, nella parte del regista straniero che si lascia intervistare, ha creato con maestria un personaggio indimenticabile »

Il nuovo mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo mondo rappresenta insieme ai successivi Les carabiniers e Il profeta falsario (Le grand escroc) una sorta di "trilogia rosselliniana”[2]. Godard è da sempre ammiratore del regista italiano, ma non lo conosce personalmente, e tra l'altro Rossellini è sospettoso nei suoi confronti; a fare da mediatore è François Truffaut. Quando nel febbraio 1962 un giornalista domanda a Godard se abbia un maestro, la risposta è: "No, o forse solo uno, per la sua volontà d'indipendenza: Rossellini.[3]

Alla Mostra del cinema di Venezia 1962, dove è venuto a presentare Questa è la mia vita, Godard incontra il produttore Alfredo Bini,[2] che gli propone di partecipare a un film a episodi in collaborazione con tre registi italiani: Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini e Ugo Gregoretti. Godard accetta e decide di filmare alla massima velocità il proprio episodio, utilizzando attori poco conosciuti ma vicini alla Nouvelle vague: la canadese Alexandra Stewart e Jean-Marc Bory. Le riprese terminano in un giorno, il 24 novembre 1962 (la stessa data del quotidiano L'Humanité dal quale il narratore apprende dell'esplosione atomica).[2]

Il tema di questo atipico film di fantascienza si potrebbe definire "il felice inizio della fine del mondo”; l'ispirazione viene al regista dalla lettura del romanzo Io sono leggenda dello scrittore fantascientifico statunitense Richard Matheson.[2] La ragione che abdica al suo ruolo dominante e la rappresentazione di un futuro prossimo già contenuta dell'architettura avveniristica della Parigi di oggi anticipano l'ambientazione del successivo Agente Lemmy Caution, missione Alphaville, girato due anni più tardi, come pure le inquadrature notturne, le luci ammiccanti, le autovetture che corrono indifferenti nelle strade trafficate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Moravia, Un film a episodi. L'uomo medio sotto il bisturi, in L'Espresso, 3 marzo 1963. citato in Alcune recensioni a RoGoPaG allegate al fascicolo processuale, su pasolini.net. URL consultato il 24 maggio 2014.
  2. ^ a b c d (FR) Antoine de Baecque, Godard, biographie, Paris, Ed.Grasset, 2010, ISBN 9782246647812.
  3. ^ Journal de Genève, 12/13 maggio 1962.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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