Porcile (film)

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« Ho ucciso mio padre, ho mangiato carne umana, ed ora tremo di gioia. »

(Unica frase pronunciata dal cannibale)
Porcile
Pierre Clementi Porcile.png
Pierre Clementi in una scena del film (dall'episodio del cannibale)
Paese di produzioneItalia
Anno1969
Durata98 min
Generedrammatico
RegiaPier Paolo Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti e Fabio Garriba
SoggettoPier Paolo Pasolini
SceneggiaturaPier Paolo Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti
ProduttoreGian Vittorio Baldi
FotografiaArmando Nannuzzi e Tonino Delli Colli (primo episodio), Giuseppe Ruzzolini (secondo episodio)
MontaggioNino Baragli
MusicheBenedetto Ghiglia
ScenografiaDanilo Donati
Interpreti e personaggi

Porcile è un film del 1969 diretto da Pier Paolo Pasolini. Il film, fortemente criticato, è suddiviso in due parti che si uniscono durante l'intreccio che vogliono denunciare il potere e l'influenza negativa che hanno alcuni genitori nei confronti dei figli. Per l'incipit di ciascun episodio vengono riprese e lette delle lapidi nelle quali si parla della disobbedienza dei figli verso i genitori e delle tragiche e severe conseguenze.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due episodi paralleli: nel primo la storia di una famiglia borghese tedesca capeggiata da un padre fascista il cui figlio viene divorato dai maiali con cui è solito accoppiarsi, nel secondo la storia di un giovane affamato che vaga in una desolata landa vulcanica (girato sull'Etna) ove diverrà cannibale e al quale si aggiungeranno altri individui, verranno in seguito tutti condannati ad essere sbranati dai cani randagi.

Episodio di Julian[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Pierre Léaud in una scena del film

Durante il 1967, in una villa della Germania a Godesberg, il rampollo Julian conduce un'esistenza piatta e priva di ideali, confinato in un mondo tutto suo, senza accorgersi che sta soffocando il sentimento d'amore della sua amica Ida. Il padre Herr Klotz cerca di convincere il figlio ad affrettarsi per le nozze con la ragazza, ma questi è irremovibile, perché nasconde un perverso segreto: l'amore per gli animali. Infatti in ogni momento, quando ha un po' di libertà, Julian entra nella stalla e si concede ai maiali con rapporti anali.

La situazione familiare si aggrava ancora di più quando il povero Julian cade in uno stato di trance allungandosi su una poltrona, rimanendo indifferente a tutto quello che gli accade intorno. Nel frattempo alla villa giungono due uomini, uno dei quali, Guenther, presenta a Klotz il signor Herdhitze, suo vecchio compagno d'armi. Herdhitze ora vorrebbe entrare in società con Klotz. L'uomo rifiuta ma poi è costretto a ripensarci a causa della rivelazione di Guenther degli scabrosi rapporti di Julian con i porci.

Mentre tutto ciò sta succedendo, Julian si riprende e si decide una volta per tutte ad avere una discussione chiara e precisa con Ida, rivelandole le sue idee riguardo l'amore, pur non parlandole dei suoi rapporti. Dopodiché, mentre Ida abbandona la villa per sposarsi con un altro e mentre Klotz e Herdhitze formano una compagnia, Julian si dirige al porcile, facendosi divorare dai suini.

Episodio del cannibale[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è ambientata nel 1500 sulle pendici dell'Etna in Sicilia, ed è totalmente muto fino alla battuta finale del protagonista. Un uomo si aggira uccidendo e mangiando insetti e piccoli animali, provando piacere e dolore allo stesso tempo. Fugge da guarnigioni di soldati, temendo di poter essere visto e si avvicina solo a cadaveri. Ben presto l'uomo comincia ad non essere più soddisfatto di mangiare carne animale e vuole sperimentare la carne umana; e poco tempo dopo, vedendo la stessa guarnigione che aveva visto all'inizio del film, riesce ad attirare un soldato per poterlo uccidere.

Dopo varie carneficine la notizia giunge in un villaggio. Ben presto vengono circondati e catturati dagli abitanti. Maracchione ordina che vengano eretti dei pali ai quali verranno legati i cannibali: questi saranno infine lentamente divorati dai cani randagi.

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