Antonino Faà di Bruno (attore)

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Antonino Faà di Bruno
15 dicembre 1910 – 3 maggio 1981
Nato aLondra
Morto aAlessandria
Cause della mortetrauma cranico
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Italia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
ArmaFanteria
UnitàGranatieri
Anni di servizio1941 - 1964
GradoGenerale di brigata
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna dell'Africa Orientale Italiana
Decorazionivedi sotto
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Antonino Faà di Bruno nel film Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (1974)

Antonino Faà di Bruno (Londra, 15 dicembre 1910Alessandria, 3 maggio 1981) è stato un generale, attore e nobile italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni e la carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Antonino Faà di Bruno nel film Il secondo tragico Fantozzi (1976)

Appartenente alla nobile dinastia piemontese dei marchesi Faà di Bruno da cui provenivano anche il beato Francesco Faà di Bruno ed il capitano di vascello Emilio Faà di Bruno, eroe deceduto nella battaglia di Lissa del 1866, Antonino era figlio del marchese Alessandro Faà di Bruno (1873-1967), console generale a Londra fra il 1900 ed il 1915, e di sua moglie Fanny Costì (1881-1975). Il suo nome era derivato da un antenato omonimo che nel Settecento era stato vescovo di Asti. Un altro suo antenato, Carlo Luigi Buronzo del Signore, era stato arcivescovo di Torino in epoca napoleonica. Sempre per parte della famiglia di suo padre, era discendente diretto dello scrittore illuminista Pietro Verri e del nobile Giberto Borromeo, conte di Arona. Suo fratello fu lo scrittore e giornalista Gianluigi Faà di Bruno.

Intrapresa la carriera militare, fu membro dell'esercito, tenente dei granatieri in Africa Orientale Italiana dove, ad Asmara nel 1941, si guadagnò una decorazione. Terminata la guerra, nel 1947, prese in moglie Anna Maria Andreini, vedova di suo cugino Emilio (deceduto nel 1943) dalla quale quest'ultimo aveva avuto due figlie.

La carriera cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Quando andò in pensione, congedato col rango di generale di brigata dei granatieri, nel 1964, cominciò una fortunata carriera da attore cinematografico, che intraprese per puro diletto: Carlo Lizzani lo chiamò per interpretare una piccola parte nel film La vita agra, a cui seguono Porcile (1969) di Pier Paolo Pasolini, Amarcord di Federico Fellini,[1] e Come una rosa al naso (1976) di Franco Rossi. Tuttavia i ruoli più ricordati furono quello del militare in pensione e golpista Ribaud in Vogliamo i colonnelli (1973) di Mario Monicelli[2] e quello del duca conte Semenzara nel Secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce (1976).

Uomo di notevole statura (misurava 1 metro e 96 centimetri), dalla voce baritonale e ben impostata, dai lineamenti marcati e particolarmente aristocratici, Faà di Bruno fu un caratterista perfetto per ruoli di personaggi dell'alta nobiltà, cui aderì con innegabile abilità e mestiere. Accanto alle numerose partecipazioni cinematografiche, che fece sino alla fine dei suoi giorni, Antonino Faà di Bruno amava trascorrere la maggior parte del suo tempo nella dimora di campagna di famiglia, ad Istia d'Ombrone, Grosseto, fuori dai clamori e dalla vita pubblica.

Morì ad Alessandria il 3 maggio 1981, all'età di 70 anni, per complicazioni dovute a un trauma cranico, che si era procurato venendo investito da un autobus[3] nei pressi della sua abitazione. Solo qualche mese prima, aveva finito di girare il suo ultimo film, Una vacanza bestiale (1980) di Carlo Vanzina. La sua ultima apparizione fu nella terza puntata del film tv Il minestrone (1981) di Sergio Citti. Alla sua morte lasciò la moglie e le due figlie adottive Camilla e Costanza, già sposate all'epoca dei fatti. Il suo nome tornò agli onori della cronaca alcuni mesi dopo la sua scomparsa, quando la moglie Anna Maria denunciò una colossale truffa pluri-milionaria di cui il marito sarebbe stato vittima poco tempo prima della morte.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al Valor Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Civile
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale (ruoli combattenti)
Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940-43 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940-43
Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito (20 anni)
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di quattro generazioni di Antonino Faà di Bruno
Antonino Faà di Bruno Padre:
Alessandro Faà di Bruno
Nonno paterno:
Luigi Faà di Bruno
Bisnonno paterno:
Alessandro Faà di Bruno
Trisnonno paterno:
Luigi Faà di Bruno
Trisnonna paterna:
Carolina Sappa de' Milanesi
Bisnonna paterna:
Primitiva Della Chiesa di Cervignasco
Trisnonno paterno:
Giacinto Della Chiesa di Cervignano
Trisnonna paterna:
Paola Roggeri
Nonna paterna:
Sofia Sormani Andreani di Missaglia
Bisnonno paterno:
Alessandro Sormani Andreani di Missaglia
Trisnonno paterno:
Giuseppe Sormani di Missaglia
Trisnonna paterna:
Gabriella Buronzo del Signore
Bisnonna paterna:
Carolina Verri
Trisnonno paterno:
Gabriele Verri
Trisnonna paterna:
Giustina Borromeo
Madre:
Fanny Costì
Nonno materno:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Nonna materna:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Federico Fellini, Fellini on Fellini, Da Capo Press, 1976, pp. da 174, ISBN 978-0-306-80673-5.
  2. ^ Roberto Chiti, Enrico Lancia e Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano: testi e strumenti per la scuola e l'università. Gli attori dal 1930 ai giorni nostri; Vol. 1. A - L, Gremese Editore, 2003, pp. da 221, ISBN 978-88-8440-213-4.
  3. ^ Articolo su La Stampa[collegamento interrotto]
  4. ^ Articolo su La Stampa[collegamento interrotto]
  5. ^ (EN) Gene D. Phillips, Some Like It Wilder: The Life and Controversial Films of Billy Wilder, University Press of Kentucky, 1° luglio 2010, pp. da 554, ISBN 978-0-8131-3951-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN110145541821196600473 · LCCN (ENno2015167161