Antonino Faà di Bruno (attore)

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Antonino Faà di Bruno in un fotogramma del film Il secondo tragico Fantozzi, diretto da Luciano Salce (1976).

Antonino Faà di Bruno (Londra, 15 dicembre 1910Alessandria, 3 maggio 1981) è stato un attore, militare e nobile italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente alla nobile dinastia piemontese dei marchesi Faà di Bruno da cui provenivano anche il beato Francesco Faà di Bruno ed il capitano di vascello Emilio Faà di Bruno, eroe deceduto nella battaglia di Lissa del 1866, Antonino era figlio del marchese Alessandro Faà di Bruno (1873-1967), console generale a Londra fra il 1900 ed il 1915, e di sua moglie Fanny Costì (1881-1975). Il suo nome era derivato da un antenato omonimo che nel Settecento era stato vescovo di Asti. Un altro suo antenato Carlo Luigi Buronzo del Signore, era stato arcivescovo di Torino in epoca napoleonica.

Intrapresa la carriera militare, fu membro dell'esercito, tenente dei granatieri in Africa Orientale Italiana dove, ad Asmara nel 1941, guadagnò una decorazione. Terminata la guerra, nel 1947, prese in moglie la vedova di suo cugino Emilio (deceduto nel 1943) dalla quale quest'ultimo aveva avuto due figlie.

Quando andò in pensione, congedato col rango di generale di brigata dei granatieri, nel 1964, cominciò una fortunata carriera da attore cinematografico, che intraprese per puro diletto: Carlo Lizzani lo chiamò per interpretare una piccola parte nel film La vita agra, a cui seguono Porcile (1969) di Pier Paolo Pasolini, Amarcord (1973) di Federico Fellini e Come una rosa al naso (1976) di Franco Rossi. Tuttavia, i ruoli che lo fecero assurgere a mito della commedia all'italiana furono quello del Duca Conte Piercarlo Ing. Semenzara, personaggio presente ne Il secondo tragico Fantozzi (1976) di Luciano Salce, e quello del militare in pensione e golpista Ribaud in Vogliamo i colonnelli del 1973 di Mario Monicelli.

Uomo di notevole statura, era alto 1,96, dalla voce baritonale e ben impostata, dai lineamenti marcati e particolarmente aristocratici, Faà di Bruno fu un caratterista perfetto per ruoli di personaggi dell'alta nobiltà, cui aderì con innegabile abilità e mestiere. Accanto alle numerose partecipazioni cinematografiche, che fece sino alla fine dei suoi giorni, Antonino Faà di Bruno amava trascorrere la maggior parte del suo tempo nella dimora di campagna di famiglia, ad Istia d'Ombrone, Grosseto, fuori dai clamori e dalla vita pubblica.

Morì il 3 maggio 1981 all'età di 70 anni per complicazioni dovute a un trauma cranico, che si era procurato venendo urtato da un autobus[1]. Solo qualche mese prima, aveva finito di girare il suo ultimo film, Una vacanza bestiale (1980) di Carlo Vanzina. La sua ultima apparizione fu nella terza puntata del film tv Il minestrone (1981) di Sergio Citti. Fratello dello scrittore e giornalista Gianluigi Faà di Bruno, lasciò la moglie Anna Maria Andreini e le due figlie adottive Camilla e Costanza, già sposate all'epoca dei fatti. Il suo nome tornò agli onori della cronaca alcuni mesi dopo la sua scomparsa, quando la moglie Anna Maria denunciò una colossale truffa pluri-milionaria di cui il marito sarebbe stato vittima pochissimo tempo prima della morte[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al Valor Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Civile
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (ruoli combattenti)
Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940–43 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa del periodo bellico 1940–43
Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di lungo comando nell'esercito (20 anni)
Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (ufficiali e sottufficiali, 25 anni)

Filmografia cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico di quattro generazioni di Antonino Faà di Bruno
Antonino Faà di Bruno Padre:
Alessandro Faà di Bruno
Nonno paterno:
Luigi Faà di Bruno
Bisnonno paterno:
Alessandro Faà di Bruno
Trisnonno paterno:
Luigi Faà di Bruno
Trisnonna paterna:
Carolina Sappa de' Milanesi
Bisnonna paterna:
Primitiva Della Chiesa di Cervignasco
Trisnonno paterno:
Giacinto Della Chiesa di Cervignano
Trisnonna paterna:
Paola Roggeri
Nonna paterna:
Sofia Sormani Andreani di Missaglia
Bisnonno paterno:
Alessandro Sormani Andreani di Missaglia
Trisnonno paterno:
Giuseppe Sormani di Missaglia
Trisnonna paterna:
Gabriella Buronzo del Signore
Bisnonna paterna:
Carolina Verri
Trisnonno paterno:
Gabriele Verri
Trisnonna paterna:
Giustina Borromeo
Madre:
Fanny Costì
Nonno materno:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Nonna materna:
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Bisnonno materno:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Bisnonna materna:
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Trisnonno materno:
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Trisnonna materna:
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Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN110145541821196600473