Carlo Alberto Pasolini

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Carlo Alberto Pasolini

Carlo Alberto Pasolini (Bologna, 26 giugno 1892Roma, 19 dicembre 1958) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato un ufficiale di fanteria del Regio Esercito, pluridecorato al valor militare e civile. Nel 1921 sposò Susanna Colussi, dalla quale ebbe il 5 marzo 1922 il figlio primogenito Pier Paolo Pasolini e il 4 ottobre 1925 il secondogenito Guido Pasolini.

Il 31 ottobre del 1926, giorno del fallito attentato a Benito Mussolini da parte del giovane anarchico Anteo Zamboni, Carlo Alberto Pasolini comandava una delle compagnie che facevano da protezione al Duce, nell'ambito delle misure di sicurezza organizzate in occasione della manifestazione per l'inaugurazione, a Bologna, dello Stadio Littorio. Pasolini aveva il compito di gestire il servizio d'ordine all'inizio di Via dell'Indipendenza, dove sarebbe passata l'automobile che accompagnava Mussolini alla stazione, al termine delle celebrazioni. Fu proprio lui il primo ad individuare e bloccare il quindicenne attentatore[1], che sarà poi linciato a calci e coltellate dalla scorta fascista.

Nel corso della seconda guerra mondiale fu preso prigioniero e internato in un campo di concentramento in Kenya[2].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Per aver salvato due donne dall'annegamento»
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]