Opération béton

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Opération béton
Opération béton.JPG
Un fotogramma del film
Titolo originaleOpération béton
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneSvizzera
Anno1954
Durata20 min
Dati tecniciB/N
Generedocumentario
RegiaJean-Luc Godard
SoggettoJean-Luc Godard
SceneggiaturaJean-Luc Godard
ProduttoreJean-Luc Godard
Casa di produzioneActua Film, Ginevra
FotografiaAdrien Porchet
MontaggioJean-Luc Godard
MusicheHändel, Bach
Doppiatori originali

Opération béton è il debutto registico di Jean-Luc Godard. Si tratta di un documentario che documenta la costruzione della più alta diga d'Europa, la Grande Dixence in Svizzera.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Godard era tornato nel dicembre 1952 in Svizzera, dove viveva la famiglia, anche per sottrarsi agli obblighi del servizio militare francese (era in possesso della doppia cittadinanza).[1] Qui era stato assunto al cantiere della Grande Dixence per interessamento della madre, che morì in un incidente automobilistico nel 1954.

Assunto dalla Compagnie, lavora al centralino telefonico del cantiere che si trova isolato in montagna, e durante le lunghe ore di inattività concepisce il progetto di un film in 16mm da vendere alla proprietà; un amico gli procura una macchina da presa con tanto di operatore prestati dalla Actua Film di Ginevra, interessata al lavoro. Le riprese iniziano a fine maggio 1954, contemporaneamente alle colate di cemento armato.[2]

Le immagini illustrano, sul sottofondo della musica di Bach e Händel, i quindici anni di lavori necessari alla costruzione della diga che a quel tempo era la più alta del mondo, con l'aggettivazione superlativa e l'enfasi tipica dei documentari di propaganda.[1] L'apprendista regista si avvale di un magnetofono per la presa in diretta del suono che cerca di rendere il più fedele possibile. Le immagini vengono montate a Ginevra durante i fine settimana d'autunno dello stesso anno.[2]

Il corto esce addirittura nelle sale cinematografiche, distribuito insieme a Tè e simpatia di Vincente Minnelli. Con i proventi della vendita del film alla Compagnie de la Grande-Dixence, Godard può permettersi di vivere per due anni e di girare il suo primo corto di fiction, Une femme coquette.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Farassino, 2007, p. 23.
  2. ^ a b de Baecque, 2010, p. 72.
  3. ^ de Baecque, 2010, p. 73.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Antoine de Baecque, Godard - biographie, Parigi, Grasset, 2010, ISBN 9782246647812.
  • Alberto Farassino, Jean-Luc Godard, Il Castoro cinema, 2007, ISBN 9788880330660.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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