Parigi di notte

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Parigi di notte
Montparnasse-Levallois 1.jpg
Johanna Shimkus e Serge Davri nell'episodio "Montparnasse-Levallois" diretto da Jean-Luc Godard
Titolo originale Paris vu par...
Lingua originale francese
Paese di produzione Francia
Anno 1965
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere commedia, drammatico
Regia Claude Chabrol, Jean Douchet, Jean-Luc Godard, Jean-Daniel Pollet, Eric Rohmer Jean Rouch
Sceneggiatura Claude Chabrol, Jean Douchet, Jean-Luc Godard, Georges Keller, Jean-Daniel Pollet, Eric Rohmer, Jean Rouch
Produttore Barbet Schroeder
Casa di produzione Les Films du Losange
Interpreti e personaggi

La Muette

Saint-Germain-des-Prés

Montparnasse-Levallois

Rue Saint-Denis

Place de l'Etoile

Gare du Nord

Episodi

Parigi di notte è un film a episodi del 1965, diretto dai registi francesi Jean-Luc Godard, Claude Chabrol, Jean Douchet, Jean-Daniel Pollet, Éric Rohmer e Jean Rouch, concepito come una sorta di manifesto collettivo della “École du 16 mm” pour la Défense et Illustration de la Nouvelle Vague.[1] L'idea base è quella di raccontare dei tranche de vie ambientati ognuno in un diverso quartiere di Parigi.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La Muette[modifica | modifica wikitesto]

Saint-Germain-des-Prés[modifica | modifica wikitesto]

Montparnasse-Levallois[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Monika ha una relazione con due uomini diversi; decide di lasciare uno dei due e di scrivere invece una lettera d'amore all'altro. Subito dopo avere imbucato le buste nella posta pneumatica, è convinta di avere invertito le due lettere. Corre subito da Ivan, scultore d'avanguardia che lavora il metallo a Montparnasse, ma lui la caccia senza lasciarla spiegare.

Decisa a salvare la situazione, si reca a Levallois-Perret da Roger, che ha un'officina meccanica, e si fa trovare nel suo letto per chiedergli perdono di avere sbagliato lettera. Ma anche lui la caccia: in realtà le buste non erano sbagliate, è lei che si è tradita rivelando all'uno l'esistenza dell'altro.

Rue Saint-Denis[modifica | modifica wikitesto]

Place de l'Etoile[modifica | modifica wikitesto]

Gare du Nord[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il ventiquattrenne Barbet Schroeder, fondatore della casa di produzione Les Films du Losange e collaboratore di Éric Rohmer, è l'ideatore del progetto di questo film a episodi su un tema già parecchio sfruttato eppure evocativo: Parigi. L'obiettivo è un film a basso cachet e svincolato dai grandi produttori commerciali. Ognuno dei sei registi ha libertà di lavorare secondo il proprio stile, utilizzando una pellicola a 16 mm a colori e il sonoro in presa diretta per filmare un angolo della capitale, l'equivalente di un racconto breve in letteratura.[1] I sei registi prescelti sono tutti targati "giovane cinema francese".

Montparnasse-Levallois[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese hanno luogo all'inizio di gennaio 1964, e consistono in dieci piani-sequenza, i quattro più lunghi divisi tra l'atelier di Hiquilly a Montparnasse e l'officina meccanica a Levallois-Perret.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Montparnasse-Levallois[modifica | modifica wikitesto]

Godard ha già anticipato la trama di questo corto in La donna è donna, quando Jean-Paul Belmondo racconta a Anna Karina la storia dell'equivoco con i due amanti come se fosse un aneddoto. In realtà si tratta di un racconto che qualche autore individua all'interno dei Contes du lundi di Jean Giraudoux; in realtà la raccolta Contes du lundi è di Alphonse Daudet, Giraudoux ha scritto Les Contes d'un matin: è in questa raccolta pubblicata nel 1910 che appare il racconto La Méprise, dal quale Godard ha tratto l'aneddoto.

« Avevo un avvenimento, l'ho descritto, ho chiesto ad alcune persone di recitarlo come meglio credevano, tenendo presente che c'era una certa azione, un certo dialogo, un certo ambiente da occupare. Essi l'hanno occupato come hanno voluto, e quindi Albert Maysles si è comportato come un reporter di cinegiornale, come se si trovasse di fronte a un fatto reale, senza influenzarlo minimamente. »
(Jean-Luc Godard[3])

Il regista esita a accettare la proposta del giovane produttore Barbet Schroeder, soprattutto perché lo attira di più l'episodio Gare du Nord assegnato a Jean Rouch.[1]

Il quartiere di Montparnasse e la città-satellite di Levallois-Perret sono i due capolinea dell'autobus n. 94, ma rappresentano anche l'arte a confronto con l'artigianato. Per il ruolo protagonista, Godard ingaggia la giovane attrice canadese Johanna Shimkus presentatagli da Pascal Aubier, assistente alla regia di Parigi di notte. Godard la fa vestire come il personaggio di Angela in La donna è donna (1961) interpretato da sua moglie Anna Karina.

Le riprese vengono affidate all'operatore Albert Maysles, un virtuoso del 16 mm che ha lavorato nel USA con D. A. Pennebaker: dovrà girare le scene come se si trattasse di un réportage, ciò che Godard chiama Action-film per parafrasare l'Action-sculpture praticata da Philippe Hiquilly, che nel film interpreta Ivan, ma nella vita è davvero un artista del ferro.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Antoine de Baecque, Godard - biographie, Paris, ed. Grasset, 2010.
  2. ^ Alberto Farassino, Jean-Luc Godard, Il Castoro cinema, 2007.
  3. ^ Jean-Luc Godard, Il cinema è il cinema, Garzanti, 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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