Renault R9M

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Il motore R9M è un motore diesel prodotto a partire dal 2011 dalla joint-venture tra la Casa automobilistica francese Renault e la nipponica Nissan.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il 1.6 R9M

Costruito nelle linee di montaggio dello stabilimento Renault di Cléon, il motore R9M è uno dei tanti risultati della corsa al downsizing intrapresa da svariate Case automobilistiche per far fronte all'emergenza inquinamento e consumi. Tale tendenza risulta evidente anche nel caso di questa unità motrice da 1.6 litri il cui obiettivo è sostituire il vecchio 2.0 M9R, con l'intento di rimpicciolire le cilindrate ed aumentare le potenze specifiche CV/Litro.

Il motore R9M ha una cilindrata di 1598 cm³, un valore scaturito dalle misure di alesaggio e corsa pari ad 80x79,5 mm. Si tratta perciò di un motore M9R a corsa accorciata (da 90 mm a 79,5 mm), poiché la base per il nuovo motore è stata proprio il 2.0 dCi prossimo al pensionamento. È altresì vero che nonostante la lontana parentela con l'unità più grande, non sono molte le componenti in comune tra le due unità motrici: infatti si calcola che il nuovo 1.6 dCi condivide con il vecchio M9R solo un quarto della componentistica totale (tra cui la distribuzione a catena ed ingranaggi, in luogo della cinghia dentata utilizzata ad esempio negli altri dCi Renault, K9K e F9Q). Il restante 75% è completamente nuovo. Si tratta quindi di un motore quadro molto moderno dal punto di vista tecnologico, basti pensare che per la sua realizzazione sono stati depositati non meno di 30 brevetti e sono state introdotte tecniche e princìpi derivati dal mondo delle corse.
Tra queste caratteristiche spicca innanzitutto il sistema di termoregolazione automatica, con il quale, a motore freddo, viene bloccato l'afflusso di liquido refrigerante alla testata, ed in particolare alle camere di combustione, le quali possono così più facilmente raggiungere la temperatura ottimale di esercizio, dopodiché viene riaperto il passaggio dell'acqua per evitare surriscaldamenti e mantenere la temperatura a regime. Il più rapido raggiungimento della temperatura di esercizio consente inoltre di ridurre dell'1% l'emissione di CO2, poiché si permette al motore di raggiungere più rapidamente al regime di maggior efficienza.
Sempre durante il funzionamento a freddo, è attivo il sistema di ricircolo dei gas di scarico, fattore questo che contribuisce ulteriormente alla riduzione di anidride carbonica. Tale sistema, però, è differente dai soliti sistemi EGR, poiché prevede il passaggio all'interno del turbocompressore e all'interno del filtro antiparticolato, per essere poi raffreddato mediante uno specifico scambiatore di calore e tornare nelle camere di combustione
Altro aspetto non trascurabile sta nella presenza del dispositivo Stop&Start, che contribuisce ulteriormente all'abbattimento di emissioni nocive. Inoltre sono presenti almeno altri due importanti accorgimenti: da una parte il modulatore di turbolenza all'interno della camera di scoppio, grazie al quale è possibile ottenere una migliore combustione e minori sprechi; dall'altra la pompa dell'olio a portata variabile, che adegua il flusso del lubrificante in base al carico del motore.
Infine, non va dimenticato il sistema di iniezione a getti multipli, che consente fino a sei iniezioni per ciclo, consentendo di realizzare una combustione ottimale e senza sprechi.
Grazie a tutti questi accorgimenti introdotti, il 1.6 R9M arriva ad emettere 115 g/km di CO2, ma erogando una potenza massima di 130 CV a 4000 giri/min con una coppia massima di 320 Nm a 1750 giri/min .
Assemblato nelle linee di montaggio dello stabilimento Renault di Cléon, questo motore viene montato su:

Annunciata già nel corso del 2014, una variante biturbo di questo motore è stata introdotta per la prima volta all'inizio del 2015. Lo schema di sovralimentazione è del tipo bi-stadio[1], cioè si ha un turbocompressore di piccole dimensioni e a bassa inerzia che si attiva ai regimi più bassi, mentre un secondo turbocompressore, di maggiori dimensioni e quindi a maggior inerzia, si attiva a regimi più alti mentre il primo perde la sua efficacia. Come risultato si ha appunto una potenza massima di 160 CV a 4000 giri/min, con un picco di coppia pari a 380 Nm a 1750 giri/min. Con tali caratteristiche, questo motore ha trovato posto sotto il cofano di:

  • Renault Scénic IV 1.6 dCi 160cv (dal 10-2016);
  • Renault Espace V 1.6 dCi Biturbo (dal 01-2015);
  • Renault Talisman II 1.6 dCi Biturbo (dal 01-2016);
  • Renault Trafic 1.6 dCi Biturbo (120 e 140 cv)
  • Opel/Vauxall Vivaro 1.6 dCi Biturbo (120 e 140 cv).

Una variante leggermente più potente eroga 165 CV a 4000 giri/min, mentre la coppia massima rimane invariata. Quest'altra variante è stata montata nella Renault Mégane IV 1.6 dCi Biturbo (dal 01/2016).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Auto Tecnica, luglio 2011, Nuovi Periodici Milanesi