Plessy v. Ferguson

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Plessy contro Ferguson è una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1896, rilevante nella giurisprudenza statunitense in quanto sancisce la legittimità della segregazione razziale, avvalorando la dottrina del separate but equal (separati ma uguali).

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine della Guerra Civile Americana nel 1865, nel periodo della Ricostruzione, il governo federale fu in grado di fornire una certa protezione dei diritti civili degli schiavi appena liberati. Ma la Ricostruzione ebbe improvvisamente termine con il Compromesso del 1877 e le truppe federali furono ritirate, lasciando il Sud alla cosiddetta Home Rule che presto portò all'ascesa del Jim Crow System, il quale impediva ai neri di utilizzare le stesse strutture pubbliche (mezzi di trasporto, scuole, chiese) dei bianchi.

La Corte Suprema aveva stabilito, nel 1883, che il quattordicesimo emendamento era applicabile solo su azioni del governo, e non su quelle di privati cittadini; perciò esso non proteggeva le persone da individui o entità private che violassero i loro diritti civili.

Il caso[modifica | modifica sorgente]

Il 7 giugno 1892, Homer Plessy si imbarcò su un treno della ferrovia della East Louisiana Railroad e si sedette in una carrozza destinata ai soli bianchi. Sebbene fosse nell'aspetto di razza bianca caucasica, Plessy era un cosiddetto octoroon, cioè aveva uno degli otto bisnonni di colore, e per questo gli fu chiesto di sedersi nella carrozza per le persone di colore. Al suo rifiuto, fu arrestato e incarcerato.

Durante il dibattimento, Plessy dichiarò che la East Louisiana Railroad gli aveva negato i suoi diritti costituzionali sanciti dal tredicesimo e dal quattordicesimo emendamento; tuttavia, il giudice assegnato al caso, John Howard Ferguson, stabilì che la Louisiana aveva il diritto di regolare le compagnie ferroviarie finché queste operavano entro i confini statali.

Plessy si rivolse dunque alla Corte Suprema della Louisiana, che confermò le parole del giudice Ferguson. Plessy si appellò infine alla Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1896.

Decisione[modifica | modifica sorgente]

Con sette voti favorevoli e uno contrario, la Corte respinse le accuse di Homer Plessy basate sul tredicesimo emendamento, affermando di non riconoscere violazioni da parte dello stato della Louisiana. Inoltre, la maggioranza della Corte respinse la visione per cui le leggi della Louisiana comportavano una inferiorità dei neri, in violazione con il quattordicesimo emendamento.

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