Musei civici (Pesaro)
| Palazzo Mosca - Musei Civici | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Palazzo Toschi Mosca |
| Indirizzo | Piazzetta Mosca n. 29 |
| Coordinate | 43°54′40.18″N 12°54′47.77″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Pinacoteca, museo della ceramica |
| Collezioni | Dipinti, arredi, ceramiche |
| Periodo storico collezioni | dal XIV secolo al XIX secolo. |
| Istituzione | 1936 |
| Fondatori | Comune di Pesaro |
| Apertura | 1936 |
| Proprietà | Comune di Pesaro |
| Gestione | Comune di Pesaro |
| Direttore | Assessorato alla cultura del Comune di Pesaro |
| Visitatori | 10 442 (2022) |
| Sito web | |
I Musei civici di Pesaro si trovano in piazzetta Mosca n. 29 e sono ospitati dal 1936 nella sede di proprietà comunale di Palazzo Mosca, un tempo residenza di una delle più importanti famiglie della nobiltà pesarese.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Residenza della marchesa Vittoria Mosca fino al 1844, l’edificio rimane dimora della sorella Bianca e del marito Tommaso Chiaramonti[1]. Divenuto di proprietà comunale dopo vari passaggi, viene scelto come sede dei Musei civici, fino ad allora ospitati a Palazzo Ducale[1].
Il lascito testamentario della Marchesa (1885), grande collezionista d'arte e ceramiche, costituisce una parte cospicua della raccolta dei Musei civici[2]. La collezione Mosca si va ad aggiungere alla collezione di maioliche rinascimentali del cavaliere Domenico Mazza acquisita dal Comune nel 1857[3] e alla collezione Hercolani Rossini acquisita nel 1883[2].
Completamente rinnovato nel 2013 il percorso espositivo tiene conto di criteri sia cronologici che emozionali[2].
I musei sono celebri soprattutto per la grandiosa Pala di Pesaro di Giovanni Bellini, una delle opere chiave dello sviluppo del Rinascimento veneziano[3]. Allo stesso autore sono riferibili una Testa del Battista e un Padre eterno[4].
Il percorso museale accoglie opere provenienti dal territorio e di maestri marchigiani, veneti, toscani, emiliani e non solo, tra cui Vitale da Bologna, Tintoretto, Ludovico Carracci, Guido Reni, Mattia Preti, Palma il Giovane (Giudizio Universale)[5], parte della collezione rossiniana.
Alcune sale sono poi dedicate alle collezioni di ceramiche, in cui spiccano le maioliche cinquecentesche di produzione locale, soprattutto di Urbino, di Pesaro e di Urbania (Casteldurante). Vi si trovano esposti inoltre arti decorative, arredi e sculture che spaziano dal medioevo al rococò, tra cui anche oggetti di origine ispano-moresca e inglese.
Nel cortile d'ingresso si trova la Medusa, opera tardo-liberty del ceramista Ferruccio Mengaroni.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Alessandra Zanchi, I Musei Civici di Pesaro con collezioni storiche territoriali, su Blog di arte e musei | Artsupp, 27 novembre 2020. URL consultato il 6 agosto 2026.
- 1 2 3 Musei Civici di Palazzo Mosca - Pesaro Musei, su pesaromusei.it, 6 dicembre 2017. URL consultato il 6 agosto 2026.
- 1 2 Tesori d’Italia, Musei Civici: Pinacoteca e Museo delle Ceramiche Pesaro, su Tesori d'Italia Magazine - TesoriMagazine, 28 settembre 2017. URL consultato il 6 agosto 2026.
- ↑ Luigi Benelli, Pesaro, la testa del Battista non è di Marco Zoppo ma di Giovanni Bellini: il libro - CentroPagina, in CentroPagina - Cronaca e notizie dalle Marche, 15 ottobre 2021. URL consultato il 6 agosto 2026.
- ↑ Sito ufficiale della fondazione.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su pesaromusei.it.
- Comune di Pesaro Pesaro Cultura
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 132068707 · ISNI (EN) 0000 0001 0566 9916 · LCCN (EN) n89639567 · GND (DE) 5044203-X · BNF (FR) cb124874802 (data) |
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