Museo civico archeologico di Jesi e del territorio

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Museo civico archeologico di Jesi e del territorio
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàJesi
IndirizzoPalazzo Pianetti
Via XV Settembre, 10
Caratteristiche
TipoArcheologia
Sito web

Coordinate: 43°31′17.08″N 13°14′33.43″E / 43.52141°N 13.24262°E43.52141; 13.24262

Il Museo civico archeologico di Jesi e del territorio di Jesi (AN) ha sede nelle scuderie di Palazzo Pianetti.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa istituzione culturale è nata nel 1785 quando Mons. Cappellari, allora governatore di Jesi, consegnò al Comune delle sculture romane che aveva rinvenuto nel Complesso di San Floriano.

Dal 1867 ai primi anni '90 del XX secolo la collezione, arricchita di altri reperti, fu collocata a Palazzo della Signoria in Piazza Colocci. Venne spostata a Palazzo Pianetti e poi nel complesso di San Floriano nel 2003.

Nel dicembre del 2017 la collezione è definitivamente collocata nelle scuderie di Palazzo Pianetti.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

I reperti vengono presentati secondo un ordinamento cronologico in tre sezioni, riservate rispettivamente alla preistoria, protostoria (civiltà picena) ed età romana. Tra i reperti più interessanti il lapis aesinensis, documento epigrafico con preziose informazioni sulla viabilità nell'Italia centrale, e l'importante complesso di statue e ritratti di età giulio-claudia[2] fra cui si segnalano i busti di Augusto e di Tiberio unitamente alla statua di Agathè Tyche (Buona Fortuna).

  • PALEOLITICO. Nel territorio della Media Vallesina sono stati rinvenuti reperti che certificano la presenza di industrie litiche tra il Paleolitico Inferiore e il Paleolitico medio. Questo territorio attraversato dal fiume Esino costituiva un'importante via di comunicazione tra la zona appenninica e la costa adriatica. Qui, a partire dal Paleolitico Inferiore si insediarono gruppi di cacciatori e raccoglitori. La presenza di cacciatori nella zona risale ad un periodo compreso tra 400.000 e 130.000 anni fa. Sono infatti stati rinvenuti, tra le cittadine di Monte San Vito e di Jesi dei ciottoli scheggiati e dei bifacciali. Il ritrovamento di strumenti di caccia di più pregevole fattura certifica la presenza di industrie litiche in un periodo compreso tra 130.000 e 120.000 anni fa, riconducibili all'Archeuleano recente. Tra Jesi e Monsano gli studiosi hanno certificato la presenza di industrie litiche di tecnica Levallois prive di bifacciali, attive presumibilmente 120.000-80.000 anni fa.
  • NEOLITICO: L'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento, introdotte in Italia dall'Oriente 7.500 anni fa, segnò una tappa fondamentale nel cammino dell'umanità e diede il via alla costruzione di villaggi. Tra questi gli studiosi hanno riconosciuto Monte Cappone, Coppetella e Castel Rosino. Nei villaggi sopra citati venivano praticate la tessitura, la filatura, la lavorazione della selce, l'allevamento e l'agricoltura, che sfruttava la fertilità dei terreni vicini ai fiumi. Risale all'Eneolitico la prima testimonianza di un insediamento jesino. Negli scavi di Palazzo Mestica, infatti, sono stati rinvenuti dei frammenti ceramici prodotti nella metà del quarto millennio.
  • PRIMO MILLENNIO: La media Vallesina è abitata da popolazioni picene che raggiungono un buon livello di benessere grazie al controllo del fiume Esino e allo sfruttamento delle risorse naturali. Tali popolazioni si concentrano tra 800 e 300 a.C. attorno agli attuali centri di Pianello di Castel bellino e Monteroberto. La presenza dei Piceni è attestati dal ritrovamento di alcuni manufatti nei territori di Mergo e Monsano. Nelle zone di San Vittore di Cingoli, Staffolo, Maiolati Spontini, Jesi e Castelbellino sono state rivenute sculture votive, dedicate tra gli altri alla dea Cupra. Alcuni culti risultano mutuati dalla tradizione etrusca (si veda l'Ercole di Pantiere). Le popolazioni picene che abitarono questi territori erano suddivise in comunità di tipo non urbano e questo tipo di organizzazione comporta l'assenza di una cultura comune condivisa. Uomo e donna hanno una sostanziale parità, in particolare nell'accesso a cariche religiose e politiche. Nello specifico all'uomo è riconosciuto il valore militare, mentre alla donna quello di garante della comunità familiare.
  • EPOCA ROMANA: La conquista romana viene sancita con la vittoria ottenuta nella Battaglia del Sentino, del 296 a.C. La prima colonia viene costituita nel terzo secolo e prende il nome di Aesis. Proprio da questa colonia provengono numerosi esempi di scultura colta e con funzione pubblica. Tra queste il complesso onorario rivenuto nella zona del convento di San Floriano nel '700, costituito di statue acefale femminili e togate, oltre a ritratti di Augusto, Tiberio e Caligola. Tra gli altri reperti rinvenuti ci sono iscrizioni funerarie ed onorarie, realizzate tra il primo secolo a.C. e il terzo d.C; frammenti di statue, tra cui una della dea Fortuna; un mosaico costituito da un reticolo di rombi in tessere bianche e nere e delle lastre architettoniche decorate provenienti dalle zone di campagna attorno alla colonia.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Il museo archeologico è collocato nelle Scuderie di Palazzo Pianetti.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Jesi, Riapre il museo archeologico, su comune.jesi.an.it, sez. Arte e Cultura. URL consultato l'8 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2018).
  2. ^ JESI - Musei Civici di Palazzo Pianetti, su www.regione.marche.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  3. ^ Pino Nardella, Taglio del nastro per il nuovo museo archeologico, Jesi città della cultura - CentroPagina - Quotidiano di cronaca e notizie da Ancona, Osimo, Jesi, Fabriano, Senigallia e provincia, su www.centropagina.it. URL consultato il 15 giugno 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]