Museo Omero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Museo tattile statale Omero
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàAncona
IndirizzoMole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28
Caratteristiche
Apertura1993
GestioneMIBAC - Polo museale delle Marche in convezione con il Comune di Ancona
DirettoreAldo Grassini
Visitatori23 529[1] (2015)
Sito web

Coordinate: 43°36′50.98″N 13°30′15.52″E / 43.61416°N 13.50431°E43.61416; 13.50431

Il Museo tattile statale Omero di Ancona è uno dei pochi musei tattili al mondo. Il museo pone il focus sull'esplorazione tattile in quanto fa conoscere l'arte attraverso le mani, dando ai visitatori la possibilità di vedere attraverso il tatto. Nato per promuovere l'integrazione delle persone con disabilità visiva è uno spazio innovativo e accessibile a tutti.

Il museo offre attività educative - come visite animate e laboratori accessibili a tutti - rivolti a scuole, famiglie, gruppi, centri diurni e associazioni disabili[2] guidati da operatori specializzati con un approccio multi sensoriale.

Il museo organizza mostre e rassegne culturali; svolge corsi di formazione, partecipa a convegni, attiva progetti e collaborazioni in Italia e all'estero.

È dotato di una libreria e di un Centro di documentazione aperto alla consultazione e specializzato nei settori della pedagogia speciale e dell'accessibilità ai beni museali per le persone diversamente abili, con pubblicazioni sul tema editate dal Museo stesso.

Il museo offre a enti, istituzioni e privati consulenze sul tema dell’accessibilità e realizza allestimenti di percorsi museali ed esposizioni temporanee accessibili e dotate dei sussidi per non vedenti e ipovedenti.

Sul sito del museo è anche possibile consultare:

  • la rivista vocale e online Aisthesis, scoprire l'arte con tutti i sensi rivista nata per approfondire il tema dell'accessibilità ai beni culturali, della percezione e dell'educazione con contributi di esperti del settore.
  • Art. 27, un'informativa nata per far conoscere i musei e i luoghi della cultura italiani che propongono esperienza inclusive per persone con disabilità.
  • Biennale Arteinsieme nata per favorire l'integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità e di quelle svantaggiate per provenienza da culture altre attraverso la valorizzazione dell'arte e dei beni culturali.

La storia del museo[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 29.05.1993 dal Comune di Ancona con il contributo della Regione Marche su ispirazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il Museo Omero è stato riconosciuto all'unanimità dal Parlamento museo statale con L. del 25 novembre 1999, n. 452, confermandogli una valenza unica a livello nazionale: primo museo tattile statale al mondo.

L'idea di un museo tattile nasce circa otto anni prima della vera e propria fondazione, nel 1985, dai coniugi non vedenti Aldo Grassini e Daniela Bottegoni:

"Io e mia moglie, da viaggiatori appassionati, ci siamo dovuti scontrare sovente con gli assurdi divieti che in tutti i musei vengono posti: 'Non si può toccare!', che riferito ad un cieco è come dire ad un vedente di non poter guardare. Da questa esasperazione è nata l'idea di mia moglie, che ho subito colto al volo, di raccogliere in un luogo le riproduzioni dei grandi capolavori dell'arte, in modo da consentire anche ai ciechi di poterle conoscere e di godere della bellezza dei capolavori del genio umano. Così è nata l'idea del Museo Omero: l'uovo di colombo, una cosa, in fondo, semplicissima, quasi ovvia. Siamo stati, forse, i primi al mondo a pensare questa cosa o, i primi a farla. Comunque sia nel 1993 è nato il Museo Omero e da allora abbiamo portato avanti questo impegno, che, nato come museo comunale, grazie ad un finanziamento della regione, è stato riconosciuto come museo statale ed ora è una realtà"[3]

"Fin dall'inizio, però, non abbiamo pensato a un museo 'solo' per i ciechi, perché l'arte va fruita socialmente, è un'esperienza da fare insieme con gli altri, e non volevamo creare una specie di 'riserva indiana'. Allora abbiamo pensato a un museo allestito in modo da far piacere anche agli occhi, oltre che alle mani. Il Museo Omero è dunque essenzialmente inclusivo, perché prevede anche una ricerca estetica 'visiva' e non solo tattile e la possibilità, vedenti o non vedenti, possano accedere pienamente alle opere esposte. Abbiamo scoperto, nel tempo, che anche i visitatori che ci vedono provano emozioni uniche nel visitare le nostre esposizioni, perché non trovano alcun divieto di toccare. Il concetto è fondamentale, e noi riceviamo molte richieste di consigli e interventi di vario genere da parte di musei e istituzioni che vogliono creare degli spazi 'accessibili' all'interno delle loro strutture."[4]

Nell'estate del 2012 il museo si trasferisce, dalla sede di Via Tiziano 50, nelle sale della Mole Vanvitelliana.

Dal 23.12.2014 il museo è in gestione al Polo museale delle Marche.

L'edificio[modifica | modifica wikitesto]

La struttura pentagonale vista dall'alto con al centro il tempietto neoclassico
Mole Vanvitelliana

Il Museo Omero occupa un intero lato della Mole Vanvitelliana, costruzione di forma pentagonale risalente alla prima metà del 1700. Situata su un'isola artificiale nella zona portuale di Ancona, a pochi passi dal centro città, la Mole, conosciuta anche come ex-lazzaretto, fu destinata nel tempo ad attività di vario genere fino a diventare un centro culturale e polifunzionale.

Attualmente il Museo Omero occupa uno spazio di circa 3 000 metri quadrati distribuito su quattro piani tra collezione, sala conferenze, uffici, laboratori didattici, libreria e deposito.

La collezione e il percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Esplorazione tattile della copia al vero del Trono Ludovisi

La collezione include modellini architettonici, calchi e copie al vero di sculture, in gesso e vetroresina, reperti archeologici dalla preistoria all'epoca romana e sculture originali di artisti contemporanei.

L'attuale allestimento è provvisorio e propone circa 150 opere della collezione permanente organizzate secondo un criterio cronologico.

L'intera collezione è accessibile e fruibile in maniera tattile: a supporto dei disabili visivi sono presenti descrizioni in Braille, in nero e a caratteri grandi, pedane mobili per l'esplorazione delle parti più alte delle sculture.[5]

Prima sala: arte greco-romana[modifica | modifica wikitesto]

Espone calchi e copie al vero di capolavori dell'arte classica, dall'antica Grecia a Roma: la Nike di Samotracia, il Discobolo, il Poseidone, la Venere di Milo, ecc. si affiancano al modello in scala del Partenone; la Lupa capitolina e la ritrattistica romana che si accompagnano al modello volumetrico e in sezione del Pantheon.

L'immagine inquadra in primo piano la copia i resina della Lupa Capitolina a sinistra il modellino architettonico del Pantheon e la copra al vero dell'Arringatore Aulo Metello
Sala romana del Museo Tattile Statale Omero

Seconda sala: arte romanico-gotica[modifica | modifica wikitesto]

La sala è dedicata al periodo medioevale con il modellino di Piazza dei Miracoli di Pisa, della Cattedrale di San Ciriaco, le quattro formelle del Campanile di Giotto e altro ancora. Il modellino del Duomo di Firenze introduce alla sala del Rinascimento.

Panoramica sulla sala con il modellino della Basilica di San Pietro al centr circondata dalle copie di sculture di alcuen opere di Donatello e Michelangelo
Sala rinascimentale del Museo Tattile Statale Omero

Terza sala: arte rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia sala espone il modellino della Basilica di San Pietro, la copia del David di Donatello e di alcuni lavori di Michelangelo: Pietà di San Pietro, Pietà Rondanini, Tondi Pitti e Tondo Taddei, il Mosè, la copia ridotta e il calco della testa del David.

Mani esplorano la scultura in bronzo che rappresenta una mamma ippopotamo con una piccolo sulla schiene e una foglia nello sfondo
Esplorazione della scultura Mater amabilis di Valeriano Trubbiani

Quarta sala: arte contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Al piano superiore sono ospitate le sculture originali di arte contemporanea realizzate da artisti italiani e internazionali dell'area figurativa e informale fra cui: Giorgio De Chirico, Pietro Consagra, Arturo Martini, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Valeriano Trubbiani, Girolamo Ciulla, Mario Lupo, Edgardo Mannucci, Umberto Mastroianni, André Barelier, Sergio Zanni, Pierre Carron, Pietro Annigoni, Aron Demetz, Francesco Messina, Loreno Sguanci, Fulvio Ligi, Luciano Dionisi, Vittorio Morelli, Sanzio Blasi, Roberto Papini, Floriano Bodini, Rosario Ruggiero, Bruno Ceccobelli, Walter Valentini, Giuliano Vangi, Felice Tagliaferri, Paolo Annibali, Tiziana Felicioni, Angelo Rossetti, Jesper Neergard.

Deposito[modifica | modifica wikitesto]

Nel deposito momentaneamente si trovano L'Italia riciclata, dono di Michelangelo Pistoletto, e i reperti archeologici.

Sezione itinerante[modifica | modifica wikitesto]

Il museo ha allestito una sezione itinerante, Bello e Accessibile, per esportare l'approccio multi sensoriale all'arte in altri contesti culturali, veicolando l'idea di una cultura senza barriere a livello nazionale e internazionale.

Il valore della tattilità[modifica | modifica wikitesto]

"Ebbene, chi riesce ad astenersi dal toccare ciò che gli piace e che ama, alzi la mano! Uno slogan del Museo Omero dice: si ama con gli occhi e con le mani. C’è qualcuno che sia capace di guardare soltanto e non toccare un bambino, la persona amata, un oggetto particolarmente caro? E perché questo irrefrenabile istinto non dovrebbe valere anche per le opere d’arte? [..] E perché mai, in tutti i musei incontriamo sempre tanto di cartelli con la scritta “Vietato toccare”, abbinati a transenne, vetrine, segnali d’allarme? Perché i visitatori, tutti i visitatori, non resisterebbero al desiderio di toccare. Il toccare abbatte le barriere dell’estraneità. Si guarda una cosa che è là, fuori di noi, in uno spazio che ci separa. Siamo due realtà separate. Ma quando le tocchiamo, lo spazio si annulla, l’oggetto entra nel nostro mondo, diventiamo una cosa sola. E tutto questo è assai emozionante![6]

Insomma una rivoluzione nell'ambito della museologia, fondata da sempre sul divieto di toccare l'opera d’arte: "non si tratta di un accesso ai capolavori senza una regolamentazione, ma di valutare approfonditamente quando sia realmente necessario realizzare copie e quando, invece, sia possibile permettere di toccare gli originali, perché l’emozione che ne scaturisce è impagabile".[7]

Se per il non vedente l'esperienza tattile con l'opera è una necessità, per chi ci vede è l'occasione per rivalutare un senso dimenticato, perché sopraffatto dalla vista, e scoprire che l'esperienza estetica è più ricca e autentica se passa attraverso il coinvolgimento di tutti i nostri sensi.

Il tema dell’accessibilità ai beni culturali trova un alleato nell'arte contemporanea che utilizza materiali diversi e si apre ad una fruizione multi sensoriale. L'educazione culturale, e quindi anche artistica, e l'educazione al tatto, soprattutto per chi non vede, rimangono comunque imprescindibili per un consapevole apprezzamento estetico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori 2015 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  2. ^ Dipartimento Educazione - Museo Tàttile Statale Omèro, su www.museoomero.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  3. ^ Oltre l'idea di accessibilità Con gli occhi e con le mani a cura della redazione di Network Museum, su networkmuseum.com. URL consultato il 30 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2018).
  4. ^ UN TOCCO D'ARTE: INTERVISTA AL DIRETTORE ALDO GRASSINI, DEL MUSEO TATTILE STATALE OMERO DI ANCONA, su ladante.it.
  5. ^ Museo Tàttile Statale Omèro - Collezione, su www.museoomero.it. URL consultato il 7 settembre 2018.
  6. ^ Aldo Grassini, Per un’estetica della tattilità. Ma esistono davvero arti visive?, Armando Editore, 2015.
  7. ^ Aldo Grassini, Per un’estetica della tattilità. Ma esistono davvero arti visive?, Armando Editore, 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Grassini, Andrea Socrati, Annalisa Trasatti, L'arte contemporanea e i valori della tattilità, Roma, Armando Editore, 2018
  • Aldo Grassini, Per un'estetica della tattilità, Roma, Armando Editore, 2015

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]